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Fondi – Dopo le elezioni è Toto Giunta, primo consiglio il 18 o 19 giugno

Ci sarà da attendere ancora un po’, ma il neo sindaco di Fondi Vincenzo Carnevale continua a dispensare serenità. A chi lo incontra risponde tranquillamente come la squadra sarebbe già pronta, ma per ora, in giro rimangono solo voci e ipotesi. E, molto probabilmente, sarà così fino al primo consiglio comunale che dovrebbe svolgersi tra il 18 e il 19 giugno.

Il toto Giunta impazza in città e Fondi attende per conoscere il nuovo esecutivo. Tutti si basano sulle abitudini portate avanti in questi quasi trent’anni di amministrazione comunale targata Forza Italia, ovvero su delle mosse strategiche che, nel tempo, si sono trasformate in consuetudini politiche: ovvero un mix di rinnovamento e tradizione (anche sui nomi). Il tutto suggellato da regole non scritte: dare carta bianca al primo eletto e rappresentanza nell’esecutivo alle varie compagini della coalizione che sono riuscite ad ottenere seggi in consiglio.

C’è un però: mai come questa volta la campagna è stata orientata e spinta nell’affermazione non della coalizione di governo bensì sul partito di maggioranza, ovvero Forza Italia. In più occasioni, sia il sindaco Carnevale, che il senatore Claudio Fazzone e l’eurodeputato Salvatore De Meo hanno ricordato come le civiche in alleanza, erano più un estensione del partito di Berlusconi che non un vero e proprio contenitore della società civile. Ed obiettivamente, non si può dare torto quando si raccolgono dei risultati così schiaccianti.

Ci sono poi alcuni dubbi strategici. Qualcuno aveva ipotizzato un esecutivo monocolore di Forza Italia, ma al momento sembra improbabile. La civica “Io Sì”, dovrebbe ottenere un posto in Giunta, forte dei tre seggi conquistati e non è escluso che si prenda anche il ruolo di vicesindaco con la più suffragata Daniela De Bonis, a meno che questa non venga dirottata sulla presidenza del consiglio, altro nodo da sciogliere. Un posto in Giunta spetterà anche a “Litorale e Sviluppo Fondano”, il movimento dell’ex sindaco Beniamino Maschietto ridimensionato nei numeri e che vedrebbe un po’ di maretta perché lo scranno nell’esecutivo dovrebbe toccare a Giulio Cesare Di Manno e non a chi lo ha preceduto in graduatoria seppur di soli 4 voti, ovvero Franco Carnevale. Non è da escludere che tra i due litiganti la terza goda, dando la precedenza a Daniela Lovisetto.

Da capire le posizioni delle altre due civiche “Fondi Azzurra” e “Noi per Fondi”. Le due liste hanno ottenuto uno scranno ciascuno ma potrebbero non trovare posto nell’esecutivo. La prima, che vede eletto l’assessore uscente ai Lavori Pubblici Antonio Ciccarelli, pare abbia ricevuto la richiesta di un cambio di nome per puntare proprio sul rinnovamento, ma non è detto che questo arrivi; l’altra, invece, potrebbe aver già goduto di un “bonus” riscosso quando non ne aveva “diritto” e cioè nella scorsa consiliatura. L’assessorato dato a Santina Trani la volta scorsa, infatti, era proprio in rappresentanza di un seggio in consiglio comunale che, al termine di un ricorso e un riconteggio, passò a Forza Italia ma, il posto nell’esecutivo non fu mai avvicendato. Da capire adesso se quel gettone sia ancora valido o meno per richiedere un nuovo posto in Giunta.

E poi ci sono i nomi più chiacchierati. Abbiamo già anticipato quello del più suffragato Cristian Peppe che potrebbe ambire ad un assessorato, magari Politiche Giovanili, o perché no, anche centro storico – di cui è già stato delegato – o ancora Attività Produttive, posto che dovrebbe rimanere vacante da Stefania Stravato che in giunta ci dovrebbe tornare, ma probabilmente con altre mansioni, forse il Bilancio. Come potrebbe anche darsi che si prenda il ruolo più politico e meno amministrativo del capogruppo di Forza Italia.

E a proposito dei big delle preferenze è da capire cosa farà Piero Parisella che è da una vita in politica ma sempre in ruoli di secondo piano e mai in prima linea. Qualcuno a lui vicino sostiene che questa potrebbe essere la tornata giusta, quella in cui siederà in Giunta. Pare in passato abbia avanzato gradimenti per Ambiente, Decoro Urbano e Polizia Locale, ma tra il dire e il fare… c’è l’amministrare.

In Giunta e, per la precisione ai Servizi o alle Politiche Sociali, dovrebbe invece finirci Sergio Di Manno. Per lui non è solo una questione di preferenze ma anche di avvicendamento. Allo scorso giro prese molti voti nella lista “Io Sì”, ma l’assessorato era già precettato da Fabrizio Macaro e lui obbedendo ad ordini di scuderia accettò la sfida sul futuro. Dopo la candidatura in Forza Italia e il miglioramento dei numeri, questa volta l’assessorato non dovrebbe toglierglielo nessuno.

Molto probabilmente, sempre in virtù del discorso delle preferenze – e anche delle quote rosa – in Giunta potrebbe tornarci Roberta Muccitelli. C’è poi da capire le tante voci che si sono rincorse negli ultimi mesi attorno al futuro professionale del bis assessore uscente all’Urbanistica Claudio Spagnardi. Molti lo davano in partenza per Roma, ma potrebbe anche rimanere al suo posto all’Urbanistica, persino con una delega da vicesindaco o anche passare ai Lavori Pubblici.

Infine, ma non da ultimo, ci sono gli outsider: coloro che sono stati candidati per dare spessore e forza alla lista ed evidenziare un netto rinnovamento. Tra questi i più chiacchierati sono Stefano Di Pietro, Lara Mastrobattista e Guido Addessi. Tutti con un “peso” elettorale superiore alle 700 preferenze e tutti e tre avvocati. E proprio per questo, secondo alcuni, potrebbe ricadere proprio su uno di ruolo la scelta del presidente della massima assise civica.

Ma ovviamente, fino all’insediamento del consiglio e all’assegnazione delle deleghe assessorili, rimangono tutte voci al vento, roba da fantapolitica, o chiacchiere di piazza. Anche se si, a volte, nelle cittadine le chiacchiere quando girano, è perché dietro qualche fondamento di verità già c’è.

Atletico Pontinia: il club sta per acquistare la serie D dal Sora, ma Tombolillo nega l’utilizzo del Caporuscio

Il calcio, gli interessi imprenditoriali, il peso specifico dei tifosi, la politica: un intreccio che si fa sempre più complesso quello legato all’acquisto del titolo di Interregionale del Sora Calcio da parte dell’Atletico Pontinia, con il conseguente (e molto probabile) trasferimento della Serie D al Caporuscio.

L’aspetto nuovo della vicenda è legato al ruolo svolto dalla tifoseria bianconera: la piazza ha deciso di scendere in campo per cercare di impedire, nei minuti di recupero, la fine del calcio sorano. Come? Ha esposto due striscioni dal messaggio inequivocabile: “Sindaco, se il Sora sparirà sarà tua la responsabilità” e “Comune presente per ogni attività tranne per il patrimonio della città”. In entrambi i casi è stata chiamata in causa l’amministrazione comunale, rea – secondo il tifo organizzato – di non fare nulla per impedire questo dramma sportivo.

Ricapitoliamo la situazione: l’Atletico Pontinia ha praticamente chiuso l’affare con il presidente sorano Tinto (ormai sempre più vicino all’addio) ed è pronto a rilevare il titolo calcistico del Sora, che verrebbe portato allo stadio Caporuscio. Manca soltanto il saldo, essendo stata già versata la maggior parte della cifra pattuita con il gruppo imprenditoriale a capo dell’Atletico Pontinia, per chiudere la trattativa e riportare subito la Serie D in terra pontina dopo la fuga dell’Anzio.

Per la cronaca va detto, però, che Tinto ha sempre negato che sia cosa fatta, ribadendo come l’ultima parola non sia stata ancora pronunciata, pur ammettendo l’interesse e la relativa offerta economica della “corrente pontina”, come ama chiamare il gruppo imprenditoriale a capo dell’Atletico. Accettiamo come vera la versione di Tinto; a questo punto, però, il presidente dovrebbe spiegare perché se n’è andato da Sora senza neanche salutare, con la velocità di un centometrista, portandosi via tutto quello che poteva, dal pullman alle attrezzature sportive, che lui stesso aveva contribuito a collocare nell’impianto sportivo.

E la politica? Il Comune di Sora ha subito messo le mani avanti, dimostrando la propria volontà di fare il possibile per salvare il calcio bianconero. Quello di Pontinia ha specificato – sempre con un comunicato firmato dal sindaco Tombolillo e dall’assessore allo Sport Simone Coco – come a Pontinia esistano “la realtà storica ASD Pontinia (campionato di Promozione) e l’annessa ASD La Cantera (settore giovanile), che vanno preservate, e l’impianto sportivo deve rispondere in primo luogo alle esigenze della comunità locale. Per questo motivo verrà data priorità ai settori giovanili, riconoscendo nello sport un fondamentale strumento di crescita, inclusione e aggregazione sociale per i ragazzi. La tutela dello sport di base viene così messa al centro di ogni valutazione logistica e gestionale, rendendo nello specifico impossibile ospitare un campionato di Serie D”.

Quindi l’amministrazione di Pontinia alza il muro e sbarra la strada alla Serie D, dimenticando una cosa: lo stadio Caporuscio è stato sistemato, rinnovato, valorizzato e reso idoneo per disputare il campionato di Interregionale lo scorso anno. Chi ha provveduto economicamente alla riqualificazione, al rinnovamento e alla valorizzazione dello stadio Caporuscio? Stando al comunicato dell’amministrazione, presumiamo sia stato il Comune. Siamo felici di aver appreso una cosa nuova, eravamo convinti del contrario e, onestamente, lo siamo ancora.

La strada è lunga. Sia in direzione Sora, sia in direzione Pontinia. Intanto il presidente bianconero Tinto ha fatto sapere che nel fine settimana tornerà in Ciociaria per parlare con l’amministrazione, con imprenditori estranei alla corrente pontina interessati ad acquistare il titolo e salvare il Sora Calcio, e con i tifosi bianconeri per spiegare quale sia la verità.

Nel frattempo a Pontinia, dove il sindaco ha detto chiaramente che la Serie D non ci sarà, l’Atletico sta già preparando la sua stagione 2026-2027 in Serie D.

Alla fine qualcuno farà festa, tanti altri finiranno nella lista degli sconfitti.

Pallamano, da oggi a domenica il Golfo capitale d’Italia: arrivano le Finals Under 16

Per cinque giorni il Golfo di Gaeta si trasforma nel cuore della pallamano italiana. Da oggi 3 giugno e fino a domenica 7, infatti, Gaeta, Fondi e Formia ospiteranno per la prima volta nella loro storia le Finali Nazionali Under 16 maschili e femminili, uno degli appuntamenti più importanti del panorama giovanile nazionale.

Saranno 31 le squadre in campo, provenienti da ogni parte d’Italia, per un totale di circa 600 atleti ai quali si aggiungeranno tecnici, dirigenti, accompagnatori e famiglie. Numeri che confermano la portata di una manifestazione destinata a lasciare un segno non soltanto sul piano sportivo, ma anche sotto il profilo turistico ed economico.

Le gare si disputeranno tra il Palasport e la Tensostruttura di Fondi, l’Impianto Polivalente di Gaeta e il PalaAmendola di Formia, mentre le finali scudetto andranno in scena sul parquet fondano. Un’organizzazione che coinvolge tre città e che certifica la crescita infrastrutturale e sportiva di un comprensorio storicamente legato alla pallamano.

Non è un caso, infatti, che proprio tra Gaeta e Fondi siano nate alcune delle realtà più importanti dell’handball italiano. Una tradizione consolidata che oggi trova ulteriore riconoscimento nell’assegnazione di un evento nazionale capace di richiamare centinaia di presenze e di accendere i riflettori sul territorio.

A rendere ancora più significativo l’appuntamento sarà la presenza delle squadre locali. In campo ci saranno il CUS Cassino Gaeta nel torneo maschile e l’HC Fondi in quello femminile, mentre l’HC Pontinia parteciperà grazie a una wild card.

Le Finals Under 16 rappresentano così molto più di una semplice competizione giovanile: sono una straordinaria occasione di promozione territoriale, un volano per il turismo sportivo e una vetrina nazionale per le eccellenze del Golfo, sempre più protagonista nell’organizzazione di grandi eventi.

Per qualche giorno, insomma, il titolo di capitale italiana della pallamano non sarà soltanto una definizione affettuosa utilizzata dagli addetti ai lavori, ma una realtà certificata dal campo.

Minaccia un impiegato e danneggia lo sportello postale, denunciato un 51enne a Latina

Un uomo di 51 anni è stato denunciato dai Carabinieri di Latina con le accuse di minaccia a incaricato di pubblico servizio, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio.

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio del 1° giugno all’interno di un ufficio postale del centro cittadino.

L’intervento dei Carabinieri dopo la segnalazione al 112

L’intervento dei Carabinieri della Stazione di Latina è scattato dopo una segnalazione arrivata al Numero Unico di Emergenza 112.

Una volta arrivati sul posto, i militari hanno ricostruito quanto accaduto all’interno dell’ufficio postale.

Il diverbio allo sportello postale

Secondo quanto emerso, il 51enne avrebbe avuto un acceso diverbio con un impiegato addetto allo sportello.

Alla base della discussione ci sarebbe stato il rifiuto, da parte dell’operatore, di procedere al blocco di una carta prepagata ricaricabile risultata smarrita.

Durante l’episodio, l’uomo avrebbe assunto una condotta aggressiva, minacciando l’impiegato e danneggiando il divisorio in plastica dello sportello.

Servizio temporaneamente interrotto

Il danneggiamento avrebbe provocato anche l’interruzione temporanea del servizio pubblico all’interno dell’ufficio postale di Latina.

Al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno denunciato il 51enne in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente.

Aprilia, nel cantiere l’erba è alta e non vale l’ordinanza contro le sterpaglie: la denuncia

L’ ordinanza c’è e risale al 28 maggio 2026: erba e sterpaglie vanno tagliate, i lotti privati vanno ripuliti e per chi non si adegua il rischio di sanzioni salate è certo. Il rischio incendi, come ogni estate, è reale e per evitare danni a cose e a persone debbono scattare le norme di prevenzione.

La legge, nonostante sia severa, non è uguale per tutti, poiché mentre per il privato non esistono deroghe, nel caso in cui la proprietà è pubblica, intervengono mille cavilli burocratici ad impedirne il rispetto.

A via Tiberio, come fa notare Andrea Ragusa del Movimento Cinque Stelle, l’Impianto sportivo polivalente della zona, è letteralmente sommersa da una giungla di sterpaglie e fieno ingiallito.

“Un tappeto di vegetazione secca, alto e fittissimo, che arriva a lambire i balconi delle palazzine adiacenti e le mura dell’impianto stesso, creando una vera e propria bomba a orologeria per il rischio incendi. Se un privato cittadino lasciasse il proprio terreno in questecondizioni, la sanzione sarebbe immediata. Ma se l’area è pubblica, cosa succederebbe?
Il classico gioco dello scaricabarile all’italiana, intrappolato in un cortocircuito burocratico? Per regolamento, la pulizia e lo sfalcio di quella zona spetterebbero alla municipalizzata Progetto Ambiente. Tuttavia, l’Azienda ha le mani legate e non può intervenire”. E cosa impedirebbe l’intervento?

“L’impianto sportivo è stato oggetto di lavori di ristrutturazione finanziati con i fondi del PNRR. I lavori sono finiti (o quasi), ma formalmente l’area risulta ancora catalogata come cantiere. Come si può chiaramente notare dalle immagini, la recinzione di cantiere con tanto di teloni verdi e cartelli di divieto è ancora tutta al suo posto. Niente chiavi, niente accesso. La Progetto Ambiente non può entrare perché legalmente violerebbe un cantiere blindato – puntualizza Ragusa – e l’erba continua a crescere e a seccarsi. I residenti del quartiere guardano dalle finestre quella distesa infiammabile pregando che nessuno getti un mozzicone di sigaretta”.

Secondo l’esponente del MovimentoCinque Stelle , “sarebbe l’ennesima dimostrazione di come la burocrazia interna agli enti pubblici riesca a bloccare anche il buonsenso più elementare”.

“Un Comune non può emanare severe ordinanze per la sicurezza del territorio e poi restare ostaggio delle proprie recinzioni e dei propri passaggi amministrativi interni. I fondi PNRR servono a migliorare le città, non a lasciarle temporaneamente esposte a pericoli strutturali. I residenti di via Tiberio non chiedono miracoli, chiedono solo di non essere messi a rischio per il mancato rispetto di un’ordinanza proprio da chi l’ha emanata, il Comune. Speriamo che quell’erba venga tagliata quanto prima altrimenti- conclude Ragusa – in caso di incendio, a rimetterci sarebbe anche il nuovo impianto sportivo compreso il pallone pressostatico che risulta circondato dall’erba”.

Latina, dalla lite in strada alla coltellata: fermato un 28enne per tentato omicidio

Quella che inizialmente sembrava l’ennesima lite tra emarginazione, degrado e tensioni sociali nel quartiere di via Don Morosini si è trasformata in un grave episodio di sangue. A poche ore dalle due aggressioni che avevano scosso la zona, i Carabinieri hanno fermato un cittadino romeno di 28 anni. Questi dovrà rispondere della pesante accusa di tentato omicidio.

L’episodio si inserisce in una serata particolarmente movimentata nel centro cittadino. Nel pomeriggio, infatti, un acceso diverbio tra un giovane romeno residente nella zona e un senzatetto di origine africana era degenerato in una violenta aggressione. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, l’uomo avrebbe colpito il rivale con pugni e bastoni sotto gli occhi di residenti e passanti.

Dopo un primo intervento delle forze dell’ordine e dei sanitari, la situazione sembrava essersi normalizzata. In realtà, la tensione non si era affatto spenta.

Poco dopo le 22.30 una nuova richiesta di soccorso ha fatto convergere ambulanze e pattuglie in via Don Morosini. Il personale del 118 ha trovato un uomo riverso a terra, gravemente ferito da un’arma da taglio nella zona lombare. La vittima, è stata trasferita d’urgenza all’ospedale Santa Maria Goretti, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni sono serie, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Le indagini avviate immediatamente dai Carabinieri della Stazione di Latina hanno consentito di collegare il ferimento ai precedenti episodi avvenuti nel corso della stessa giornata. Attraverso una rapida attività investigativa, i militari sono riusciti a identificare il presunto responsabile, un cittadino romeno di 28 anni residente nel capoluogo e già noto alle forze dell’ordine.

Raggiunto nella propria abitazione, l’uomo è stato sottoposto a perquisizione. Nel corso delle verifiche sarebbero emersi ulteriori elementi a suo carico, compresa l’arma ritenuta compatibile con quella utilizzata durante l’aggressione, successivamente sequestrata.

Alla luce degli elementi raccolti, i Carabinieri hanno eseguito nei suoi confronti un fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio e porto di arma atta ad offendere. Al termine delle formalità di rito il ventottenne è stato trasferito nel carcere di Latina, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Resta ora da chiarire cosa abbia provocato l’escalation culminata nell’accoltellamento. Un episodio che riaccende i riflettori sulla delicata situazione di una delle aree più problematiche del centro cittadino, già in passato teatro di tensioni e interventi delle forze dell’ordine.

Truffe agli anziani a Cisterna, arrestati un uomo e una donna dalla Polizia di Stato

Gli agenti del Commissariato hanno arrestato in flagranza un uomo e una donna, ritenuti responsabili di una serie di raggiri e furti con destrezza ai danni di persone vulnerabili. Una terza persona è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria.

Il raggiro allo sportello bancomat

L’indagine è partita dalla denuncia presentata da un anziano cittadino, vittima di una truffa avvenuta presso uno sportello bancomat del centro cittadino.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Sezione Anticrimine del Commissariato di Cisterna, l’uomo e la donna avrebbero distratto la vittima con il pretesto di offrire assistenza durante un’operazione bancaria.

Approfittando della buona fede dell’anziano, i due sarebbero riusciti a impossessarsi della carta di pagamento ed effettuare un consistente prelievo di denaro.

Le indagini e il fermo dell’auto

La rapidità dell’intervento della Polizia di Stato ha consentito agli investigatori di ricostruire in poco tempo gli spostamenti dei sospettati.

Attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e l’incrocio delle informazioni raccolte sul territorio, gli agenti sono riusciti a individuare il veicolo utilizzato dal gruppo mentre tentava di allontanarsi da Cisterna di Latina.

Il successivo controllo dell’auto ha permesso di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti degli occupanti e recuperare una significativa somma di denaro ritenuta provento delle attività illecite.

Denaro restituito alle vittime

Il denaro trovato all’interno dell’autovettura è stato restituito alle vittime.

Dopo le formalità di rito, i due arrestati sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza del Commissariato a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Convalidato l’arresto

All’esito del giudizio direttissimo svolto nella mattinata di oggi, l’arresto è stato convalidato.

Nei confronti di entrambi è stata applicata la misura dell’obbligo di soggiorno nella Provincia di Roma e dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Le indagini hanno inoltre permesso di collegare i due ad altri episodi analoghi avvenuti nelle ore precedenti e caratterizzati dallo stesso modus operandi.

Vende una collana rubata al compro oro, denunciata una 37enne a Sabaudia

Una donna di 37 anni è stata denunciata dai Carabinieri di Sabaudia con l’accusa di ricettazione.

La vicenda riguarda una collana in oro rubata e poi venduta a un compro oro del territorio.

Il furto in casa

Il furto è avvenuto il 18 maggio all’interno dell’abitazione della vittima, un 44enne del posto.

La collana aveva un valore di circa 620 euro.

Dopo il furto, l’uomo ha presentato querela. Da lì sono partite le indagini dei Carabinieri.

La vendita al compro oro

Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire quanto accaduto.

Secondo quanto emerso, la 37enne ha venduto la stessa collana nella giornata del furto presso un compro oro di Sabaudia.

La denuncia

Al termine delle verifiche, i Carabinieri della Stazione di Sabaudia hanno denunciato la donna in stato di libertà.

Truffa online con la vendita di un motore, denunciato un 23enne a Sabaudia

Un 23enne domiciliato in provincia di Napoli è stato denunciato dai Carabinieri della Stazione di Sabaudia con l’accusa di truffa online dopo la vendita di un motore mai consegnato.

L’attività investigativa è partita dalla querela presentata da un 40enne residente a Latina, vittima della truffa avvenuta attraverso una piattaforma di e-commerce.

L’annuncio online e il bonifico da 1.800 euro

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, il giovane ha pubblicato online un annuncio relativo alla vendita di un monoblocco per motore a combustione.

La vittima, convinta della trattativa, ha effettuato un bonifico bancario da 1.800 euro per acquistare il pezzo.

Nonostante il pagamento ricevuto, però, il bene non è mai stato consegnato.

Le indagini dei Carabinieri

Le tempestive indagini condotte dai Carabinieri hanno consentito di risalire all’identità del presunto autore del raggiro attraverso approfonditi accertamenti bancari.

Gli investigatori hanno ricostruito la riconducibilità del conto corrente utilizzato per incassare le somme e svolto ulteriori attività di identificazione con il supporto della competente Stazione territoriale.

La denuncia per truffa

Al termine degli accertamenti, il 23enne, già noto alle forze di polizia, è stato deferito in stato di libertà con l’accusa di truffa.

Orrore negli Usa: nonna, madre e neonato di due settimane massacrati a coltellate nella loro casa

Usa – Una vicenda drammatica ha sconvolto una comunità della California, dove tre persone appartenenti alla stessa famiglia sono state uccise all’interno della loro abitazione. Tra le vittime figura anche un neonato di appena due settimane, deceduto in ospedale poco dopo il ricovero.

.L’allarme è scattato in mattinata, quando gli agenti di polizia sono intervenuti presso l’abitazione in seguito a una segnalazione. Una volta entrati nell’immobile si sono trovati di fronte a una scena agghiacciante: una giovane donna era stata colpita ripetutamente con un’arma da taglio. Durante la successiva ispezione dell’abitazione sono stati rinvenuti anche il corpo della madre della ragazza e quello del neonato, entrambi gravemente feriti.

Le due donne sono morte sul posto, mentre il bambino è stato trasportato d’urgenza in ospedale. Nonostante gli sforzi dei medici, il piccolo è deceduto poche ore più tardi a causa delle gravissime lesioni riportate.

Unico superstite della famiglia è un bambino di tre anni, presente nell’abitazione al momento della tragedia ma rimasto fortunatamente illeso.

Le indagini si sono concentrate fin da subito sul compagno della giovane madre, che viveva nella stessa casa insieme alle vittime. Dopo una vasta operazione di ricerca condotta dalle forze dell’ordine, l’uomo è stato rintracciato in un’abitazione poco distante e arrestato senza opporre resistenza.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, il sospettato condivideva l’abitazione con la famiglia ed era legato sentimentalmente alla donna uccisa. Gli inquirenti stanno ancora approfondendo alcuni aspetti del rapporto familiare e della convivenza, nel tentativo di ricostruire il movente che avrebbe portato alla tragedia.

L’uomo dovrà ora rispondere dell’accusa di triplice omicidio. Gli investigatori stanno raccogliendo ulteriori elementi per chiarire ogni dettaglio di una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e lasciato sgomenta l’intera comunità locale.