Nuovi casi di lebbra in Europa: l’Italia non è immune. Come si trasmette e come si cura

Può colpire la pelle e i nervi delle mani e dei piedi, ma anche gli occhi e le mucose nasali, oltre che altri organi come reni e testicoli

In Europa, dopo tanti anni, si torna a parlare di lebbra. In Romania e in Croazia infatti sono stati identificati 5 casi di lebbra. – L’annuncio arriva dall’infettivologo Matteo Bassetti.

“La lebbra è tutt’altro che un problema superato. Si tratta di una malattia infettiva diffusa in tutto il mondo, causa di sofferenze, disabilità, stigma ed emarginazione, soprattutto tra le fasce più povere della popolazione, nei paesi in via di sviluppo e non solo. Da secoli, la lebbra, che andrebbe più correttamente chiamata malattia di Hansen, si porta dietro una lunga scia di sofferenze fisiche, psichiche e stigma sociale. Anche nel linguaggio comune, essere “lebbrosi”, cioè malati di lebbra, è usato come espressione paradigmatica del massimo grado di emarginazione”. – Spiega l’infettivologo.

Ma che cos’è la lebbra, come si trasmette e come si cura?  

“La lebbra (anche definita morbo di Hansen) è una malattia infettiva cronica causata dal batterio Mycobacterium leprae. Può colpire la pelle e i nervi delle mani e dei piedi, ma anche gli occhi e le mucose nasali, oltre che altri organi come i reni e i testicoli. In passato si pensava che fosse una malattia altamente contagiosa e per questo motivo devastante, in realtà ad oggi sappiamo che il contagio non è facile anche se si viene in contatto con un soggetto infetto, oltretutto da quando sono disponibili antibiotici appropriati, la malattia è assolutamente curabile; nel caso in cui venga trascurata può tuttavia causare deformità fisiche, cecità e insufficienza renale. Con una diagnosi e un trattamento antibiotico precoce la malattia può essere efficacemente curata, senza peraltro interferire in modo rilevante con la vita quotidiana del soggetto colpito che potrà quindi continuare a lavorare durante e dopo la terapia. Occorre anche ricordare che i soggetti in terapia antibiotica non sono più contagiosi.

Non bisogna quindi allarmarsi. Se anche ci saranno casi di importazione nel nostro paese abbiamo tutti gli strumenti per affrontare il problema al meglio. Evitiamo quindi luoghi comuni, allarmismi e stigma che finiscono per fare male a tutti”. – Conclude Matteo Bassetti.

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