Striscione davanti alle case Arlecchino fa discutere, augura la libertà ai pusher

Il fatto nella zona diventata celebre per l’escalation di attentati con bombe e incendi. Del caso si sta occupando anche la Polizia

Uno striscione realizzato con parole che augurano la libertà agli spacciatori dei palazzi Arlecchino detenuti è comparso stamattina proprio in via Guido Rossa, di fronte al complesso delle case popolari diventato tristemente famoso per la piazza di spaccio h24, ma anche per gli attentati consumati sia con esplosivi che incendi. Un fatto destinato a far discuter, ma che ha pure attirato l’attenzione degli inquirenti, perché la Polizia ha avviato un’indagine per valutare eventuali risvolti penali.

Cobra, Vegeta e Spadino sono alcuni dei soprannomi utilizzati da chi ha realizzato lo striscione per indicare i componenti del sodalizio delle Arlecchino. Poi ci sono RG10, Ciavri, Gianni e Koja. C’è poi la frase “una presta libertà” che è un modo gergale, negli ambienti carcerari, per augurare il termine della detenzione quanto prima. Lo striscione diviso in due, è stato attaccato alla recinzione del liceo scientifico Gb Grassi proprio su via Guido Rossa, con lo scopo di renderlo leggibile dai palazzi Arlecchino antistanti.

Ieri mattina in seguito alla scoperta del caso, sono intervenuti i poliziotti della Questura per gli accertamenti volti a verificare se il gesto possa nascondere messaggi trasversali. Inoltre prima che venisse rimosso lo striscione, gli specialisti della scientifica della Polizia hanno effettuato un sopralluogo utile a verificare la presenza di tracce per risalire agli autori, ma anche a chi lo ha installato. Del resto è molto probabile che le scritte siano state preparate altrove e poi attaccate alla recinzione della scuola.

L’episodio si presta a una serie di interpretazioni, compresa l’eventualità che i collaboratori della banda rimasti in libertà, volessero comunicare qualcosa alla città e alle persone coinvolte con loro nei traffici, per ribadire la potenza del sodalizio. Al tempo stesso non è escluso che possa trattarsi dell’ennesimo messaggio volto a intimorire quei residenti, più volte bersagliati dai pusher delle Arlecchino, che si sono opposti in ogni modo per ostacolare lo spaccio di stupefacenti.

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