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Sciopero dei treni, giovedì si prevede un’altra giornata di passione

Si prospetta un giovedì nero per i pendolari, quello dell’11 giugno. Il tutto a causa dell’ennesimo sciopero per il personale di chi viaggia su rotaie.

Per essere precisi, lo sciopero inizierà alle 3 di giovedì 11 giugno e terminerà alle 2 di notte di venerdì 12 giugno.

Questa volta a protestare non sono solo il personale delle imprese ferroviarie, ma anche coloro che rientrano nella categoria degli appalti.

Timori un po’ su tutto il livello nazionale e, di conseguenza, anche in terra pontina, soprattutto in questo periodo in cui i mezzi sono utilizzati anche dagli studenti universitari alle prese con la stagione degli appelli estivi.

Vengono comunque garantite le fasce orarie tra le 6 e le 9 del mattine e tra le ore 18 e le 21 la sera. Ma come spesso accade nei giorni di sciopero, non sono esclusi ritardi e disagi anche in quegli stessi orari garantiti. E, per chi può permettersi di non prendere il treno quel giorno, è altamente consigliato di procedere in modo alternativo.

Terracina calcio, fumata bianca: l’allenatore sarà ancora Mauro Pernarella

Mauro Pernarella: un nome, una garanzia. Sulla panchina del Terracina calcio siederà ancora lui, com’è giusto che sia, per il bene di tutti, dalla squadra alla società, passando per città e tifoseria. Pernarella mette tutti d’accordo.

“Terracinese, biancoceleste fino al midollo e profondo conoscitore di questi colori, Mauro continuerà a rappresentare uno dei punti di riferimento del progetto tecnico del Terracina 1925 – si legge nel comunicato societario – La sua conferma è la naturale conseguenza di un percorso costruito con serietà, professionalità e senso di appartenenza, valori che da sempre contraddistinguono il suo lavoro e il suo legame con la città”.

In una stagione che si preannuncia ricca di sfide, la società riparte da una delle sue certezze, confermando una figura che incarna al meglio l’identità del Terracina e il significato di appartenenza ad una maglia storica.

Sorelle di Minturno scomparse in Abruzzo, ancora nessuna novità

Proseguono le ricerche delle due sorelle di Minturno, che sabato notte hanno lasciato il Centro Educativo abruzzese di Civitella Alfedena.

Ancora nessuna novità circa eventuali segnalazioni di avvistamento delle due minorenni, uscite dalla comunità attraverso una finestra.

Il padre Stefano Di Giacinto ieri ha annunciato che della vicenda se ne sta occupando la Procura di Sulmona, competente per territorio, e che ha affidato ai carabinieri di Villetta Barrea in provincia de L’Aquila le indagini.

Proprio nella caserma della cittadina abruzzese il padre di Alisya e Sarah, domenica scorsa aveva presentato denuncia di scomparsa, cosa che poi ha fatto anche presso la stazione dei carabinieri di Scauri, ipotizzando il reato di sottrazione di minorenne.

Top secret le indagini, tese a scovare le ragazze ed anche le eventuali persone che potrebbero aver facilitato la fuga della coppia di minorenni. Un caso che si è esteso a livello nazionale e che sta interessando anche alcune trasmissioni della RAI.

Sermoneta, il territorio si racconta attraverso il gelato

C’è un modo originale per valorizzare un territorio: trasformarne sapori, storia e tradizioni in un gelato. È l’idea nata a Sermoneta, dove alcune realtà produttive locali hanno deciso di collaborare per creare un progetto che unisce promozione territoriale, artigianato alimentare e identità culturale.

L’iniziativa porta la firma di Roberta Del Bono, titolare della gelateria Ninì Gelato e Cioccolato di Pontenuovo, che ha realizzato tre gusti speciali utilizzando ingredienti provenienti da aziende del territorio.

Tre gusti per raccontare Sermoneta

Il primo gusto si chiama “Il Pastore di Sermoneta” ed è un omaggio alla tradizione agricola locale. Il gelato combina la confettura di visciole e l’agresto prodotti dall’azienda agricola La Valle dell’Usignolo, recuperando sapori profondamente legati alla storia rurale del territorio.

Il secondo propone un delicato fior di latte con miele di agrumi, realizzato grazie alla collaborazione con L’Oasi delle Api, azienda specializzata nella produzione di miele.

Il terzo gusto prende ispirazione dalla tradizione dolciaria sermonetana e utilizza la Serpetta, il celebre biscotto prodotto dal biscottificio I Dolci di Nonna Maria, le cui origini risalgono al Cinquecento.

Fare rete per valorizzare il territorio

L’aspetto più significativo del progetto è la collaborazione tra imprese locali.

«Tutti i produttori hanno accettato con entusiasmo di partecipare», spiega Roberta Del Bono. L’obiettivo era creare un prodotto capace di raccontare Sermoneta e, allo stesso tempo, promuovere le attività che ogni giorno contribuiscono a mantenerne vive le tradizioni.

Una filosofia condivisa anche dalle aziende coinvolte, che vedono nella collaborazione uno strumento per rafforzare l’identità territoriale e ampliare la conoscenza delle produzioni locali.

Il riconoscimento del Comune

Per celebrare l’iniziativa, il sindaco Giuseppina Giovannoli e l’assessore al Commercio Melissa Girardi hanno consegnato ai produttori coinvolti un attestato di merito per il contributo dato alla promozione di Sermoneta.

«Questa iniziativa dimostra quanto sia importante fare sistema», ha sottolineato il sindaco. «Quando un prodotto racconta una storia condivisa diventa uno straordinario strumento di promozione territoriale».

De.C.O. e marchio Sator per le produzioni locali

L’amministrazione comunale sta lavorando da tempo sulla valorizzazione delle produzioni identitarie attraverso il marchio De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine) e l’etichetta collettiva Sator.

L’obiettivo è favorire nuove collaborazioni tra produttori, artigiani e attività commerciali, creando una rete capace di generare valore economico e culturale per l’intera comunità.

Perché, come dimostra questa esperienza, anche un gelato può diventare ambasciatore di un territorio.

Pianara svela nuovi segreti: proseguono le indagini archeologiche nel sito di Fondi

Ci sono luoghi che continuano a raccontare la propria storia anche dopo secoli di silenzio. Pianara è uno di questi. Nascosto tra la vegetazione e ancora in parte avvolto dal mistero, il sito archeologico alle porte di Fondi torna al centro dell’attenzione grazie a una nuova campagna di ricerche che sta restituendo elementi preziosi per comprendere il passato più antico del territorio.

I risultati delle ultime indagini saranno presentati sabato 13 giugno alle 19 al Museo Archeologico Città di Fondi, in un incontro pubblico dedicato alle attività condotte dal professor Massimiliano Di Fazio e dal team dell’Università di Pavia nell’ambito della concessione di scavo attiva sul sito, in collaborazione con il Comune di Fondi e la Soprintendenza.

Le novità non mancano. Le ricognizioni effettuate nel mese di aprile hanno infatti consentito di individuare numerose strutture archeologiche che fino a oggi erano rimaste invisibili, celate dalla vegetazione e non rilevabili neppure attraverso le tradizionali immagini satellitari o la fotografia aerea. Accanto alle nuove evidenze strutturali sono emersi anche materiali ceramici che contribuiscono ad arricchire il quadro conoscitivo dell’antico insediamento.

Un contributo determinante è arrivato dalle moderne tecnologie applicate alla ricerca archeologica. Tomografia elettrica, rilievi termici e analisi multispettrali effettuate con l’ausilio di droni hanno permesso agli studiosi di “leggere” il sottosuolo e individuare anomalie e tracce altrimenti impossibili da osservare. Strumenti che stanno aprendo nuove prospettive nello studio di un’area considerata dagli archeologi tra le più promettenti per la ricostruzione delle origini e dell’evoluzione del territorio fondano.

«Le attività svolte a Pianara stanno restituendo dati molto interessanti per comprendere meglio l’insediamento e il suo rapporto con il territorio», spiega il professor Massimiliano Di Fazio. «Le indagini non invasive consentono oggi di interpretare con maggiore chiarezza un contesto che conserva ancora enormi potenzialità di ricerca».

Per il sindaco Vincenzo Carnevale, i risultati ottenuti confermano il valore strategico degli investimenti nella ricerca archeologica. «Pianara rappresenta una risorsa straordinaria per Fondi. Ogni nuova scoperta contribuisce ad arricchire la conoscenza della nostra storia e rafforza il lavoro di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale cittadino».

L’appuntamento del 13 giugno sarà anche l’occasione per fare il punto sul ruolo sempre più centrale del Museo Archeologico di Fondi nella promozione della conoscenza del territorio. Un percorso che guarda al futuro attraverso nuovi allestimenti, strumenti multimediali e collaborazioni istituzionali. Tra gli ospiti sarà presente anche Gabriele Quaranta, responsabile del Museo Archeologico Nazionale di Formia, a testimonianza di una rete culturale che unisce realtà diverse nel racconto di una storia comune, quella di un territorio plasmato nei secoli dalla Via Appia e dalle civiltà che l’hanno attraversato.

«Per il Museo Archeologico Città di Fondi — sottolinea la direttrice Maria Cristina Recco — questa presentazione è un passaggio importante. Le novità su Pianara rafforzano il ruolo del Museo come luogo di conoscenza e racconto del territorio, in una fase in cui stiamo lavorando anche all’ampliamento del nuovo allestimento e alla realizzazione di un progetto multimediale dedicato alla storia archeologica di Fondi».

A Pianara, intanto, il lavoro continua. E ogni nuova indagine sembra confermare che sotto la superficie resta ancora molto da scoprire.

Aprilia, la denuncia di Giovannini: “la sosta alla stazione aumenta del 500%”

“Com’è possibile un aumento così consistente sull’abbonamento delle stazioni? Da 10 euro si passa a 50 euro mensili: più del 500%. Un salasso per pendolari e studenti”.

In piena austerità, per studenti e pendolari si fa sempre più vicina l’ipotesi di abbandonare l’automobile a casa visto che, non tanto per il costo del carburante, quanto per quello del parcheggio, pagare la sosta alla stazione è diventato un vero e proprio lusso.

Ad intervenire è Italia Viva che ritiene che le nuove tariffe e l’ampliamento delle aree a pagamento approvati dalla Commissione Straordinaria del Comune di Aprilia siano “fuori da ogni logica”. Rispetto al tariffario precedente, gli aumenti sono insostenibili e penalizzano chi vive e lavora ad Aprilia.

“Capiamo l’esigenza di regolamentare la sosta, ma far pagare 50 euro al mese a chi prende il treno ogni giorno – si legge nella nota a firma del segretario provinciale di Italia Viva – non è possibile. A questo si aggiunge il rischio di ritrovare la macchina vandalizzata al rientro, visto che le stazioni non sono sicure”.

“Siamo contrari anche all’ampliamento indiscriminato delle strisce blu. Non possiamo tollerare che davanti a uffici pubblici, servizi essenziali e attività commerciali si debba pagare – dice ancora Giovannini – anche solo per una sosta veloce. Su questo chiediamo che l’amministrazione si confronti subito con le associazioni di categoria”.

“Chiediamo alle Commissarie di rivedere immediatamente queste nuove tariffe, di sospendere l’ampliamento delle aree e di aprire un tavolo con commercianti, artigiani e rappresentanti dei cittadini. In un momento di crisi così evidente, dove le famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese, un aumento del 500% è inaccettabile. Ne risentiranno anche le attività commerciali del centro – conclude Italia Viva – chi deve andare in un negozio dovrà pagare una tassa extra sul parcheggio, senza che l’amministrazione offra in cambio un miglioramento dei servizi”.

Latina Calcio, Parigi fa gola a tanti: trattenerlo sarebbe una prima vittoria

Trattenere Giacomo Parigi. Dopo aver incassato il “sì” di Luigi Condò e Gennaro Volpe, garanzia di continuità e soprattutto della voglia di alzare l’asticella, sarebbe un’importante vittoria convincere l’attaccante a restare a Latina.

Su di lui hanno puntato gli occhi in tanti, sia società di serie C sia sodalizi di serie B.

Il Pescara lo considera un uomo giusto per programmare il suo rilancio, dopo la catastrofica retrocessione; ma anche dalla cadetteria sono pronti ad offrirgli il grande salto, in primis il neopromosso Benevento.

Sul tavolo del presidente Terracciano potrebbe arrivare un’offerta all’allettante, una di quelle che ti mettono davanti ad un bivio: cedere l’attaccante capace di fare reparto da solo garantendo un importante numero di gol e investire il ricavato sul mercato? Oppure tenerlo costruendogli attorno (ugualmente) un gruppo di livello?

Il mercato deve ancora iniziare, ma di sondaggi ne sono stati già fatti tanti, e tante sono le trattative già avviate che per la firma aspettano soltanto il primo luglio.

Aprilia – Siringhe e metadone nel parco, attivisti e cittadini puliscono l’area

Una domenica ecologica all’insegna della solidarietà e dell’inclusione, per strappare il Parco dei Mille a rifiuti e degrado. Una situazione davvero spiacevole, perché il polmone verde della città versa in uno stato di abbandono e degrado ormai da diverso tempo.  Domenica 7 giugno, un gruppo di quindici persone, tra attivisti del Movimento 5 Stelle e semplici cittadini che hanno deciso di unirsi ai volontari decisi a ripulire l’area del Parco intitolato a Falcone e Borsellino, ha dato vita a una nuova giornata ecologica. Non è mancato il supporto della Progetto Ambiente Il risultato? “Abbiamo raccolto ben 21 sacchi di rifiuti e persino un intero segnale stradale con tanto di palo, che giaceva abbandonato all’ingresso del parco proprio di fianco all’ex chiosco bar racconta Andrea Ragusa dei Cinque Stelle – ma al di là dei numeri, l’episodio che ci ha toccato più da vicino è stata la partecipazione del tutto spontanea di uno dei senzatetto che dormono nel parco; ha voluto dare una mano concreta a noi volontari per ripulire quello che, ad oggi, è purtroppo il suo rifugio quotidiano”. 
“Una lezione di solidarietà che contrasta con la dura realtà strutturale e sociale in cui versa l’area, a partire dall’ex bar “Er Mitico” – continua l’esponente del Movimento –  che si presenta ancora come una vera e propria discarica a cielo aperto, colma di un’enorme mole di rifiuti mai rimossi, e dove trovano riparo diverse persone senza fissa dimora, costrette a dormire sia all’interno dei locali fatiscenti che all’addiaccio tra la vegetazione. Questa situazione andrebbe affrontata quanto prima dalle istituzioni, trovando a queste persone una sistemazione dignitosa, una soluzione che rispetti i diritti minimi di ogni essere umano e che non sia solo di puro e semplice assistenzialismo, ma che serva a sottrarre delle persone da una marginalità estrema che potrebbe intrecciarsi anche con gravi problemi di sicurezza e salute pubblica”. 
Durante le operazioni di pulizia i volontari hanno rinvenuto anche numerose siringhe usate e boccette di metadone sparse tra l’erba e i vialetti, come già segnalato nella precedente giornata ecologica del 20 dicembre scorso. “In quella passata occasione, come attivisti del Movimento 5 Stelle avevamo lavorato per ore nelle siepi e nei sentieri frequentati da famiglie e bambini raccogliendo spazzatura di ogni tipo, recuperando documenti smarriti e indicando al Settore Ambiente e la Progetto Ambiente la presenza di vecchi materassi ingombranti, oltre a segnalare la presenza di un senzatetto all’interno della piccola costruzione in muratura delle pompe di irrigazione che, purtroppo, vive ancora lì. Già allora erano emersi flaconi vuoti di metadone e blister di Rivotril, segni evidenti di un disagio profondo che richiederebbe ben altri controlli e percorsi di prevenzione, affinché parchi intitolati a simboli della legalità come Falcone e Borsellino non si trasformino in zone di abbandono”. 
“Il parco è vasto, i problemi rimangono visibili a occhio nudo ed è chiaro come da questa esperienza emergano due enormi criticità che vanno ben oltre quella, seppur grave ma in fondo residuale, della sporcizia e della conseguente pulizia materiale che abbiamo fatto. La prima è un profondo problema sociale, incarnato dal ragazzo che ci ha aiutato e che, in verità, non è l’unico ad aver individuato il parco quale suo punto di ricovero; davanti a questo dramma ci chiediamo cosa offra concretamente la città di Aprilia, come sia strutturata l’assistenza ai senza fissa dimora e se vi siano organismi comunali che operano attivamente in tal senso, tutti aspetti cruciali che a nostro avviso dovrebbero essere approfonditi ed eventualmente sviluppati in modo serio all’interno di uno specifico tavolo ad hoc.

I Cinque stelle vogliono però segnalare anche un’altra criticità e colgono l’occasione offerta dalla domenica ecologica per lanciare una proposta per recuperare la struttura attualmente caduta nel degrado.

“La struttura dell’ex bar Er Mitico, già oggetto in passato di un’ordinanza di abbattimento che però, per motivi ancora indecifrabili, ad oggi non è mai stata eseguita la demolizione – conclude Andrea Ragusa – potrebbe essere recuperata e riqualificata per affidarla a una cooperativa di ragazzi disoccupati che si occupi della sua gestione e, parallelamente, della cura costante del parco. Il Comune potrebbe emanare un bando pubblico per assegnarla, compensando per i primi anni il pagamento dell’affitto proprio con l’opera di manutenzione, che comprenderebbe la pulizia dell’area verde e altri piccoli interventi di custodia; un presidio “vivo” e la presenza costante di persone, potrebbe servire anche a non far apparire quell’area come abbandonata e a dare quel senso di sicurezza in più ai frequentatori. Questo è quanto sentiamo la necessità di evidenziare con forza dopo l’attività svolta: la nostra non vuole essere una semplice rimozione di rifiuti, ma un faro acceso sulla complessa e stratificata problematica sociale e amministrativa che insiste all’interno del parco e che richiede risposte urgenti per il bene di tutta la comunità di Aprilia”.

Ponte sullo Stretto, inchiesta per corruzione: tra gli indagati volto noto del Cassinate

La provincia di Frosinone entra nell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma che punta a fare luce su presunti tentativi di influenzare l’iter di controllo della Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.

I militari del ROS dei Carabinieri hanno eseguito una serie di perquisizioni personali, domiciliari e informatiche, con contestuale sequestro di materiale ritenuto utile alle indagini. Le attività investigative hanno interessato Roma, la provincia di Reggio Calabria e il territorio frusinate.

Tre le persone finite nel registro degli indagati: S.G., un avvocato calabrese di 71 anni, già componente del Consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina S.p.A., un imprenditore reggino di 65 anni residente nella Capitale, V.V. e M.T., Cassinate, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, collocato in pensione lo scorso febbraio.

Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora tutta da verificare nelle successive fasi del procedimento, i tre avrebbero agito in concorso per condizionare l’esame di legittimità sul progetto definitivo dell’opera infrastrutturale. In particolare, l’avvocato e l’imprenditore avrebbero promesso sostegno per futuri incarichi pubblici all’allora magistrato contabile in cambio di un intervento favorevole nell’ambito della procedura di controllo.

Gli investigatori contestano inoltre la presunta divulgazione di informazioni riservate riguardanti l’andamento delle verifiche della Corte dei Conti e gli orientamenti emersi all’interno dell’organismo chiamato a pronunciarsi sul progetto.

Le perquisizioni

Nel corso delle perquisizioni sono stati acquisiti documenti cartacei, supporti informatici e dispositivi elettronici che saranno analizzati dagli inquirenti per accertarne il possibile collegamento con le ipotesi di reato formulate dalla Procura.

L’operazione rappresenta uno degli sviluppi più significativi di un’indagine che coinvolge una delle opere pubbliche più discusse degli ultimi anni e che ora punta a chiarire l’eventuale esistenza di interferenze esterne nelle attività di controllo istituzionale.

Come precisato dagli stessi magistrati, il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e nei confronti degli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a una eventuale sentenza definitiva.

Atletico Pontinia: il Sora si tiene la serie D, ora il titolo (lo vuole anche la Viterbese) si cerca a Valmontone

Scenario diverso, non più Sora ma Valmontone, stesso obiettivo: la serie D. Quando sembrava ormai cosa fatta, l’Atletico Pontinia ha dovuto rivedere i propri piani: un popolo, quello sorano, ha fatto valere la propria fede opponendosi con tutte le forze alla vendita del titolo. Lunedì il sindaco del Comune ciociaro Luca Di Stefano, insieme all’assessore allo Sport e al Commercio Naike Maltese, ha incontrato il presidente bianconero Angelo Tinto e una delegazione della tifoseria organizzata. Un confronto atteso, arrivato dopo giorni di tensioni e interrogativi, ma che si è svolto in un clima di cordialità e collaborazione: tutti d’accordo sulla necessità di mantenere la serie D al Tomei, cercando la soluzione migliore.

Un muro invalicabile si è alzato davanti all’Atletico Pontinia, che ha virato sul piano B: acquistare il titolo del Valmontone, privo della tradizione calcistica sorana e anche di un popolo pronto ad immolarsi per i propri colori. Anche qui, però, gli ostacoli non mancano. Una base di partenza esiste: il presidente Bucci ha aperto alla vendita del titolo, dopo aver incassato il no dell’amministrazione comunale alla costruzione del nuovo stadio. Ma, stando alle ultime indiscrezioni, in pole position per acquistarlo ci sarebbe la Viterbese, ma al momento la trattativa sarebbe congelata, nonostante un accordo di massima, col patron Camilli. Quale il motivo della frenata? L’ipotesi che sia dovuto al paventato cambio del regolamento – in materia di passaggi di titoli – di cui si saprà di più dopo il 22 giugno (giorno dell’elezione del nuovo Presidente Federale) appare poco plausibile. Più realistica, invece, la seconda opzione: un’offerta più consistente, rispetto a quella della Viterbese, arrivata sul tavolo di Bucci da parte di un altro club. Quale? Dovrebbe essere proprio l’Atletico Pontinia che, dopo la fuga dell’Anzio tornato a casa, si è ritrovato senza una serie D che aveva conquistato sul campo vincendo lo spareggio salvezza.

Va detto, per onore di cronaca, che nelle ultime 48 ore anche Manolo Bucci, pronto ad acquistare l’Ancona, ha dovuto incassare uno stop alla trattativa (avviatissima) per prendere il club dorico. E se non dovesse andare in porto? Bucci cederà lo stesso il Valmontone? Forse sì, forse no. Per saperlo bisogna attendere, la calda estate del calcio regionale è appena iniziata.