La provincia di Latina chiude il primo semestre del 2026 con un saldo positivo di 488 imprese.
È quanto emerge dai dati Movimprese elaborati da Osserfare, l’osservatorio economico della Camera di Commercio Frosinone Latina.
Al 30 giugno 2026 l’universo imprenditoriale pontino conta 56.871 imprese registrate, di cui 47.372 attive, pari all’83,3% del totale.
Nel secondo trimestre 360 imprese in più
Nel secondo trimestre dell’anno, in provincia di Latina sono state registrate 792 iscrizioni.
Le cessazioni si sono mantenute sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il risultato è un avanzo trimestrale di 360 unità, con un tasso di crescita del +0,63%, in linea con il secondo trimestre dello scorso anno.
Guardando invece all’intero semestre, le iscrizioni sono state 1.801, mentre le cancellazioni 1.313.
Il saldo positivo di 488 imprese rappresenta una crescita del 10% rispetto al primo semestre 2025.
Costruzioni e turismo trainano il saldo
La crescita non riguarda tutti i comparti nello stesso modo.
A dare il contributo maggiore sono le costruzioni, con 63 imprese in più da inizio anno, pari a una crescita dello 0,85%.
Seguono le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, quindi il comparto turistico-ricettivo, con 59 imprese in più e un incremento dell’1,23%.
Buona anche la dinamica delle attività amministrative e dei servizi di supporto alle imprese, con 52 unità aggiuntive, e delle attività professionali, scientifiche e tecniche, con 49 imprese in più.
Commercio in recupero, agricoltura ancora in rosso
Il commercio mostra un segnale di inversione rispetto all’andamento negativo registrato altrove.
In provincia di Latina, infatti, il settore chiude il semestre con 30 imprese in più, pari a una variazione del +0,23%.
Resta invece negativo il bilancio dell’agricoltura, che perde 97 imprese nei primi sei mesi dell’anno, con una flessione dell’1,07%.
Sostanzialmente stabile la manifattura, che chiude il semestre con un saldo lievemente negativo, pari a 2 imprese in meno.
Il quadro tra Frosinone e Latina
Nel complesso, l’area della Camera di Commercio Frosinone-Latina registra nel secondo trimestre un saldo positivo di 613 imprese.
Da gennaio a giugno l’avanzo sale a 760 unità, con un tasso di crescita del +0,73%, superiore al +0,61% registrato nello stesso periodo del 2025.
La provincia di Frosinone conta 47.419 imprese registrate e chiude il semestre con 272 imprese in più.
Nel Frusinate crescono soprattutto costruzioni, attività immobiliari e attività professionali, mentre restano in calo agricoltura e commercio.
Il Lazio corre più dell’Italia
Il contesto regionale resta positivo.
Nel secondo trimestre il Lazio si colloca al secondo posto in Italia per tasso di crescita imprenditoriale, con un +0,73%, contro il +0,56% nazionale.
Il saldo regionale sfiora le 4.300 imprese nel trimestre.
Su base semestrale, il Lazio registra quasi 6.800 imprese in più, con un tasso di crescita dell’1,15%.
A livello nazionale, il secondo trimestre si chiude con 32.709 imprese aggiuntive, mentre il saldo da gennaio a giugno è pari a circa 33.400 unità.
Acampora: “Serve innovazione per competere”
Nel commento al report, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Acampora sottolinea il peso dell’incertezza geopolitica e la necessità di riconfigurare nuovi equilibri economici.
Secondo Acampora, la capacità di competere passa soprattutto dall’innovazione e dal rafforzamento dei settori a più alto valore aggiunto.
In questo quadro, la Camera di Commercio rivendica il ruolo dei Punti Impresa Digitale, che hanno assistito quasi 4mila imprese attraverso digital e green promoter.
A sostegno della doppia transizione digitale ed ecologica è stato inoltre pubblicato un bando da 500mila euro in voucher destinati alle imprese.
Una crescita prudente
Il quadro che emerge dal report è quello di una crescita moderata, in un contesto ancora segnato da molte incertezze.
Latina mantiene un saldo positivo e mostra segnali di vitalità in alcuni comparti, a partire da costruzioni, turismo e servizi.
Allo stesso tempo, la flessione dell’agricoltura e la sostanziale stabilità della manifattura confermano una trasformazione ancora disomogenea del tessuto produttivo.
La provincia cresce, ma lo fa con cautela.
E in una fase di mercati instabili, costi elevati e margini ridotti, la sfida sarà trasformare i piccoli segnali positivi in sviluppo più solido e duraturo.