Stangata di fine anno, la Tari aumenterà ancora

Le parole dell’opposizione sul tema: "Evidente nervosismo in commissione Trasparenza, la Nasti perde le staffe"

«È certo, come ha confermato con una certa noncuranza l’assessora al bilancio in commissione, che a dicembre, nell’ultima rata del saldo Tari, ci sarà un ulteriore aumento». Così i consiglieri comunali di opposizione, dopo la seduta della commissione Trasparenza presieduta da Floriana Coletta, tornata a riunirsi sul tema dei servizi del tributo Tari.

«Tale aumento – spiegano – serve a compensare l’incapacità di questa amministrazione di recuperare l’evasione. Tra l’altro, si aggiunge al già +30% stabilito dalla gestione commissariale e confermato dall’amministrazione Celentano, che i cittadini stanno pagando sulla prima rata a fronte di un’evidente diminuzione dei servizi, a partire dalle giornate di raccolta».

«L’evidente nervosismo dimostrato durante la seduta dall’assessora Nasti è la conferma che il tasto del bilancio, relativamente alle vicende ABC ma non solo, è un nervo scoperto di questa giunta. Rispediamo al mittente l’accusa secondo la quale l’amministrazione precedente è responsabile dell’aumento del Fondo crediti di dubbia esigibilità».

«Nasti – continuano i consiglieri – omette due passaggi fondamentali: il primo è che nel 2018 l’accantonamento in bilancio del FCDE doveva per legge aumentare annualmente per quote graduali dal 75% di quell’anno fino al 100% nel 2021 e questa è stata la prima, più grande causa di aumento di questo fondo in quegli anni. Il secondo è che gli accertamenti fino al 2018 erano eseguiti con il metodo verticale, cioè, prendendo in considerazione solo l’anno in esame. Da quell’anno in poi, con l’assessore Proietti, il metodo è stato trasformato in orizzontale, prendendo in esame, cioè la posizione debitoria dell’utenza relativa a tutti gli anni addietro. Tale cambio e il lavoro sulla politica delle entrate hanno ridotto di molto l’entità del Fondo. Entità tornata a salire negli ultimi due anni, fino a toccare quota 167 milioni di euro, ingessando di fatto la capacità di manovra economica dell’Ente».

«L’altra importante considerazione riguarda l’azienda ABC che, secondo i dati Arera/Ispra comunicati dall’assessore Addonizio, ha un costo di gestione rifiuto centesimo per chilogrammo più basso rispetto la media nazionale e questo contraddice in pieno la narrazione fin qui fatta dalla maggioranza che vedrebbe ABC troppo cara col porta a porta. Per fare degli esempi concreti: i dati dell’autorità dell’energia e dei rifiuti dicono che ABC ha un costo di 37 centesimi al kg, Pescara ha un costo di 40 centesimi al kg, Perugia 43 al kg, la vicina Terracina di 42,5 al kg».

«Se ne desume che i maggiori costi che i cittadini si trovano in bolletta – spiegano i consiglieri – sono dovuti al mancato recupero dell’evasione. Questa è la verità. L’amministrazione della passata consiliatura nel 2021 ha varato e attuato, attraverso concorso pubblico, l’ampliamento dell’organico dell’ufficio Tari. Ampliamento che nel 2022 ha garantito un incremento di incasso TARI di oltre 14 milioni di euro. Anche perché il metodo del porta a porta ha permesso di far emergere le utenze fantasma. Resta il nodo dell’evasione. La conduzione approssimativa della maggioranza ha invertito il trend, riportando la gestione rifiuti a uno dei livelli più bassi della storia di questa città».

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