Si appesantisce la posizione processuale del consigliere regionale Enrico Tiero, protagonista della vicenda che lo aveva portato agli arresti domiciliari nel mese di ottobre 2025 con l’accusa di corruzione: il pubblico ministero Martina Taglione ha chiuso l’inchiesta configurando per quattro dei cinque indagati l’ipotesi di corruzione in concorso con il consigliere regionale di Fratelli d’Italia. Si tratta di imprenditori che avevano ottenuto da parte di Enrico Tiero un interessamento per il buon esito di pratiche a cui erano interessati, rendendosi disponibili ad assumere persone indicate dalla stesso consigliere regionale, e in un caso a pagare una tangente di seimila euro. Prosciolto e destinatario di una richiesta di archiviazione uno solo degli imprenditori intercettato al telefono con Enrico Tiero durante le indagini; si tratta di Maurizio Marasca, titolare di alcuni supermercati di un marchio leader nel settore della grande distribuzione. Raggiunto da una telefonata da parte di Tiero, Maurizio Marasca si era sentito chiedere la disponibilità ad assumere una persona, ma non si era impegnato a farlo, e soprattutto non aveva chiesto nulla in cambio al politico.
Gli altri quattro finiranno invece molto probabilmente a processo e dovranno difendersi da un’accusa già documentata, non soltanto dalle registrazioni delle conversazioni avute con Enrico Tiero, ma anche dalle assunzioni effettuate dopo aver ottenuto quello che cercavano, e, in un caso, dopo aver consegnato al consigliere regionale la somma di seimila euro giustificata da una fattura relativa ad una cena che non si era mai svolta.
“Ho già chiarito tutto, non è successo niente” aveva dichiarato trionfante Enrico Tiero dopo l’interrogatorio sostenuto davanti al Gip che lo aveva fatto arrestare, e lo stesso aveva fatto quando il Riesame aveva annullato l’ordinanza custodia cautelare chiedendo una configurazione più puntuale delle fattispecie di reato contestate. La chiamata in correità di quattro imprenditori accusati di corruzione in concorso arriva come una doccia fredda sull’ottimismo del consigliere regionale già sotto processo e atteso in tribunale per una nuova udienza tra due settimane, il 16 settembre.