APRILIA ANNO ZERO
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Floral designer, insegnante, commerciante, presidente della scuola di formazione floreale e molte altre cose ancora, un’ esperienza professionale acquisita presso scuole di maestri nazionali e internali, che le ha consentito di conseguire numerosi premi e riconoscimenti. La sua bottega, e non solo per chi ama i fiori, è un’oasi di colori e di creatività. Savina Tatti ha messo a disposizione della città la sua esperienza, umana e professionale, per rimettere in piedi nel 2020, in piena pandemia, una Rete dei commercianti apriliani, poi divenuta Aprilia Commercio. Le sue prime parole sono state : “I commercianti pensano che partecipare ad Aprilia Commercio significhi risolvere i problemi dei commercianti, ma non è questo lo spirito. Noi diciamo subito che Aprilia Commercio vuole mettere insieme i commercianti per fare qualcosa di produttivo tutti insieme”. E’ l’ideatrice e promotrice di una importante rassegna, l’Estrosa Floral show, una rassegna – finora si contano sette edizioni – che ha saputo unire fiori, moda, bellezza e creatività e che si svolge ogni anno ad Aprilia. Savina riesce, sempre, a coinvolgere e ad appassionare, diverse realtà associative e persone: un’ operazione non semplice, non scontatata soprattutto di questi tempi. Nonostante l’attuale situazione amministrativa, è riuscita con l’associazione da lei presieduta ad organizzare il Natale apriliano, con premiazione dei presepi e delle vetrine natalizie. Il fare insieme è sicuramente il suo biglietto da visita.
- Quale potrebbe essere secondo lei lo strumento più efficace per avvicinare le persone alla politica e alla vita cittadina dopo il terremoto che ha scosso la città di Aprilia?
“Le persone oggi non vogliono avvicinarsi alla politica o alle associazioni, vogliono fare politica, fare associazionismo che è qualcosa di diverso. Vogliono essere protagoniste, vogliono apparire, essere riconoscibili, ma senza fare alcuno sforzo, senza produrre o realizzare nulla. In questo momento il mio pensiero è rivolto verso altro, non a come avvicinare le persone, ma a come selezionarle. Credo che occorra possedere molta concretezza nel realizzare ciò di cui si parla e anche un forte senso di appartenenza alla comunità nella quale si vive. Se si vuol ricominciare ad impegnarsi seriamente per il bene di Aprilia occorre, secondo me, individuare figure degne tra le persone che lavorano e si impegnano, nella politica come nel sociale, tutti i giorni, dietro le quinte, lontano dal clamore e dall’apparenza”.
- Quale atteggiamento prevale tra i cittadini di Aprilia, soprattutto tra i giovani, i più disinteressati alla vita della comunità, soprattutto in un momento delicato come questo, nel quale si potrebbe smuovere qualcosa?
“Gli umori e gli atteggiamenti che si avvertono ad Aprilia sono i soliti, di una città dove prevale il pessimismo: molte persone si lamentano, lanciano il sasso, dicono ma, poi, purtroppo non fanno. E’ così radicato questo senso di unicità e narcisismo al punto da pervadere le menti e gli animi: ognuno ha la convinzione di essere migliore dell’altro, ma senza possedere l’umiltà di confrontarsi con gli altri”.
- Il commissariamento può diventare l’occasione per migliorare la città, per ricostruire fiducia e creare nuovi spazi di dialogo?
“Le case si ristrutturando solo se ci vivi. Chi passa per una stagione, non ha interesse a costruire nulla di solido. Quindi gli amministratori, i dirigenti e gli addetti ai lavori devono essere della città, altrimenti non si inverterà mai la tendenza. Il commissariamento è un azzeramento, saranno poi gli apriliani a dover ricostruire”.
- Quali caratteristiche dovrebbero possedere i prossimi amministratori della città di Aprilia?
“Mi auguro che vengano premiate quelle persone che lavorano con fatica nella vita, che si impegnano con dedizione e devozione al bene comune, con un forte spirito di servizio per il territorio, donne e uomini che dalla politica non si aspettano di trarre un profitto personale, ma un vantaggio per la città di Aprilia. Non servono i carrieristi della politica, ecco. Inoltre a corollario di ciò occorrerebbe evitare il radicamento di vere e proprio posizioni, garantendo una turnazione dei tecnici amministrativi. Deve prevalere il senso di appartenenza, non il prestigio o la posizione personale. Inoltre credo che sia necessario un ritorno al rispetto, delle persone e della città, e ad un maggior senso estetico. La città va abbellita, resa più accogliente e viva”.