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Locale chiuso per sette giorni a Latina, stop alla licenza nel Villaggio Trieste

Il Questore di Latina ha disposto la sospensione della licenza e la chiusura temporanea, per sette giorni, di un esercizio pubblico nel quartiere Villaggio Trieste.

Il provvedimento rientra nell’attività di prevenzione e tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica svolta dalla Polizia di Stato.

La misura è stata adottata ai sensi dell’articolo 100 del T.U.L.P.S., il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

L’intervento della Squadra Volante

Il provvedimento nasce da un’attività istruttoria avviata dopo un intervento della Squadra Volante all’interno del locale.

Durante l’episodio si sono registrate tensioni tra alcuni avventori e il gestore dell’attività.

La situazione ha richiesto l’intervento immediato delle Forze dell’Ordine e del personale sanitario.

Richiesti rinforzi per riportare la calma

Nel corso dell’intervento si sono verificati momenti di particolare criticità.

Per ripristinare le condizioni di sicurezza è stato necessario chiedere l’arrivo di rinforzi.

L’episodio ha quindi portato la Questura ad approfondire la posizione dell’esercizio pubblico.

I controlli nel quartiere Villaggio Trieste

Nel quartiere erano già stati potenziati i servizi di controllo del territorio della Polizia di Stato, con l’obiettivo di contrastare diverse forme di illegalità.

Durante questi servizi sono stati effettuati più accessi amministrativi e di polizia nel locale.

Dai controlli è emerso che l’esercizio era frequentato abitualmente da numerosi soggetti con precedenti e pregiudizi di polizia.

La valutazione della Questura

Gli accertamenti hanno portato a considerare il locale un luogo di aggregazione capace di favorire situazioni di rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica.

La presenza di avventori con precedenti, rilevata in più occasioni, è stata valutata come un elemento in grado di incidere negativamente sulla percezione di sicurezza dei residenti e sulla tranquillità dell’area circostante.

Al termine del procedimento amministrativo previsto dalla normativa, è stata quindi adottata la sospensione temporanea dell’attività.

Controlli sugli esercizi pubblici

La Questura di Latina conferma l’attenzione nei confronti degli esercizi pubblici e dei luoghi di aggregazione.

L’obiettivo è garantire il rispetto della legalità, la sicurezza dei cittadini e la fruizione serena degli spazi urbani.

Belgio, treno in corsa travolge uno scuolabus: 4 morti e 5 feriti. Tra le vittime 2 minorenni

Una tragedia sconvolgente ha colpito il Belgio, quando uno scuolabus è stato travolto da un treno passeggeri in corsa nei pressi di Buggenhout, nelle Fiandre Orientali. L’impatto, violentissimo, si è verificato intorno alle 8.15 all’altezza di un passaggio a livello poco distante dal centro abitato, a nord di Bruxelles.

A bordo del minivan viaggiavano sette studenti delle scuole superiori, oltre all’autista e a un supervisore. Secondo un primo bilancio fornito dai media locali, sarebbero quattro le vittime: due minorenni e i due adulti che accompagnavano i ragazzi. Cinque le persone rimaste ferite, tutte occupanti del mezzo travolto dal convoglio. Uno dei passeggeri sarebbe stato rianimato sul posto dai soccorritori, mentre un altro versa in condizioni gravissime.

Immediato il massiccio intervento dei soccorsi, con numerose ambulanze, vigili del fuoco e pattuglie delle forze dell’ordine arrivate nell’area dell’incidente. Le autorità belghe hanno avviato gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dello schianto.

Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, al momento dell’attraversamento il semaforo del passaggio a livello sarebbe stato rosso e le sbarre abbassate. Infrabel, la società che gestisce la rete ferroviaria del Belgio, ha spiegato che il macchinista del treno avrebbe tentato disperatamente di evitare la collisione azionando anche i freni d’emergenza, senza però riuscire a fermare il convoglio in tempo.

Il minivan, stando a quanto riferito dal quotidiano belga Hln, era diretto verso un istituto scolastico dedicato a studenti con bisogni speciali, frequentato da giovani con disabilità fisiche o mentali, disturbi dell’apprendimento e problematiche comportamentali.

Maltrattamenti in famiglia a Latina, 37enne allontanato da casa con braccialetto elettronico

La Polizia di Stato di Latina ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un 37enne del capoluogo, nell’ambito di un procedimento per maltrattamenti in famiglia.

Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina su richiesta della Procura, prevede l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alle persone offese e l’applicazione del braccialetto elettronico.

L’intervento dopo una lite in famiglia

La vicenda nasce da un intervento della Polizia in un’abitazione di Latina, dove era stata segnalata una lite in ambito familiare.

In quella circostanza l’uomo era già stato allontanato d’urgenza dalla casa familiare.

Da lì sono partite le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina.

Le condotte contestate verso madre e fratello

Gli accertamenti hanno permesso di raccogliere gravi indizi su condotte vessatorie, minacciose e aggressive nei confronti della madre e del fratello conviventi.

Le attività di indagine sono state sviluppate attraverso le dichiarazioni delle persone offese e ulteriori riscontri investigativi.

Il quadro ricostruito dagli investigatori riguarda continue intimidazioni e comportamenti violenti, che hanno generato nelle vittime uno stato di paura e sofferenza.

Divieto di avvicinamento e controllo elettronico

Alla luce degli elementi raccolti, l’Autorità Giudiziaria ha disposto l’allontanamento immediato dell’indagato dall’abitazione familiare.

Il 37enne non potrà avvicinarsi alla madre, al fratello e ai luoghi da loro frequentati.

La misura sarà accompagnata dall’applicazione del dispositivo elettronico di controllo.

L’impegno contro la violenza domestica

L’operazione rientra nell’attività della Polizia di Stato e della Procura della Repubblica di Latina nel contrasto ai reati legati alla violenza domestica e di genere.

L’obiettivo è garantire una tutela tempestiva alle vittime e intervenire nei contesti familiari segnati da situazioni di rischio.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

“Non può essere solo cronaca”: il dolore dopo la morte della 14enne investita ad Aprilia

Foto di repertorio

La morte della ragazzina di 14 anni travolta da un’auto mentre era in bicicletta ad Aprilia continua a scuotere non solo la comunità pontina, ma anche il mondo della scuola e delle associazioni impegnate nella tutela dei diritti. A intervenire, nelle ultime ore, è stato il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che ha affidato a una nota una riflessione dura e carica di dolore sulla tragedia avvenuta lungo via del Genio Civile.

Per il CNDDU, quanto accaduto non può essere liquidato come “l’ennesimo incidente stradale”. Dietro quella giovane vita spezzata, sottolinea il Coordinamento, si nasconde una questione più ampia che riguarda sicurezza urbana, mobilità sostenibile e diritto dei ragazzi a vivere gli spazi pubblici senza trasformarli in un pericolo quotidiano.

“Quando una ragazza perde la vita mentre pedala in pieno giorno — si legge nella nota — siamo davanti a un problema culturale ed educativo che riguarda l’intera società”. Un passaggio che richiama il tema della vulnerabilità di pedoni e ciclisti, soprattutto adolescenti e bambini, troppo spesso esposti ai rischi di città pensate più per la velocità del traffico che per la sicurezza delle persone.

Il Coordinamento punta poi l’attenzione sul ruolo della scuola e dell’educazione civica, ritenendo indispensabile rafforzare percorsi permanenti dedicati alla sicurezza stradale, alla prevenzione e al rispetto reciproco negli spazi urbani. Secondo il CNDDU, non bastano campagne occasionali: serve una nuova cultura della convivenza stradale capace di trasformare il concetto stesso di mobilità in un tema di responsabilità collettiva.

Nel messaggio firmato dal presidente Romano Pesavento emerge anche la vicinanza alla famiglia della giovane vittima, insieme all’auspicio che la tragedia possa aprire una riflessione più profonda sul valore attribuito oggi alla vita dei più giovani.

“Ogni ragazza e ogni ragazzo devono poter andare a scuola o attraversare una strada senza che questo diventi un rischio mortale”, conclude il documento. Un richiamo che, dopo quanto accaduto ad Aprilia, assume il peso di una richiesta collettiva di maggiore attenzione, prevenzione e tutela.

Cocaina nel parco di via Basilicata: due arresti ad Aprilia

La Polizia di Stato di Aprilia ha arrestato due persone, entrambe già gravate da precedenti di polizia, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione è stata condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Aprilia nell’area del parco di via Basilicata, già al centro dell’attenzione investigativa dopo numerose segnalazioni legate ad attività di spaccio.

I movimenti sospetti nell’area verde

Durante il servizio, gli agenti hanno notato due uomini che sostavano nel parco con atteggiamento sospetto.

I due effettuavano frequenti spostamenti e avevano contatti con persone che si avvicinavano all’area verde.

Dopo un’attività di osservazione, i poliziotti hanno deciso di procedere al controllo.

Cocaina già divisa in dosi

Nel corso della verifica, gli agenti hanno trovato numerosi involucri contenenti cocaina, già suddivisa in dosi e pronta per la vendita al dettaglio.

In totale sono stati sequestrati circa 26 grammi di cocaina, confezionati in 49 involucri.

Sequestrati soldi e telefoni

Oltre alla droga, la Polizia ha sequestrato anche denaro contante, ritenuto provento dell’attività di spaccio.

Sono stati trovati anche due telefoni cellulari, utilizzati per i contatti con gli acquirenti.

Le successive perquisizioni domiciliari, eseguite nelle abitazioni degli arrestati, hanno permesso di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini.

In attesa del rito direttissimo

Al termine degli accertamenti, i due uomini sono stati arrestati e portati nelle camere di sicurezza della Questura di Latina, in attesa del rito direttissimo disposto dall’Autorità Giudiziaria competente.

L’operazione rientra nei servizi straordinari di prevenzione e contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti disposti dalla Questura di Latina, con particolare attenzione alle aree più interessate dal fenomeno.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Alla guida con un documento manomesso, senza patente e con un coltello nell’auto: denunciato

Ha rallentato improvvisamente l’auto alla vista delle forze dell’ordine, cercando probabilmente di sottrarsi al controllo, ma il gesto ha immediatamente attirato l’attenzione degli operatori impegnati in un posto di verifica lungo la S.S. 749, nel comune di Belmonte Castello.

A effettuare il servizio erano gli agenti della Polizia di Stato insieme ai militari dell’Arma dei Carabinieri. Fermata l’auto, gli operatori hanno identificato i due occupanti del veicolo.

Per uno dei due, un uomo di 37 anni proveniente dalla provincia di Latina, è scattata la denuncia. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, avrebbe mostrato un documento d’identità manomesso, privo del microchip originale.

Non solo. L’uomo era alla guida dell’auto nonostante la patente gli fosse stata revocata. Durante il controllo, inoltre, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di 15 centimetri, con una lama di 6 centimetri, custodito all’interno dell’abitacolo e facilmente accessibile.

Il coltello è stato sequestrato dagli operatori intervenuti.

14enne muore investita in bicicletta ad Aprilia, indagata la donna alla guida dell’auto

È indagata per omicidio stradale la 56enne che ieri pomeriggio, poco prima delle 16, ha investito la 14cenne di Campo di Carne, periferia di Aprilia. La ragazzina è morta sul colpo dopo essere stata travolta, mentre era in sella alla sua bicicletta, all’incrocio tra via del Genio Civile e via Tesino.

Le indagini sono coordinate dal magistrato di turno, intervenuto ieri sul luogo della tragedia, che ha disposto i test tossicologici sulla donna. Inoltre, il magistrato ha chiesto agli agenti della Polizia Municipale, diretti dal comandante Giannantonio, di effettuare i rilievi planimetrici e cinematici, questi ultimi anche attraverso l’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza poste proprio in corrispondenza dell’incrocio, ma ostacolate in parte dalle alberature situate alla fine della strada.

I mezzi coinvolti nell’incidente — la vettura, una Citroen C1 guidata dalla 56enne, e la bicicletta della ragazzina — sono stati sequestrati ieri dall’autorità giudiziaria. Tutti gli elementi probatori saranno utili a ricostruire la dinamica dell’ennesimo incidente avvenuto in quel tratto di strada, privo di segnaletica orizzontale e verticale e di marciapiede, situato a poche decine di metri dall’uscita del supermercato e dalle altre attività commerciali presenti nelle immediate vicinanze dell’agglomerato urbano delle Casette.

Secondo il racconto dei residenti, la ragazzina stava uscendo in bicicletta da via Tesino, mentre, alla sua sinistra, la donna alla guida dell’auto si era appena rimessa in marcia dopo essere uscita dal supermercato. L’impatto è stato violentissimo: sembrerebbe che nessuna delle due abbia avuto il tempo di accorgersi dell’altra. La 14enne, dopo l’urto, sarebbe stata sbalzata per circa trenta metri.

All’arrivo dei soccorsi, la giovane era già esanime sull’asfalto, mentre la bicicletta si trovava in una cunetta. La 56enne, ora indagata, ha immediatamente chiamato i soccorsi ma, alla notizia della morte della ragazzina, confermata dai sanitari del 118, è stata colta da un malore.

Questa mattina, a Campo di Carne, rabbia e dolore per la giovane vittima, ma anche sconcerto per l’inerzia degli enti pubblici che, pur essendo a conoscenza delle criticità della zona, non sono mai intervenuti per mettere in sicurezza una strada molto trafficata, simbolo del disordine urbanistico che caratterizza le periferie apriliane.

Tre operai morti in poche ore schiacciati da presse e muletti, nuova strage sul lavoro

Il primo incidente mortale si è verificato ad Altopascio, in provincia di Lucca. A perdere la vita è stato un operaio di circa trent’anni, rimasto schiacciato dopo la caduta di una pressa trasportata da un muletto. L’allarme è scattato intorno alle 11.40 all’interno dell’azienda dove lavorava. I colleghi hanno tentato immediatamente di soccorrerlo, iniziando le manovre di rianimazione prima dell’arrivo del personale sanitario, ma ogni tentativo di salvargli la vita si è rivelato inutile.

Sul posto sono intervenuti i sanitari della Misericordia di Altopascio, i carabinieri, i vigili del fuoco e i tecnici del servizio prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. I pompieri hanno operato anche con il supporto di un’autogru per mettere in sicurezza l’area e consentire le operazioni di recupero. Sono ora in corso tutti gli accertamenti per chiarire con precisione le cause dell’incidente.

Poche ore dopo un secondo dramma si è consumato a Cavriago, nel Reggiano, dove un operaio è morto dopo essere rimasto schiacciato da un muletto durante le operazioni lavorative. Anche in questo caso sono intervenuti i carabinieri insieme al personale della Medicina del lavoro, mentre la Procura di Reggio Emilia è stata informata dell’accaduto e coordinerà le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti.

Il terzo incidente si è verificato nella zona industriale di Catania, all’interno di un’azienda di logistica. Un operaio ha perso la vita dopo essere stato travolto e schiacciato da un muletto. Sul posto sono arrivati i soccorritori e le forze dell’ordine, mentre la Procura ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima per fare piena luce sull’accaduto.

Tre tragedie che riaccendono ancora una volta il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle condizioni operative degli addetti impiegati nei settori industriali e logistici.

Ancora sangue sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. Una giornata drammatica ha segnato Toscana, Emilia-Romagna e Sicilia, dove tre operai hanno perso la vita nel giro di poche ore in altrettanti incidenti avvenuti all’interno di aziende e stabilimenti produttivi. In tutti i casi, secondo le prime ricostruzioni, le vittime sarebbero rimaste schiacciate da mezzi o macchinari utilizzati durante le attività lavorative.

Il primo incidente mortale si è verificato ad Altopascio, in provincia di Lucca. A perdere la vita è stato un operaio di circa trent’anni, rimasto schiacciato dopo la caduta di una pressa trasportata da un muletto. L’allarme è scattato intorno alle 11.40 all’interno dell’azienda dove lavorava. I colleghi hanno tentato immediatamente di soccorrerlo, iniziando le manovre di rianimazione prima dell’arrivo del personale sanitario, ma ogni tentativo di salvargli la vita si è rivelato inutile.

Sul posto sono intervenuti i sanitari della Misericordia di Altopascio, i carabinieri, i vigili del fuoco e i tecnici del servizio prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. I pompieri hanno operato anche con il supporto di un’autogru per mettere in sicurezza l’area e consentire le operazioni di recupero. Sono ora in corso tutti gli accertamenti per chiarire con precisione le cause dell’incidente.

Poche ore dopo un secondo dramma si è consumato a Cavriago, nel Reggiano, dove un operaio è morto dopo essere rimasto schiacciato da un muletto durante le operazioni lavorative. Anche in questo caso sono intervenuti i carabinieri insieme al personale della Medicina del lavoro, mentre la Procura di Reggio Emilia è stata informata dell’accaduto e coordinerà le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti.

Il terzo incidente si è verificato nella zona industriale di Catania, all’interno di un’azienda di logistica. Un operaio ha perso la vita dopo essere stato travolto e schiacciato da un muletto. Sul posto sono arrivati i soccorritori e le forze dell’ordine, mentre la Procura ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima per fare piena luce sull’accaduto.

Tre tragedie che riaccendono ancora una volta il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle condizioni operative degli addetti impiegati nei settori industriali e logistici.

Start Up Easily 2.0, Confartigianato Latina lancia il percorso per nuove imprese

Confartigianato Imprese Latina avvia “Start Up Easily 2.0 – Imprese di Territorio”, un progetto dedicato a start-up, neoimprese, aspiranti imprenditori e imprese locali.

L’obiettivo è offrire strumenti concreti per la crescita, l’orientamento e lo sviluppo d’impresa, accompagnando le realtà del territorio in un percorso pratico di conoscenza e confronto.

Incontri formativi e seminari specialistici

L’iniziativa prevede incontri formativi, seminari specialistici e momenti di approfondimento sui principali temi legati all’avvio e al consolidamento di un’attività imprenditoriale.

Al centro del percorso ci saranno lo sviluppo d’impresa, le reti e le filiere territoriali, la digitalizzazione, l’accesso al mercato, la sostenibilità economico-finanziaria, il credito e la finanza agevolata.

Un sostegno per idee imprenditoriali e imprese locali

Il progetto nasce per accompagnare idee imprenditoriali e realtà produttive locali, rafforzando le competenze e valorizzando le opportunità disponibili per il sistema economico del territorio.

L’obiettivo è aiutare chi vuole avviare o consolidare un’attività a orientarsi tra strumenti, percorsi e possibilità di crescita.

Il sostegno della Camera di Commercio

“Start Up Easily 2.0 – Imprese di Territorio” è realizzato da Confartigianato Imprese Latina con il sostegno della Camera di Commercio Frosinone Latina.

L’iniziativa rientra nell’ambito del Bando Organizzazioni imprenditoriali e Associazioni dei Consumatori 2025 CCIAA FRLT.

Calendario in arrivo nei prossimi giorni

Nei prossimi giorni saranno comunicati il calendario degli incontri e le modalità di partecipazione.

Il percorso sarà rivolto a chi intende sviluppare un progetto imprenditoriale, rafforzare una giovane impresa o approfondire strumenti utili alla crescita aziendale.

Senza patente né assicurazione, aggredisce i Carabinieri: arrestato a Latina

Nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Latina hanno arrestato un 30enne del posto, già noto alle forze di polizia, per i reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Il controllo è avvenuto in via Ezio, dove i militari hanno fermato l’uomo mentre era alla guida di un motociclo intestato a terzi.

Senza patente e senza assicurazione

Dagli accertamenti è emerso che il 30enne era privo di patente di guida, mai conseguita.

Il motociclo, inoltre, era senza copertura assicurativa.

La reazione contro i militari

Durante le fasi di identificazione, l’uomo ha inizialmente opposto resistenza.

Subito dopo si è scagliato contro i Carabinieri, spintonandoli e facendoli cadere a terra.

Immobilizzato con l’uso dello spray in dotazione

I militari hanno tentato più volte di riportarlo alla calma, ma il 30enne ha continuato a mantenere un comportamento violento.

A quel punto i Carabinieri lo hanno immobilizzato, facendo ricorso anche allo spray in dotazione al personale della Sezione Radiomobile della Compagnia di Latina.

Portato nelle camere di sicurezza

Dopo l’arresto, l’uomo è stato accompagnato nelle camere di sicurezza del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.