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Caro bollette e scuola: si valuta la possibilità della ‘settimana corta’

L’idea stuzzica anche il reparto scuola della provincia di Latina. Per combattere il caro bollette, a livello nazionale si sta pensando di applicare la settimana corta a scuola, in quegli istituti ovviamente che prevedono le lezioni anche di sabato.

I tecnici della provincia hanno iniziato a sondare il terreno con i presidi interessati. L’obiettivo, palese, è quello di risparmiare sui costi delle bollette di energia elettrica e gas ovviamente.

Un’apertura in questo senso arriva dall’associazione nazionale presidi. Il presidente Antonello Giannelli ha infatti dichiarato, ai colleghi del Corriere della Sera che anche il mondo scolastico “deve fare la sua parte, come tutti noi: non è pensabile che si sottragga”, ma “qualsiasi misura si decida di prendere per risparmiare metano ed energia elettrica, questa non deve pregiudicare il diritto allo studio né deve essere lasciata alla decisione della singola scuola”.

Quindi, anziché abbassare i riscaldamenti, scuola da lunedì a venerdì, ed il sabato tutti a casa, come accade per gli istituti inferiori. Il risparmio in fatto di costi è evidente, ma ce ne sarebbe un altro, ovvero quello che avranno famiglie ed imprese di trasporti che dovranno utilizzare i propri mezzi per il trasporto degli studenti un giorno in meno.

Ora la ‘palla’ passa alle scuole. La strada, comunque, sembra ormai tracciata.

Lo volevano sfrattate, lui fa fuoco contro tre fratelli: 30enne a giudizio

È stato disposto il giudizio immediato nei confronti di Ciro Milo, il trentunenne di Mondragone che lo scorso ventotto marzo esplose colpi di pistola contro tre fratelli a Scauri. Lo ha deciso il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino Alessandra Casinelli, che ha voluto accogliere la richiesta avanzata nei giorni scorsi dal Pubblico Ministero. Il processo si celebrerà il prossimo venticinque ottobre.

L’uomo deve rispondere di tentato omicidiodetenzione illegale di arma da fuoco ed evasione. Il 30enne campano aveva preso in affitto l’appartamento di proprietà dei tre fratelli tra piazza San Pietro Apostolo e via Pirae. Per lui i giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere avevano disposto gli arresti domiciliari per una faccenda di droga. Era lì che viveva da circa una anno coi genitori anziani.

A marzo il fattaccio quando, secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Formia che intervennero sul posto, il Milo esplose ben sette colpi di arma da fuoco contro i tre uomini, senza colpirli per fortuna, che volevano fargli lasciare l’appartamento dopo l’apertura di una procedura di sfratto.

Gli uomini avevano discusso fino a quando l’affittuario aveva estratto l’arma, una Beretta 7,65, esplodendo i colpi contro l’autovettura degli altri. Immediatamente scattò la denuncia con i militari che si presentarono sul posto in tenuta d’assalto, temendo che l’uomo fosse ancora armato e pericoloso. Fortunatamente tutto si svolse in modo molto tranquillo.

Da quel giorno è rinchiuso nel carcere di Isernia, e vi resterà almeno fino al termine del processo.

Rapina in farmacia: minaccia i dipendenti con un coltello e si fa consegnare l’incasso

Rapina in una farmacia questa mattina a Latina Scalo. Pochi attimi dopo l’apertura, un bandito solitario con in mano un coltello ha assaltato la farmacia Provantini dello Scalo. A quanto pare l’uomo, di Formia, ha minacciato i dipendenti facendosi consegnare quello che c’era in cassa.

Poche, pochissime ancora le informazioni in nostro possesso. Sappiamo solamente che il malvivente è stato intercettato da una pattuglia dei carabinieri che ha interrotto la fuga assicurandolo alla giustizia.

India, lei respinge le avances e lui le dà fuoco: 19enne muore dopo 5 giorni di agonia

India, lei respinge le avances, lui la uccide dandole fuoco. Stando a quanto riportato dalla stampa nazionale, una giovane di 19 anni avrebbe rifiutato più volte la proposta di matrimonio del suo coetaneo. All’ennesimo ‘no’, l’aggressore le ha dato fuoco. La vittima è morta dopo cinque giorni di agonia, ma prima è riuscita a denunciare il suo stalker e assassino alla polizia.

Il giovane l’ha sorpresa di notte mentre dormiva e, approfittando della finestra aperta, l’ha cosparsa di kerosene dandole fuoco. Le grida della giovane hanno attirato l’attenzione dei genitori che sono accorsi subito per aiutarla. L’assassino e un altro complice che gli ha fornito il kerosene sono stati subito arrestati e saranno incriminati per omicidio.

‘Infarto da aria inquinata’, così l’inquinamento uccide: lo studio choc del Policlinico Gemelli

L’inquinamento fa ammalare e uccide. Non solo danneggiando i polmoni, ma anche il cuore e senza necessariamente passare per le placche di aterosclerosi. A dimostrarlo sono i cardiologi della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS- Università Cattolica, campus di Roma con uno studio appena presentato al congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) che si chiude oggi a Barcellona e pubblicato in contemporanea su JACC, rivista ufficiale dei cardiologi americani (American College of Cardiology).

La ricerca, firmata dal dottor Rocco Antonio Montone e dal professor Filippo Crea dimostra per la prima volta che è a rischio ‘infarto da aria inquinata’ anche chi ha le coronarie (i vasi che nutrono il muscolo cardiaco) apparentemente sane, cioè senza placche di aterosclerosi. Perché l’inquinamento, soprattutto quello da particolato fine (PM2.5) è in grado di provocare uno spasmo delle coronarie che ‘taglia’ il flusso di sangue al miocardio, determinando un infarto, cioè la morte del muscolo cardiaco, da ‘strozzamento’ dei vasi”. Così fa sapere in una nota Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli.

“Abbiamo studiato il fenomeno- spiega il dottor Rocco Antonio Montone, Dirigente medico presso la Unità Operativa Complessa di Terapia Intensiva Cardiologica della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS- su 287 pazienti di entrambi i sessi di età media 62 anni; il 56% di loro era affetto da ischemia miocardica cronica in presenza di coronarie ‘sane’ (i cosiddetti INOCA), mentre il 44% aveva addirittura avuto un infarto a coronarie sane (MINOCA). La loro esposizione all’aria inquinata è stata determinata in base all’indirizzo di domicilio. Tutti sono stati sottoposti a coronarografia, nel corso della quale è stato effettuato un test ‘provocativo’ all’acetilcolina. Il test è risultato positivo (cioè l’acetilcolina ha provocato uno spasmo delle coronarie) nel 61% dei pazienti; la positività del test è risultata molto più frequente tra i soggetti esposti all’aria inquinata, in particolare se anche fumatori e dislipidemici”. “Questo studio dimostra per la prima volta- prosegue Montone – un’associazione tra esposizione di lunga durata all’aria inquinata e comparsa di disturbi vasomotori delle coronarie, suggerendo così un possibile ruolo dell’inquinamento sulla comparsa di infarti a coronarie sane; in particolare, l’inquinamento da particolato fine (PM2.5) nel nostro studio è risultato correlato allo spasmo delle grandi arterie coronariche”.

“Gli spasmi dei vasi del cuore- spiega il dottor Massimiliano Camilli, dottorando di ricerca presso l’Istituto di Cardiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma- potrebbero essere dovuti al fatto che l’esposizione di lunga durata all’aria inquinata determina uno stato di infiammazione cronica dei vasi, con conseguente disfunzione dell’endotelio (lo strato di rivestimento della parete interna dei vasi)”.

Le ricadute dello studio

“Alla luce dei risultati di questo lavoro- conclude il professor Filippo Crea, Ordinario di Malattie dell’apparato cardiovascolare all’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS- limitare l’esposizione all’inquinamento ambientale (possibilmente riducendone le emissioni) potrebbe ridurre il rischio residuo di futuri eventi cardiovascolari correlati alla cardiopatia ischemica, sia su base aterosclerotica, che da spasmo delle coronarie. L’uso di purificatori di aria in casa e l’utilizzo delle mascherine facciali quando ci si trova immersi nel traffico delle grandi città potrebbe dunque già essere consigliato ai soggetti a rischio, in attesa di studi che ne valutino il reale impatto sulla riduzione del rischio. E naturalmente ribadiamo il divieto di fumo e la necessità di uno stretto controllo dei fattori di rischio per tutti, ma ancora di più a chi è esposto all’inquinamento, come chi vive in una grande città”.

Che cos’è il test dell’Acetilcolina e quando viene effettuato

“Nei pazienti con cardiopatia ischemica senza evidenza di ostruzione delle coronarie da placche aterosclerotiche,- prosegue la nota- nel corso della coronarografia può essere effettuato un test provocativo con iniezione di acetilcolina per slatentizzare la tendenza allo spasmo. Questo test è fondamentale per giungere a una diagnosi del meccanismo responsabile dell’infarto e permette dunque di intraprendere una terapia mirata”.

Cos’è l’inquinamento da Particolato ‘Fine’ (PM2.5) e ‘grossolano'(PM10)

“Per materiale particolato aerodisperso si intende l’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria ambiente. Il PM2.5 (‘particolato fine’) indica le particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 2,5 µm che derivano da tutti i tipi di combustione (motori di automobili, impianti per la produzione di energia, combustione di legna per il riscaldamento domestico, incendi boschivi e vari processi industriali). Le particelle di dimensioni comprese tra 2,5 – 10 µm (tra le quali il PM10) sono dette ‘grossolane’ e derivano soprattutto da processi meccanici (macinazione, erosione, fenomeni di attrito nei trasporti su strada quali usura dei freni, dei pneumatici e abrasione delle strade). Il PM10 può avere anche un’origine naturale (l’erosione delle rocce, le eruzioni vulcaniche, incendi boschivi)”, conclude il Gemelli. – Fonte Agenzia DIRE www.dire.it

È morto Mikhail Gorbaciov, l’ultimo leader dell’Urss aveva 91 anni

È morto Mikhail Gorbaciov, l’ultimo leader dell’Unione Sovietica, aveva 91 anni. Lo ha annunciato il Central Clinical Hospital della Russia, dove era ricoverato per una lunga malattia. “Questa notte, dopo una grave e prolungata malattia, Mikhail Sergeyevich Gorbaciov è morto”, recita il comunicato diffuso dal nosocomio e riportato dalla Tass. Sarà sepolto nel cimitero di Novodevichy a Mosca, nella tomba di famiglia, accanto alla moglie Raisa.

Gorbaciov — che, da ultimo segretario generale del Partito comunista sovietico, pose fine alla Guerra fredda con gli Stati Uniti, ma non riuscì a evitare il collasso dell’Unione sovietica — fu l’ultimo leader dell’Urss, e venne insignito nel 1989 della Medaglia Otto Hahn per la Pace e, nel 1990, del Nobel per la pace.

Non riesce a dormire per la musica troppo alta: 29enne minaccia i gestori di un bar con la katana

Non riusciva a riposare per via della musica ad alto volume che proveniva da un Bar vicino casa sua, a Minturno. Per questo ha imbracciata la sua spada giapponese, una katana, ed ha minacciato i gestori.

Un episodio quasi surreale per il quale i carabinieri hanno denunciato un uomo di 29 anni, trovato ancora in possesso dell’arma utilizzata poco prima nell’esercizio commerciale. L’uomo avrebbe utilizzato l’arma per imporre il silenzio, in perfetto stile ‘samurai’…

Sempre a Minturno, i militari della stazione di Scauri hanno denunciato un giovane, appena 19enne, residente in provincia di Caserta, poiché trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza di 23 centimetri.

‘Escherichia coli’ ed ‘Enterococchi intestinali’: scatta il divieto di balneazione

Il Commissario prefettizio del comune di Terracina, Francesco Cappetta, ha firmato una ordinanza di divieto di balneazione. Un provvedimento che arriva in seguito ad una nota, arrivato lo scorso 26 agosto, da parte di Arpa Lazio – Dipartimento Stato dell’Ambiente, Servizio Monitoraggio delle Risorse Idriche, Unità Risorse Idriche di Latina.

Arpa ha reso noto i risultati delle analisi sui campioni di acqua, prelevati il 24 agosto, presso le acque di balneazione nella “Spiaggetta antistante Agostino a mare” a 500 metri a destra del Fiume Portatore: i dati hanno evidenziato il superamento dei limiti stabiliti per legge, relativamente ai parametri “Escherichia coli” ed “Enterococchi intestinali”.

Da qui la decisione del Commissario che estende il divieto dopo quelli di inizio maggio che hanno interessato Foce Fiume Portatore – Porto Badino e Porto di Terracina – Foce canale di navigazione.

Controllo e pulizia del territorio: il Comune di Latina stanzia 100mila euro

“Integrare, per un periodo limitato, l’ordinario servizio di raccolta con un turno extra di riassetto del territorio con automezzi e personale extra abbinato anche ad un controllo sanzionatorio extra”. Queste le motivazioni che hanno spinto il commissario prefettizio di Latina a far stanziare 100mila euro supplementari per risolvere problemi di igiene pubblica e decoro in alcune zone del capoluogo.

Problemi legati al fatto che da poco, in città, è partito il sistema di raccolta porta a porta, ma molti cittadini ‘migrano’, dai propri quartieri di residenza in quelli dove ancora il sistema non è attivo per conferire i propri rifiuti non differenziati, creando situazioni precarie sotto il profilo igienico sanitario.

Quindi la determina nella quale si spiega che per ovviare a questa situazione si sia reso necessario il potenziamento e la pianificazione della raccolta dei rifiuti indifferenziati impegnando, a favore di Abc, una somma ulteriore pari a 103mila euro proprio per ampliare il servizio.

La somma stanziata sarà destinata a un servizio straordinario di raccolta rifiuti per due mesi, precisamente dal 29 agosto al 29 ottobre. Un periodo nel quale è prevista la circolazione continua dei mezzi, nei modi e negli orari indicati su proposta dell’azienda Abc, e degli operatori per raccogliere ogni tipologia di rifiuto abbandonato, nessuno escluso.

Truffa con la PostePay: rubano 500 euro, denunciate 5 donne

Carabinieri sempre più impegnati in servizi di controllo in special modo nel sud pontino. Nel corso di uno di questi servizi i militari della stazione di Scauri di Minturno hanno denunciato cinque donne tutte originarie di Napoli.

Le indagini dei carabinieri, che hanno preso il via a seguito di una denuncia, hanno permesso di accertare la dinamica di una truffa: due donne del gruppo si sono fatte ricaricare una PostePay con un importo di 500 euro in un tabaccaio di Scauri. Subito dopo hanno fatto finta di essere stare derubate della carta, per evitare il pagamento. Le complici, appostate davanti uno sportello automatico, hanno prelevato i soldi appena caricati. Grazie agli accertamenti i militari sono riusciti a recuperare la carta PostePay e anche il denaro in contanti prelevato.