Il passo carrabile su via Ferrazza, cinquanta metri prima della rotatoria di via del Lido, è sempre aperto per consentire il deflusso dei clienti delle quattro attività commerciali che continuano a definirsi unità singole e distinte l’una dall’altra. La Procura della Repubblica e il Gip del Tribunale di Latina, Mara Mattioli, ritengono invece che quella realizzata in via del Lido su un’area con destinazione turistico alberghiera sia un centro commerciale nonché una lottizzazione abusiva.
Convinzione condivisa per ben due volte dalla Corte di Cassazione, ma finora sempre scansata dal Tribunale del Riesame, chiamato più volte a pronunciarsi sulla legittimità dell’ordinanza di sequestro dell’intera struttura.
Ma torniamo al passo carrabile su via Ferrazza. Gli automobilisti provenienti da Terracina che imboccano la complanare per raggiungere il capoluogo, non trovano segnalazioni verticali né orizzontali, eppure si imbattono di frequente in un’auto che sbuca all’improvviso dalla loro destra costringendoli a brusche frenate e qualche imprecazione.
La transenna che fino a qualche settimana fa ostruiva l’accesso al passo carrabile realizzato a suo tempo in assenza di autorizzazione, viene spostato da un lato lasciando libero il passaggio. E’ singolare che diverse attività commerciali sulle quali pende il pericolo di un sequestro (la prossima udienza del Riesame è fissata per il 24 settembre) possano peccare di tanta leggerezza, o tanta sicurezza. Ma è così che stanno le cose, ed è improbabile che siano state rilasciate, come qualcuno ha detto, autorizzazioni provvisorie in attesa del completamente dell’iter avviato presso l’Anas, competente della gestione della complanare della statale Pontina.
Ma una ragione potrebbe esserci a giustificazione dell’atteggiamento e del comportamento degli imprenditori che operano in quella struttura commerciale: in fondo la linea della leggerezza era stata inaugurata dalla Procura quando omise di dare esecuzione al sequestro disposto dal Gip. E con la stessa leggerezza il Tribunale del Riesame ha ripetutamente ignorato le indicazioni e la valutazioni della Corte di Cassazione. E non parliamo del Comune di Latina, che dopo averla opportunamente annullata, è tornato sui propri passi rilasciando l’autorizzazione all’esercizio delle attività commerciali, anche se nulla era cambiato rispetto al momento della revoca del permesso.
Non si può chiedere a nessuno di essere più severo del suo controllore. Anche se questo non basta per farci ingoiare una presunta lottizzazione e un pericoloso passo carrabile abusivo su una strada statale, complanare o meno.