Gaeta, scoperto un nido di tartaruga marina sulla spiaggia dell’Ariana

È il primo nido di Caretta caretta individuato a Gaeta e il quarto nel Lazio quest’anno. Avviato monitoraggio e protezione dell’area

Scoperta straordinaria per il territorio di Gaeta e per l’intero Lazio meridionale. Nella mattinata di oggi è stato individuato, per la prima volta, un nido di tartaruga marina sulla spiaggia dell’Ariana e il Servizio Naturalistico del Parco Regionale Riviera di Ulisse impegnato nella messa in sicurezza e nel monitoraggio del sito

Si tratta di un esemplare di Caretta caretta e del quarto sito di nidificazione rinvenuto quest’anno lungo le coste del Lazio.

Il ritrovamento conferma la crescente importanza del litorale laziale per la riproduzione di questa specie protetta e rappresenta un evento di particolare rilievo naturalistico per la città di Gaeta e per il territorio del Parco Regionale Riviera di Ulisse.

I dipendenti del Servizio Naturalistico dell’Ente Parco, impegnati nelle attività della Rete TartaLazio, sono intervenuti per avviare le procedure previste, delimitare l’area e garantire la protezione del sito di nidificazione. Il nido sarà monitorato costantemente fino alla schiusa, in collaborazione con gli enti e gli operatori competenti.

Il direttore del Parco Regionale Riviera di Ulisse, Fabio Refini, sta seguendo direttamente le operazioni di messa in sicurezza del sito: «Il ritrovamento di questo nido rappresenta una notizia di straordinaria importanza per il nostro territorio», dice Refini, «Stiamo seguendo da vicino tutte le operazioni necessarie a mettere in sicurezza l’area e a garantire la tutela del nido. Voglio sottolineare il lavoro attento e competente dei dipendenti del nostro Servizio Naturalistico, che operano nell’ambito della Rete TartaLazio e che sono impegnati sul posto sin dalle prime fasi dell’intervento. La presenza della Caretta caretta sulla spiaggia dell’Ariana conferma il valore ambientale delle nostre coste, ma ci impone anche una responsabilità concreta: proteggere il sito e ridurre al minimo ogni possibile elemento di disturbo».

L’Ente Parco invita cittadini, visitatori e operatori balneari a rispettare rigorosamente la delimitazione e le indicazioni presenti sul posto. È necessario non avvicinarsi al nido, non oltrepassare le barriere di protezione ed evitare luci,  rumori e qualsiasi comportamento che possa compromettere la nidificazione o la futura schiusa.

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