La prevenzione oncologica fa un nuovo passo avanti ad Anzio, a pochi chilometri dal territorio pontino. È entrato infatti nella rete della ASL Roma 6 il servizio di screening di secondo livello dedicato alla prevenzione del tumore della cervice uterina, con l’attivazione dell’ambulatorio per la colposcopia presso l’Ospedale Anzio-Nettuno.
La prima seduta si è svolta venerdì 4 settembre e ha già consentito di effettuare 13 colposcopie su altrettante donne provenienti dal percorso di screening di primo livello della ASL Roma 6.
Un potenziamento che riguarda direttamente l’area di Anzio e Nettuno, ma che assume un interesse particolare anche per il territorio pontino, considerata la vicinanza geografica con la provincia di Latina e la naturale mobilità dei cittadini tra i territori confinanti. Resta ferma, naturalmente, l’organizzazione dei percorsi sanitari sulla base dell’azienda sanitaria di appartenenza.
Il nuovo ambulatorio si affianca a quello già operativo a Marino e sarà aperto ogni lunedì e venerdì, dalle 14 alle 18. L’accesso è previsto sia per le donne inserite nel programma regionale di screening sia attraverso il CUP.
La novità non riguarda però soltanto gli accertamenti di secondo livello. Dal 14 settembre, infatti, a Villa Albani di Anzio sarà disponibile anche lo screening di primo livello, con il Pap test, il martedì, giovedì e sabato dalle 10 alle 13, anche in questo caso attraverso il percorso regionale o il CUP.
La distinzione tra i due livelli è importante: lo screening permette di individuare eventuali alterazioni prima che possano trasformarsi in una malattia vera e propria, mentre la colposcopia rappresenta un approfondimento diagnostico per le donne che necessitano di ulteriori verifiche.
Il messaggio che arriva da Anzio è quindi soprattutto quello della prevenzione come strumento concreto di tutela della salute. E per un territorio come quello pontino, che confina direttamente con l’area servita dalla ASL Roma 6, l’ampliamento dei servizi di prossimità rappresenta anche un ulteriore tassello di una rete sanitaria che, al di là dei confini amministrativi, coinvolge comunità sempre più interconnesse.