Si accende il dibattito a Pontinia sul progetto di un impianto biogas in via Migliara 46,5. Il sindaco Eligio Tombolillo chiarisce la linea dell’Amministrazione: contrarietà alla localizzazione, ma apertura alla necessità di trovare una soluzione.
«Il sito individuato è inopportuno, per la vicinanza alla città e per gli effetti sulla viabilità. Continueremo a batterci per il diniego», ha spiegato il primo cittadino.
Il nodo degli allevamenti
Al centro della questione c’è però un problema più ampio: la gestione dei reflui provenienti dagli allevamenti.
«Dobbiamo renderci conto della necessità di fronteggiare il vero pericolo per l’ambiente e per la salute dei cittadini provocato da liquami e letami: saremo costretti a chiudere le stalle se non troveremo una soluzione».
I numeri dell’emergenza
Il sindaco richiama dati definiti “certificati”, citando uno studio di Coldiretti Latina:
- 33mila capi tra bovini e bufalini nel territorio comunale
- 620mila tonnellate annue di scarti prodotti
Un quadro aggravato dal fatto che Pontinia è classificata come “zona vulnerabile da nitrati”, con limiti più stringenti per lo smaltimento dei reflui.
Impatto ambientale e sanitario
Secondo quanto evidenziato, la decomposizione dei reflui non trattati comporta emissioni di gas serra, ammoniaca e particolato, con conseguenze sull’ambiente e sulla salute.
«Davanti a un quadro simile sarà d’obbligo adeguarsi in tempi brevi, altrimenti rischiamo ripercussioni su economia e occupazione».
Biogas come possibile soluzione
Pur respingendo il progetto specifico, il sindaco non esclude il ricorso a impianti di biogas in contesti più idonei:
«Queste centrali non servono a bruciare i letami, ma a trattarli e produrre energia pulita. Migliorano l’ambiente e riducono l’errato conferimento nei terreni».
“Poche strutture ma di qualità”
L’indirizzo dell’Amministrazione è chiaro: individuare soluzioni efficaci ma controllabili.
«Servono poche strutture, ma di provata qualità, così da monitorarne meglio il funzionamento».