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Bancarotta a Latina, arrestato un 78enne: dovrà scontare oltre cinque mesi ai domiciliari

I Carabinieri della Stazione di Latina hanno arrestato un uomo di 78 anni del posto, già noto alle forze di polizia, condannato per bancarotta.

L’arresto è stato eseguito nella mattinata del 1° giugno in esecuzione di un ordine di applicazione della misura della detenzione domiciliare emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina.

La condanna per bancarotta

Secondo quanto reso noto, il 78enne dovrà espiare una pena di 5 mesi e 25 giorni di reclusione poiché riconosciuto colpevole del reato di bancarotta.

I fatti contestati risalgono al 2013 e sarebbero stati commessi a Latina.

Trasferito ai domiciliari

Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato accompagnato presso il proprio domicilio, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’operazione è stata eseguita dai militari della Stazione Carabinieri di Latina.

Rientra illegalmente in Italia dopo l’espulsione, arrestato cittadino albanese a Cisterna

La Polizia di Stato ha arrestato a Cisterna di Latina un cittadino albanese ritenuto responsabile di reingresso illegale in Italia.

L’operazione rientra nell’ambito dell’intensificazione delle attività investigative svolte sul territorio di Cisterna, finalizzate al monitoraggio di veicoli e persone sospette attenzionate dagli investigatori della Sezione Anticrimine del locale Commissariato.

Il veicolo era già sotto osservazione

Secondo quanto ricostruito, nella serata di lunedì uno dei veicoli già monitorati dagli investigatori è stato notato fare rientro nel territorio di Cisterna di Latina.

Ricevuta la segnalazione, sono state immediatamente attivate le ricerche per individuare l’occupante del mezzo. Le attività sono state sviluppate dagli operatori della Squadra Volante del Commissariato di Aprilia, che poco dopo sono riusciti a intercettare il veicolo.

Il tentativo di fuga davanti alla pattuglia

Alla vista degli agenti, il conducente ha tentato di sottrarsi al controllo dandosi alla fuga, ma è stato prontamente raggiunto e bloccato.

I successivi accertamenti hanno consentito di identificare il soggetto alla guida: si tratta di un cittadino albanese classe 1983, gravato da numerosi precedenti di polizia.

Espulso dall’Italia nel 2022

Le verifiche effettuate nell’immediatezza hanno permesso di accertare che l’uomo era stato espulso dal territorio nazionale nel 2022 quale misura alternativa alla detenzione, con contestuale divieto di reingresso in Italia per dieci anni.

Nonostante il provvedimento adottato dall’Autorità Giudiziaria, il soggetto aveva fatto rientro illegalmente nel territorio dello Stato prima della scadenza del termine imposto.

Arrestato e portato nelle camere di sicurezza

Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato arrestato per violazione della normativa in materia di immigrazione e trattenuto presso le camere di sicurezza del Commissariato di Aprilia, in attesa del giudizio per direttissima.L’operazione rappresenta il risultato della costante attività di monitoraggio e controllo del territorio svolta dalla Polizia di Stato e della sinergia operativa tra gli uffici della Questura di Latina impegnati quotidianamente nel contrasto ai fenomeni criminali.

Fugge all’alt dei Carabinieri con un’auto a noleggio, denunciato un 20enne a Sabaudia

Un ventenne residente a San Felice Circeo è stato denunciato dai Carabinieri della Stazione di Sabaudia dopo essere fuggito durante un controllo stradale alla guida di un’auto a noleggio.

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di domenica nell’ambito di un servizio di controllo del territorio finalizzato alla vigilanza della circolazione stradale.

Fugge all’alt dei Carabinieri

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, il giovane, già noto alle forze di polizia, era alla guida di un’autovettura a noleggio quando i Carabinieri gli hanno intimato l’alt.

Il 20enne, però, anziché fermarsi avrebbe accelerato improvvisamente, allontanandosi e facendo perdere temporaneamente le proprie tracce.

Rintracciato a San Felice Circeo

I successivi accertamenti effettuati dai Carabinieri sulla targa del veicolo hanno consentito di identificare il presunto responsabile e rintracciarlo nel comune di San Felice Circeo.

Nel corso dei controlli successivi, il giovane è risultato inoltre sprovvisto di patente di guida ed è stato quindi sanzionato amministrativamente secondo la normativa vigente.

La denuncia e il principio di non colpevolezza

Per il 20enne è scattata la denuncia in stato di libertà con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dall’articolo 27 della Costituzione, per l’indagato vale il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

Spari contro un’attività commerciale ad Aprilia, sette colpi nella notte in via Costantino

Notte di paura ad Aprilia, dove diversi colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro la serranda di un esercizio commerciale in via Costantino.

L’allarme è scattato dopo una segnalazione arrivata al 112 Nue. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Aprilia.

Sette colpi contro la serranda

Secondo quanto emerso dagli accertamenti eseguiti dai militari dell’Arma, sarebbero stati esplosi sette colpi d’arma da fuoco, che hanno colpito la saracinesca dell’attività commerciale presa di mira.

I Carabinieri della Sezione Operativa hanno effettuato un accurato sopralluogo nell’area interessata dall’episodio.

Trovati sette bossoli

Nel corso delle verifiche, i militari hanno rinvenuto sette bossoli e riscontrato la presenza dei fori d’ingresso dei proiettili sulla serranda dell’esercizio commerciale.

Le indagini sono state avviate nell’ambito delle disposizioni impartite dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, diretta dal procuratore Gregorio Capasso.

Indagini in corso ad Aprilia

Gli investigatori del Reparto Territoriale di Aprilia stanno ora lavorando per ricostruire con precisione l’accaduto e chiarire le motivazioni del gesto.

Al momento non vengono esclusi diversi filoni investigativi.

Tromba d’aria in mare a Terracina, paura in città

Una tromba d’aria è stata avvistata questa mattina al largo della costa di Terracina, attirando l’attenzione di numerosi cittadini. Il fenomeno si è sviluppato sul mare senza mai raggiungere la terraferma, esaurendosi dopo alcuni minuti senza provocare danni.

L’unico effetto registrato è stato un temporaneo aumento dell’intensità del vento lungo il litorale, senza particolari conseguenze per persone o strutture. Nonostante ciò, la vista del vortice ha generato apprensione tra molti residenti, che hanno seguito con attenzione l’evoluzione della situazione.

Lo stato di allarmismo registrato tra la popolazione è legato al ricordo della violenta tromba d’aria che il 29 ottobre 2018 colpì Terracina. In quell’occasione il fenomeno causò vittime e feriti, oltre a ingenti danni alle infrastrutture cittadine, segnando profondamente la comunità locale. Per questo motivo, ogni segnalazione di eventi meteorologici simili viene accolta con particolare preoccupazione.

Diversi video e fotografie sono stati condivisi sui social nelle ore successive all’avvistamento, mostrando la tromba d’aria in mare aperto sotto un cielo caratterizzato da condizioni di instabilità atmosferica.

Fortunatamente il fenomeno è rimasto confinato al largo e si è dissolto senza causare criticità, lasciando dietro di sé soltanto qualche momento di preoccupazione e molta curiosità tra gli osservatori.

Quattro cadaveri carbonizzati in un’auto avvolta dalle fiamme: macabra scoperta in un distributore

Una drammatica scoperta ha scosso la comunità di Amendolara, sul versante ionico della provincia di Cosenza, dove quattro persone sono state trovate senza vita all’interno di un’autovettura completamente avvolta dalle fiamme. I corpi, ormai carbonizzati, sono stati rinvenuti nel primo pomeriggio presso un distributore di carburante situato lungo la Strada Statale 106.

L’allarme è scattato intorno alle ore 13, quando alcuni passanti hanno segnalato la presenza di una vettura in fiamme. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco che, una volta domato il rogo, hanno fatto la tragica scoperta dei quattro cadaveri all’interno dell’abitacolo.

Secondo le prime informazioni emerse dalle indagini, le vittime sarebbero quattro cittadini pachistani impiegati come braccianti agricoli nella zona. Gli investigatori stanno lavorando per accertarne l’identità e ricostruire con precisione le ultime ore di vita.

Le indagini si stanno concentrando su una possibile pista omicidiaria. Due connazionali delle vittime, anch’essi lavoratori agricoli, sono stati accompagnati negli uffici della Questura di Cosenza e sottoposti a interrogatorio. Al momento gli inquirenti stanno verificando il loro eventuale coinvolgimento nella vicenda, senza escludere alcuna ipotesi.

Sul luogo della tragedia hanno operato gli agenti della Polizia Stradale, il personale della Squadra Mobile di Cosenza e i carabinieri, impegnati nei rilievi e nella raccolta di elementi utili all’inchiesta.

Le condizioni dei corpi, gravemente compromessi dall’incendio, non consentono per ora di stabilire se le vittime presentassero ferite riconducibili a colpi d’arma da fuoco o ad altre forme di violenza. Proprio per questo saranno determinanti gli accertamenti medico-legali disposti dall’autorità giudiziaria.

Gli investigatori ritengono poco credibile l’ipotesi di un semplice incidente. Alcuni elementi rilevati sulla scena, infatti, sembrerebbero incompatibili con una dinamica accidentale. Un contributo importante potrebbe arrivare dall’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti presso il distributore e nelle aree circostanti.

Qualora venisse confermata la natura dolosa del fatto, gli inquirenti escludono al momento un collegamento diretto con la ‘ndrangheta. In passato le cosche calabresi hanno fatto ricorso al fuoco per eliminare tracce e prove, ma generalmente scegliendo luoghi isolati e difficilmente accessibili, non un’area di servizio situata lungo una delle arterie più trafficate della regione.

L’inchiesta prosegue nel massimo riserbo, mentre gli investigatori cercano di fare luce su una vicenda che presenta ancora molti punti oscuri.

Sala Slot chiusa, scatta la rabbia: devastano le fioriere e aggrediscono il titolare

Un rifiuto all’ingresso di una sala slot avrebbe innescato una reazione violenta culminata con il danneggiamento di alcune strutture esterne e l’aggressione al gestore dell’attività. Per questo motivo tre giovani del territorio pontino sono stati denunciati dai Carabinieri della Stazione di Latina con l’accusa di danneggiamento e percosse in concorso.

L’indagine è partita dalla denuncia presentata dal titolare dell’esercizio, un cittadino cinese di 33 anni residente nel capoluogo. Dopo la segnalazione, i militari hanno avviato gli accertamenti ricostruendo l’accaduto attraverso testimonianze e l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

Secondo quanto emerso dagli approfondimenti investigativi, i fatti risalgono alla notte del 16 maggio. I tre giovani si sarebbero presentati davanti alla sala slot poco prima della chiusura, vedendosi negare l’accesso dal proprietario proprio per l’imminente cessazione dell’attività. A quel punto la situazione sarebbe degenerata.

Stando alla ricostruzione dei Carabinieri, i ragazzi avrebbero preso di mira alcune fioriere collocate all’esterno del locale, danneggiandole, per poi rivolgere la propria aggressività nei confronti del gestore, colpito durante il parapiglia.

Al termine delle indagini, i tre sono stati identificati e denunciati all’Autorità giudiziaria competente. Le loro posizioni sono ora al vaglio degli inquirenti.

Fondi – “La Costituzione a Voce Alta”, quando la storia conquista l’emozione

Evento partecipato e riuscito alla Sala Lizzani, all’interno del complesso di San Domenico a Fondi quello della sera del 2 giugno in occasione dell’80esimo anniversario della Repubblica e organizzato dalle associazioni Obiettivo Comune, Anpi e Ars.

Un vero e proprio spettacolo fatto di video storici, immagini, luci, letture, documenti, canzoni, articoli di giornale e testi originali. Un’insieme di materiale per un’ora di spettacolo reso unico dalle tante voci dei soci delle associazioni organizzatrici che hanno realizzato l’evento anche grazie al patrocinio del Parco dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, nonché del Comitato Promotore per la Casa della Cultura.

Ad allietare la serata le musiche di Sandro Sposito e la voce di Antonietta Caporiccio che, oltre agli accompagnamenti delle letture si sono esibiti come duo in tre brani contemporanei della musica italiana.

Tra De Gregori, i Negrita e Amara, la lettura del testo del “Canto degli Italiani” di Mameli, gli articoli giornalistici del lontano 1946 e quelli del 1948. Un tuffo nella storia d’Italia, della Costituente e di coloro che hanno scritto la Costituzione. È stato anche ricordato – e come si sarebbe potuto non farlo – il primo voto per le donne e coloro che presero parte proprio alla redazione di quel testo.

Nel mezzo anche alcuni testi scritti e letti da Simone Nardone che ha provato a narrare, le parti più emozionanti che contestualizzano ad oggi, un qualcosa pensato e scritto quasi 80 anni fa.

Un modo originale di ricordare la Repubblica in un anniversario così importante, come ha ricordato anche il neo Sindaco Vincenzo Carnevale presente in sala e che ha portato i saluti dell’amministrazione che si accinge a rappresentare.

Terracina, verso l’apertura dell’ascensore del centro storico: attesa durante l’estate

Dopo un lungo periodo di attesa e numerosi rinvii, sembra avvicinarsi il momento dell’attivazione dell’ascensore destinato a collegare la parte bassa di Terracina con il suo nucleo storico. L’annuncio è arrivato dal sindaco Francesco Giannetti, che ha indicato nell’estate del 2026 il termine entro il quale l’impianto dovrebbe entrare in servizio.

Si tratta di un’opera che da anni alimenta discussioni e aspettative tra residenti e operatori turistici. Sebbene la struttura sia stata completata da tempo, non è mai stata resa operativa, trasformandosi in uno dei simboli più evidenti delle difficoltà burocratiche che spesso accompagnano le infrastrutture pubbliche.

L’idea alla base del progetto era quella di facilitare l’accesso al centro storico alto, una delle zone più affascinanti della città, caratterizzata da importanti testimonianze archeologiche e da un tessuto urbano sviluppato lungo il pendio del colle. L’obiettivo era favorire gli spostamenti di anziani, famiglie con bambini e visitatori, riducendo le difficoltà legate ai numerosi dislivelli presenti lungo il percorso.

La novità è stata comunicata nel corso di una trasmissione televisiva su Lazio Tv, durante un confronto tra il primo cittadino e il direttore dell’emittente. In quell’occasione Giannetti ha spiegato che le procedure necessarie per l’avvio dell’impianto hanno compiuto un passo decisivo con la consegna delle chiavi alla società incaricata della gestione e della messa in funzione.

L’annuncio è stato accolto con interesse da molti cittadini, che da tempo attendono di vedere l’ascensore finalmente operativo. Tuttavia, l’intervento continua a suscitare alcune riflessioni sul tema dell’accessibilità urbana.

L’impianto, infatti, consentirà di raggiungere il punto di accesso alla scalinata che conduce verso Piazza Santa Domitilla, ma non eliminerà completamente le barriere presenti lungo il successivo percorso verso le principali attrazioni del centro storico. Per raggiungere monumenti, aree archeologiche e punti panoramici sarà ancora necessario affrontare tratti in salita e scale che possono rappresentare un ostacolo per alcune categorie di utenti.

La questione riapre il dibattito sulla necessità di progettare interventi integrati, capaci di garantire una fruizione più ampia e inclusiva del patrimonio storico cittadino. Se da una parte l’entrata in funzione dell’ascensore rappresenta un miglioramento significativo, dall’altra resta aperta la sfida di rendere l’intero centro storico facilmente accessibile.

Per Terracina l’attivazione dell’impianto potrebbe comunque segnare la conclusione di una vicenda durata anni. Se il cronoprogramma annunciato dall’amministrazione verrà rispettato, la città potrà finalmente contare su un’infrastruttura attesa da tempo, utile sia ai residenti sia ai numerosi turisti che ogni anno visitano uno dei luoghi più suggestivi del litorale laziale.

L’estate del 2026 sarà dunque il banco di prova definitivo per verificare se l’opera riuscirà finalmente a passare dallo stato di promessa a quello di servizio concreto per la comunità.

Oncologia, al Goretti di Latina quasi 4 mila accessi in meno: il risultato grazie al nuovo sistema

Meno viaggi in ospedale, minori disagi per i pazienti e un significativo risparmio di risorse per il sistema sanitario. Sono i risultati raggiunti dall’Access Team dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, il servizio specializzato nella gestione degli accessi venosi per i pazienti oncologici.

I numeri parlano da soli: in appena nove mesi, tra settembre 2025 e maggio 2026, l’introduzione dei PICC-Port in cento pazienti ha consentito di evitare circa 3.900 accessi ambulatoriali, con un risparmio stimato di oltre 119 mila euro e quasi mille ore di attività infermieristica recuperate e destinate ad altre prestazioni assistenziali.

Il progetto, coordinato dal professor Fabio Ricci nell’ambito della Rete Oncologica della ASL Latina, si basa sull’utilizzo di dispositivi che, a differenza dei tradizionali accessi venosi, non richiedono medicazioni settimanali e riducono sensibilmente la necessità di recarsi in ospedale.

I benefici, però, non si fermano ai numeri. Per chi affronta un percorso di cure oncologiche significa meno spostamenti, minori costi per le famiglie, meno giornate di lavoro perse e una qualità della vita decisamente migliore. Un modello organizzativo che punta a rendere l’assistenza più efficace, sostenibile e soprattutto più vicina ai bisogni delle persone.

Un risultato ottenuto grazie al lavoro multidisciplinare dell’Access Team e al supporto organizzativo e formativo che ha accompagnato la crescita del servizio. Un’esperienza che oggi viene indicata come una delle più significative innovazioni sviluppate dalla sanità pontina negli ultimi anni, coniugando efficienza, tecnologia e umanizzazione delle cure.