Latina, “Bosco o non bosco?”: Italia Nostra lancia l’allarme sul parco Falcone Borsellino

L'associazione guidata dalla presidente Maria Teresa Accatino critica il progetto di riqualificazione del Parco Falcone e Borsellino

È un intervento netto quello firmato da Maria Teresa Accatino, presidente di Italia Nostra Latina, che torna ad accendere i riflettori sul futuro del Parco Falcone e Borsellino, i cosiddetti Giardinetti, nel cuore di Latina.

Nel documento si ripercorre la storia dell’area, nata come parco di alberi sempreverdi aperto alla città, e non come una semplice “villa”, con una struttura che richiama, in scala ridotta, il Tiergarten di Berlino.

Dal polmone verde al degrado

Nel comunicato si ricorda come già nel 1987 il parco fosse considerato un polmone verde in salute, mentre negli anni successivi la mancanza di cura avrebbe portato a un progressivo impoverimento.

Crolli, malattie delle alberature e vandalismi avrebbero inciso pesantemente, trasformando nel tempo l’area anche in luogo di danneggiamenti e presenza di senzatetto.

I dati della ricognizione

Italia Nostra richiama i risultati di una ricognizione effettuata nel 2019, che evidenziava numeri significativi: 78 alberi ad alto e medio fusto persi, 33 palme distrutte dal punteruolo rosso e oltre 180 tra alberelli e arbusti scomparsi.

A questi si aggiungono alberi in stato deperente e diffuse condizioni di malattia, con una perdita stimata di oltre 7.000 metri quadrati di copertura vegetale, con effetti su qualità dell’aria e temperatura urbana.

Le criticità degli interventi recenti

Il comunicato si sofferma anche sugli interventi legati al progetto di riqualificazione avviato nel 2021. Secondo quanto riportato, l’introduzione di illuminazione, aree giochi, fitness e nuovi percorsi avrebbe comportato una riduzione delle superfici verdi e la scomparsa di parte della vegetazione.

Viene inoltre segnalata la presenza di due cedri dell’Himalaya rimasti all’interno della piattaforma destinata ai giochi per bambini.

Il nodo del bistrot

Particolare attenzione viene posta alla prevista realizzazione di un punto ristoro, definito “bistrot”. Nel comunicato si sottolinea come una struttura di queste dimensioni venga ritenuta eccessiva per un parco di questo tipo, sollevando interrogativi anche sulla gestione degli orari e sulla compatibilità con la funzione dell’area.

Viene inoltre evidenziata la presenza, nelle vicinanze, di tre bar già operativi.

“Il bosco va ricostruito”

Nel documento si ribadisce che la perdita di alberature non dovrebbe portare a un declassamento dell’area. Al contrario, secondo Italia Nostra, il bosco urbano dovrebbe essere ricostruito e rafforzato, con una maggiore densità di alberi sempreverdi.

Un intervento ritenuto necessario anche alla luce dell’aumento del traffico e delle temperature.

L’attesa per il parere della Soprintendenza

Il comunicato si conclude con un interrogativo sul ruolo della Soprintendenza, chiamata a esprimersi sul vincolo storico, paesaggistico e boschivo dell’area.

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