Terracina, il masso sui binari non c’è più: ci sono voluti “solo” 14 anni

La linea con Priverno-Fossanova oggi ha un ostacolo in meno che stava lì dal 2012. Ma manca ancora la messa in sicurezza di Monte Cucca

Quando nelle scorse settimane si era detto che Terracina “rivedeva” – seppur ancora metaforicamente parlando – il treno, parecchi hanno riso sotto i baffi. Perché? Semplice, perché al di là di tempi, finanziamenti e lavori c’era un ostacolo bello e buono: quel masso sulle rotaie in zona La Fiora. Un emblema del segno di un’Italia che funziona da sempre a diversi ritmi, dove si progetta l’alta velocità ma che allo stesso tempo un sasso (seppur vistosamente importante) impedisce a un treno di passare.

Da ieri, come testimoniato dalla foto pubblicata dai profili social del Comune di Terracina e dal sindaco della città rivierasca, quel masso non c’è più.

È stato demolito grazie ai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Un’attività propedeutica alle attività di rilevo per la progettazione della linea, tutto in linea a come annunciato dall’AD Aldo Isi lo scorso 26 maggio.

Certo, con ciò non è che tolti i resti di quella grossa pietra di montagna, come per magia tornano a passare i treni tra la stazione di Priverno Fossanova e Terracina. Anche perché fin da subito, più che preoccupare il masso in sé, a destare dubbi economici per gli interventi da dover mettere in campo, erano gli imponenti fondi necessari per mettere in sicurezza il Monte Cucca.

Se fino a ieri, però, c’era un impedimento fisico sulle rotaie, da ieri questo non c’è più.

Considerando i tempi tecnici per i lavori di messa in sicurezza delle gallerie non è detto che, tutto avvenga in modo celere come sperano in molti e anche come è stato assicurato negli ultimi interventi dai rappresentanti istituzionali.

Eppure, la cosa più partitolare di tutte è che tanto ci si era abituati a quel grosso masso lì sui binari che, nonostante faccia strano pensare che non c’è più, adesso il traguardo sembra un po’ più vicino. Da quel 2012 sono passati quasi 14 anni, un’eternità. Ma quello che non si è fatto in tutto questo tempo potrebbe essere presto portato a compimento. Almeno si spera.

Anche perché tra la Roma-Latina ancora lontana come un miraggio e quelle gallerie che dovevano (temporaneamente) riaprire da inizio giugno, venendo dalla capitale, con qualsiasi mezzo, oltre Terracina non sembra di essere in un’altra regione, né tanto meno in un altro paese, ma proprio in un altro mondo.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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