Rifiuti, scontro senza tregua a Fondi: Ciccone attacca, Venditti incalza

Proroghe, ritardi e polemiche: l’appalto più costoso del Comune diventa terreno di battaglia elettorale. Nuovi interventi

A Fondi il tema rifiuti si trasforma in uno dei fronti più caldi della campagna elettorale. Al centro del confronto l’appalto per la raccolta e lo smaltimento, tra accuse di ritardi e difese dell’operato amministrativo.

A sollevare il caso era stato nei giorni scorsi Francesco Ciccone, che punta il dito contro l’ennesima proroga concessa al gestore del servizio, parlando di una gestione “senza programmazione”. Dopo la risposta del primo cittadino Maschietto e dell’assessore all’Ambiente Macaro, Ciccone è nuovamente intervenuto: “Questo è amministrare il giorno dopo, non pianificare”, afferma, sottolineando come il contratto, nato per una durata limitata, si avvii ormai a superare i dieci anni complessivi.

Nel mirino anche i tempi della nuova gara: “Il sindaco ha avuto anni per predisporla e non lo ha fatto”, accusa Ciccone, che contesta inoltre il ricorso a consulenze esterne e la mancanza di chiarezza sulle scadenze. Parole dure, accompagnate da un invito diretto: “Prima di attaccare chi chiede spiegazioni, si risponda alla città”.

Il riferimento è alla recente replica dell’amministrazione guidata dal sindaco Beniamino Maschietto, che aveva difeso l’operato degli uffici parlando di una gara complessa e di tempi tecnici necessari per valutare le offerte.

Nel dibattito si inserisce, con toni più politici ma non meno critici, anche Salvatore Venditti. Pur prendendo le distanze dallo scontro diretto, evidenzia come la vicenda rischi di diventare “surreale” e richiama l’attenzione sul dato principale: “Le proroghe devono essere eccezionali, non la regola”, richiamando l’Autorità nazionale anticorruzione.

Venditti sottolinea inoltre il malcontento diffuso tra i cittadini, ricordando come le criticità del servizio siano segnalate da tempo e non possano essere liquidate come “polemiche elettorali”.

La questione rifiuti, insomma, si conferma uno dei nodi centrali della campagna: tra numeri, scadenze e responsabilità politiche, il confronto è destinato a restare acceso fino al voto.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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