Sabaudia, il Tar riapre il caso chioschi. Il Pd all’attacco: “Mosca prenda atto del fallimento”

I giudici sospendono i provvedimenti del Comune. Le opposizioni: "Scelte illogiche che rischiano di costare caro"

La decisione del Tar del Lazio riaccende lo scontro politico sulla gestione del lungomare di Sabaudia. Il Tribunale amministrativo ha accolto le istanze cautelari presentate da tre operatori risultati vincitori della gara per l’assegnazione dei chioschi nel 2025, sospendendo i provvedimenti con cui il Comune aveva negato la proroga delle concessioni previste dalla convenzione sottoscritta, in attesa della discussione collegiale fissata per il prossimo 10 settembre.

Una pronuncia che il Partito Democratico interpreta come una pesante bocciatura dell’operato dell’amministrazione guidata dal sindaco Alberto Mosca.

«Il sindaco prenda finalmente atto del fallimento delle proprie scelte politiche e amministrative sul lungomare e ne tragga le conseguenze», dichiarano in una nota congiunta i consiglieri comunali del Pd Giancarlo Massimi e Simone Brina insieme al segretario del circolo Anselmi-Iotti, Luca Mignacca.

Secondo gli esponenti democratici, la scelta di bandire una nuova gara nel pieno della stagione balneare si è rivelata «illogica e contraddittoria», finendo per alimentare nuovi contenziosi anziché risolvere quelli già esistenti. Il Tar, sottolineano, avrebbe riconosciuto la necessità di garantire la continuità dei servizi essenziali previsti dalle convenzioni, dalla pulizia delle spiagge al primo soccorso, consentendo così ai ricorrenti di proseguire la gestione dei chioschi almeno fino alla decisione definitiva.

Per il Pd si tratta dell’ennesima conferma delle criticità che da mesi vengono denunciate in Consiglio comunale. «Avevamo avvertito che una nuova procedura avrebbe generato ulteriore caos amministrativo e messo a rischio la stagione estiva», affermano gli esponenti democratici, ricordando anche il contenzioso milionario già aperto con un imprenditore e le possibili ricadute economiche sulle casse comunali.

Nel mirino dell’opposizione finiscono anche i ritardi nell’organizzazione dei servizi sul litorale, con il riferimento alla gara per le postazioni aggiuntive dei bagnini andata deserta e al rischio che numerosi chioschi, soprattutto nel tratto tra Caterattino e Bufalara, non potessero entrare in funzione in tempo utile.

Da qui la richiesta di un immediato chiarimento in aula da parte del sindaco. «Mosca venga a riferire al Consiglio sul caos giuridico e amministrativo in cui è stato trascinato il lungomare e si assuma le proprie responsabilità». La conclusione è una stoccata politica destinata ad alimentare il confronto: «Più che esporre la Bandiera Blu, il sindaco dovrebbe issare una bandiera bianca e arrendersi all’evidenza di un’incapacità politico-amministrativa che sta penalizzando cittadini, operatori turistici e l’immagine stessa di Sabaudia».

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