Dopo le polemiche sullo stanziamento previsto dalla Regione Lazio per la Legge 6, arriva anche la presa di posizione di Italia Viva-Casa Riformista di Aprilia. Il segretario provinciale del partito, Vincenzo Giovannini, interviene sul tema delle opere di risanamento igienico-sanitario nelle periferie della città e contesta le risorse destinate quest’anno al capitolo specifico.
Secondo Italia Viva, i fondi stanziati sarebbero del tutto insufficienti rispetto alle necessità del territorio. «Servono milioni, non briciole», sostiene il partito, chiedendo la costruzione di un patto istituzionale tra Regione Lazio, Provincia di Latina, Comune di Aprilia e Acqualatina.
Nella nota, Italia Viva riconosce che la Regione non ha competenza diretta sulle opere pubbliche comunali, che spettano all’amministrazione cittadina. Tuttavia, sottolinea come sul fronte del risanamento igienico-sanitario, e in particolare per gli interventi sulle reti idriche e fognarie, esista uno specifico strumento regionale: la Legge Regionale n. 6.
«È una legge speciale, approvata proprio per i Comuni con forti disagi igienico-sanitari», ricorda il partito, evidenziando come Aprilia sia inserita tra i Comuni interessati.
È proprio sulla dotazione finanziaria prevista per questo strumento che si concentra la critica. «La Regione Lazio quest’anno ha messo circa 500 mila euro. Cioè niente», afferma Italia Viva, sostenendo che una cifra di questo tipo non sarebbe sufficiente a intervenire in maniera significativa sulle numerose criticità presenti nelle periferie.
Il partito richiama quindi la situazione di diverse borgate apriliane, citando Campoleone, Campoverde, Carroceto, Casalazzara, Fossignano e Campo di Carne. Secondo Italia Viva, oltre 20 mila persone vivrebbero in aree ancora prive di alcuni servizi essenziali.
«Non è più possibile che vivano in queste condizioni, senza acqua, senza fogne, senza luce e con strade dissestate», si legge nella nota, che collega alla carenza di servizi anche problematiche legate al degrado e alla sicurezza.
Da qui la richiesta di un intervento più strutturale da parte della Regione.
Italia Viva-Casa Riformista annuncia che chiederà al proprio gruppo in Consiglio regionale del Lazio di presentare una mozione urgente con tre obiettivi: riconoscere l’insufficienza dei 500 mila euro stanziati sulla Legge 6; chiedere maggiori risorse per il risanamento igienico-sanitario di Aprilia; e definire un cronoprogramma degli interventi e dei finanziamenti che coinvolga Regione Lazio, Provincia di Latina, Comune di Aprilia e il gestore del servizio idrico Acqualatina.
«Non servono annunci, servono tubi, depuratori e asfalto», conclude la nota. «Serve ridare dignità di vita e sicurezza alle tante famiglie che vivono in questi contesti. Aprilia non è solo il centro, sono anche le sue periferie».
La questione della Legge 6 torna così al centro del dibattito politico locale e regionale, con la richiesta di trasformare gli stanziamenti in un programma pluriennale di interventi sulle infrastrutture idriche e fognarie delle periferie apriliane.
È evidente che 500 mila euro non rappresentano una cifra sufficiente per realizzare tutte le opere previste dal piano del Nuovo Borgo. Ma la questione è un’altra: se le risorse stanziate non vengono utilizzate nemmeno per realizzare almeno gli interventi per i quali sono già state messe in campo progettualità, a meno di ulteriori stanziamenti di pari entità, quando sarà possibile vedere concretamente realizzate opere attese da anni dal territorio?
Una domanda che si intreccia inevitabilmente con il tema della tutela ambientale. Si continua a parlare di difesa del territorio e dell’ambiente, ma come è possibile raggiungere questo obiettivo se i reflui continuano a essere dispersi senza arrivare al depuratore?
Il tema, quindi, non riguarda soltanto la quantità delle risorse disponibili, ma anche la necessità di trasformare gli stanziamenti in opere concrete, intervenendo su infrastrutture essenziali per la tutela dell’ambiente e per la qualità della vita dei cittadini.
Secondo Italia Viva, i fondi stanziati sarebbero del tutto insufficienti rispetto alle necessità del territorio. «Servono milioni, non briciole», sostiene il partito, chiedendo la costruzione di un patto istituzionale tra Regione Lazio, Provincia di Latina, Comune di Aprilia e Acqualatina.
Nella nota, Italia Viva riconosce che la Regione non ha competenza diretta sulle opere pubbliche comunali, che spettano all’amministrazione cittadina. Tuttavia, sottolinea come sul fronte del risanamento igienico-sanitario, e in particolare per gli interventi sulle reti idriche e fognarie, esista uno specifico strumento regionale: la Legge Regionale n. 6.
«È una legge speciale, approvata proprio per i Comuni con forti disagi igienico-sanitari», ricorda il partito, evidenziando come Aprilia sia inserita tra i Comuni interessati.
È proprio sulla dotazione finanziaria prevista per questo strumento che si concentra la critica. «La Regione Lazio quest’anno ha messo circa 500 mila euro. Cioè niente», afferma Italia Viva, sostenendo che una cifra di questo tipo non sarebbe sufficiente a intervenire in maniera significativa sulle numerose criticità presenti nelle periferie.
Il partito richiama quindi la situazione di diverse borgate apriliane, citando Campoleone, Campoverde, Carroceto, Casalazzara, Fossignano e Campo di Carne. Secondo Italia Viva, oltre 20 mila persone vivrebbero in aree ancora prive di alcuni servizi essenziali.
«Non è più possibile che vivano in queste condizioni, senza acqua, senza fogne, senza luce e con strade dissestate», si legge nella nota, che collega alla carenza di servizi anche problematiche legate al degrado e alla sicurezza.
Da qui la richiesta di un intervento più strutturale da parte della Regione.
Italia Viva-Casa Riformista annuncia che chiederà al proprio gruppo in Consiglio regionale del Lazio di presentare una mozione urgente con tre obiettivi: riconoscere l’insufficienza dei 500 mila euro stanziati sulla Legge 6; chiedere maggiori risorse per il risanamento igienico-sanitario di Aprilia; e definire un cronoprogramma degli interventi e dei finanziamenti che coinvolga Regione Lazio, Provincia di Latina, Comune di Aprilia e il gestore del servizio idrico Acqualatina.
«Non servono annunci, servono tubi, depuratori e asfalto», conclude la nota. «Serve ridare dignità di vita e sicurezza alle tante famiglie che vivono in questi contesti. Aprilia non è solo il centro, sono anche le sue periferie».
La questione della Legge 6 torna così al centro del dibattito politico locale e regionale, con la richiesta di trasformare gli stanziamenti in un programma pluriennale di interventi sulle infrastrutture idriche e fognarie delle periferie apriliane.
È evidente che 500 mila euro non rappresentano una cifra sufficiente per realizzare tutte le opere previste dal piano del Nuovo Borgo. Ma la questione è un’altra: se le risorse stanziate non vengono utilizzate nemmeno per realizzare almeno gli interventi per i quali sono già state messe in campo progettualità, a meno di ulteriori stanziamenti di pari entità, quando sarà possibile vedere concretamente realizzate opere attese da anni dal territorio?
Una domanda che si intreccia inevitabilmente con il tema della tutela ambientale. Si continua a parlare di difesa del territorio e dell’ambiente, ma come è possibile raggiungere questo obiettivo se i reflui continuano a essere dispersi senza arrivare al depuratore?
Il tema, quindi, non riguarda soltanto la quantità delle risorse disponibili, ma anche la necessità di trasformare gli stanziamenti in opere concrete, intervenendo su infrastrutture essenziali per la tutela dell’ambiente e per la qualità della vita dei cittadini.
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