Un ampio momento di confronto e progettazione condivisa per delineare nuove strategie di sviluppo del Lazio meridionale. È quello promosso nei giorni scorsi da Re.La.Te – Reti Laboratori Territori, che ha riunito associazioni, amministrazioni locali, imprese, università e reti territoriali con l’obiettivo di costruire un modello di crescita integrata e duratura.
Al centro dell’incontro il tema degli Smart Village, con un focus particolare sulla misura europea SRG07, che consente non solo la riqualificazione dei beni pubblici, ma anche il loro utilizzo continuativo attraverso modelli di gestione condivisa tra enti locali, associazioni e operatori del territorio. Un approccio ritenuto decisivo per superare una delle principali criticità delle aree interne: la presenza di numerose strutture pubbliche inutilizzate per mancanza di risorse e di modelli gestionali sostenibili.
Ampio spazio è stato dedicato al ruolo dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, impegnata nella realizzazione di un polo universitario sullo sviluppo rurale e territoriale, sostenuto da un investimento iniziale di circa 1,7 milioni di euro. L’obiettivo è creare percorsi di formazione, ricerca e trasferimento tecnologico fortemente connessi ai bisogni reali dei territori, formando nuove competenze locali capaci di operare su modelli innovativi di sviluppo sostenibile.
«Oggi abbiamo finalmente il centro, ora la sfida è riempirlo di contenuti – ha sottolineato Carlo Russo, docente e prorettore dell’ateneo –. È un’opportunità rara per costruire didattica e ricerca partendo davvero dai bisogni del territorio».
Nel corso dell’incontro sono stati presentati anche diversi strumenti di connessione della rete territoriale, tra cui la rivista Rural Idea e una futura piattaforma digitale collaborativa, una web radio in collaborazione con l’Università di Cassino, una guida territoriale in fase di completamento e l’app “Imboschiamoci”, dedicata alla gestione e valorizzazione del patrimonio boschivo, dei terreni agricoli abbandonati e alla prevenzione dei rischi ambientali.
Particolare attenzione è stata riservata ai temi della gestione multifunzionale del bosco, della rigenerazione dei terreni agricoli abbandonati e della necessità di politiche pubbliche strutturate, capaci di rendere questi patrimoni nuovamente produttivi e sostenibili, evitando interventi frammentati o emergenziali.
Dal dibattito è emersa con forza l’esigenza di una maggiore integrazione tra GAL, Comuni, DMO e Regione, superando una visione disarticolata e puntando su una strategia territoriale condivisa, fondata su dati, ricerca e innovazione.
L’incontro rappresenta un passo significativo verso la costruzione di una rete territoriale stabile, orientata allo sviluppo locale, alla valorizzazione delle risorse e alla crescita del capitale umano del Lazio meridionale.