Sul nuovo polo ospedaliero tra Terracina e Fondi il confronto politico sembra appena iniziato e già ci sono molte posizioni diverse sul tema. Salvatore La Penna, consigliere del Partito Democratico alla Pisana mette un punto fermo: l’idea di una nuova struttura sanitaria per il comprensorio non è, in sé, una proposta da respingere. A finire nel mirino è invece il percorso seguito dalla Regione Lazio per rendere possibile l’intervento, attraverso una modifica dei vincoli ambientali arrivata in Aula durante l’esame della variazione di bilancio.
Il Consiglio regionale ha infatti approvato a maggioranza un emendamento che modifica la perimetrazione del Parco regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi e dispone la soppressione del Monumento naturale Lago di Fondi. L’intervento riguarda, in particolare, l’area dell’ex Isola dei Ciurli ed è stato presentato come funzionale alla realizzazione e al potenziamento di infrastrutture destinate alla sanità pubblica.
È proprio sulle modalità che La Penna concentra le proprie critiche. «Non siamo contrari, in linea di principio, all’idea di realizzare un nuovo polo ospedaliero a servizio dei territori di Terracina e Fondi», sottolinea, ricordando come l’ipotesi di un presidio unico sia stata discussa negli anni. Ma, aggiunge, «non si può pensare di affrontare una questione così delicata attraverso un emendamento dell’ultimo minuto».
Secondo il consigliere dem, il provvedimento non avrebbe avuto un adeguato passaggio nelle commissioni prima di arrivare all’esame dell’Aula. Da qui la richiesta di un confronto più ampio anche sulle alternative: «Ci chiediamo inoltre se siano state prese in considerazione altre opzioni riguardo a siti ancora più baricentrici e non gravati da vincoli di alcun tipo».
La questione, per La Penna, non riguarda soltanto dove costruire il futuro ospedale, ma anche come ridisegnare la sanità del comprensorio. Servono, sostiene, «programmazione larga» e chiarezza su progetto, tempi, risorse, impatto sul territorio e organizzazione della rete ospedaliera.
C’è poi il tema del presente. Anche qualora il nuovo polo dovesse entrare in una fase concreta di progettazione, i tempi per arrivare alla realizzazione sarebbero necessariamente lunghi. Nel frattempo restano operativi il Fiorini di Terracina e il San Giovanni di Dio di Fondi. «Non possiamo pensare che i problemi e le necessità di questi due ospedali vengano semplicemente congelati in attesa del nuovo polo», avverte La Penna.
La richiesta finale è quindi rivolta alla Regione e alla sua maggioranza: chiarire quale progetto intenda portare avanti, con quali risorse e in quali tempi, mantenendo contemporaneamente l’attenzione sui due presidi esistenti. «Proprio perché si tratta di un’opera strategica per il territorio – conclude il consigliere Pd – servono trasparenza, programmazione e confronto».