Aprilia, arte e pittura all’istituto Pascoli con il maestro De Waure
Il percorso, avviato nell’ottobre 2025 e rivolto agli alunni della scuola secondaria di primo grado, ha rappresentato un’importante occasione di crescita culturale, artistica ed espressiva per tutti i partecipanti. Nel corso delle attività gli studenti hanno potuto sperimentare diverse tecniche pittoriche e grafiche, approfondire l’uso del colore, sviluppare la propria creatività e acquisire nuove competenze nel linguaggio visivo.
L’iniziativa ha riscosso un notevole successo sia dal punto di vista della partecipazione sia per la qualità dei lavori realizzati. Gli alunni hanno prodotto opere individuali di grande pregio artistico, dimostrando impegno, sensibilità e una sorprendente capacità espressiva. I risultati ottenuti testimoniano l’efficacia di un percorso che ha saputo valorizzare talenti, passioni e potenzialità creative.
Particolarmente significativo è stato il gesto conclusivo del maestro Antonio De Waure, presidente dell’Associazione Arte Mediterranea e docente del corso, che ha voluto donare all’Istituto, consegnandola al dirigente scolastico, Ciro Scognamiglio, un’opera originale raffigurante il poeta Giovanni Pascoli, realizzata nel suo inconfondibile stile pittorico.
Il prezioso dipinto entrerà a far parte del patrimonio artistico della scuola e sarà collocato nell’atrio principale della sede centrale dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli” di Aprilia, dove potrà essere ammirato quotidianamente da studenti, famiglie, docenti e visitatori.
Il progetto si inserisce nella vasta gamma di iniziative educative, culturali e formative promosse dall’Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli” di Aprilia per ampliare le opportunità di apprendimento degli studenti e valorizzarne talenti e inclinazioni personali. In particolare, il corso ha favorito lo sviluppo della creatività, delle capacità espressive e delle competenze artistiche degli alunni, offrendo loro un contesto stimolante nel quale sperimentare tecniche diverse, esprimere la propria sensibilità e maturare una maggiore consapevolezza del valore dell’arte come strumento di comunicazione, crescita personale e partecipazione alla vita culturale della comunità scolastica.
In auto con due chili di cocaina, “Rambo” Di Silvio condannato a 7 anni e mezzo
Pesante condanna per Roberto Di Silvio, latinense di 53 anni noto anche con il soprannome Rambo, arrestato lo scorso novembre dai carabinieri di Latina mentre trasportava due chili di cocaina con un’auto noleggiata.
Nel pomeriggio di oggi il giudice per l’udienza preliminare Laura Morselli ha pronunciato la sentenza dopo una lunga camera di consiglio, stabilendo la pena in sette anni e mezzo di reclusione nonostante lo sconto di un terzo previsto per la scelta del rito abbreviato, avanzata dal difensore dell’imputato, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo. Oltretutto il gup è andato ben oltre la richiesta del pubblico ministero Sabrina Marra, che chiedeva la condanna a cinque anni e quattro mesi di reclusione.
Roberto Di Silvio era stato fermato in auto nella zona di Sezze Scalo mentre viaggiava in direzione del capoluogo pontino, nell’ambito di un’operazione portata a termine dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo Provinciale e dai militari della Sezione Operativa della Compagnia di Latina.
Secondo gli investigatori “Rambo” stava trasportando il carico di droga nel capoluogo per rifornire una piazza di spaccio. Sul contesto criminale nel quale si inseriva il suo ruolo, sono ancora in corso gli accertamenti investigativi avviati dai detective dell’Arma. In ogni caso Roberto Di Silvio veniva considerato un corriere della droga, avendo avuto fino a quel momento quasi esclusivamente precedenti per reati minori, come i furti con scasso, nonostante il suo legame di parentela con Angelo e Salvatore Travali, dei quali è cugino da parte della madre, ritenuti questi ultimi a capo di un’organizzazione criminale che gestiva traffici di droga ed estorsione.
Tenta il furto in un negozio, per un 30enne scatta il divieto di ritorno a Fondi
Il Questore della Provincia di Latina ha emesso un divieto di ritorno nel Comune di Fondi nei confronti di un cittadino italiano di circa 30 anni.
Il provvedimento avrà una durata di due anni.
L’uomo è già gravato da numerosi precedenti di polizia e da condanne definitive per reati contro il patrimonio.
L’intervento in via Diversivo Acquachiara
La misura nasce da un intervento della Polizia di Stato in un esercizio commerciale di via Diversivo Acquachiara, a Fondi.
Secondo quanto ricostruito, il 30enne si è reso protagonista di un tentato furto aggravato all’interno dell’attività.
Le minacce al personale
All’arrivo degli agenti del Commissariato di Fondi, l’uomo si trovava in evidente stato di agitazione.
Durante l’episodio, ha tentato di portare via merce dal negozio e ha rivolto minacce al personale dell’esercizio commerciale.
La misura di prevenzione
Gli accertamenti svolti dagli agenti hanno permesso di delineare il profilo dell’uomo e di evidenziarne la pericolosità sociale.
Da qui la decisione dell’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza di applicare la misura di prevenzione personale.
Il divieto di ritorno punta a prevenire ulteriori condotte illecite nel territorio comunale.
Caporalato in provincia di Latina, scattano 17 denunce e 7 aziende vengono sospese
Decine di aziende controllate, attività sospese, lavoratori irregolari scoperti nei campi e un sistema di verifiche che continua a tenere alta l’attenzione sul fenomeno dello sfruttamento lavorativo nel comparto agricolo pontino.
È il bilancio dell’attività condotta negli ultimi sei mesi dai Carabinieri del Comando Provinciale di Latina insieme all’Ispettorato Territoriale del Lavoro e al Nucleo Ispettorato del Lavoro dell’Arma nell’ambito del piano di contrasto al caporalato.
Le ispezioni hanno interessato 35 aziende agricole distribuite sul territorio provinciale. In oltre la metà dei casi, precisamente 18 imprese, sono emerse irregolarità legate alla gestione della manodopera, alla sicurezza sui luoghi di lavoro e agli obblighi previsti dalla normativa vigente.
Durante i controlli sono state verificate le posizioni di 136 lavoratori, dei quali 73 cittadini extracomunitari. Ventiquattro sono risultati impiegati irregolarmente e, tra questi, 14 erano privi dei necessari titoli per soggiornare o lavorare in Italia.
Le violazioni accertate hanno portato alla sospensione dell’attività per sette aziende agricole e alla denuncia di 17 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di sfruttamento del lavoro, intermediazione illecita, omissioni in materia di sicurezza e mancato rispetto delle procedure di assunzione.
Nel corso delle verifiche è stato inoltre sequestrato un immobile fatiscente utilizzato come alloggio per un lavoratore agricolo. Una situazione che ha acceso ulteriormente i riflettori sulle condizioni abitative legate al lavoro nei campi.
Pesante anche il bilancio economico dell’operazione: elevate sanzioni amministrative per oltre 83 mila euro e ammende per più di 47 mila euro.

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che otto delle aziende controllate percepiscono contributi dell’Unione Europea. Per questo motivo è stata trasmessa una segnalazione all’AGEA, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, che valuterà eventuali provvedimenti relativi ai finanziamenti concessi.
L’operazione si inserisce nel più ampio programma di vigilanza sul lavoro agricolo promosso nel territorio pontino, uno dei principali distretti ortofrutticoli del Paese, dove il contrasto al caporalato continua a rappresentare una delle priorità per le istituzioni e le forze dell’ordine.
Sabaudia ritrova la sua Ancora, restaurato uno dei simboli storici della città
Nel giorno della Festa della Repubblica, la città di Sabaudia ha celebrato il ritorno di uno dei suoi simboli più rappresentativi.
Lo scorso 2 giugno si è svolta la cerimonia per la riconsegna alla comunità dell’Ancora monumentale, restituita al suo splendore dopo un intervento di restauro conservativo.
Il restauro dell’Ancora monumentale
L’intervento è stato fortemente voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Mosca.
“Restituire dignità a uno dei simboli di Sabaudia significa restituire valore alla nostra storia e alla nostra identità. La memoria non è nostalgia, ma responsabilità. È da ciò che siamo stati che possiamo costruire il futuro della nostra comunità”, ha dichiarato il primo cittadino.
Secondo l’amministrazione, la valorizzazione dei luoghi simbolo contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza e la memoria collettiva della città.
Un monumento che accompagna la storia di Sabaudia
A ripercorrere la storia dell’Ancora è stata Daniela Carfagna, storica ed ex capo settore del Comune di Sabaudia.
Nel suo intervento ha ricordato che il monumento fu collocato nel 1934, durante la visita della seconda Squadra Navale alla città appena inaugurata.
L’Ancora rappresenta l’incontro tra la vocazione agricola e quella marinara di Sabaudia e ha accompagnato per quasi un secolo la crescita della comunità.
Il lavoro di recupero
Il restauro conservativo è stato eseguito dalla Emiliano Africano Srl con la restauratrice Carlotta Amarilli.
L’intervento ha consentito di restituire al monumento il suo aspetto originario.
“Un simbolo che ci invita a custodire il passato per comprendere meglio il futuro”, ha ricordato Daniela Carfagna.
La cerimonia del 2 giugno
Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili, militari e religiose.
Presenti, tra gli altri, l’ammiraglio di divisione Fabio Agostini, comandante interregionale di Roma e Italia centrale, e il generale Mattia Zuzzi, comandante dell’Artiglieria Contraerei.
Particolarmente significativa anche la presenza di una rappresentanza della Comunità indiana e dei giovani del Gruppo Sportivo della Marina Militare.
Un simbolo che indica la rotta
Con il completamento del restauro, l’Ancora monumentale di Sabaudia torna a essere non solo un elemento identitario della città, ma anche un punto di riferimento della memoria collettiva.
Una memoria che, come sottolineato nel corso della cerimonia, deve restare salda nelle proprie radici e continuare a indicare la rotta alle future generazioni.
Droga all’ex mercato Arene, 33enne finisce ai domiciliari a Terracina
Dall’obbligo di firma agli arresti domiciliari. È stata aggravata la misura cautelare nei confronti di un 33enne tunisino residente a Terracina, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati agli stupefacenti.
La Polizia di Stato ha eseguito l’ordinanza emessa dalla Corte d’Appello di Roma, che ha disposto la sostituzione dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria con una misura più restrittiva.
Il precedente controllo vicino all’ex mercato
Il provvedimento è legato a quanto accaduto il 21 maggio durante un servizio straordinario di controllo del territorio.
Gli agenti del Commissariato di Terracina, impegnati nella prevenzione dei reati in materia di droga, stavano pattugliando la zona dell’ex mercato Arene quando hanno notato il comportamento sospetto dell’uomo.
L’involucro lanciato sulla scalinata
Alla vista degli operatori, il 33enne ha tentato di disfarsi di un involucro rosa, lanciandolo sulla scalinata della struttura.
La sostanza è stata subito recuperata dagli agenti.
All’interno c’erano circa 8,68 grammi di cocaina, poi sottoposti a sequestro.
Le telefonate sul cellulare e la perquisizione
Durante il controllo, la perquisizione personale non ha dato esito.
A insospettire gli agenti sono state però le continue telefonate e i messaggi ricevuti sul cellulare dell’uomo.
Le comunicazioni comparse sul display sono state ritenute compatibili con una presunta attività di spaccio.
Gli accertamenti sono quindi proseguiti nell’abitazione del 33enne, dove nella camera da letto è stato trovato un altro involucro con circa 2,43 grammi di hashish.
La decisione della Corte d’Appello
Dopo il nuovo arresto in flagranza, la posizione dell’uomo è stata nuovamente valutata.
La Corte d’Appello di Roma ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, applicando gli arresti domiciliari al posto dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
Servizi Industriali, la Cassazione respinge il ricorso contro il Comune di Terracina
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Servizi Industriali srl contro il Comune di Terracina.
La società aveva chiesto un risarcimento di oltre 10 milioni di euro. Nei precedenti gradi di giudizio si era vista riconoscere in primo grado la somma di 560mila euro.
La vicenda dell’appalto rifiuti
La vicenda giudiziaria era iniziata nel 2013, quando il Comune di Terracina aveva assegnato alla Servizi Industriali srl l’appalto per il servizio di nettezza urbana, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e assimilati.
Il contratto era stato firmato il 18 settembre 2013 e prevedeva una durata di sei anni.
L’annullamento dell’aggiudicazione
L’aggiudicazione era stata poi annullata dal Tar del Lazio, che aveva accolto il ricorso della seconda classificata, De Vizia Transfer.
La decisione era stata confermata anche dal Consiglio di Stato.
Dopo le pronunce, il Comune di Terracina aveva comunicato alla società che l’ultimo giorno di servizio sarebbe stato il 12 marzo 2015.
Le penali e il contenzioso
Nel prosieguo della vicenda, il Comune aveva applicato all’ex appaltatrice penali contrattuali per oltre 1 milione di euro.
La Servizi Industriali srl aveva quindi chiesto l’annullamento delle penali e il risarcimento dei danni davanti alla sezione imprese del Tribunale di Roma.
Il Tribunale aveva accolto solo parzialmente le domande e la riconvenzionale del Comune, disponendo il pagamento da parte dell’Ente di 560mila euro.
La decisione della Cassazione
La sentenza era stata confermata in secondo grado dalla Corte d’Appello.
Ora la Corte di Cassazione ha respinto integralmente il ricorso della Servizi Industriali srl.
La società è stata condannata al pagamento delle spese di lite, pari a 12mila euro oltre accessori.
Il ruolo dell’Avvocatura comunale
L’intero iter è stato seguito dall’avvocato Martina Iannetti, all’epoca in servizio presso l’Avvocatura comunale di Terracina.
Nell’ordinanza della Suprema Corte emerge la correttezza dell’operato del Comune nell’applicazione del Capitolato d’Appalto e delle relative contestazioni.
La decisione chiude la vicenda senza ulteriori esborsi per le casse comunali.
Usa, apre il fuoco dopo una lite e uccide 6 familiari: dopo il massacro si toglie la vita davanti agli agenti
Una tragedia sconvolgente ha colpito la comunità di Muscatine, nello Stato americano dell’Iowa, dove una violenta sparatoria si è trasformata in una vera e propria strage familiare. Il bilancio finale è di sette morti, compreso l’autore del gesto, un uomo di 52 anni.
L’allarme è scattato nel primo pomeriggio, quando numerose segnalazioni hanno raggiunto le forze dell’ordine riferendo di diversi colpi di arma da fuoco provenienti da un’abitazione della città. Giunti sul posto, gli agenti hanno fatto una scoperta agghiacciante: all’interno della casa si trovavano quattro persone prive di vita, tutte colpite da arma da fuoco.
Le indagini si sono immediatamente concentrate sulla ricerca del presunto responsabile. Poche ore dopo, il killer è stato individuato lungo un sentiero vicino al fiume Mississippi, che attraversa la città. Secondo quanto riferito dalla polizia, l’uomo, accortosi della presenza degli agenti, avrebbe rivolto l’arma contro sé stesso e si sarebbe suicidato. Inutili i tentativi di soccorso.
Con il passare delle ore, il quadro si è ulteriormente aggravato. Gli investigatori, seguendo alcune segnalazioni e approfondendo i collegamenti tra le vittime, hanno esteso le ricerche ad altre zone di Muscatine. In un secondo appartamento e successivamente all’interno di un’officina sono stati rinvenuti altri due cadaveri.
Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità, tutte le vittime sarebbero legate da rapporti di parentela e farebbero parte dello stesso nucleo familiare. Gli investigatori stanno cercando di chiarire l’esatta dinamica degli omicidi e il possibile movente che avrebbe spinto il 52enne a compiere il massacro.
Il Dipartimento di Polizia di Muscatine ha avviato un’approfondita attività investigativa che comprende l’analisi delle diverse scene del crimine, la raccolta di testimonianze e l’esame degli elementi acquisiti nelle ultime ore. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sull’identità delle vittime né sulle cause che potrebbero aver scatenato la tragedia.
Diritto all’istruzione, premiati a Latina i vincitori del progetto con Unicef
Si è svolta questa mattina, nella sala De Pasquale del Comune di Latina, la cerimonia di premiazione della terza edizione del progetto scolastico “Grandi e piccoli diritti alla meta – Il diritto all’istruzione”.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Latina e il Comitato provinciale Unicef di Latina.
L’obiettivo è promuovere tra gli studenti la conoscenza dei diritti sanciti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Il concorso per le scuole
Il concorso prevedeva un montepremi complessivo di 1.500 euro.
Era rivolto alle scuole primarie, alle secondarie di primo grado e alle secondarie di secondo grado del territorio.
Agli studenti è stato chiesto di realizzare un cortometraggio o un videoclip dedicato al tema del diritto all’istruzione.
Le scuole vincitrici
A vincere sono state la classe 3G dell’Istituto Comprensivo Alessandro Volta con il cortometraggio “Il corpo della musica” e la classe 2A Servizi culturali e dello spettacolo dell’Istituto di Istruzione Superiore Vittorio Veneto con “Upside Down: benvenuti nel sottosopra”.
Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore alla Pubblica Istruzione Federica Censi, l’assessore alle Politiche giovanili Andrea Chiarato, la consigliera delegata ai rapporti con Unicef Valentina Colonna, la consigliera delegata al Consiglio delle bambine e dei bambini Francesca Pagano e la presidente provinciale Unicef Latina Michela Verga.
Le parole di Federica Censi
“Congratulazioni – ha dichiarato Federica Censi, assessore alla Pubblica Istruzione – ai vincitori del premio: la classe 3G dell’Istituto Comprensivo Alessandro Volta con il cortometraggio ‘Il corpo della musica’ e la classe 2A Servizi culturali e dello spettacolo dell’Istituto di Istruzione Superiore Vittorio Veneto con ‘Upside Down: benvenuti nel sottosopra’. Ringrazio Unicef, partner dell’amministrazione comunale per il terzo anno consecutivo, le consigliere delegate Valentina Colonna e Francesca Pagano e la commissione giudicatrice composta da Lucia Giovangrossi, dirigente del Servizio Pubblica Istruzione, Ileana Ogliari, delegata provinciale Istruzione Unicef, Rita Balestra e Francesco Carminati, designati da Latina Film Commission”.
I video sul sito del Comune
I videoclip vincitori saranno pubblicati sul sito istituzionale del Comune di Latina.
Insieme a questi sarà pubblicato anche “Tutti i bambini devono sognare”, realizzato dalla 3A dell’Istituto Comprensivo Fabiano Milani.
Il lavoro è arrivato oltre i termini previsti, ma è stato comunque visionato durante la cerimonia.
Chiarato: “Un’occasione di crescita”
“Il diritto scelto quest’anno, sul quale i ragazzi hanno lavorato – ha affermato Andrea Chiarato, assessore alle Politiche giovanili – è stato il diritto all’istruzione, un diritto fondamentale, universale e inalienabile sancito dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Desidero congratularmi con tutti gli studenti partecipanti e con i loro docenti per l’impegno e la sensibilità dimostrati. Questo progetto rappresenta un’importante occasione di crescita e di cittadinanza attiva e conferma il valore della collaborazione con Unicef, giunta al terzo anno consecutivo”.
Colonna: “Conoscenza e partecipazione”
“Attraverso questo progetto – ha sottolineato Valentina Colonna, consigliera delegata ai rapporti con Unicef – abbiamo offerto ai bambini e ai ragazzi l’opportunità di riflettere su un diritto essenziale come quello all’istruzione, trasformando conoscenza e consapevolezza in creatività e partecipazione. I lavori presentati dimostrano quanto le nuove generazioni siano capaci di interpretare temi importanti con profondità e originalità. Ringrazio Unicef, le scuole, i dirigenti scolastici, i docenti e le famiglie che hanno sostenuto questo percorso educativo, contribuendo a diffondere una cultura dei diritti sempre più radicata nella nostra comunità”.
Il video del Consiglio delle bambine e dei bambini
“Anche i bambini del Consiglio delle bambine e dei bambini – ha spiegato Francesca Pagano, consigliera delegata – hanno realizzato un video che sarà proiettato durante l’ultima seduta dell’anno, in programma l’11 giugno. In questi mesi, grazie al supporto dei docenti e della facilitatrice Emilia De Nardis, hanno approfondito il tema del diritto all’istruzione, che garantisce a ogni bambino e bambina l’accesso a un’educazione di qualità, libera da discriminazioni e capace di assicurare pari opportunità. Dopo il lavoro svolto lo scorso anno sul diritto al gioco, sono pronti a presentare il loro nuovo videoclip”.
Verga: “Risultato significativo”
“Sono orgogliosa – ha concluso Michela Verga, presidente del Comitato provinciale Unicef Latina – dei risultati raggiunti con questa terza edizione del concorso, che intendiamo riproporre anche il prossimo anno. È particolarmente significativo che le due scuole vincitrici aderiscano al programma ‘Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’, iniziativa promossa da Unicef Italia in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, a conferma dell’impegno concreto delle istituzioni scolastiche nella promozione e tutela dei diritti dei più giovani”.
Dai domiciliari esce più volte senza autorizzazione, arrestato a Cisterna
Era ai domiciliari, ma non è stato trovato in casa durante un controllo della Polizia di Stato.
Per questo un uomo è stato arrestato a Cisterna di Latina con l’accusa di evasione.
Il controllo della Squadra Volante
Gli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Cisterna si sono presentati nell’abitazione dell’uomo per una verifica.
Il controllo rientra nei servizi svolti sul territorio nei confronti delle persone sottoposte a misure cautelari o a regimi detentivi alternativi.
Non era in casa
Una volta arrivati al domicilio, i poliziotti hanno accertato l’assenza dell’uomo.
Non si trattava del primo episodio.
Il soggetto era già risultato assente in altre occasioni ed era stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.
La conferma tramite un familiare
Durante gli accertamenti, gli agenti sono riusciti a mettersi in contatto con l’uomo tramite un familiare.
L’uomo ha confermato di essersi allontanato volontariamente dalla propria abitazione, violando così le prescrizioni degli arresti domiciliari.
Arrestato e portato in Commissariato
Dopo il rintraccio, la Polizia di Stato ha proceduto all’arresto per evasione.
L’uomo è stato trattenuto nelle camere di sicurezza del Commissariato di Cisterna di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il rito direttissimo.
Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale la presunzione di innocenza.