Non c’è spazio per nuovi margini di manovra. Con l’ultima decisione del Tribunale amministrativo regionale, la vicenda dell’Hotel Grotta di Tiberio a Sperlonga registra un punto fermo: la confisca è legittima e va eseguita.
I giudici hanno rigettato il ricorso presentato dalla società riconducibile alla famiglia Chinappi, ribadendo che l’intero complesso alberghiero è abusivo, come già accertato da precedenti atti amministrativi e giudiziari. Una posizione netta che rafforza l’obbligo per il Comune di Sperlonga di acquisire la struttura al proprio patrimonio.
Il contenzioso nasce dalla mancata demolizione o regolarizzazione dell’immobile entro i termini stabiliti, circostanza che ha fatto scattare automaticamente la procedura di acquisizione pubblica. La società, legata al suocero del sindaco Armando Cusani, aveva tentato di opporsi, contestando l’iter seguito dall’ente.
Il Tar, però, ha richiamato l’ordinanza emessa nel maggio 2022, evidenziando come la confisca e la successiva trascrizione al catasto rappresentino un passaggio dovuto e non discrezionale.