“Pedagogia del confine”, il libro di Fernando Battista per superare barriere e pregiudizi razziali

Il volume è il racconto di una ricerca-intervento nel campo dell’educazione condotta presso il Liceo “Edoardo Amaldi” di Tor Bella Monaca

Superare barriere e pregiudizi razziali: il libro di Fernando Battista, “Pedagogia del confine”, è una metodologia originale. La corporeità e le arti per esplorare, comprendere e rappresentare l’esperienza umana. Prefazione del Rettore di Roma Tre, prof. Massimiliano Fiorucci. L’autore, il prof. Fernando Battista, è docente specializzato presso l’ITT “Livia Bottardi” di Roma, è dottore di ricerca in teoria e ricerca educativa all’Università di RomaTre e nella stessa Università è docente al Master di Educazione Interculturale e al Master di ArtiTerapie. È DanzaMovimentoTerapeuta APID®. Vive a Roma ed è nato in provincia di Latina a Gaeta. In una periferia di Roma con forte disagio sociale, e con un’alta percentuale di popolazione migrante, un progetto condotto in una scuola e basato sui linguaggi della danza, della DanzaMovimentoTerapia (forma di terapia che utilizza il movimento e l’espressione del corpo come mezzo e strumento di integrazione e crescita emotiva) e le arti, ha consentito agli studenti di incontrare persone migranti provenienti da vari centri di accoglienza e superare barriere e pregiudizi. Il volume è il racconto di una ricerca-intervento nel campo dell’educazione condotta presso il Liceo Scientifico “Edoardo Amaldi” di Tor Bella Monaca (Roma), che utilizzando i linguaggi della danza, della DanzaMovimentoTerapia e le arti ha fatto incontrare studenti e persone migranti provenienti da vari centri di accoglienza del territorio.

“Pedagogia del Confine” ha come riferimento l’ambito interculturale e inclusivo, un approccio che può risultare di grande interesse per tutti coloro che si prefiggono di innovare le metodologie didattiche in una direzione comunitaria e partecipativa dando spazio anche alla dimensione artistica e creativa. È una metodologia originale che nasce da una pluriennale esperienza dell’autore in ambito educativo e migratorio, utilizzando il corpo, la danza, la DanzaMovimentoTerapia e altre discipline artistiche. Si rivolge in particolare a professionisti che operano nell’ambito educativo e del sociale, indaga i rapporti tra le persone, attraversando la diversità e creando i presupposti per favorire la conoscenza e la trasformazione del pregiudizio, per favorire il pensiero critico e per sviluppare una crescita verso l’autonomia, ritrovando il senso di umanità e valorizzando la diversità nella propria unicità.

Nella pratica laboratoriale la “Pedagogia del Confine” si avvale di metodologie diverse, quali la danza, il teatro, l’arte grafico pittorica, la DanzaMovimentoTerapia integrata, oltre ad alcune tecniche specifiche di utilizzazione del ritmo, secondo la matrice dell’Expression Primitive (esperienza, quest’ultima, particolarmente pregnante sotto il profilo etno-antropologico e strumento capace di creare struttura, definire rituali di appartenenza e aggregazioni. Verrà fatto riferimento anche all’Embodied Simulation e alla teoria dei neuroni specchio, con pratiche di rispecchiamento, esperienze e “giochi” motori, ora più liberi, ora più strutturati. Il testo è corredato da alcuni stralci di interviste ai partecipanti, racconti di vita che narrano di incontri, di emozioni, della scoperta di cosa significhi appartenere alla stessa condizione umana.

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