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Quattro auto incendiate in pochi giorni: individuato il piromane

Quattro auto incendiate in pochi giorni. Le indagini del carabinieri imboccano subito una direzione precisa fino all’arresto, avvenuto ieri, di un 57enne del posto, con precedenti di polizia, ritenuto responsabile delle autovetture.

Il primo episodio finito sotto la lente di ingrandimento dei militari è avvenuto nella notte tra il 23 ed il 24 luglio scorso, quando andarono distrutte due auto in sosta all’interno di un’area condominiale in via Cesare Battisti.

Già nell’immediatezza dei fatti i militari, intervenuti sul posto, hanno avviato le indagini raccogliendo ogni elemento utile senza tralasciare alcuna ipotesi investigativa. Dopo aver appurato che non vi erano collegamenti tra le vittime, gli accertamenti si sono concentrati sull’identificazione del reo, atteso il grave allarme sociale suscitato dall’evento.

Subito i militari sono riusciti ad individuare il reo, già conosciuto dalle forze di polizia, permettendo quindi di escludere ogni altra ipotesi delittuosa, permettendo ai Carabinieri, in tempi brevissimi, di restituire una risposta efficace e risolutiva alle legittime richieste di sicurezza dei cittadini.

L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato tradotto condotto presso la casa circondariale di Frosinone, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Latina. L’attenzione del Comando Provinciale Carabinieri di Latina rimane alta e costante sull’intero territorio di competenza al fine di fornire una risposta concreta ed incisiva alle legittime pretese di ordine e sicurezza pubblica avanzate dai cittadini, specie per quanto concerne la tutela ed il rispetto delle misure per fronteggiare i reati predatori, lo spaccio di sostanze stupefacenti, specie tra i giovani, nonché per assicurare il controllo del rispetto delle prescrizioni in materia di contenimento della pandemia da Coronavirus.

Pertanto continueranno con assiduità i servizi di prevenzione e contrasto svolti dall’Arma dei Carabinieri, affiancando alla capillare perlustrazione del territorio una continua e attività info-investigativa, contattando commercianti e cittadini al fine di acquisire quante più notizie utili per prevenire il ripetersi dei reati ed assicurare alla giustizia gli autori di quelli già perpetrati: è difatti fondamentale la collaborazione di tutti, non solo degli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto della cittadinanza la quale è invitata a segnalare al numero di emergenza 112 qualsiasi situazione dubbia di cui venga a conoscenza.

Covid – Oggi sono 141 i nuovi casi positivi a Latina e provincia

Questa seconda settimana di Agosto 2022 si apre, sul fronte covid in provincia di Latina, con 141 nuovi casi di positività al virus. Un numero, come i più attenti lettori avranno notato, evidentemente lontano da quelli dei giorni scorsi. Il motivo è semplice: di domenica si effettuano meno tamponi di quanti se ne fanno nei giorni precedenti.

Non ci sono vittime del covid oggi ed una sola persona è dovuta ricorrere al ricovero ospedaliero nelle ultime 214 ore. 20 le persone guarite mentre sono state 14 le prestazioni vaccinali offerte (3 terze dosi, 11 quarte).

Questa, infine, la distribuzione dei casi di covid di ieri sul territorio provinciale: Aprilia 15, Cisterna di Latina 9, Cori 5, Fondi 7, Formia 4, Gaeta 1, Itri 2, Latina 44, Maenza 1, Minturno 5, Monte San Biagio 2, Norma 3, Pontinia 3, Priverno 5, Sabaudia 2, San Felice Circeo 2, Sermoneta 2, Sezze 17, Sonnino 2, Spigno Saturnia 1 e Terracina 9.

Tragico incidente nella notte, muore un 31enne: la vittima è Marco Usai

Non si ferma la striscia di sangue sulle strade della provincia di Latina. L’ultimo, tragico, episodio nella notte tra sabato e domenica. Vittima un trentenne di Latina che ha perso la vita in un incidente stradale al lido.

A perdere la vita Marco Usai, avrebbe tra poco compiuto 31 anni. Il decesso è avvenuto dopo il ricovero all’ospedale Goretti di Latina, dove era ricoverato in seguito al terribile urto.

Un incidente che è avvenuto in via Massaro, ovvero la parallela alla via del lungomare di Latina. Cosa sia effettivamente accaduto in quei pochi, tragici, attimi, non è ancora chiaro. Circostanze che sono al vaglio degli investigatori Polizia Stradale, intervenuta sul posto assieme alla Squadra Volante della Questura.

Marco ha perso il controllo della sua Citroen Picasso lungo un tratto rettilineo andando ad impattare contro un albero. Nonostante la violenza dell’impatto, il ragazzo era rimasto cosciente ed ha anche scambiato qualche parola con i suo soccorritori. Il ricovero in ospedale era stato richiesto per le circostanze dell’urto e le sue condizioni non parevano gravi.

Evidentemente, però, non era così. Il suo quadro clinico è improvvisamente peggiorato intorno alle 5 di questa mattina. La situazione è precipitata così repentinamente che i medici non hanno avuto il tempo materiale di intervenire. La salma di Marco Usai è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Lascia la compagna e due bambini.

Quasi mezzo chilo di droga in casa: 33enne finisce in manette

Lo scorso 31 luglio i militari dell’Aliquota Radiomobile del Norm della Compagnia Carabinieri di Terracina hanno arrestato un 33enne del posto, noto forze di polizia.

L’uomo veniva sottoposto a perquisizione della sua abitazione, all’interno della quale venivano rinvenuti: 8 grammi di cocaina suddivisi in dosi; 51 grammi di hashish suddivisi in dosi e vario materiale per il confezionamento dello stupefacente, oltre ad un bilancino di precisione.

“Lo stupefacente – scrivono dal comando provinciale – e il materiale rinvenuto venivano sottoposti a sequestro mentre l’arrestato d’intesa con la Procura della Repubblica di Latina con cui i militari hanno operato in stretta intesa, è stato trattenuto, presso le camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Terracina in attesa del rito direttissimo previsto per la mattinata del 01 ago 22, durante il quale al predetto è stata applicata una misura cautelare personale”.

Sicurezza sul lavoro, Simona Rossi Querin: “Che sia un investimento, non un costo”

“Da una attenta lettura dei dati presentati dall’Inail alla Camera sull’andamento di infortuni e malattie professionali, si evidenza che, al netto dei contagi da Covid-19 di origine professionale, gli infortuni tradizionali denunciati nel 2021 siano aumentati del 20% e i casi mortali di quasi il 10%. Ancora molto si può e deve fare in termini di prevenzione. Fin quando le imprese considereranno un puro costo e non un investimento quanto impiegato per la sicurezza, continueremo a contare i morti a causa del lavoro.”

E’ quanto dichiara Simona Rossi Querin, Segretario Nazionale di Sindacato CLAS (Confederazione dei Lavoratori Associati in Sindacato).

“Dalle oltre 564mila denunce, si risconta che circa il 18% avviene all’interno del settore manifatturiero, a seguire un 11% nel settore sanitario e socio assistenziale, il 10% nel settore trasporti, l’8% nel settore costruzioni.

Molte le denunce nei settori definiti “non determinati” circa il 22%, questo a sottolineare la molteplicità di attività non rientranti nelle macro aree della produzione e dei servizi nel nostro Paese, da dove previene però un quarto delle denunce infortunistiche.

Dai dati Inail si evince ancora che l’incidenza infortunistica continui a colpire maggiormente gli uomini; la motivazione è legata naturalmente ad un indistricabile nodo dell’occupazione femminile in Italia, ancora fanalino di coda in Europa. Una donna su due in Italia, infatti, non ha una occupazione lavorativa regolare e stabile.

L’età maggiormente colpita da infortuni è quella tra i 45 e 59 anni.

Gli infortuni con esito mortale nel 2021 sono stati 1361 ed hanno un’alta concentrazione nel settore industria e servizi.

Le malattie professionali hanno avuto una forte impennata con circa 15.000 denunce in più rispetto all’anno precedente.

Le risorse umane ed economiche messe in campo, insieme alle modifiche normative stanno sicuramente producendo effetti in termini di gestione dell’infortunio – afferma Simona Rossi Querin – ma ancora molto si può e deve fare in termini di prevenzione. Comprendere cosa ci sia alla base dello sviluppo di una malattia professionale o di un incidente, cosa manchi realmente, sviluppare la cultura della prevenzione e della formazione reale nelle aziende e per le aziende”

Maltempo, tornano piogge e temporali: scatta l’allerta meteo

La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un bollettino di allerta meteo oggi, 08 agosto, che riporta una previsione di: precipitazioni da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, a prevalente evoluzione diurna.

Una previsione che avvisa, quindi, dell’arrivo di una forte perturbazione che interesserà questo pomeriggio le zone più interne della regione, nelle ore diurne, e domani, sempre in orario diurno, anche quelle costiere. Nel documento, infatti, si legge che: “il Centro Funzionale Regionale ha effettuato la valutazione dei Livelli di Allerta/Criticità con validità dal pomeriggio di oggi, 08/08/2022 e per le successive 6 ore e dal pomeriggio di domani, 09/08/2022 e per le successive 6 ore”.

“Si invitano pertanto – si conclude la nota – gli Enti destinatari ad attivare le fasi operative previste dalla propria pianificazione di Protezione Civile ed adottare tutti gli adempimenti di competenza in relazione ai seguenti Livelli di Allerta”.

Beluga arenato nella Senna: rifiuta anche il cibo. Poche speranze di salvarlo

Avvistato lo scorso venerdì un beluga arenato nelle acque della Senna, a una sessantina di chilometri a nord-ovest di Parigi. Il cetaceo, come riportano i media francesi, appare in uno stato di salute preoccupante: “sembra presentare alterazioni cutanee ed essere emaciato”. Autorità, cittadini e associazioni francesi si sono subito mobilitati per salvare il cetaceo ma le speranze, ad oggi, si sono ridotte. Lasciarlo nell’acqua calda e stagnante per gli esperti non è più un’opzione: “Deve essere spostato nelle prossime 24-48 ore, queste condizioni non sono buone per lui”, ha dichiarato all’Afp Lamya Essemlali, responsabile di Sea Shepherd France.

L’esemplare, già malnutrito, rifiuta il cibo. nonostante i soccorritori abbiano provato a darle da mangiare aringhe congelate e poi trote vive, ha rifiutato il cibo. Nonostante i soccorritori abbiano provato a darle da mangiare aringhe congelate e poi trote vive, è rimasto inappetente. Si stanno valutando varie opzioni per tentarne ancora il salvataggio e sebbene la situazione sia molto complicata, al momento è stata esclusa l’eutanasia.

Vernice nera sulla panchina arcobaleno: sfregiato il simbolo della lotta contro la discriminazione sessuale

“Questa mattina abbiamo appreso con sdegno di quanto accaduto alla panchina Rainbow installata qualche settimana fa a Ferro di Cavallo, imbrattata con della vernice nera da ignoti. Condanniamo in maniera ferma e determinata questo gesto, che riporta indietro la città di molti decenni e pone allo stesso tempo inquietanti interrogativi circa i motivi che hanno spinto gli autori a commettere questo scempio”.

Lo scrivono, in una nota, i consiglieri comunali di Identità Setina Federica Pecorilli e Gianluca Calvano: “Ci auguriamo – si legge ancora nella nota – che grazie alle videocamere di sorveglianza si possa individuare chi ha deciso di commettere questa azione, sempre nella speranza che dietro questo gesto non ci siamo motivi che ci farebbero ulteriormente vergognare. Ci piacerebbe derubricare il tutto ad una ragazzata, che comunque ci spingerebbe a mantenere alta l’attenzione sui diritti di genere”.

Gli stessi consiglieri, infine, hanno espresso solidarietà a nome dell’amministrazione nei confronti di Derek Marchetti e degli organizzatori dell’iniziativa svoltasi lo scorso 23 luglio ed hanno ricordato anche come ad una settimana dalla sua tragica scomparsa, anche la tomba del mai dimenticato Luigi Di Rosa abbia subito un danno simile a quello perpetrato nella notte scorsa nei confronti della panchina arcobaleno.

La panchina arcobaleno è stata installata a largo Ferro di Cavallo come simbolo tangibile contro la discriminazione basata sul genere e sull’orientamento sessuale.

La proposta, accolta, dell’istallazione della panchina era arrivata alla giunta comunale da un ragazzo transgender, Derek Marchetti. Una richiesta nella quale erano state esplicitate le motivazioni per la realizzazione di una panchina Rainbow nel mese del Pride o della Libertà, che ricade proprio a giugno di ogni anno.

La Terra gira più veloce, adesso gli orologi atomici non sanno più l’ora precisa

La Terra sta girando più velocemente su se stessa, qualche microsecondo in meno sulle 24 ore. Gli scienziati che stanno osservando il fenomeno sono concordi: rispetto ai decenni passati quando la rotazione della Terra rallentava, oggi ha messo il turbo. Ma questo non cambierà la vita degli umani, magari tra qualche milione di anni, se continua così, se ci sarà qualcuno non farà in tempo a mettersi a letto che già si dovrà alzare.

IL PROBLEMA DEGLI OROLOGI ATOMICI

Bando agli scherzi, per i cronometristi internazionali, che ci permettono di impostare i nostri orologi, è un vero problema. Questi utilizzano orologi atomici ultraprecisi per misurare il tempo coordinato universale (UTC). Ora, a causa di queste irregolarità, il tempo di rotazione della Terra non è sincronizzato con il tempo atomico.

“POTREMMO DOVER RIMUOVERE UN SECONDO”

Per diversi decenni l’International Earth Rotation and Reference Systems Service ha regolarmente aggiunto un ‘secondo’ all’anno, alla fine di giugno o alla fine di dicembre. Sono stati 28 finora. L’ultimo risale al 31 dicembre 2016. La recente accelerazione della rotazione terrestre potrebbe quindi mettere in discussione questo processo: “Per la prima volta, se la Terra continua ad accelerare, potremmo dover rimuovere un secondo. Non è mai successo” hanno spiegato i supertecnici.

Fonte www.dire.it (Agenzia di Stampa Nazionale)

Mal d’orecchio dopo il bagno? Potrebbe essere otite ‘da piscina’

Si chiama otite esterna ma è meglio conosciuta come otite ‘da piscina’. “E’ un’infiammazione cutanea di origine batterica del canale auricolare che può colpire sia adulti che bambini, con un’incidenza massima tra i 5 e i 14 anni“, spiega Paola Marchisio, direttore della Uosd Pediatria alta intensità di cura della Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e professore associato all’università degli studi di Milano.

A dispetto del nome, però, quest’otite può colpire tanto in piscina quanto al mare. “L’infezione è dovuta al fatto che l’acqua in cui ci si fa il bagno è contaminata da qualche batterio, in particolare sono due i principali responsabili: Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus– continua Marchisio- il primo può proliferare in piscine che non sono adeguatamente pulite e disinfettate, il secondo vive anche in acque marine”.

Questa otite “si presenta con dolore intenso che insorge entro 48 ore dal contatto con il batterio, gonfiore del canale uditivo esterno, prurito e sensazione di orecchio chiuso”, evidenzia l’esperta. E proprio il dolore è il criterio che consente di distinguere l’otite esterna da quella media, provocata in genere da un’infezione respiratoria.

INFIAMMAZIONE DIVERSA DA OTITE MEDIA

“Nell’otite esterna si percepisce un dolore fortissimo anche solo toccando il padiglione auricolare, tanto che non si riesce neanche a poggiare la testa sul cuscino per dormire- spiega Marchisio- soprattutto nei bambini piccoli nel canale auricolare si possono formare delle vescicole piene di pus che poi si rompono facendo uscire secrezione. Il dolore è direttamente proporzionale alla quantità di pus che esce. Nell’otite media, invece, il dolore si presenta quando il catarro preme sul timpano e passa con la fuoriuscita delle secrezioni”.

L’infiammazione dura in genere meno di 3 settimane e si cura con gocce antibiotiche auricolari. “L’antibiotico per bocca, invece, non è efficace per l’otite esterna- precisa Marchisio- si può usare solo nel caso in cui ci sia anche un’infiammazione dell’orecchio medio”.

La buona notizia è che si possono fare delle azioni di prevenzione. “E’ buona norma, dopo aver fatto il bagno al mare o in piscina, sciacquare le orecchie con l’acqua pulita e poi asciugarle con il phon tiepido- suggerisce l’esperta- per chi ha già avuto questo tipo di infiammazione è consigliabile usare, a fine giornata, un prodotto a base di acqua borica che crea un ambiente sfavorevole ai batteri. I tappi, invece, li sconsiglio- conclude Marchisio- perché per prevenire l’infezione dovrebbero essere completamente ermetici, vanno poi disinfettati con una certa frequenza e quelli in silicone, nei più piccoli, possono finire nel canale uditivo rendendo difficile estrarli”.

Fonte www.dire.it (Agenzia di Stampa Nazionale)