Truck della salute Asl, 550 esami gratuiti in una settimana in provincia

A Bella Farnia quasi la metà ha riguardato cittadini indiani, raggiunti grazie alla mediazione culturale e alla sanità di prossimità.

Si chiude con un bilancio oltre le aspettative la campagna itinerante di prevenzione gratuita della Asl di Latina, che dal 25 al 30 maggio ha attraversato il territorio pontino a bordo di un truck sanitario attrezzato.

L’iniziativa ha tradotto il principio dell’equità delle cure in un’azione concreta: uscire dalle strutture sanitarie e raggiungere direttamente le comunità, soprattutto quelle più vulnerabili o più lontane dai servizi.

Il mezzo ha fatto tappa a Maenza e Roccagorga il 25 e 26 maggio, a Pontinia il 27 maggio e a Sabaudia dal 28 al 30 maggio, prima in piazza del Municipio e poi, per due giorni, nella frazione di Bella Farnia.

Effettuati 550 screening ed esami gratuiti

In soli sei giorni sono stati effettuati 550 tra screening ed esami gratuiti.

Le prestazioni sono state svolte dal personale delle UOSD Prevenzione e Promozione della Salute e Coordinamento Screening.

I cittadini hanno potuto effettuare gratuitamente misurazioni di glicemia, colesterolo e pressione arteriosa, oltre al calcolo dell’indice di massa corporea.

A queste attività si è aggiunto il counseling dedicato alla prevenzione dei principali fattori di rischio cardiovascolare e oncologico, tra cui fumo, alcol, sedentarietà e cattiva alimentazione.

Screening oncologici: mammografie, Pap test e sangue occulto

Il truck ha garantito anche prestazioni legate alla prevenzione oncologica.

Nel corso della settimana sono state eseguite 87 mammografie, 101 HPV/PAP test e 71 esami per la ricerca del sangue occulto nelle feci.

Numeri che confermano l’adesione alla campagna e il valore di un modello capace di portare gli screening direttamente nei luoghi di vita delle persone.

A Sabaudia 216 accessi, Bella Farnia decisiva

Il dato più significativo arriva dalle tre giornate nel Comune di Sabaudia, dove il truck ha registrato 216 accessi totali.

La scelta di fermarsi per due giorni a Bella Farnia ha permesso di raggiungere una parte importante della comunità dei lavoratori migranti impiegati nel settore agricolo pontino.

Dei 216 utenti dell’area di Sabaudia, 105 erano cittadini di nazionalità indiana, pari al 48% del totale. Accanto a loro, sono stati registrati 111 accessi di cittadini italiani.

Superate barriere linguistiche e isolamento sanitario

Il risultato conferma l’importanza della prossimità fisica dei servizi e del superamento delle barriere linguistiche, culturali e logistiche.

La Asl di Latina ha potuto contare anche sull’attività di diffusione dell’iniziativa in idiomi indiani, grazie al lavoro di una mediatrice culturale in grado di parlare il Punjabi e comprendere Hindi e Urdu.

La professionista è stata assunta dalla Asl a marzo, proprio in ragione della forte presenza della comunità indiana nel territorio pontino.

Il ruolo delle associazioni

La riuscita dell’iniziativa è stata possibile grazie al lavoro sinergico tra diverse articolazioni della Asl di Latina.

In particolare, sono state coinvolte la UOSD Prevenzione e Promozione della Salute, la UOSD Coordinamento Screening e la UOSD Migranti.

Fondamentale anche il contributo del tessuto associativo.

Save the Children ha collaborato nella tappa di Bella Farnia insieme alla UOSD Migranti, facilitando il contatto e l’orientamento della comunità straniera.

Importante anche il supporto delle volontarie dell’Andos odv Latina, l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, impegnate nell’accoglienza dell’utenza e nell’accompagnamento ai percorsi di screening oncologici femminili.

Una sanità che raggiunge le persone

Con il truck della salute, la Asl di Latina conferma un cambio di passo culturale nella prevenzione.

Il modello è quello di una sanità più proattiva e dinamica, capace di muoversi sul territorio per raggiungere chi spesso resta ai margini dei percorsi di cura.

L’obiettivo è non lasciare indietro nessuno, intercettando bisogni reali e offrendo risposte concrete anche a chi, per ragioni sociali, linguistiche o logistiche, rischia di rinunciare alla prevenzione.

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