Mentre è stata rinviata per motivi tecnici l’inaugurazione della sala maggiore della Biblioteca Comunale “Giacomo Manzù”, intitolata all’architetto Aleardo Nardinocchi con una recente delibera della Commissione Straordinaria, l’UDC di Aprilia, che da alcune settimane ha chiesto di poter visionare gli atti relativi al cambio di denominazione della sala torna a sollecitare le commissarie per venire in possesso degli atti. Il coordinatore cittadino del partito, Pietro Fazio, ha infatti inviato un nuovo sollecito alla Commissione Straordinaria, lamentando il mancato riscontro all’istanza di accesso civico generalizzato presentata lo scorso 24 agosto.
La richiesta, acquisita al Protocollo Generale del Comune di Aprilia con il numero 92209, è finalizzata a ricostruire il percorso amministrativo che ha portato alla nuova denominazione della sala e, in particolare, a verificare l’esistenza di atti che abbiano disposto, modificato o comunque inciso sulla precedente denominazione “Sala Giacomo Manzù”.
Al centro della richiesta ci sono diversi documenti. Tra questi, la deliberazione della Commissione Straordinaria n. 51 dell’8 giugno 2026, nella quale, facendo riferimento al precedente disciplinare per l’utilizzo delle sale della Biblioteca, viene indicata la “sala maggiore denominata Sala Giacomo Manzù”, precisando poi che la stessa ha assunto la denominazione “Sala Aleardo Nardinocchi”.
L’UDC chiede inoltre di poter acquisire, qualora disponibili e pertinenti, la deliberazione di Giunta comunale n. 93 del 29 gennaio 1992, gli eventuali successivi atti nei quali sia stata utilizzata o modificata la denominazione “Sala Giacomo Manzù”, oltre alla proposta n. 32 del 13 aprile 2026, richiamata nella deliberazione n. 29 del 15 aprile 2026, e alla relativa eventuale documentazione istruttoria.
La questione, precisa Fazio, non riguarda il merito della nuova intitolazione. L’UDC, infatti, sottolinea di non voler mettere in discussione la figura dell’architetto Aleardo Nardinocchi né la decisione della Commissione Straordinaria di dedicargli la sala.
Il punto, secondo il coordinatore dell’UDC, è invece quello di conoscere gli atti e ricostruire con precisione l’iter amministrativo.
«Abbiamo presentato un’istanza di accesso civico generalizzato per poter conoscere la documentazione relativa alla denominazione della sala – spiega Pietro Fazio –. A oggi non abbiamo ancora ricevuto gli atti richiesti e per questo abbiamo ritenuto necessario sollecitare nuovamente la Commissione Straordinaria».
«La nostra richiesta non riguarda il merito della nuova intitolazione – ribadisce Fazio –. Resta ferma la considerazione per la figura dell’architetto Aleardo Nardinocchi. Chiediamo semplicemente di poter conoscere gli atti amministrativi e ricostruire con chiarezza la storia della precedente denominazione della sala e le decisioni che hanno portato a quella attuale».
La palla passa ora alla Commissione Straordinaria, chiamata a fornire il riscontro all’istanza e a mettere a disposizione la documentazione richiesta dall’UDC.
La richiesta, acquisita al Protocollo Generale del Comune di Aprilia con il numero 92209, è finalizzata a ricostruire il percorso amministrativo che ha portato alla nuova denominazione della sala e, in particolare, a verificare l’esistenza di atti che abbiano disposto, modificato o comunque inciso sulla precedente denominazione “Sala Giacomo Manzù”.
Al centro della richiesta ci sono diversi documenti. Tra questi, la deliberazione della Commissione Straordinaria n. 51 dell’8 giugno 2026, nella quale, facendo riferimento al precedente disciplinare per l’utilizzo delle sale della Biblioteca, viene indicata la “sala maggiore denominata Sala Giacomo Manzù”, precisando poi che la stessa ha assunto la denominazione “Sala Aleardo Nardinocchi”.
L’UDC chiede inoltre di poter acquisire, qualora disponibili e pertinenti, la deliberazione di Giunta comunale n. 93 del 29 gennaio 1992, gli eventuali successivi atti nei quali sia stata utilizzata o modificata la denominazione “Sala Giacomo Manzù”, oltre alla proposta n. 32 del 13 aprile 2026, richiamata nella deliberazione n. 29 del 15 aprile 2026, e alla relativa eventuale documentazione istruttoria.
La questione, precisa Fazio, non riguarda il merito della nuova intitolazione. L’UDC, infatti, sottolinea di non voler mettere in discussione la figura dell’architetto Aleardo Nardinocchi né la decisione della Commissione Straordinaria di dedicargli la sala.
Il punto, secondo il coordinatore dell’UDC, è invece quello di conoscere gli atti e ricostruire con precisione l’iter amministrativo.
«Abbiamo presentato un’istanza di accesso civico generalizzato per poter conoscere la documentazione relativa alla denominazione della sala – spiega Pietro Fazio –. A oggi non abbiamo ancora ricevuto gli atti richiesti e per questo abbiamo ritenuto necessario sollecitare nuovamente la Commissione Straordinaria».
«La nostra richiesta non riguarda il merito della nuova intitolazione – ribadisce Fazio –. Resta ferma la considerazione per la figura dell’architetto Aleardo Nardinocchi. Chiediamo semplicemente di poter conoscere gli atti amministrativi e ricostruire con chiarezza la storia della precedente denominazione della sala e le decisioni che hanno portato a quella attuale».
La palla passa ora alla Commissione Straordinaria, chiamata a fornire il riscontro all’istanza e a mettere a disposizione la documentazione richiesta dall’UDC.
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