Piscina comunale in commissione Trasparenza, ancora ombre sulla gestione dell’impianto

Preoccupano le difficoltà economiche comunicate dal gestore, a cui dal 2026 si aggiungeranno le rate del debito pregresso per le utenze

Si è svolta nei giorni scorsi mattina la commissione Trasparenza, presieduta dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi, dedicata alla verifica dell’attuazione del contratto di concessione dell’impianto natatorio comunale e del relativo addendum, alla luce della prima relazione del Direttore di Esecuzione del Contratto (DEC), Fernando Di Crescenzo, nominato lo scorso luglio dopo le dimissioni del precedente incaricato. «Partiamo dalle ceneri di un rapporto con il concessionario sfaldato e pieno di criticità, ma riconosciamo il lavoro avviato dagli uffici» dichiarano i consiglieri comunali di opposizione, che ringraziano il DEC, il funzionario Ilario Parascandolo e la dirigente Alessandra Pacifico «per l’impegno e la serietà con cui stanno monitorando una concessione complessa e gravata da anni di contenziosi». Presenti in sala anche gli assessori al Patrimonio e allo Sport e le società sportive Antares Nuoto Latina e Hyperion, non il concessionario pure invitato alla seduta. Un segnale giudicato dalle opposizioni «grave e deludente». «Sarebbe stato importante un confronto diretto con il gestore – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – per avviare finalmente un dialogo costruttivo nell’interesse dell’Ente, delle società sportive e dei cittadini. Parliamo di un impianto pubblico, che deve mantenere prima di tutto una funzione sociale, senza dimenticare il diritto d’impresa». Tra le principali criticità emerse, spicca il mancato pagamento della seconda rata del mutuo da 28mila euro contratto con l’Istituto per il Credito Sportivo. Nonostante le diffide inviate dall’Ente a fine settembre e il sollecito del 22 ottobre, la somma risulta ancora non versata. «È un fatto preoccupante – sottolineano i consiglieri – perché in caso di inadempienza è il Comune a dovere intervenire essendo garante. L’addendum al contratto inoltre parla chiaro: il mancato pagamento di almeno due rate potrebbe comportare la risoluzione della concessione».

Preoccupano anche le difficoltà economiche comunicate per le vie brevi dal gestore, a cui dal 2026 si aggiungeranno le rate del debito pregresso per le utenze pari a 804mila euro. Altro nodo critico riguarda la fascia oraria 14.30-16.30, non inclusa nel calendario/tariffario approvato. «Già in passato – ricordano i consiglieri di opposizione – avevamo sollevato dubbi su questo orario, che ci era stato spiegato come necessario per manutenzione e pulizia. Oggi scopriamo che viene utilizzato dalle squadre del concessionario: una situazione di inopportunità, che crea un vantaggio competitivo rispetto ad altre società sportive costrette ad allenarsi in orari penalizzanti o a spostarsi in altri Comuni». Durante la commissione è stata ribadita la necessità, condivisa anche dai rappresentanti della maggioranza, di convocazioni trimestrali per garantire un controllo costante sul rispetto degli obblighi contrattuali e prevenire nuove situazioni di criticità. L’opposizione ha anche rinnovato la proposta di istituire un tavolo permanente di confronto tra Ente, concessionario e portatori di interesse. «La piscina comunale deve essere uno spazio aperto e accessibile a tutte le realtà sportive del territorio» affermano i consiglieri. Nel corso della seduta è stato portato l’esempio dell’associazione Hyperion, che segue atleti con disabilità e ha rappresentato l’Italia ai mondiali paralimpici: «Nonostante la richiesta formale di utilizzo della piscina, la risposta del concessionario è arrivata tardi e con tariffe insostenibili. È inaccettabile che realtà di questo valore debbano spostarsi altrove per mancanza di dialogo». Disponibilità al confronto è arrivata anche dal vicepresidente dell’Antares, che ha dichiarato: «Se il concessionario ha difficoltà economiche, ben venga una collaborazione che consenta ad altre società di utilizzare corsie e orari liberi». «Sono stati fatti passi avanti grazie al lavoro degli uffici, – concludono i consiglieri – ma se il concessionario continua a sottrarsi al confronto e non rispetta gli impegni economici e gestionali sarà difficile migliorare. Servono trasparenza e responsabilità da parte di tutti, a partire da chi gestisce un bene pubblico».

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