Tiero: “No alla riattivazione delle centrali di Latina e Garigliano, ma si al nucleare “sicuro”

"I nostri territori hanno già subito nel corso degli anni una servitù insostenibile sul fronte del nucleare", dichiara l'esponente di FdI

“Con stupore e sincero rammarico sono venuto a conoscenza di un disegno di legge che mira alla riattivazione degli impianti nucleari presenti sul territorio nazionale. Il disegno di legge fa riferimento in particolare agli impianti nucleari esistenti, tra cui Latina ed il Garigliano. Non ho alcun problema a dire no a questa proposta”. 

Lo dichiara in una nota Enrico Tiero, presidente della XI commissione Sviluppo economico e Attività produttive, nonché componente delle commissioni Ambiente e Sanità del Consiglio regionale del Lazio.

“I nostri territori hanno già subito nel corso degli anni una servitù insostenibile sul fronte del nucleare. Non è ammissibile che a distanza di anni si chiedano nuovamente ulteriori sacrifici a comunità penalizzate dalla presenza di impianti relativi al vecchio nucleare. Peraltro, ci risulta che le scorie radioattive devono essere ancora smaltite. Bisognerebbe anche capire quali saranno i tempi per completare gli interventi dei decommissioning dei siti di Borgo Sabotino e del Garigliano.

Il mio non è un ‘No ideologico’ al nucleare, sia chiaro. Infatti, sono personalmente favorevole al nucleare ‘sicuro’ di quarta generazione. 

A mio parere, lo sviluppo di nuove tecnologie volte alla produzione di energia nucleare rappresenta ad oggi un’opportunità per il contrasto dei cambiamenti climatici e un’occasione di sviluppo delle conoscenze e delle competenze che l’Italia può vantare non solo nel campo della ricerca, ma anche nella progettazione e nella produzione industriale di impianti di energia nucleare di nuova generazione.

Occorre però intensificare le attività di ricerca e sperimentazione delle nuove tecnologie nucleari, in particolare i piccoli reattori modulari (Small Modular Reactor), favorendo l’incontro delle nostre migliori competenze in campo ingegneristico nucleare, tecnico, tecnologico e industriale, al fine di accelerare il processo di decarbonizzazione dell’industria energivora italiana e di assicurare al Paese la sicurezza energetica necessaria allo sviluppo civile ed economico. 

Se vogliamo essere indipendenti e liberi è importante lavorare tutti insieme in ricerca e innovazione per raggiungere la quarta generazione del nucleare che è il futuro, anche per le piccole e medie aziende. 

Apprezzo il fatto che il governo italiano sta rivalutando la sua strategia sul nucleare con un focus su sostenibilità, sicurezza energetica e disponibilità economica. Il prezzo dell’energia in Italia è troppo alto e la competizione nei settori di industria e agricoltura in questo momento è difficile. 

La quarta generazione del nucleare è quindi fondamentale per il futuro del nostro Paese. Per questo dico Sì a questa nuova prospettiva, purché ovviamente vengano date tutte le garanzie necessarie in termini di sicurezza.

Sono però fortemente contrario al riutilizzo dei vecchi impianti nucleari dismessi e non idonei ad ospitare la quarta generazione. Si dovrà semmai necessariamente individuare nuovi siti in altre realtà. Latina e il Garigliano hanno già dato. Io mi opporrò a qualsiasi tentativo di ripristinarli e mi schiero fin da adesso dalla parte delle loro comunità locali”.

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