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Latina presenta il primo Annuario Sportivo della città

Il Comune di Latina presenterà il primo Annuario Sportivo della città, un volume dedicato alle attività e ai risultati che hanno Il Comune di Latina presenta il primo Annuario Sportivo della città, un volume dedicato alle attività e ai successi che hanno caratterizzato lo sport pontino nel 2025.

La presentazione avverrà durante l’evento conclusivo dei lavori del centro sportivo outdoor “Vincenzo D’Amico”, uno degli interventi più importanti realizzati negli ultimi mesi per lo sport cittadino.

Un progetto realizzato con il Servizio Civile

L’annuario è stato realizzato dai volontari del Servizio Civile Universale che operano presso il Dipartimento Politiche Giovanili del Comune di Latina.

Il progetto editoriale è stato coordinato dall’assessore allo Sport Andrea Chiarato, che ha seguito i volontari durante tutte le fasi di ideazione e sviluppo.

Il volume raccoglie fotografie e racconti inviati da associazioni sportive, società dilettantistiche ed enti di promozione sportiva. Tutti hanno partecipato all’avviso pubblico promosso dal Comune.

Un viaggio nello sport della città

«Non vediamo l’ora di presentare questo lavoro – spiega l’assessore Andrea Chiarato – perché rappresenta un passo importante per la promozione dello sport e per il rafforzamento del senso di comunità».

Secondo l’assessore, l’annuario vuole valorizzare il mondo sportivo pontino e raccontare il lavoro quotidiano di atleti, dirigenti e allenatori.

A guidare il lettore è “Sportacus”, un personaggio a fumetti che crede nello sport come strumento di crescita, inclusione e partecipazione.

I momenti più importanti del 2025

L’annuario ripercorre anche alcuni eventi che hanno segnato l’anno sportivo della città.

Tra questi:

  • il passaggio della fiamma olimpica a Latina
  • il progetto per il nuovo playground di via Don Morosini
  • la terza edizione della cerimonia di premiazione degli atleti
  • gli interventi sul centro sportivo outdoor Vincenzo D’Amico

Quest’ultimo impianto sarà presto restituito alla comunità, diventando un nuovo punto di riferimento per lo sport all’aperto.

Il ringraziamento ai volontari

L’assessore Chiarato ha voluto ringraziare i volontari del Servizio Civile che hanno lavorato al progetto.

«Un ringraziamento speciale – conclude – va a Gaetano Tartaglione ed Elisabetta Ronconi, che hanno curato il format editoriale, l’identità grafica e la struttura del volume».

“Aprilia Anno Zero”: il territorio tra presente e futuro secondo Carola Latini – L’INTERVISTA

L’Inchiesta

APRILIA ANNO ZERO

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Per lei Giorgia Meloni incarna un esempio, umano e politico, dal quale trarre ispirazione per essere determinata, coraggiosa e trasmettere amore per l’Italia, qualità che le occorrono quotidianamente per fare politica, avendo serietà e rispetto per le persone. Mentre per altri la perseveranza finisce per conferire una certa durezza, per Carola Latini la tenacia e la fermezza non hanno mai scalfito la dolcezza del suo sguardo.
Il suo percorso politico parte da lontano, iniziando durante gli anni degli studi universitari, pertanto basta poco a comprendere che, dietro quella tenerezza, si nasconde una forte determinazione.

La sua famiglia risiede da sempre a Casalazzara, periferia nord di Aprilia, al confine con il comune di Ardea, dove Carola cresce, tra la natura e il paesaggio della campagna romana. Terminate le scuole superiori, si è iscritta a Giurisprudenza entrando in contatto con Azione Universitaria, l’associazione studentesca di destra attiva dal 1996, una esperienza che le fa comprendere che la politica non era solo interesse, ma una passione vera.

E poiché Carola non voleva essere spettatrice neanche nella sua città, iniziò a partecipare alle iniziative di Azione Giovani; ad Aprilia i giovani di destra avevano dato vita ad un gruppo ben nutrito, tra i più attivi della provincia di Latina. Per Carola gli anni della militanza giovanile sono stati bellissimi, durante i quali sono nate amicizie che conserva tutt’oggi: una grande famiglia politica che ha alimentato un forte sentimento di comunità e coesione.

Terminati gli studi universitari, Carola ha iniziato la pratica legale e, successivamente, ha assunto il ruolo di assistente di un parlamentare europeo. Anche da questa esperienza importante ha tratto una lezione di vita, perché ha avuto l’opportunità di conoscere da vicino le istituzioni, ma senza dimenticare mai la sua città dove ha scelto, poi, di mettersi in gioco.

Coerentemente alla sua adesione giovanile, ha militato prima in Alleanza Nazionale, poi nel Popolo della Libertà, aderendo già nel 2012, anno della sua nascita, a Fratelli d’Italia. Una scelta di identità, non di convenienza, dice. Dopo essersi candidata più volte consigliera comunale, andando sempre ad un passo dall’elezione ma senza riuscirci, nel 2023 si prende una bella rivincita, risultando addirittura la donna più votata. Un risultato che la riempie di orgoglio e che viene riconosciuto e premiato con l’incarico di Assessore alle Attività Produttive, che tuttavia considera un servizio e non un titolo.

Il suo hobby preferito è la lettura, soprattutto di testi di storia e di attualità, analisi che danno luogo a riflessioni che la aiutano a guardare il mondo e a ragionare sotto altre prospettive. Carola adora stare all’aria aperta e camminare in campagna, per trovare calma e concentrazione si dedica a lavori creativi.

  • Quale è stata la sua reazione alla notizia dell’arresto del sindaco e dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose?

    “La mia reazione è stata di dolore e amarezza. Dolore per la mia città, perché quando si parla di infiltrazioni mafiose non viene colpita una persona sola, ma l’intera comunità. E amarezza perché Aprilia non merita di essere associata a certe dinamiche.
    Allo stesso tempo, però, ho provato anche un forte senso di responsabilità. Quando le istituzioni intervengono significa che lo Stato c’è. E da cittadina, prima ancora che da politica, credo che la legalità non sia uno slogan ma una condizione imprescindibile per costruire il futuro. Oggi più che mai serve serietà, trasparenza e un cambio di passo culturale, oltre che amministrativo”.
  • Gli amministratori pubblici dovrebbero possedere determinate caratteristiche, ma non sempre i tempi sono maturi per accettare certe specificità: ad esempio oggi donne e giovani sembrerebbero essere l’equivalente di inclusione e rinnovamento, spesso a prescindere dalla preparazione e dall’esperienza. Invece a cosa bisognerebbe saper rinunciare, sempre, per essere dei bravi politici?

    “Per essere buoni amministratori bisogna saper rinunciare all’ego. La politica non può essere un esercizio di vanità o di consenso immediato.
    Bisogna rinunciare alla ricerca dell’applauso facile, alle scorciatoie, alle promesse che fanno vincere oggi ma danneggiano domani.
    Serve invece visione, studio, competenza e anche la capacità di dire qualche “no” impopolare quando è necessario per il bene collettivo.
    Donne e giovani non sono un simbolo di rinnovamento per definizione: lo diventano se portano preparazione, responsabilità e concretezza. Il rinnovamento vero non è anagrafico, è culturale”.
  • La sua famiglia di origine è una presenza storica del territorio: cosa le ha trasmesso in termini di esperienza e come ha influito questa importante eredità nella sua formazione personale?

    “La mia famiglia mi ha trasmesso il valore del lavoro vero, quello fatto di sacrifici quotidiani e di mani che conoscono la terra. I miei genitori sono coltivatori diretti e sono cresciuta vedendo cosa significa alzarsi presto ogni mattina, lavorare con fatica, rispettare i tempi della natura e non dare mai nulla per scontato. La terra ti insegna l’umiltà, perché non puoi comandarla. Ti insegna la pazienza, perché i risultati non arrivano subito. E ti insegna la responsabilità, perché ciò che semini oggi lo raccoglierai domani. Questo ha inciso profondamente nella mia formazione personale e politica. Mi ha insegnato che i risultati non si improvvisano, che il lavoro serio paga nel tempo e che le radici non sono un limite, ma una forza. Porto con me questo insegnamento ogni giorno: concretezza, rispetto per il sacrificio e attaccamento profondo al territorio.
  • Lei è cresciuta in una delle aree più belle dal punto di vista paesaggistico: cosa pensa del fatto che le periferie apriliane versino in uno stato di abbandono e diventino obiettivo di investimenti non sempre in linea con la vocazione turistico – agricola del territorio?

    “Sono cresciuta a Casalazzara, un luogo straordinario dal punto di vista paesaggistico. Proprio per questo vedere alcune periferie in stato di abbandono fa male. Le periferie non sono margini, sono parte viva della città. Se vengono trascurate diventano fragili, e la fragilità apre spazio a degrado e scelte speculative che non rispettano la vocazione agricola e ambientale del territorio. Io credo che lo sviluppo debba essere coerente con l’identità: tutela del paesaggio, valorizzazione dell’agricoltura, servizi e infrastrutture adeguate. Crescere sì, ma senza snaturarsi”.
  • Tre temi, dai quali escludiamo la legalità per eccesso di banalità, sui quali il futuro governo cittadino dovrà lavorare per gettare le basi della città del futuro.

    “Escludendo la legalità, che è un presupposto, indico tre priorità. La prima è la pianificazione urbanistica seria e sostenibile: serve una visione chiara su come deve crescere Aprilia, evitando espansioni disordinate e valorizzando le aree agricole e produttive. La seconda è dare sostegno alle attività produttive e al commercio locale, perché una città senza impresa è una città senza futuro. Bisogna attrarre investimenti di qualità e sostenere chi già lavora sul territorio. Infine al terzo posto indicherei i servizi e la qualità della vita nelle periferie, come scuole, viabilità, manutenzione, trasporti, perché la dignità urbana passa dalle cose concrete. La città del futuro si costruisce con programmazione, coraggio e amore per il territorio”.

Dal centro commerciale in Q3 al supermercato in zona industriale: due storie del sistema Latina

E’ stata fissata per la data del 23 giugno prossimo l’udienza del Tribunale del Riesame nel corso della quale dovrà essere nuovamente affrontata, dopo l’annullamento della precedente decisione del Tribunale del Riesame di Latina, la vicenda del centro commerciale realizzato all’angolo tra via del Lido e la statale Pontina, nel quartiere Q3 a Latina.

Una data che tradisce una certa volontà dilatoria da parte dei giudici, che si prendono un tempo lunghissimo per prepararsi ad affrontare un caso che per ben due volte la Corte di Cassazione ha concordemente definito in ogni suo aspetto, arrivando a concludere che ci si trovi di fronte ad un caso di lottizzazione abusiva.

Un caso che nell’ultimo decreto di sequestro, quello firmato dal Gip Mara Mattioli il 31 marzo 2025, viene riassunto dal giudice come “un volgare tentativo di aggirare la norma rilasciando quattro titoli autorizzativi all’interno di un’unica struttura commerciale”. Come dire che un centro commerciale è stato contrabbandato per tre medie strutture di vendita, per superare ostacoli amministrativi che non avrebbero altrimenti consentito la realizzazione di quella struttura.

Sarà la quarta volta che un collegio di giudici pontini si troverà a dover decidere su un provvedimento di sequestro della struttura commerciale più contestata nella storia del capoluogo pontino, e per ben due volte quella che viene definita la Suprema Corte ha definito prive di fondamento le ragioni che hanno indotto il Tribunale

del Riesame di Latina ad annullare il sequestro dell’insediamento commerciale in un’area destinata ad ospitare attività alberghiere. Incominciata nel 2019 con una discutibile delibera della Giunta Municipale, la saga continua, riproponendo una scenario già visto in città, che è quello di lasciare che i misfatti, o presunti tali, si compiano, invece di cercare di verificarne sul nascere la fattibilità, e nel caso ne sussistano le ragioni, impedire che si realizzino strutture poi destinate al sequestro e alla confisca.

Ma è una lezione che pare non riesca a farsi strada nella testa di alcuni magistrati pontini.

Quello che sta accadendo, anche stavolta da qualche anno, nella zona industriale di Latina Scalo, con quello che resta della ex Frigomarket Pacifico, è un altro esempio di come si possa perdere un’occasione per verificare preventivamente se un’intrapresa imprenditoriale possa a avere luogo o meno, anziché aspettare che tutto si compia e poi procedere con un sequestro a cose fatte. Con danni e spese su ogni fronte.

Sulla questione della ex Frigomarket la Procura di Latina è già intervenuta mesi fa con il sequestro di un’area sulla quale l’attuale titolare dell’ex sito industriale andava sotterrando i rifiuti prodotti con i lavori di ristrutturazione di un enorme capannone.

E mentre una ditta scavava per recuperare trecento tonnellate di materiali illegalmente nascosti sotto terra, gli investigatori avevano avuto il tempo di acquisire l’intera documentazione che ha consentito di ricostruire una vicenda tanto solare quando curiosa: nel 2021 il Consorzio Industriale Roma-Latina espropria l’intero sito industriale dismesso alla curatela fallimentare che sta cercando di venderlo all’asta per 4,5 milioni di euro; lo cede gratuitamente con trattativa diretta a un imprenditore di Sermoneta che deve sostenere soltanto le spese previste dalla legge per quel tipo di procedura (costo del terreno e oneri consortili); il nuovo proprietario cede in locazione una parte del compendio industriale ad un altro imprenditore che chiede e ottiene da Comune di Latina l’autorizzazione per l’esercizio di un’attività commerciale, un’altra media struttura di vendita di prodotti alimentari e non.

Un supermercato in zona industriale, contro ogni previsione del Piano regolatore del Consorzio industriale. Sarà tutto corretto? Non lo sarà? Le basi per effettuare una verifica ci sono tutte, le carte anche, ma nulla si muove.

Chi sta invece correndo è l’azienda che ha già ricevuto il via libera per aprire il supermercato: nell’area di via Carrara, a Tor Tre Ponti, è tutto un cantiere. Una corsa verso l’apertura dei battenti

“Donne e Impresa 2026”, tre milioni di euro dalla Regione per sostenere l’imprenditoria femminile

Tre milioni di euro per sostenere la nascita e lo sviluppo dell’imprenditoria femminile nel Lazio. È la dotazione del nuovo bando “Donne e Impresa 2026”, presentato ieri dalla Regione Lazio presso WEGIL a Roma, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese guidate da donne e favorire investimenti in innovazione e digitalizzazione.

La misura è stata illustrata dalla vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli, insieme a Claudia Cattani, responsabile della Fondazione Bellisario per il Lazio, al presidente di Lazio Innova Francesco Marcolini e a Daniele Maura, vicepresidente della Commissione Attività Produttive del Consiglio regionale del Lazio.

«Con il bando “Donne e Impresa” mettiamo a disposizione delle imprese guidate da donne uno strumento concreto per sostenere gli investimenti produttivi e rafforzarne la competitività», ha dichiarato Angelilli. «Abbiamo inoltre scelto di destinare almeno il 10% delle risorse al Quarticciolo, per sostenere la nascita e l’insediamento di nuove attività economiche in un quartiere al centro di un importante percorso di riqualificazione promosso da Governo, Regione Lazio e Roma Capitale».

La misura prevede quindi una quota di almeno 300 mila euro destinata al Quarticciolo, che consentirà di sostenere tra 10 e 15 imprese o lavoratrici autonome che decidano di avviare o ampliare la propria attività nel quartiere (Municipio V di Roma). L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di interventi istituzionali finalizzati alla riqualificazione urbana, sociale ed economica dell’area, che prevede anche azioni per il miglioramento degli spazi pubblici e il recupero del patrimonio abitativo.

Il bando

Il bando, finanziato con risorse del Programma FESR Lazio 2021-2027 e gestito da Lazio Innova, prevede contributi a fondo perduto fino a 100 mila euro per impresa, con un’intensità compresa tra il 50% e il 70% dei costi ammissibili. L’agevolazione è concessa in regime de minimis.

Saranno finanziabili investimenti in macchinari, attrezzature, software e digitalizzazione, oltre a spese di personale e costi generali. È inoltre previsto un contributo aggiuntivo di circa 5 mila euro per l’adozione di nuovi sistemi di digital commerce.

Il bando sarà pubblicato entro la fine di marzo, con apertura prevista a metà aprile 2026.

Possono accedere alle agevolazioni le imprese che rientrano nella definizione di impresa femminile, comprese le lavoratrici autonome, le imprese individuali a titolarità femminile, le società di persone, cooperative o studi associati con una presenza femminile pari ad almeno il 60%, nonché le società di capitali con partecipazione e governance femminile qualificata.

Tutte le informazioni, le modalità di partecipazione e la relativa modulistica saranno disponibili sui siti lazioinnova.it e lazioeuropa.it.

Buoni efamily, La Penna (Pd): «Ritardi inaccettabili nel Lazio»

È ancora fermo il nuovo bando per i buoni efamily, i contributi regionali destinati all’assistenza delle persone non autosufficienti. A denunciare la situazione è il consigliere regionale del Partito democratico Salvatore La Penna, che parla di ritardi ormai «inaccettabili» per centinaia di famiglie del Lazio.

«Il ritardo nella pubblicazione del nuovo avviso pubblico per i buoni efamily è ormai inaccettabile – afferma La Penna –. Parliamo di un sostegno fondamentale per tante famiglie che ogni giorno si fanno carico dell’assistenza a persone non autosufficienti e che oggi si trovano senza certezze né risposte».

Il bando fermo dal 2024

Secondo il consigliere regionale, l’ultimo avviso pubblico sulla piattaforma efamily risale a novembre 2024 e la nuova edizione del bando era attesa entro la fine dello scorso anno. Ad oggi, però, il nuovo avviso non è ancora stato pubblicato.

«Da mesi il Partito democratico denuncia questa situazione – prosegue La Penna –. Già lo scorso settembre la consigliera regionale Eleonora Mattia aveva presentato un’interrogazione a risposta scritta per fare luce sui ritardi nella pubblicazione del bando».

Successivamente è stata anche richiesta un’audizione nella commissione consiliare competente, proprio per chiarire le ragioni dello stallo e sollecitare la pubblicazione del nuovo avviso.

Contributi fino a 700 euro al mese

I buoni efamily, finanziati con risorse del Fondo sociale europeo, sono contributi destinati a sostenere le spese per l’assistenza a persone non autosufficienti, anziani o disabili.

Il sostegno economico può arrivare fino a 700 euro al mese per un massimo di 12 mensilità.

«Non è un bonus, ma uno strumento essenziale»

Secondo La Penna, il ritardo sta creando difficoltà sempre più pesanti per molte famiglie.

«Questi contributi non sono un bonus accessorio – sottolinea – ma uno strumento essenziale di welfare che consente a tante persone di garantire assistenza quotidiana ai propri familiari fragili».

In molti casi, spiega il consigliere regionale, le famiglie stanno anticipando di tasca propria le spese per pagare gli operatori che assistono i loro cari, senza aver ancora ricevuto i fondi previsti.

«Famiglie lasciate sole»

«Parliamo di caregiver familiari che già sostengono un carico enorme, umano ed economico – conclude La Penna –. Per questo chiediamo alla Regione Lazio di intervenire immediatamente, chiarendo tempi e modalità della pubblicazione del nuovo bando e mettendo fine a uno stallo che sta creando disagi sempre più gravi. Queste famiglie non possono essere lasciate sole».

Referendum sulla giustizia, a Latina un incontro promosso da Fratelli d’Italia

Un momento di confronto sul referendum dedicato alla giustizia è in programma lunedì 9 marzo a Latina. L’iniziativa, organizzata dalla federazione provinciale di Fratelli d’Italia, si terrà alle 17.30 presso l’Hotel Europa e sarà dedicata all’illustrazione delle motivazioni a sostegno del voto favorevole al referendum previsto per il 22 e 23 marzo 2026.

Ad aprire l’appuntamento saranno i saluti istituzionali del senatore Nicola Calandrini, presidente provinciale del partito e alla guida della Commissione Bilancio di Palazzo Madama. L’introduzione dei lavori sarà affidata a Dino Iavarone, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia.

Nel corso dell’incontro sono previsti gli interventi del giurista e politologo Luigi Tivelli, editorialista de Il Giornale, e del senatore Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato.

«L’obiettivo è offrire un’occasione di approfondimento su un tema cruciale per il Paese come quello della giustizia», spiega Calandrini, sottolineando la volontà di fornire ai cittadini elementi utili per orientarsi sui contenuti della consultazione referendaria e sulle ragioni del sì.

L’incontro è aperto alla partecipazione di cittadini, amministratori locali e rappresentanti del territorio. «Il dibattito pubblico e la partecipazione – aggiunge il senatore – restano strumenti fondamentali per rafforzare la qualità della nostra democrazia».

Vincite al Superenalotto, ancora un “cinque” a Roma

Le dea bendata sembra aggirarsi attorno al territorio laziale. Qualche giorno fa il “cinque” di Cisterna molto ricco, valso al fortunato o la fortunata oltre 60 mila euro.

Nell’estrazione di giovedì 5 marzo un altra vincita importante nel Lazio. Come riportato da AgiPro News, infatti, a Roma è stato centrato un altro “cinque”. Poco più di 30 mila euro, per la precisione, 30.632,55 euro la vittoria di chi ha giocato il tagliando con la cinquina vincente presso la tabaccheria di via Lungotevere dei Millini.

Sicurezza stradale, Astral completa i lavori sulla Cisterna-Campoleone

Ad annunciare la novità direttamente l’Astral che afferma come ​”I lavori sulla Cisterna-Campoleone rappresentano un ulteriore impegno per accrescere la sicurezza stradale lungo la rete viaria gestita da Astral: in collaborazione con la Regione, infatti, proseguono gli interventi per risolvere con efficacia e tempestività le criticità legate al sistema della viabilità”. A parlare in questo modo l’amministratore unico dell’azienda Giuseppe Simeone.

L’arteria che collega il territorio pontino con quello dei Castelli Romani, ha riguardato tra l’altro anche l’installazione di barriere protettive tra i chilometri 7 e 11. Interventi per migliorare e garantire la sicurezza stradale avvenuti grazie a un finanziamento di circa 800 mila euro da parte della Regione Lazio.

Provincia, Italia Viva e l’appello per Barbara Petroni

Il segretario provinciale di Italia Viva Latina, Vincenzo Giovannini, ringrazia il Presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli, per il grande lavoro svolto nel corso del suo mandato alla guida dell’ente provinciale e annuncia il sostegno alla candidatura di Barbara Petroni.

“In questi anni – dichiara Giovannini – Stefanelli ha dimostrato serietà, capacità amministrativa e attenzione ai territori, lavorando con impegno per affrontare le molte sfide della Provincia e garantire stabilità istituzionale in una fase complessa per gli enti locali. A lui va il nostro sincero riconoscimento per il lavoro portato avanti con dedizione e responsabilità.”

Italia Viva Latina guarda ora con attenzione alla nuova fase politica che si apre e annuncia il proprio sostegno alla candidatura di Barbara Petroni, espressione del campo progressista.

“Riteniamo che la candidatura di Barbara Petroni rappresenti un punto di equilibrio e una figura autorevole in grado di proseguire il lavoro svolto in questi anni, rafforzando al tempo stesso la collaborazione tra le diverse sensibilità del campo progressista.”

Proprio in questa prospettiva, Giovannini rivolge un appello a tutte le forze politiche e civiche che sostengono la candidatura di Petroni affinché si apra quanto prima un momento di confronto e di coordinamento.

“È importante – conclude Giovannini – che tutte le forze che condividono questo percorso si incontrino nei prossimi giorni non solo per consolidare il sostegno alla candidatura, ma anche in vista delle prossime elezioni del Consiglio Provinciale, con l’obiettivo di lavorare alla costruzione di una lista unica, ampia e inclusiva, capace di rappresentare al meglio amministratori, territori e sensibilità politiche che credono in un progetto riformista e progressista per la Provincia di Latina.”

Referendum sulla giustizia, il Pd di Norma si schiera con il Comitato per il NO

Il Partito Democratico di Norma, attraverso il segretario Enrico De Angelis, annuncia il proprio sostegno al Comitato cittadino impegnato nella campagna per il NO al referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo 2026. L’iniziativa, spiegano dal circolo dem intitolato a Enrico Berlinguer, nasce dalla volontà di promuovere un confronto informato su un tema considerato centrale per l’equilibrio istituzionale del Paese.

Secondo il partito, i quesiti referendari chiamano gli elettori a esprimersi su aspetti particolarmente delicati del sistema giudiziario, tra cui l’organizzazione della magistratura e il rapporto tra i poteri dello Stato. Proprio per la complessità della materia, sostengono i promotori del NO, il dibattito pubblico dovrebbe svilupparsi evitando letture semplificate e slogan, privilegiando invece un’analisi approfondita delle possibili conseguenze delle modifiche proposte.

Il comitato nato a Norma, composto da cittadini, amministratori e professionisti, si propone di svolgere un’attività informativa sul territorio per illustrare le ragioni della contrarietà al referendum. Tra le principali preoccupazioni evidenziate c’è il rischio che alcune delle modifiche possano incidere sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura, principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana.

Dal circolo dem arriva comunque il riconoscimento della necessità di riformare la giustizia italiana per renderla più efficiente e vicina ai cittadini. Tuttavia, si sottolinea, cambiamenti di tale portata dovrebbero nascere da un percorso legislativo ampio e condiviso nelle sedi istituzionali, coinvolgendo Parlamento, operatori del diritto e società civile.

Per questo motivo il partito invita gli elettori a partecipare al voto e a esprimersi per il NO. «Non si tratta di difendere l’esistente – spiegano dal circolo – ma di evitare interventi che potrebbero alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato». Allo stesso tempo viene rivolto un appello alla partecipazione: andare alle urne, ricordano i promotori dell’iniziativa, rappresenta uno dei pilastri della vita democratica e uno strumento fondamentale attraverso cui i cittadini contribuiscono alle scelte che riguardano il futuro del Paese.