Rendiconto di Gestione, l’accusa del PD: “Sale la pressione fiscale ed è ferma la qualità dei servizi”

Fiore: "La discrepanza tra il documento contabile e la relazione dei revisori non rappresentala situazione reale"

«Preliminarmente non possiamo non rilevare la natura “ragionieristica” del Rendiconto di Gestione del 2023: è un elemento, questo, che va oltre le barriere politiche. Ma è importante concentrare l’analisi degli effetti tangibili sull’amministrazione e sulla città stessa che i dati emersi dagli atti, portati oggi in aula, potrebbero sortire. Ci sono una serie di criticità che è necessario evidenziare, prima fra tutte l’aumento della pressione fiscale su ogni cittadino». Così il gruppo consiliare del Partito Democratico, a margine del Consiglio comunale odierno, riunito per l’esame del bilancio consuntivo predisposto dalla giunta Celentano.   

Per il Pd l’incremento della pressione fiscale pro capite è un aspetto cruciale all’interno del documento contabile: «Parliamo di 100 euro in più in capo ai singoli contribuenti, un aumento del 10% che non si è tradotto in un miglioramento tangibile dei servizi offerti. Dalla manutenzione stradale alla raccolta dei rifiuti fino all’innovazione amministrativa, i servizi erogati ai cittadini non brillano certo per efficienza».

«Ulteriormente preoccupante – ha sottolineato la consigliera Daniela Fiore in aula – è l’incapacità dell’amministrazione nel riscuotere le tasse, un deficit strutturale che si manifesta con il solo 29,65% del totale da riscuotere, molto al di sotto del dato medio nazionale al 47%. Altresì è evidente la discrepanza tra alcuni passaggi della relazione dell’organo di revisione e la relazione al rendiconto, in particolare riguardo alla consistenza del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità (FCDE), che obbliga a tenere vincolate le somme».

Proprio rispetto a quest’ultimo dato, la consigliera dem a inizio seduta ha invitato a correggere la relazione in modo da rispecchiare l’andamento crescente del fondo crediti (aumentato di oltre il 10%). «Tuttavia – afferma Fiore – si è ritenuto di procedere al voto senza apportare le dovute rettifiche. Pertanto, resta uno scollamento tra i dati riportati in bilancio e relativi allegati e la relazione di revisione che non consente di ritenere la situazione reale rappresentata correttamente.

«Come gruppo consiliare – aggiungono i consiglieri del Pd – esprimiamo preoccupazione per la politica fiscale fine a sé stessa di questa amministrazione, che non offre una chiara prospettiva di miglioramento dei servizi alla città, ma si limita a mantenere gli equilibri di bilancio attraverso un’eccessiva tassazione. Il giudizio sul rendiconto riflette quello generale sul governo del centrodestra, che rende evidente la necessità di un cambiamento di rotta verso un’azione più orientata al miglioramento e all’efficientamento dei servizi».

L’auspicio per un cambiamento di rotta riguarda anche il settore cultura: «Come riportato nel rendiconto, nell’anno in cui Latina si è candidata al titolo di Capitale della Cultura 2026 – rilevano i dem in chiusura – la copertura finanziaria delle spese per il comparto cultura è pari a 29mila euro, ne abbiamo spesi 750mila. Un dato amareggiante che è necessario invertire».

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