Il caso Francioni: le scelte di Terracciano, il dissidio con il Comune e le derive del calcio di Latina

La società nerazzurra non ha partecipato alla gara per la gestione ventennale. Una sola offerta sul tavolo e molti interrogativi aperti

La distanza che si è venuta a creare fra la società Latina Calcio 1932 e l’amministrazione comunale del capoluogo, insieme alla mancata adesione della compagine nerazzurra al bando di gara per la gestione ventennale dello stadio Francioni non giovano all’immagine né allo sviluppo dello sport cittadino e sembrano favorire l’ingresso sulla scena calcistica locale di nuove iniziative e nuovi protagonisti di cui non si conoscono i profili e nemmeno i progetti.  Insomma, niente di nuovo.

I rapporti tra il Comune di Latina e la società Latina Calcio 1932 si incrinano all’incirca tre anni fa, quando con una nota del servizio Finanze e Patrimonio la società nerazzurra viene diffidata a provvedere con sollecitudine al pagamento di somme arretrate per il canone di concessione relativo alla gestione dello stadio Francioni, circa 250 mila euro.

La risposta del Latina Calcio a quella nota non si era fatta attendere: “La somma corrisponde grosso modo all’importo complessivo di una serie di interventi effettuati a nostre spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti sportivi comunali, come da relative fatture, e dunque siamo pari”.

Ma il dirigente del servizio Patrimonio del Comune non ha voluto sentire ragioni: per contratto le opere di manutenzione ordinaria sono a carico della società che gestisce gli impianti; quanto alle opere straordinarie, il Latina Calcio avrebbe potuto farle a condizione di essere stato preventivamente autorizzato dal Comune, ma disposizioni in tal senso non ce ne sono state.

A quel punto il contenzioso era aperto, ed era  già arrivato il momento di bandire la nuova gara perché il precedente affidamento era in scadenza. Ma predisporre e pubblicare il bando in quella fase avrebbe potuto comportare l’esclusione del Latina Calcio dalla gara qualora la controversia in corso fosse approdata in un’aula di tribunale. Era quindi iniziata una serie di incontri per cercare di comporre la controversia, al fine di evitare l’eventuale esclusione della compagine nerazzurra dalla partecipazione alla gara per la gestione del Francioni, esclusione che avrebbe certamente avuto ripercussioni di ordine sportivo, sociale e politico. Ma le trattative con il Comune, malgrado la disponibilità mostrata dall’amministrazione, non hanno sortito il risultato sperato. Il Presidente del Latina Calcio ha fatto catenaccio dietro le proprie convinzioni e ha sparigliato il tavolo: nessuna concessione verso le richieste del Comune, e adesso anche la mancata partecipazione al bando di gara per l’affidamento del Francioni e degli impianti della ex Fulgorcavi.

Alla chiusura dei termini di scadenza per la presentazione delle offerte, il 29 giugno scorso, c’è stata una sola adesione, ma non è stata quella del Latina Calcio. L’unica offerta pervenuta sarebbe quella di una cordata di imprenditori romani, che evidentemente nel corso delle ultime settimane si è sostituita al Nuovo Latina, compagine che milita nel campionato dilettanti, il cui legale rappresentante aveva chiesto ed ottenuto, come previsto dal bando, di poter effettuare un’ispezione all’interno degli impianti oggetto di gara. Da quel momento fino allo scadere del bando, non ci sono state altre ispezioni, il che può voler dire soltanto due cose: è stato il Nuovo Latina, malgrado le smentite, a partecipare al bando, oppure la sconosciuta compagine romana (la busta contenente l’offerta non è stata ancora aperta) ha partecipato senza assolvere all’obbligo del sopralluogo negli impianti, circostanza che potrebbe, forse dovrebbe, comportare il respingimento dell’unica offerta presentata. Sono supposizioni, ma quel sopralluogo e i successivi interventi pubblici da parte dei responsabili del Nuovo Latina che oggi si dicono estranei alla vicenda, non giova alla trasparenza di quanto sta succedendo intorno alle sorti del Francioni e a quelle della squadra ufficiale della città che milita nel campionato di Serie C.

Perché se è vero che il Latina Calcio potrà comunque disputare il campionato nella struttura di Piazzale Prampolini pagando il canone di utilizzo previsto per ogni partita , è anche vero che le condizioni necessarie affinché il Latina possa disputare gli incontri al Francioni dovranno essere garantite da terzi, cioè da una società a tutti gli effetti concorrente, se è vero quanto ha dichiarato il legale rappresentante del Nuovo Latina, e cioè che la compagine intende scalare, un campionato dopo l’altro, le posizioni dal dilettantismo al professionismo.

Una situazione complicata, nella quale il Presidente del Latina cacio 1932 Antonio Terracciano è andato ad infilarsi di testa rinunciando a partecipare al bando per l’affidamento del Francioni, lasciando campo libero alle incursioni esterne, siano esse del Nuovo Latina oppure di una cordata di imprenditori romani. 

Dal canto suo l’amministrazione comunale, dopo aver forzato la mano rinviando di molti mesi, più o meno correttamente,  la pubblicazione del bando di gara per cercare di comporre la rottura con il Latina Calcio, ora sembra completamente disinteressata a cercare di garantire continuità alla compagine nerazzurra cittadina.

E’ il segno che la squadra di calcio di una città, qualsiasi essa sia, non può sperare di crescere e di rappresentare al meglio la comunità di cui è espressione, se non ha accanto un’amministrazione comunale pronta a sostenerla nei modi consentiti e nei tempi opportuni.

Al netto delle responsabilità di ciascuno, Latina non avrebbe bisogno di perdere per strada un’altra delle società sportive che portano o portavano il suo nome.

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Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

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