“La questione del Rosselli frutto della mancata programmazione dell’offerta formativa”, la nota di “Uniti per Aprilia”

Dopo la polemiche arriva la nota firmata dagli esponenti Gianfranco Caracciolo, Alessandro Mammucari e Stefano Setini

L’anno scolastico non è certamente partito bene per i ragazzi apriliani, in particolare per quanto riguarda quelli iscritti alle scuole superiori. La vicenda delle liste di attesa dell’Istituto Carlo e Nello Rosselli di Aprilia per gestire le iscrizioni in sovrannumero rispetto alla disponibilità degli ambienti con 20 ragazzi che per ora non possono rientrare in classe, porta alla ribalta il tema dell’offerta formativa apriliana e delle infrastrutture disponibili. “Oggi ad Aprilia – si legge in una nota firmata da Gianfranco Caracciolo, Alessandro Mammucari e Stefano Setini – i nostri ragazzi possono scegliere solo tra due grandi indirizzi quello scientifico e quello tecnico, perché la politica in questi anni non si è posto il problema di ampliare l’offerta formativa e prevedere accanto a queste due anche quella professionale relegata nella nostra città ad un istituto il “Mattei” sottodimensionato.

Il risultato della mancata programmazione è duplice. Da un lato assistiamo al dramma della mancanza di ragazzi professionalmente formati, basta chiedere a qualsiasi operatore economico le difficoltà che incontrano per assumere un elettricista, un idraulico, un tornitore o altre figure richieste per svolgere mansioni sempre più complesse nell’ambito del mondo professionale che si sta avviando ad affrontare le sfide delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Da altro tutti i nostri ragazzi vengono indirizzati verso gli istituti scientifici e tecnici presenti nella nostra città senza una vera valutazione delle loro attitudine, indirizzate verso queste scuole per mancanza di alternative formative valide come una citta di oltre 80 mila abitanti richiedere. Il fallimento politico – conclude la nota di Uniti per Aprilia – è evidente e grave perché la funzione della politica anche quella di indirizzare la città verso le scelte ottimali. Ora nella speranza che questi ragazzi possano a breve iniziare il loro percorso scolastico, non possiamo che a tutti di ragionare su come porre rimedio a questo disastro”.

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