Pesca di frodo: scatta il sequestro per 300 nasse con attrezzatura illegale

Sono complessivamente 300 le nasse illegalmente posizionate su circa 2 chilometri di cima individuate e poste sotto sequestro da parte del personale della Guardia Costiera di Terracina nell’ambito di un’operazione di controllo nelle acque di competenza da parte delle motovedette GC B117 e CP834 durante la mattinata del 28 agosto.

L’attrezzatura rinvenuta e le modalità di utilizzo sono risultati difformi dalle previsioni della vigente normativa nazionale e comunitaria che impone il segnalamento e la marcatura dell’attrezzatura da pesca con l’impiego delle previste boe, aste e bandierine segnaletiche, idonee a renderla chiaramente distinguibile in mare e a permettere l’immediata identificazione del pescatore professionale autorizzato al suo utilizzo.

Gli attrezzi da pesca sequestrati erano infatti collegati a rudimentali galleggianti, tra cui bottiglie di plastica trasparenti, indubbiamente scelti dal trasgressore ostacolarne l’avvistamento, in quanto presumibilmente sprovvisto della relativa licenza da pesca per il loro utilizzo, così da costituire anche un reale pericolo per la navigazione. Le nasse sono state salpate e il pescato ancora vivo, tra cui anche del novellame della specie “Scyllarus arctus”, conosciuta come “cicala di mare”, è stato restituito al mare. Il materiale sequestrato, una volta conclusi tutti gli atti di rito, sarà distrutto come rifiuto speciale.

L’attività di controllo effettuata dalla Guardia Costiera, che proseguirà e verrà intensificata, si rende pertanto necessaria non solo a garanzia della sicurezza della navigazione e della tutela dell’ambiente marino, ma soprattutto a contrasto del fenomeno della pesca di frodo che danneggia la risorsa ittica e non da ultimo la categoria dei pescatori professionali che operano nel rispetto delle vigenti normative.

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