Europa Verde porta in Consiglio comunale il caso della lottizzazione di Scafa di Ponte. Il gruppo ha presentato un’interpellanza e una richiesta di accesso agli atti per ottenere chiarimenti sul Programma integrato d’intervento approvato dalla Regione Lazio lo scorso gennaio con una serie di modifiche, prescrizioni, condizioni e raccomandazioni.
Il progetto prevede 53mila metri cubi di nuova edificazione attraverso una variante al Piano regolatore. Secondo i dati riportati da Europa Verde, l’area edificabile passerebbe dagli originari 3.695 metri quadrati a 54.302, sottraendo superfici precedentemente destinate a verde pubblico. Tra le opere previste figurano un parco attrezzato di 88.682 metri quadrati, 7.240 metri quadrati di parcheggi pubblici e un tratto della strada di collegamento tra la ex provinciale San Felice Circeo e la Pontina.
I dubbi su costi, servizi e infrastrutture
È proprio sulle conseguenze dell’intervento che Europa Verde concentra le proprie richieste. Il consigliere comunale Gabriele Subiaco chiede innanzitutto di conoscere l’istruttoria effettuata dal Comune sulla valutazione dei costi e dei benefici e sulla rispondenza dell’operazione all’interesse pubblico.
Un altro punto riguarda le risorse necessarie per adeguare infrastrutture e servizi. Le prescrizioni regionali interessano infatti strade, reti, marciapiedi, illuminazione e depuratori, ma anche trasporto pubblico, mobilità, raccolta dei rifiuti e protezione civile. Europa Verde domanda quindi quali impegni economici siano stati stimati e come il Comune intenda finanziarli.
Tra le questioni sollevate figurano inoltre la realizzazione dell’intero collegamento tra la SP Badino e la Pontina e la capacità di acquedotto, fognature e depuratori di sostenere il maggiore carico insediativo, soprattutto durante i mesi di maggiore presenza turistica.
«Bisogna verificare la convenienza per la collettività»
Europa Verde esprime una valutazione fortemente critica dell’operazione. Secondo Subiaco, occorre verificare se il progetto possa produrre una reale riqualificazione di Scafa di Ponte oppure rischi di aggravare problemi già presenti sul fronte della viabilità, della mobilità, delle reti e della sicurezza idraulica.
Il gruppo contesta inoltre il modello urbanistico alla base dell’intervento, ritenendo che il risultato possa essere un nuovo insediamento prevalentemente destinato alle seconde case, senza una corrispondente soluzione delle carenze infrastrutturali della zona.
Subiaco chiede infine che l’amministrazione risponda all’interpellanza entro i 15 giorni previsti dal regolamento del Consiglio comunale, così da consentire un confronto pubblico in Aula sul progetto.