E’ semplicemente straordinario constatare come la cura di un solo aspetto di un contesto urbano possa conferire un’immagine nuova, diversa e molto evidente a un’intera città.
Succede a Gaeta, dove è stato sufficiente mettere mano al verde sull’intero tratto del Lungomare Caboto, dalla Base Nautica Flavio Gioia fino alla rotonda antistante l’Ufficio delle Dogane, per offrire ai cittadini, ai visitatori, ai turisti ed anche agli automobilisti di passaggio, la sensazione di trovarsi in un luogo estremamente curato, gradevole alla vista, bello da attraversare e da vivere.

Qualcosa di simile era successo anni fa, proprio a Gaeta, quando l’amministrazione aveva deciso di puntare sulle luminarie natalizie; una scommessa vinta in partenza, che ha fatto di Gaeta un punto di riferimento per l’intero basso Lazio ed anche per una parte della Campania. Era stato un investimento oculato, che ha restituito alla città molto più di quello che aveva speso per illuminarsi di novità.
E se quella è stata un’esperienza frutto di lungimiranza politica e di capacità gestionale amministrativa, stavolta la pennellata di verde ha avuto a che fare con l’arte, con la sensibilità e con l’amore dichiarato per Gaeta.

Il protagonista di questo capitolo si chiama Nicola Del Roscio, un uomo che a Gaeta non ha bisogno di presentazioni e che alla città da cui si è fatto stregare e adottare ha regalato una quantità di occasioni e motivi di visibilità, ben oltre i confini angusti della provincia e quelli sempre più sbiaditi dell’intero nostro vecchio continente. E’ stato Nicola Del Roscio a puntare una fiche importante sul successo della scommessa sul verde urbano: una donazione per complessivi 400.000 dollari da destinare ad un progetto di riqualificazione del verde sull’intero asse del lungomare gaetano, da Sant’Agostino fino alla Dogana.
Perché proprio il verde? Nicola Del Roscio, creatore e custode di uno straordinario e irripetibile giardino tutto intorno alla sua residenza arroccata sulla sommità di Monte Orlando, non poteva fare diversamente. E siccome la fortuna arride agli audaci, il donatore e la città destinataria della sua attenzione hanno finito per incontrare sulla loro strada il miglior vivaista che la sorte poteva riservare loro: Antonio Aumenta, altra figura che non ha bisogno di presentazioni. E da questa favorevole convergenza astrale, capace di mettere in fila sullo stesso asse la visione creativa, la gestione capace e una sofisticata sapienza artigianale, è nato lo spettacolare itinerario che si impone anche allo sguardo più distratto e che racconta di una città ordinata, pulita, attenta ai particolari, sensibile ai richiami della bellezza, pronta ad accogliere e fare propri gli stimoli e i suggerimenti del nuovo che si sovrappone al preesistente, in una fusione felice che parla al cuore e regala ristoro all’anima.
La scelta delle piante, il loro legame e la loro aderenza al contesto marino, l’equilibrio tra l’elegante flessuosità delle palme esposte alla brezza e la solidità delle Brachychiton rupestris (alberi bottiglia australiani) e dei Palo borracho sudamericani che se ne stanno piantati lì come bastioni a difesa dalle inclemenze degli agenti atmosferici, insieme al colore delle Jacarande e delle Eritrina cristagallo riescono a catturare e tenere insieme i profumi che arrivano dal mare e la magica e antica essenza che come nebbia viene giù dalle mura di Gaeta vecchia. E in questa mirabile fusione è contenuto il biglietto da visita dei Vivai Aumenta, gli ultimi “stranieri” in ordine di tempo ad avere conquistato la città di Gaeta, che sorride soddisfatta di questa nuova e felice invasione tinta di verde, favorita dalla confidenza che Nicola Del Roscio condivide con l’arte, con la magia dei colori e con la bellezza che a Gaeta è di casa, e che perciò va nutrita, alimentata e fatta crescere con l’attenzione che merita.
“La bellezza è importante – sottolinea Nicola Del Roscio – ma mi piace pensare che i miei concittadini gaetani sappiano apprezzare il valore ecologico, ambientale e salutistico delle piante, anche quelle che costeggiando il mare riescono a trattenerne i vapori meno salutari e inquinanti, respirandoli e filtrandoli al nostro posto. La magia di questa funzione protettiva nei confronti dell’uomo è ciò che fa delle piante i meravigliosi custodi del mondo che ci resta”.
L’ultima tappa di questo felice itinerario visivo si manifesta nella rotatoria antistante l’Ufficio delle Dogane, una infrastruttura viaria rivisitata con l’eleganza di una riuscitissima contaminazione tra essenze mediterranee e piante provenienti da continenti lontani: un’esplosione di bellezza e il modo migliore per salutare chi entra e chi esce dall’incanto di Gaeta.