Il caso ex Frigomarket Pacifico: reindustrializzare un sito con un nuovo supermercato

Ancora attesa per la Pronuncia del Riesame per il Q3, mentre l'attesa si sposta altrove dove dovrebbe aprire un nuovo centro commerciale

Mentre la pronuncia del Tribunale del Riesame sul caso dell’intervento commerciale su via del Lido nel quartiere Q3 si fa attendere come una finale dei mondiali di calcio, a Latina Scalo è in corso un’altra partita per il campionato delle cosiddette medie strutture di vendita, e il fischio d’inizio avverrà sul terreno della ex Frigomarket Pacifico di via Carrara, dove la MGDR, premiata azienda romana, si appresta ad inaugurare un nuovo supermercato. Ad arbitrare l’incontro era attesa la Procura della Repubblica, ma è ormai evidente che questa partita piena di falli iniziata nel 2020 con un paio di delibere dell’allora Consorzio Industriale Roma Latina che sottraevano il sito industriale dismesso di via Carrara dalle mani della curatela fallimentare che si apprestava a venderlo all’asta ad uno dei cinque aspiranti acquirenti, è destinata a concludersi nello stesso modo in cui è iniziata: senza regole e senza arbitri.

Era il 14 ottobre 2020 quando l’azienda P&D di Sermoneta manifestava al Consorzio Industriale il proprio interesse all’acquisizione del sito ex Frigomarket, ed era il 19 novembre 2020, un mese dopo, quando il Consorzio Industriale, col sostegno dell’articolo 63 della legge 448/98 informava il Tribunale della propria intenzione di procedere all’acquisizione coattiva dei beni all’asta fallimentare di via Carrara, con il nobile fine di reindustrializzare il sito e promuovere occupazione e sviluppo.

Contestualmente, il Consorzio chiedeva al Tribunale di disporre una perizia per rideterminare il valore immobiliare del sito.

Rideterminare, perché nella fase del tentativo di concordato fallimentare due periti si erano già espressi conferendo a una parte dell’intero compendio industriale dismesso il valore di 9 milioni 460.000 euro. Il nuovo tecnico incaricato della perizia di rideterminazione, abbasserà di molto, addirittura della metà, quel valore, portandolo a 4 milioni 687.000 euro per l’intero sito di oltre venti ettari di superficie. La legge 448/98 che consente l’acquisizione coatta dei siti industriali dismessi, impone che dal valore immobiliare del bene da espropriare venga defalcato l’ammontare complessivo dei fondi pubblici percepiti dalla fallita nel corso della sua attività, nel caso della ex Frigomarket Pacifico parliamo di 4 milioni 776.374 euro, una somma superiore alla stima dell’ultima perizia.

Il risultato è che il Consorzio Industriale ha potuto acquisire il sito dismesso a costo zero, e che la P&D ha ottenuto la cessione di quel sito industriale in cambio della corresponsione del valore del solo terreno, come prevede la legge, stimato in 1 milione 585.100 euro. Una beffa per la massa dei creditori del fallimento, che aspettavano la conclusione dell’asta che si sarebbe tenuta nel dicembre 2020 con un prezzo base di oltre 4 milioni di euro.

Un indubbio vantaggio per la P&D, una delle cinque aspiranti iscritte all’asta fallimentare, che poteva acquisire il sito pagandolo con una riduzione del 40% sulla stima del valore immobiliare.

Nell’atto notarile di cessione del bene, sottoscritto il 16 maggio 2022, è spiegato a chiare lettere che il beneficiario della cessione è impegnato a garantire la reindustrializzazione del sito nelle forme imposte dalle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore Territoriale e che a fronte del valore di cessione dell’opificio la società P&D non paga alcun corrispettivo al Consorzio, in quanto si obbliga ad attivare la bonifica del sito. Un intervento stimato in un costo di 780.000 euro e che ha consentito alla P&D di non corrispondere oneri al Consorzio.

Ma la P&D avrebbe provveduto alla sua maniera all’intervento di bonifica, sotterrando tonnellate di rifiuti speciali all’interno del sito appena ottenuto. Se n’erano accorti i carabinieri del Nipaaf, che avevano sequestrato l’area, imposto il recupero dei rifiuti e ovviamente denunciato i responsabili della grave violazione ambientale, i titolari della P&D. Ma non ci sono state altre conseguenze; il Consorzio Industriale non ha visto né sentito. E non è successo niente nemmeno quando la P&D ha sottoscritto un contratto di locazione con la MGDR, società commerciale che adesso, con il benestare del Consorzio, sta per avviare un’attività commerciale in un’area dove non sarebbe consentito farlo. Non è successo niente nemmeno quando è parso evidente che all’interno del sito di via Carrara, a parte questa iniziativa commerciale, non c’è alcun segno di reindustrializzazione, né di nuova occupazione. E non è successo niente neppure dopo che i carabinieri, concludendo le attività conseguenti il rinvenimento di circa 300 tonnellate di rifiuti speciali interrati, avevano ricostruito tutte le fasi della vicenda offrendo alla Procura tutti gli elementi per ampliare lo spettro investigativo iniziato sul fronte ambientale.

Nemmeno l’arrivo del nuovo Procuratore della Repubblica Gregorio Capasso è apparso fino ad oggi in grado di restituire slancio agli approfondimenti di un caso che la Guardia di Finanza, a cominciare dalla mancata pubblicizzazione della volontà di cedere il sito affinché venisse reindustrializzato, ha abbondantemente analizzato in circa un anno di attività.

- Pubblicità -
Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Il silenzio di FdI e la grancassa di Frató, il caso politico che nessuno voleva 

Gli echi della serata al "24mila baci" di Latina non smettono di risuonare negli ambienti della politica pontina

Il caso Francioni: le scelte di Terracciano, il dissidio con il Comune e le derive del calcio di Latina

La società nerazzurra non ha partecipato alla gara per la gestione ventennale. Una sola offerta sul tavolo e molti interrogativi aperti

Il Riesame sul caso Q3 a Latina, la decisione tarda ad arrivare: La Cassazione non concede spiragli

La vicenda del complesso commerciale in via del Lido tornata ancora una volta nelle aule di tribunale, si attendono le motivazioni

Il mantra di Tiero: “Non ho fatto niente”

I passaggi della nuova ordinanza del Riesame ridimensionano la lettura ottimistica del consigliere sull’esito della vicenda giudiziaria

Cosa succede al calcio del capoluogo?

Il Latina Calcio 1932 potrebbe non presentare offerte per la gestione dello stadio Francioni e degli impianti ex Fulgorcavi

Sorvegliare senza prevenire non garantisce la sicurezza

Il milione di euro per la videosorveglianza può rafforzare i controlli, ma senza politiche sociali la sicurezza resta solo una promessa
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -
- Pubblicità -