Minturno – Alla guida con patente revocata e in una regione dove gli era vietato soggiornare, scatta l’arresto

Viola gli obblighi della misura cautelare: 50enne finisce in carcere, era imputato in un'inchiesta sul clan dei Casalesi

Dall’obbligo di firma al carcere. È questo l’esito della decisione del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di un 50enne di origine campana, domiciliato a Minturno, arrestato dai Carabinieri della Stazione di Scauri in esecuzione di un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il provvedimento è scaturito dalle ripetute violazioni delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. Lo scorso 4 luglio l’uomo era stato infatti fermato a Mondragone mentre guidava un’auto nonostante la patente gli fosse stata revocata. Inoltre si trovava in Campania, regione nella quale gli era stato imposto il divieto di dimora.

Il 50enne non è nuovo alle cronache giudiziarie. Era infatti coinvolto in un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che riguardava decine di indagati, tra cui presunti appartenenti alle fazioni Schiavone e Bidognetti del clan dei Casalesi, nell’ambito di un procedimento per usura aggravata dal metodo mafioso.

Dopo l’emissione della misura cautelare nel 2022 si era reso irreperibile, venendo dichiarato latitante. La sua fuga si concluse il 18 gennaio 2023, quando fu rintracciato e arrestato in un residence di Castel Volturno al termine di un’operazione coordinata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Aversa con il supporto di diversi reparti territoriali.

Ultimate le formalità di rito, il 50enne è stato trasferito nella casa circondariale di Cassino, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Si ricorda che il procedimento penale è ancora nella fase cautelare e che la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.

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