Da settimane il quartiere di Fossignano è l’epicentro di una protesta che si sta allargando a macchia d’olio in tutta la città. Al centro del malcontento ci sono i pesanti ritardi nel ritiro dei mastelli dell’umido. Con l’arrivo delle temperature estive, i rifiuti organici lasciati per ore – e talvolta per giorni – sotto al sole stanno provocando gravi disagi legati ai cattivi odori, oltre a un evidente danno al decoro urbano.
Della questione si è già discusso con i vertici di Progetto Ambiente, l’azienda municipalizzata che gestisce il servizio, nel tentativo di trovare una soluzione rapida che non gravi sulle tasche dei cittadini. Nel dibattito sono intervenuti con forza anche gli attivisti del Movimento Cinque Stelle, Andrea Ragusa e Cristian Lavezzo, che hanno protocollato una proposta ufficiale per uscire dall’emergenza.
Alla base del problema c’è una scelta forzata da parte dell’Amministrazione. A causa delle note difficoltà economiche in cui versa l’Ente, quest’anno il Comune di Aprilia non ha potuto finanziare il consueto terzo passaggio settimanale estivo per la raccolta dell’organico. La frequenza è rimasta così ferma ai due turni invernali. Una decisione che, con il picco del caldo, sta penalizzando soprattutto i residenti dei condomini o di appartamenti privi di balconi e spazi esterni. In questi contesti, le alte temperature accelerano la fermentazione dei rifiuti, causando esalazioni insostenibili e la preoccupante proliferazione di insetti e larve.
Per sbloccare la situazione, Ragusa e Lavezzo hanno inviato un documento operativo al Settore Ambiente del Comune e, per conoscenza, alla stessa Progetto Ambiente. La parola d’ordine è ottimizzazione a costo zero per le casse comunali.
«Il vetro è un materiale inerte che non fermenta, non puzza e può essere stoccato in casa più a lungo», spiegano i due esponenti pentastellati. «La nostra proposta prevede di diradare la raccolta del vetro, portandola ad esempio a una volta ogni tre settimane. I turni e le ore di lavoro risparmiati dagli operatori verrebbero così riutilizzati per reinserire il terzo passaggio settimanale dell’umido, vitale in estate».
Secondo gli attivisti si tratterebbe di una semplice redistribuzione delle risorse, senza contare che il piano non richiederebbe stanziamenti di bilancio aggiuntivi, né modificherebbe i chilometri totali percorsi dai mezzi della ditta.
«Sarebbe una soluzione logica, basata sul buon senso, che tutelerebbe la salute pubblica e il decoro soprattutto in questi mesi critici», concludono Ragusa e Lavezzo.
«Ora la palla passa all’Amministrazione comunale: attendiamo una valutazione su una proposta nata direttamente dal territorio per rispondere alle esigenze di migliaia di famiglie apriliane».
Della questione si è già discusso con i vertici di Progetto Ambiente, l’azienda municipalizzata che gestisce il servizio, nel tentativo di trovare una soluzione rapida che non gravi sulle tasche dei cittadini. Nel dibattito sono intervenuti con forza anche gli attivisti del Movimento Cinque Stelle, Andrea Ragusa e Cristian Lavezzo, che hanno protocollato una proposta ufficiale per uscire dall’emergenza.
Alla base del problema c’è una scelta forzata da parte dell’Amministrazione. A causa delle note difficoltà economiche in cui versa l’Ente, quest’anno il Comune di Aprilia non ha potuto finanziare il consueto terzo passaggio settimanale estivo per la raccolta dell’organico. La frequenza è rimasta così ferma ai due turni invernali. Una decisione che, con il picco del caldo, sta penalizzando soprattutto i residenti dei condomini o di appartamenti privi di balconi e spazi esterni. In questi contesti, le alte temperature accelerano la fermentazione dei rifiuti, causando esalazioni insostenibili e la preoccupante proliferazione di insetti e larve.
Per sbloccare la situazione, Ragusa e Lavezzo hanno inviato un documento operativo al Settore Ambiente del Comune e, per conoscenza, alla stessa Progetto Ambiente. La parola d’ordine è ottimizzazione a costo zero per le casse comunali.
«Il vetro è un materiale inerte che non fermenta, non puzza e può essere stoccato in casa più a lungo», spiegano i due esponenti pentastellati. «La nostra proposta prevede di diradare la raccolta del vetro, portandola ad esempio a una volta ogni tre settimane. I turni e le ore di lavoro risparmiati dagli operatori verrebbero così riutilizzati per reinserire il terzo passaggio settimanale dell’umido, vitale in estate».
Secondo gli attivisti si tratterebbe di una semplice redistribuzione delle risorse, senza contare che il piano non richiederebbe stanziamenti di bilancio aggiuntivi, né modificherebbe i chilometri totali percorsi dai mezzi della ditta.
«Sarebbe una soluzione logica, basata sul buon senso, che tutelerebbe la salute pubblica e il decoro soprattutto in questi mesi critici», concludono Ragusa e Lavezzo.
«Ora la palla passa all’Amministrazione comunale: attendiamo una valutazione su una proposta nata direttamente dal territorio per rispondere alle esigenze di migliaia di famiglie apriliane».
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