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Agguato in pieno giorno, uomo ucciso in auto a colpi di pistola: killer in fuga

Un agguato armato in pieno giorno ha scosso la città di Marano di Napoli, nella provincia di Napoli, dove un uomo è stato ucciso a colpi di pistola mentre si trovava a bordo della propria auto.

Secondo una prima ricostruzione, la vittima era ferma in macchina all’incrocio tra via Svizzera e corso Europa quando due persone, a bordo di una moto, si sono avvicinate al veicolo. I sicari avrebbero atteso il momento opportuno per entrare in azione e hanno esploso numerosi colpi di arma da fuoco contro l’uomo.

Sarebbero stati almeno dodici i proiettili sparati. Diversi colpi avrebbero raggiunto la vittima alla testa, provocandone la morte sul colpo.

La scena è stata notata da alcuni passanti che, dopo aver assistito alla sparatoria, hanno immediatamente lanciato l’allarme ai soccorsi e alle forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato i rilievi e raccolto le prime testimonianze utili a ricostruire con precisione la dinamica dell’agguato. L’area è stata transennata per consentire agli investigatori di operare senza interferenze.

Accerchiato da ignoti e aggredito all’interno dell’auto, l’incubo a Pontinia

Un indiano di 19 anni ha sporto denuncia presso i carabinieri per una presunta aggressione che avrebbe subito mentre si trovava a bordo della propria automobile di ritorno a casa.

Ignoti, forse cinque o sei persone, a volto coperto, sarebbero scesi da altre due automobili che lo avevano affiancato prendendo di mira sia il parabrezza che la carrozzeria, danneggiandole.

Il 19enne, anche per paura che la vicenda potesse ulteriormente peggiorare, è riuscito a non perdere la pazienza e ad allontanarsi dal luogo dell’aggressione.

Successivamente, ha presentato denuncia presso i carabinieri che ora stanno conducendo le indagini serrate per dare un volto e un nome ai presunti aggressori. Ma anche per cercare di comprendere cosa sia stato ad innescare la folle violenza.

Confisca per 1,5 milioni di euro a imprenditore di Latina: operazione della Guardia di Finanza di Trieste

Beni e denaro per oltre 1,5 milioni di euro sono stati confiscati in via definitiva dalla Guardia di Finanza di Trieste nell’ambito di un procedimento di prevenzione antimafia. Il provvedimento riguarda Fabrizio Bruno, imprenditore di 61 anni di Latina, ritenuto socialmente pericoloso per una lunga serie di precedenti e attività illecite.

La misura è stata eseguita dalle Fiamme Gialle del capoluogo giuliano su disposizione del Tribunale di Trieste – Sezione Misure di Prevenzione ed è stata recentemente confermata anche dalla Corte di Cassazione, rendendo definitiva la confisca.

I beni confiscati

Il provvedimento ha riguardato un patrimonio complessivo stimato in circa 1,5 milioni di euro. Tra i beni sequestrati figurano:

  • una villa di lusso con piscina
  • un appartamento
  • cinque autovetture di alta gamma (Mercedes e Audi)
  • undici orologi di pregio tra cui Rolex e Cartier
  • 150 mila euro in contanti, di cui 47 mila depositati su un conto bancario in Austria

Tutti i beni sono stati acquisiti definitivamente al patrimonio dello Stato.

L’indagine patrimoniale

L’attività investigativa è stata condotta dal G.I.C.O. – Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Trieste.

Gli accertamenti economico-finanziari hanno evidenziato una forte sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio disponibile, stimata in sede giudiziaria in circa 4 milioni di euro.

Nel corso delle indagini è emerso inoltre che una lussuosa villa con piscina risultava intestata formalmente alla moglie, configurando un’ipotesi di intestazione fittizia di beni.

La maxi truffa sulle auto “seminuove”

La vicenda giudiziaria nasce da una serie di truffe seriali realizzate su scala nazionale attraverso società con sede in Friuli Venezia Giulia che si occupavano della vendita di autovetture acquistate in Germania.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, i veicoli venivano venduti come “seminuovi”, ma in realtà erano stati manomessi con la riduzione fraudolenta del chilometraggio.

In molti casi le auto venivano inoltre immatricolate irregolarmente presso gli uffici della Motorizzazione Civile, circostanza che ha portato successivamente al sequestro delle carte di circolazione ai danni degli ignari acquirenti.

Oltre 800 vittime in tutta Italia

Il sistema truffaldino avrebbe coinvolto 835 persone in tutta Italia, tra cui 111 residenti in Friuli Venezia Giulia:

  • 55 nella provincia di Pordenone
  • 37 a Udine
  • 19 a Trieste

Il provvedimento di confisca rappresenta quindi l’atto conclusivo di un lungo percorso investigativo e giudiziario, con il quale lo Stato recupera beni ritenuti accumulati attraverso attività illecite.

Il procedimento si è svolto nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniali previste dalla normativa antimafia, applicate nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi.

Assalto armato a un locale del centro di Aprilia

Un colpo rapido, messo a segno nelle prime ore della giornata. È quanto accaduto nel centro di Aprilia, dove un bar-pizzeria è stato teatro di una rapina a mano armata.

La vittima è il proprietario dell’attività, che stava aprendo il locale quando è stato avvicinato da due uomini con il volto travisato. I due, impugnando delle armi, lo avrebbero costretto a consegnare quanto aveva con sé.

Il bottino, secondo le prime informazioni, sarebbe composto da circa cinquecento euro in contanti, oltre ad alcuni beni personali dell’esercente: la fede nuziale, un orologio e il telefono cellulare.

Dopo aver ottenuto il denaro e gli oggetti, i rapinatori si sono allontanati rapidamente a piedi lungo le vie limitrofe, riuscendo a far perdere le proprie tracce prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Sul caso stanno lavorando i militari dell’Arma dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia, intervenuti sul posto dopo la segnalazione al 112. Gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili per chiarire l’accaduto e risalire all’identità degli autori della rapina.

Aprilia, fermato con dosi di cocaina pronte per la vendita: arrestato un 24enne

La Polizia di Stato di Aprilia ha arrestato in flagranza un giovane italiano nato nel 2000, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione è avvenuta nella serata del 7 marzo, durante un servizio di pattugliamento in una zona della città nota per episodi di spaccio.

Il tentativo di fuga

Una volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Aprilia ha notato un giovane con atteggiamento sospetto che, alla vista degli agenti, ha tentato di allontanarsi rapidamente tra le auto in sosta.

Gli operatori lo hanno fermato dopo pochi metri. Il ragazzo appariva visibilmente agitato e ha dichiarato di trovarsi in zona semplicemente per cercare le proprie sigarette.

La droga trovata addosso

Durante la perquisizione personale, gli agenti hanno rinvenuto 13 dosi di cocaina, confezionate singolarmente in involucri di plastica sigillati con nastro adesivo verde e blu, per un peso complessivo di 6,36 grammi.

Oltre alla droga sono stati trovati due telefoni cellulari e 275 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio, elementi ritenuti compatibili con l’attività di spaccio.

La perquisizione in casa

La posizione del giovane è risultata ancora più grave perché era già stato denunciato pochi giorni prima per un reato analogo.

Dopo l’arresto, gli agenti – con il supporto di un’altra volante – hanno effettuato una perquisizione domiciliare presso la sua abitazione.

All’interno dell’appartamento sono stati trovati altri 0,24 grammi di cocaina e una pipa da crack, materiale anch’esso sottoposto a sequestro.

Arresti domiciliari

Dopo l’arresto è stato informato il Pubblico Ministero di turno, che ha disposto per il giovane gli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo davanti al Tribunale di Latina.

Referendum sulla giustizia, a Fondi un confronto pubblico tra favorevoli e contrari

Un momento di confronto per capire meglio cosa cambierà davvero con la riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario. In vista del referendum confermativo previsto per il 22 e 23 marzo, a Fondi è stato organizzato un incontro pubblico dedicato al tema, con l’obiettivo di offrire ai cittadini strumenti utili per orientarsi nel dibattito.

L’appuntamento è in programma venerdì 13 marzo alle ore 16 nella Sala Lizzani del Complesso San Domenico, dove si svolgerà il convegno promosso dall’Associazione Forense Fondana Gaetano Padula – Ermete Sotis.

L’incontro sarà costruito come un confronto tra le diverse posizioni in campo. Interverranno infatti l’avvocato Giuseppe Belcastro, rappresentante del Comitato Camere Penali per il “Sì”, e l’avvocata Ida Nazzaro, esponente del Comitato Avvocati per il “No”.

Il dibattito sarà moderato dal giornalista Simone Nardone, insieme agli avvocati Virginio Palazzo e Peppino Faiola, con l’obiettivo di favorire un dialogo equilibrato tra le diverse posizioni e di approfondire i contenuti della consultazione.

L’iniziativa nasce dalla volontà dell’associazione forense di promuovere un momento di informazione e discussione aperto non solo agli operatori del diritto, ma anche alla cittadinanza. Il referendum, infatti, riguarda una riforma destinata a incidere in modo significativo sull’assetto costituzionale del sistema giudiziario.

Proprio per questo motivo gli organizzatori hanno scelto di mantenere un approccio neutrale, lasciando spazio alle diverse opinioni e favorendo un confronto democratico che permetta ai partecipanti di formarsi un’opinione consapevole sui temi al centro della consultazione.

Truffe agli anziani tra Roma e Latina: due giovani arrestati dalla Polizia a Gaeta

Due giovani sono stati arrestati dalla Polizia di Stato di Gaeta con l’accusa di truffa aggravata ai danni di persone anziane. Si tratta di un 22enne di nazionalità romena e di un 18enne residente nel napoletano, ritenuti responsabili di raggiri messi a segno tra la provincia di Roma e il sud pontino.

L’operazione rientra nelle attività di monitoraggio del territorio e contrasto ai reati predatori condotte dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gaeta.

Il controllo sul lungomare Caboto

Nel pomeriggio del 4 marzo, gli agenti impegnati in un servizio di controllo del territorio hanno notato un’auto sospetta transitare a forte velocità sul lungomare Caboto. Il veicolo è stato quindi fermato per un controllo.

A bordo si trovavano i due giovani che, fin da subito, hanno mostrato un atteggiamento particolarmente nervoso, insospettendo ulteriormente gli operatori.

La confessione e la busta con denaro e gioielli

Durante gli accertamenti, uno dei due ha consegnato spontaneamente agli agenti una busta contenente denaro contante e numerosi monili in oro, ammettendo di aver appena portato a termine una truffa ai danni di un anziano nella provincia di Roma.

Le denunce delle vittime

Gli immediati riscontri effettuati dalla Polizia hanno permesso di accertare che proprio in quelle ore due anziani avevano presentato denuncia presso le stazioni dei Carabinieri della provincia di Roma, in particolare a Pisoniano, per truffe avvenute con modalità analoghe.

Le vittime hanno fornito descrizioni dettagliate dei preziosi sottratti e dell’autore del raggiro, successivamente riconosciuto attraverso individuazione fotografica.

Scoperta un’altra truffa

La successiva perquisizione del veicolo ha consentito di recuperare ulteriori oggetti preziosi e documenti, risultati provento di un secondo episodio di truffa avvenuto a Cerreto Laziale, sempre ai danni di un’anziana.

Complessivamente gli agenti hanno sequestrato denaro contante, gioielli e monili in oro per un peso superiore a un chilogrammo.

Arresti e misura cautelare

Alla luce degli elementi raccolti e delle denunce presentate dalle vittime, i due giovani sono stati arrestati per truffa aggravata ai danni di persone anziane.

Informata l’Autorità Giudiziaria, i due sono stati inizialmente posti agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Il materiale sequestrato è stato restituito ai legittimi proprietari.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino ha successivamente chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione di una misura cautelare personale. Il giudice ha accolto la richiesta disponendo per entrambi il divieto di dimora nella provincia di Roma.

Fondi, al Monastero di San Magno successo per l’incontro con Licia Colò

Si è svolto ieri pomeriggio, in una chiesa piena come sempre capita con i grandi eventi e gli ospiti importanti della Fraternità, l’incontro che ha visto intervenire il noto volto televisivo e scrittrice Licia Colò.

Nel luogo di culto della periferia di Fondi che fa capo a don Francesco Fiorillo, Licia Colò è stata la protagonista del pomeriggio dedicato al tema “Con tutte le creature”.

L’obiettivo dell’appuntamento promosso dalla Fraternità del Monastero, era proprio quello di dover rispettare tutte le creature, ogni essere vivente del Creato. Insomma, partire del Cantico delle Creature di San Francesco per arrivare alla vita di tutti i giorni.

Dopotutto, come hanno giustamente ricordato anche dal Monastero, ognuno può scegliere in che modo stare al mondo e che ruolo avere nella nostra esistenza, promuovendo uno stile che sia in comunione non solo con gli essere umani, ma anche con il mondo animale, vegetale e persino minerale.

“Gratitudine” è stata espressa dai volontari della Fraternità a Licio Colò, ma anche quella di centinaia di persone che hanno preso parte all’iniziativa.

Aprilia, al Teatro Finestra il film sulla sanità palestinese



​La proiezione del docufilm “Doctors under Attack” del regista Karim Shah per rompere il silenzio ​sulle sistematiche violazioni e sugli attacchi mirati a ospedali, cliniche e personale medico palestinese, compiuti nella piena violazione del Diritto Internazionale. ​Il Coordinamento in solidarietà con la Palestina di Anzio, Nettuno, Aprilia e Ardea invita la cittadinanza, le realtà associative e le organizzazioni per i diritti umani venerdì 13 marzo alle 20:30 al Teatro Finestra di Aprilia, per accendere i riflettori sulla demolizione delle infrastrutture vitali a Gaza, dove gli ospedali sono stati trasformati da presidi di cura a bersagli prioritari di un’azione genocidaria.

Dall’inizio del genocidio, il comparto medico di Gaza è stato deliberatamente raso al suolo attraverso una strategia d’assedio totale. Quella messa in atto dallo Stato di Israele è una politica criminale mirata a radere al suolo la sopravvivenza, le fondamenta stesse di un intero popolo e la sua dignità, colpendo i luoghi di cura per negare ogni diritto al futuro.

​In questo scenario apocalittico, documentato con estremo rigore da Karim Shah, medici, infermieri e paramedici operano in condizioni che sfidano ogni logica umana: interventi chirurgici eseguiti senza anestetici, reparti al buio e il costante terrore di massacri programmati all’interno di zone che il diritto internazionale dovrebbe rendere inviolabili.

​Il documentario e il successivo approfondimento punteranno i riflettori sulla condizione dei lavoratori della Sanità Palestinese, vittime di una violenza che configura una chiara operazione di pulizia etnica.
Sono oltre 1300 gli operatori sanitari uccisi: medici, paramedici e professionisti eliminati mentre tentavano disperatamente di estrarre vite dalle macerie di Gaza.

​Centinaia di medici sono stati prelevati dalle strutture sanitarie, deportati e imprigionati nelle carceri israeliane. Tra questi figura il Dott. Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan. Nonostante la perdita del proprio figlio, il Dott. Abu Safiya ha continuato a presidiare il suo posto, denunciando al mondo l’agonia dei neonati nelle incubatrici rimaste senza elettricità, condannati da un odio criminale che non risparmia nemmeno i più fragili.

Al termine della visione seguirà un dibattito di discussione e riflessioni per sostenere il popolo palestinese e le strutture sanitarie e di chi, ancora oggi, si rifiuta di abbandonare il proprio popolo.

​Interverranno ​Valeria Cioni (Sanitari per Gaza) e ​Simona Mattia (Digiuno per Gaza). L’ingresso è a sottoscrizione mentre i proventi della serata verranno devoluti all’ospedale Al-Awda di Gaza.

Itri scopre l’orienteering: il centro storico diventa una palestra a cielo aperto

Una giornata di sport diversa dal solito ha animato il centro storico di Itri, dove per la prima volta ha fatto tappa il Trofeo Italia Centrale di orienteering. Tra vicoli, scalinate e piazze del borgo, decine di atleti provenienti anche da fuori provincia si sono sfidati in una disciplina che unisce corsa, strategia e capacità di orientamento, trasformando il cuore del paese in un vero e proprio campo di gara.

La manifestazione ha richiamato partecipanti di tutte le età, incuriositi da uno sport ancora poco conosciuto ma sempre più diffuso. Con bussola e mappa alla mano, gli atleti hanno dovuto individuare nel minor tempo possibile una serie di punti di controllo – le cosiddette “lanterne” – scegliendo di volta in volta il percorso più rapido tra strade, vicoli e passaggi del centro storico.

Soddisfazione è stata espressa dal delegato allo sport Michele Di Vozzo, promotore dell’iniziativa insieme alla delegata al centro storico Nadia Colantuono. «L’orienteering rappresenta un modo nuovo di vivere lo sport e il territorio», ha spiegato, sottolineando come questa disciplina riesca a coniugare attività fisica, rispetto dell’ambiente e scoperta dei luoghi.

Nata nei paesi scandinavi all’inizio del Novecento, l’orienteering è oggi praticato in tutto il mondo e si basa su un principio semplice quanto affascinante: trovare la strada migliore affidandosi esclusivamente a una carta topografica dettagliata e a una bussola. Non una semplice passeggiata, ma una sfida di concentrazione, velocità e capacità di lettura del territorio.

All’evento hanno preso parte diverse società sportive, tra cui gruppi provenienti da Roma, il Circolo Velico Lucano, Ori Montefalcione, Orsa Maggiore, Enea Casaccia e la Polisportiva G. Castello. La scelta di ambientare la gara tra i vicoli del borgo ha reso la competizione ancora più suggestiva, trasformando l’abitato in una sorta di labirinto sportivo.

Accanto alla competizione, la giornata ha offerto anche l’occasione per far conoscere la disciplina a tanti giovani e curiosi che si sono avvicinati per la prima volta a questo sport. Un risultato che per gli organizzatori rappresenta già un successo.

Un ringraziamento è stato rivolto alla società organizzatrice ASD Terracina Networks, impegnata da tempo nella diffusione dell’orienteering anche nelle scuole del territorio. L’obiettivo, ora, è dare continuità all’iniziativa: portare questa disciplina a Itri potrebbe infatti aprire nuove prospettive sportive e turistiche, attirando in futuro sempre più appassionati tra le strade e la storia del borgo.