Per i novant’anni dalla fondazione della città di Aprilia, istituita il 25 aprile 1936, un libro ripercorre lo snodo cruciale, tra la Seconda Guerra Mondiale e l’introduzione della Cassa del Mezzogiorno, che ha trasformato la quarta città di fondazione dell’Agro Pontino da agricola ad industriale, tracciando le fasi salienti di un periodo storico irripetibile.
“La città degli operai” è l’ultimo libro della collana Saggistica di Atlantide Editore, nelle cui pagine vi è il racconto dettagliato di un periodo storico di grandi cambiamenti a cavallo tra gli anni Cinquanta e Settanta, portando alla luce il rapporto tra politica ed imprenditoria, sindacati e Governo, operai ed industriali negli anni del boom economico in cui tutto sembrava possibile. Un periodo in cui Aprilia conobbe un’ imponente espansione demografica e industriale che le valsero l’appellativo di “Sesto San Giovanni del Sud”.
Aprilia, fondata nel 1936, e inaugurata l’anno successivo da Benito Mussolini, fu costruita con l’intento di farne il centro agricolo dell’Agro pontino. Durante la Seconda Guerra Mondiale, con lo sbarco degli Alleati, fu pesantemente distrutta; la città, offesa moralmente, visse i difficili anni della ricostruzione in uno stato di disorientamento. A partire dai primi anni Cinquanta, grazie ai finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno, divenne un importante centro industriale; il veloce sviluppo economico e l’esplosione demografica senza precedenti, le fecero guadagnare l’appellativo di Sesto San Giovanni del Sud.
La città costituì per il PCI l’osservatorio privilegiato del modello di crescita innescato dalla Casmez e nella provincia di Latina, laboratorio delle destre, partì la denuncia della bolla speculativa, dello sfruttamento salariale e dello sperpero delle risorse pubbliche. Attraverso la ricostruzione dei principali avvenimenti dal Dopoguerra al 1970, l’opera analizza, in chiave critica, gli elementi che hanno contribuito alla crescita sociale ed economica di Aprilia, fornendo un’interpretazione degli interventi straordinari e della pianificazione urbanistica.
Il libro racconta anche la genesi del Consorzio Industriale Roma – Latina che, con la formazione dei nuovi distretti industriali di Pomezia, Ardea ed Anzio, ha di fatto spostato la centralità del ruolo di Aprilia, schiacciandola verso l’hinterland romano. L’autrice, Carmen Porcelli, giornalista e studiosa della storia contemporanea, ha realizzato un’attenta ricerca sui quotidiani e negli archivi compiendo un viaggio nella memoria collettiva di una comunità, alla ricerca delle ragioni e delle trasformazioni del territorio.
Carmen Porcelli, l’autrice, è giornalista professionista. Studiosa della storia contemporanea italiana e dei movimenti extraparlamentari, ha conseguito la laurea in Scienze Politiche, indirizzo storico – politico, presso la Facoltà di Scienze Politiche all’Università “La Sapienza” di Roma discutendo una tesi dal titolo La stampa italiana e il terrorismo: 1969/1975 con il Prof. Mario Toscano. Consegue, inoltre, sempre a La Sapienza, il Dottorato di ricerca in Studi Politici su La “questione meridionale” dopo il 1968: la sinistra italiana, la rivolta di Reggio Calabria e i problemi del Mezzogiorno. Nasce a Nola (Na), ma vive da sempre ad Aprilia dove la famiglia si è trasferita. È impegnata nella ricerca di una identità storica e culturale della sua città d’adozione.
Il libro sarà presentato ufficialmente la prima settimana di maggio.