Sperlonga, una Caretta caretta sceglie ancora la Riviera di Ulisse

Le uova erano state deposte troppo vicino al mare. Spostato il nido sulla stessa spiaggia. Schiusa prevista a settembre

La natura torna a regalare uno dei suoi spettacoli più affascinanti lungo il litorale pontino. Nella notte tra domenica e lunedì una tartaruga marina Caretta caretta ha raggiunto la Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le uova, confermando ancora una volta l’importanza della Riviera di Ulisse come area di nidificazione della specie.

A fare la differenza è stata la prontezza di un cittadino che, notando l’animale uscire dal mare, ha immediatamente allertato la Capitaneria di Porto. Da quel momento è entrata in azione la squadra specializzata dell’Ente Parco Riviera di Ulisse, l’unico parco regionale del Lazio autorizzato, insieme alla rete TartaLazio, a intervenire direttamente sulla gestione dei nidi di Caretta caretta.

Quando gli operatori sono arrivati sulla spiaggia, la tartaruga era già tornata in mare, ma grazie alle immagini registrate dal cittadino e alle tracce lasciate sulla sabbia è stato possibile localizzare con precisione il punto della deposizione. Gli esperti hanno però constatato che il nido era stato realizzato troppo vicino alla battigia e sarebbe stato esposto sia alle mareggiate sia al continuo passaggio dei bagnanti.

Per aumentare le probabilità di successo della schiusa è stato quindi deciso di trasferire le uova pochi metri più all’interno, ricreando una camera di incubazione con le stesse caratteristiche dell’originale. L’area, nella zona della Grotta di Tiberio, tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, è stata delimitata e resterà costantemente sorvegliata fino ai primi giorni di settembre, periodo nel quale è prevista la nascita dei piccoli.

Per il presidente del Parco Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli, ogni nuova nidificazione rappresenta un patrimonio di straordinario valore per la biodiversità del territorio e conferma quanto sia fondamentale la collaborazione tra cittadini ed enti preposti alla tutela ambientale. Un semplice gesto, come una telefonata, può infatti contribuire alla salvaguardia di una delle specie simbolo del Mediterraneo.

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