Centro commerciale in Q3, si gioca sull’incertezza del diritto

Una partita snervante quella che ha portato alla decisione della Cassazione sul prefabbricato della zona di Latina

Altro che separazione delle carriere: sul caso del centro commerciale in odore di lottizzazione abusiva realizzato nel quartiere Q3 a Latina, i giudici che se ne stanno occupando sembrano separati in casa.

E’ la seconda volta che la Corte di Cassazione si esprime a favore della prospettazione della Procura della Repubblica e del Tribunale che ha più volte disposto il sequestro dell’intera struttura, e sono tre volte che il Tribunale del Riesame di Latina dispone il dissequestro, superando le conclusioni di quella che chiamano Suprema Corte. Se c’è un esempio di terzietà e libertà dei giudici italiani, eccoci serviti.

Ma ai cittadini, la cosiddetta pubblica opinione, sempre in cerca di certezze, chi glielo spiega che sono anni che la giustizia italiana non riesce a stabilire se quel centro commerciale sia stato realizzato in maniera legittima o se invece si tratti del risultato di una serie di illegittimità e forzature amministrative che ne fanno un esempio da manuale di lottizzazione abusiva? E non si tratta soltanto di regalare pillole di verità all’opinione pubblica come fossero tranquillanti, perché a reclamare il fischio finale di questa partita che diversi arbitri stanno rendendo appassionante ma anche snervante, ci sono imprenditori che si sentono danneggiati dalla presenza di un centro commerciale che per i giudici della Cassazione è frutto di un iter amministrativo taroccato, e ci sono cittadini che fino a un paio d’anni fa vivevano circondati dal verde e adesso sono finiti nel cono d’ombra di un enorme prefabbricato.

Ma soprattutto, ci sono due cittadini rinviati a giudizio con l’accusa di aver contribuito, uno in qualità di dirigente comunale e l’altro in veste di funzionario, al perfezionamento dell’iter illegittimo da cui è scaturito il centro commerciale. Ora, mentre impazza il valzer dei sequestri e dei dissequestri, quei due cittadini rischiano di essere condannati prima che sia stato stabilito che quel centro commerciale è un’opera legittima e con le carte in regola per operare, oppure potrebbero essere assolti prima che la struttura venga eventualmente sequestrata e confiscata perché riconosciuta abusiva. Anche un ragazzino lo capisce, non si può vivere in questo paradiso dell’approssimazione e dell’incertezza, soprattutto quando la certezza che si reclama è quella del diritto.

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Alessandro Panigutti
Alessandro Panigutti
Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.

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