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Aprilia, al Teatro Finestra il film sulla sanità palestinese



​La proiezione del docufilm “Doctors under Attack” del regista Karim Shah per rompere il silenzio ​sulle sistematiche violazioni e sugli attacchi mirati a ospedali, cliniche e personale medico palestinese, compiuti nella piena violazione del Diritto Internazionale. ​Il Coordinamento in solidarietà con la Palestina di Anzio, Nettuno, Aprilia e Ardea invita la cittadinanza, le realtà associative e le organizzazioni per i diritti umani venerdì 13 marzo alle 20:30 al Teatro Finestra di Aprilia, per accendere i riflettori sulla demolizione delle infrastrutture vitali a Gaza, dove gli ospedali sono stati trasformati da presidi di cura a bersagli prioritari di un’azione genocidaria.

Dall’inizio del genocidio, il comparto medico di Gaza è stato deliberatamente raso al suolo attraverso una strategia d’assedio totale. Quella messa in atto dallo Stato di Israele è una politica criminale mirata a radere al suolo la sopravvivenza, le fondamenta stesse di un intero popolo e la sua dignità, colpendo i luoghi di cura per negare ogni diritto al futuro.

​In questo scenario apocalittico, documentato con estremo rigore da Karim Shah, medici, infermieri e paramedici operano in condizioni che sfidano ogni logica umana: interventi chirurgici eseguiti senza anestetici, reparti al buio e il costante terrore di massacri programmati all’interno di zone che il diritto internazionale dovrebbe rendere inviolabili.

​Il documentario e il successivo approfondimento punteranno i riflettori sulla condizione dei lavoratori della Sanità Palestinese, vittime di una violenza che configura una chiara operazione di pulizia etnica.
Sono oltre 1300 gli operatori sanitari uccisi: medici, paramedici e professionisti eliminati mentre tentavano disperatamente di estrarre vite dalle macerie di Gaza.

​Centinaia di medici sono stati prelevati dalle strutture sanitarie, deportati e imprigionati nelle carceri israeliane. Tra questi figura il Dott. Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan. Nonostante la perdita del proprio figlio, il Dott. Abu Safiya ha continuato a presidiare il suo posto, denunciando al mondo l’agonia dei neonati nelle incubatrici rimaste senza elettricità, condannati da un odio criminale che non risparmia nemmeno i più fragili.

Al termine della visione seguirà un dibattito di discussione e riflessioni per sostenere il popolo palestinese e le strutture sanitarie e di chi, ancora oggi, si rifiuta di abbandonare il proprio popolo.

​Interverranno ​Valeria Cioni (Sanitari per Gaza) e ​Simona Mattia (Digiuno per Gaza). L’ingresso è a sottoscrizione mentre i proventi della serata verranno devoluti all’ospedale Al-Awda di Gaza.

Itri scopre l’orienteering: il centro storico diventa una palestra a cielo aperto

Una giornata di sport diversa dal solito ha animato il centro storico di Itri, dove per la prima volta ha fatto tappa il Trofeo Italia Centrale di orienteering. Tra vicoli, scalinate e piazze del borgo, decine di atleti provenienti anche da fuori provincia si sono sfidati in una disciplina che unisce corsa, strategia e capacità di orientamento, trasformando il cuore del paese in un vero e proprio campo di gara.

La manifestazione ha richiamato partecipanti di tutte le età, incuriositi da uno sport ancora poco conosciuto ma sempre più diffuso. Con bussola e mappa alla mano, gli atleti hanno dovuto individuare nel minor tempo possibile una serie di punti di controllo – le cosiddette “lanterne” – scegliendo di volta in volta il percorso più rapido tra strade, vicoli e passaggi del centro storico.

Soddisfazione è stata espressa dal delegato allo sport Michele Di Vozzo, promotore dell’iniziativa insieme alla delegata al centro storico Nadia Colantuono. «L’orienteering rappresenta un modo nuovo di vivere lo sport e il territorio», ha spiegato, sottolineando come questa disciplina riesca a coniugare attività fisica, rispetto dell’ambiente e scoperta dei luoghi.

Nata nei paesi scandinavi all’inizio del Novecento, l’orienteering è oggi praticato in tutto il mondo e si basa su un principio semplice quanto affascinante: trovare la strada migliore affidandosi esclusivamente a una carta topografica dettagliata e a una bussola. Non una semplice passeggiata, ma una sfida di concentrazione, velocità e capacità di lettura del territorio.

All’evento hanno preso parte diverse società sportive, tra cui gruppi provenienti da Roma, il Circolo Velico Lucano, Ori Montefalcione, Orsa Maggiore, Enea Casaccia e la Polisportiva G. Castello. La scelta di ambientare la gara tra i vicoli del borgo ha reso la competizione ancora più suggestiva, trasformando l’abitato in una sorta di labirinto sportivo.

Accanto alla competizione, la giornata ha offerto anche l’occasione per far conoscere la disciplina a tanti giovani e curiosi che si sono avvicinati per la prima volta a questo sport. Un risultato che per gli organizzatori rappresenta già un successo.

Un ringraziamento è stato rivolto alla società organizzatrice ASD Terracina Networks, impegnata da tempo nella diffusione dell’orienteering anche nelle scuole del territorio. L’obiettivo, ora, è dare continuità all’iniziativa: portare questa disciplina a Itri potrebbe infatti aprire nuove prospettive sportive e turistiche, attirando in futuro sempre più appassionati tra le strade e la storia del borgo.

Nuoto sincronizzato – Aquaria, un’onda inarrestabile: pioggia di medaglie ed emozioni

Tra le corsie della piscina Edoardo Antonelli di Roma e lo scenario del polo di Rieti Campoloniano, la società ASD Aquaria di Pontinia ha messo in scena una prova di forza senza precedenti nei 2 circuiti UISP: ogni singola atleta scesa in acqua è tornata a casa con una medaglia al collo, siglando un “en plein” che profuma di trionfo.

Il weekend è iniziato sabato 21 nella Capitale, dove le più giovani promesse hanno rotto il ghiaccio con una grinta da veterane. La categoria Esordienti C ha subito dettato il ritmo con il bronzo individuale della talentuosa Ilary Ambruoso, che poco dopo ha guidato la Squadra sul gradino più alto del podio con un oro meritatissimo insieme a Gaia Bedin, Lavinia De Santis, Jodie Dumitru, Alisia Manta, Miriam Mollicone, Ludovica Migliori e Giorgia Valente. Applausi scroscianti anche per le Esordienti B Melissa Lombardi e Cecilia De Bonis, al loro debutto assoluto.

Domenica la carovana dell’Aquaria si è spostata a Rieti, dove il livello si è alzato, ma il risultato è rimasto lo stesso: un dominio assoluto. Nelle Esordienti A2, il duo composto da Martina Marussi e Maria Assunta Mollicone ha centrato l’oro, mentre la coppia formata da Priscilla Cerocchi e Celeste Quaranta ha strappato un prezioso bronzo. La forza del gruppo è stata poi suggellata dall’argento della Squadra Esordienti A2, grazie alle incredibili performance di Priscilla Cerocchi, Noemi Martella, Martina Marussi, Maria Assunta Mollicone, Celeste Quaranta, Elisa Zaina, Irene Cicerano e Greta Minutilli.

Salendo di categoria, la musica non è cambiata. Tra le Ragazze, spicca l’oro del trio Sofia Rigoni, Giulia Sesselego e Giulia Sesselego, mentre Penelope Cerocchi ha collezionato un argento nel doppio con Caterina Quaranta e un bronzo nel singolo. Menzione speciale per la Squadra categoria Ragazze, che ha conquistato l’argento con Sofia Rigoni, Giulia Sesselego, Giulia Sesselego, Penelope Cerocchi, Caterina Quaranta, Cecilia Pisterzi e Viviana Cacciotti, senza dimenticare l’ottimo esordio di Carlotta Cicerano nel singolo.

La scalata al podio è proseguita inarrestabile con le Junior 2, dove il gruppo ha confermato una competitività d’acciaio con il bronzo nel trio di Martina Andreucci, Gioia D’Annibale e Sara Martella e l’argento della Squadra composta da Gioia D’Annibale, Martina Armitari, Lara Iacovacci, Sofia Rigoni, Sofia Centola, Sara Martella, Sophie Troiani e Martina Andreocci.

Il vero “effetto wow”, però, è arrivato con le Junior 1. Un dominio totale: oro nel singolo per Valeria De Andreis e argento per Helena Iacovacci. Nel trio, il primo posto è andato a Valeria De Andreis, Aurora Iacovacci e Roberta Maiorino, seguite al secondo posto da Gaia Bellato, Esmeralda Gasparutti e Helena Iacovacci. La Squadra Junior 1 ha poi blindato l’oro con Valeria De Andreis, Gaia Bellato, Esmeralda Gasparutti, Aurora Iacovacci, Helena Iacovacci e Roberta Maiorino, mentre nel duo hanno brillato Aurora Iacovacci e Roberta Maiorino (Oro) e la coppia Gaia Bellato ed Esmeralda Gasparutti. Infine, nella categoria Assolute, il duo Valeria De Andreis e Helena Iacovacci ha messo il sigillo finale con un argento che brilla come un oro.

Dietro questi successi c’è il lavoro meticoloso dello staff tecnico, rappresentato dall’orgogliosa coach Alice Pelucchini: “Vedere ogni singola ragazza medagliata è il coronamento di mesi di sacrifici in vasca. Dalle più piccole alle Junior, abbiamo dimostrato che l’Aquaria non è solo un club, ma una vera accademia di crescita. La loro solidità tecnica e, soprattutto, lo spirito di squadra dimostrato in ogni categoria sono la nostra vittoria più bella. Questo vivaio sta crescendo in modo incredibile e non potrei essere più fiera di loro”.

‘I segreti di Twin Peaks’, il viaggio di Lynch nel mistero: melodramma e metafisica sotto le tende rosse

Quando l’8 aprile 1990 la ABC trasmise il primo episodio di I segreti di Twin Peaks, la televisione generalista americana subì un trauma estetico e narrativo le cui ripercussioni si avvertono ancora oggi. Ideata da David Lynch e Mark Frost, la serie inaugurò una nuova stagione della serialità contemporanea, scardinando i codici del procedural e del melodramma per innestarvi un immaginario visionario, sospeso tra noir, soap opera, horror metafisico e commedia surreale.

Questa recensione si concentra sulle due stagioni originali (1990–1991), lasciando a un’analisi successiva il film prequel Twin Peaks – Fuoco cammina con me e il sequel del 2017, Twin Peaks, che ampliano e radicalizzano ulteriormente il cosmo lynchiano.

La trama

L’innesco narrativo è noto: il cadavere della giovane Laura Palmer viene rinvenuto sulle rive del fiume che lambisce la cittadina di Twin Peaks, nello stato di Washington. L’agente speciale dell’FBI Dale Cooper giunge sul posto per indagare su quello che appare inizialmente come un omicidio isolato. Ma l’indagine si rivela presto una discesa in un labirinto di segreti, doppi fondi morali, passioni inconfessabili e presenze oscure che sembrano trascendere il piano della realtà empirica.

Twin Peaks, da luogo geografico, si trasfigura in topografia dell’inconscio collettivo americano.

La regia: grammatica del perturbante

La regia di Lynch nei primi episodi imprime alla serie un marchio stilistico inconfondibile. I movimenti di macchina lenti, ipnotici; le inquadrature che insistono su dettagli apparentemente insignificanti (un ventilatore, un semaforo nel buio, una tenda rossa che si increspa); l’uso del campo-controcampo spezzato da silenzi dilatati: tutto concorre a destabilizzare la percezione dello spettatore.

Lynch traspone nella serialità televisiva l’estetica già sperimentata in Blue Velvet e in Eraserhead: l’idillio provinciale come superficie fragile sotto cui ribolle l’orrore. Mark Frost, dal canto suo, innerva la regia di un impianto più classico, garantendo una struttura narrativa che consente alla serie di oscillare tra visionarietà e coerenza drammaturgica.

La seconda stagione, soprattutto dopo la rivelazione dell’assassino (imposta dalla rete), mostra un temporaneo smarrimento tonale, ma negli episodi finali – diretti nuovamente da Lynch – la serie riacquista la sua potenza iconica, culminando in un finale tra i più sconvolgenti della storia televisiva.

Sceneggiatura e struttura: il melodramma come dispositivo metafisico

La scrittura di Twin Peaks opera su più registri. In superficie, si appropria dei codici della soap opera (intrighi sentimentali, rivalità, tradimenti); in profondità, li sovverte attraverso un sottotesto esistenziale e metafisico.

La narrazione è corale, frammentata, stratificata. Ogni storyline è una variazione sul tema della duplicità: innocenza e corruzione, luce e ombra, eros e thanatos. Laura Palmer, pur assente fisicamente, diviene il centro gravitazionale dell’intero racconto: la sua figura si moltiplica nei racconti altrui, nelle videocassette, nei diari, nei sogni.

Il sogno – in particolare quello dell’episodio della “stanza rossa” – non è semplice espediente surrealista, ma dispositivo epistemologico: è nel sogno che Cooper riceve indizi cruciali. La logica onirica sostituisce quella deduttiva tradizionale, trasformando l’indagine in un percorso iniziatico.

Fotografia: chiaroscuro dell’anima americana

La fotografia, dominata da tonalità calde negli interni (legni, lampade soffuse, tende cremisi) e da verdi e blu saturi negli esterni boschivi, costruisce un dualismo cromatico coerente con il tema della duplicazione.

Gli ambienti iconici – il Double R Diner, l’ufficio dello sceriffo, il Great Northern Hotel – sono luoghi di apparente rassicurazione, mentre la foresta, con la sua densità quasi gotica, rappresenta l’inconscio selvatico. La luce non illumina: rivela fenditure.

Colonna sonora: l’ipnosi tematica di Angelo Badalamenti

La partitura di Angelo Badalamenti è parte integrante della narrazione. Il “Laura Palmer’s Theme”, con il suo crescendo malinconico, incarna musicalmente la tragedia della giovane; il tema principale, sospeso e rarefatto, evoca una nostalgia senza oggetto.

Badalamenti non accompagna le immagini: le precede emotivamente, le commenta con una lentezza che amplifica il senso di sospensione. La musica diviene tessuto connettivo tra mondo reale e dimensione liminale.

I personaggi principali: un’analisi individuale

Dale Cooper
Interpretato da Kyle MacLachlan, Cooper è il cavaliere errante della modernità: razionale ma aperto al trascendente, metodico ma guidato da intuizioni medianiche. La sua fede nei sogni e nel Tibet non è eccentricità, bensì dichiarazione epistemologica. Cooper rappresenta l’ultima incarnazione dell’eroe positivo lynchiano, ma già incrinato da una fragilità metafisica.

Laura Palmer
Sheryl Lee conferisce a Laura una complessità tragica straordinaria. Martire e carnefice di se stessa, icona angelica e corpo violato, Laura è il simbolo della dicotomia fondativa della serie. La sua assenza è più potente di qualsiasi presenza scenica.

Leland Palmer
Interpretato da Ray Wise, Leland è figura di devastante ambiguità. La sua performance attraversa registri estremi: dal melodramma paterno al grottesco, fino alla tragedia pura. È il veicolo di una riflessione sul male come possessione e come rimozione.

Audrey Horne
Sherilyn Fenn incarna la sensualità ribelle e malinconica dell’adolescenza. Audrey è al contempo femme fatale e bambina smarrita; la sua evoluzione narrativa la sottrae al cliché, facendone un personaggio di sorprendente autonomia.

Donna Hayward
Con il volto di Lara Flynn Boyle, Donna è il doppio luminoso di Laura. Il suo percorso è una progressiva contaminazione: indagare sull’amica significa avvicinarsi al baratro.

Bobby Briggs
Dana Ashbrook costruisce un Bobby inizialmente stereotipato, che si rivela invece uno dei personaggi più umani. La sua rabbia è sintomo di un disagio generazionale.

Shelly Johnson
Mädchen Amick presta a Shelly una dolcezza ferita. Intrappolata in un matrimonio violento, Shelly è figura di vulnerabilità ma anche di resilienza.

Norma Jennings
Con la misura interpretativa di Peggy Lipton, Norma è il cuore morale del Double R Diner. Il suo amore sospeso è una delle linee melodrammatiche più toccanti.

Benjamin Horne
Richard Beymer dà vita a un capitalista istrionico, quasi shakespeariano. La sua parabola nella seconda stagione sfiora il teatro dell’assurdo.

Lo sceriffo Harry S. Truman
Interpretato da Michael Ontkean, Truman è l’ancora etica della comunità. Il suo rapporto con Cooper è uno dei nuclei affettivi più solidi della serie.

Personaggi secondari e presenze liminali

La Signora Ceppo (Log Lady), interpretata da Catherine E. Coulson, è la sacerdotessa enigmatica del bosco: il suo ceppo è oracolo muto di verità indicibili.

BOB, incarnazione del male primordiale, trova nel volto di Frank Silva una fisicità perturbante: non demone astratto, ma presenza intrusiva, quasi domestica.

Il Nano, l’Uomo da un Altro Luogo (interpretato da Michael J. Anderson), con il suo linguaggio inverso e la danza sincopata, è figura trickster, intermediario tra dimensioni.

Accanto a loro, una costellazione di caratteri – Nadine e la sua ossessione per le tende silenziose, il maggiore Briggs e le sue visioni cosmiche, James Hurley con il suo romanticismo naïf – contribuisce a creare un tessuto antropologico ricchissimo.

La Loggia Nera e il simbolismo

La Loggia Nera è il cuore metafisico della serie: spazio liminale, teatro dell’inconscio, anticamera del male. Le tende rosse evocano un sipario teatrale, suggerendo che la realtà sia rappresentazione. Il pavimento a zig-zag rimanda a una destabilizzazione ontologica: non esiste linea retta nella conoscenza del reale.

Il dualismo tra Loggia Bianca e Loggia Nera riecheggia tradizioni esoteriche, gnosticismo, ma anche la dialettica bene/male della cultura americana. Lynch non offre chiavi univoche: il simbolo resta aperto, irriducibile.

L’aspetto onirico e il sottotesto

Twin Peaks è un sogno collettivo. Il tempo è elastico, i dialoghi talvolta straniati, gli eventi si caricano di presagi. Il sottotesto riguarda l’abuso, la violenza domestica, la corruzione morale della provincia: temi trattati con una frontalità rara per la televisione dell’epoca.

Il mix di generi e l’eredità

Noir, horror, melodramma, sit-com, thriller psicologico: Twin Peaks è un laboratorio di ibridazione. Senza di essa, opere come The X-Files o True Detective sarebbero impensabili nella forma che conosciamo.

La serie ha insegnato che la televisione può essere autoriale, stratificata, simbolica. Ha aperto la strada alla “quality TV”, dimostrando che il pubblico è disposto a confrontarsi con l’enigma.

Un incubo indimenticabile

I segreti di Twin Peaks non è soltanto una serie televisiva: è un’esperienza estetica, un trattato audiovisivo sull’ambiguità del reale, un poema elegiaco sulla perdita dell’innocenza americana.

A distanza di oltre trent’anni, la sua forza non si è attenuata. Twin Peaks continua a interrogarci, a inquietarci, a sedurci. E forse è proprio questo il suo segreto più profondo: non offrire risposte, ma spalancare porte – dietro le quali, inevitabilmente, si intravede un corridoio di tende rosse che ondeggiano nel silenzio.

Orrore negli Usa, scoperti i cadaveri di due bambine in delle valigie sepolte in un parco: è giallo

Usa – Una scena raccapricciante è stata scoperta a Cleveland, nello Stato dell’Ohio, quando due bambine sono state trovate morte in delle valigie sepolte in un’area verde del quartiere di South Collinwood.

L’allarme è stato lanciato da un residente che stava portando a spasso il cane, il quale ha iniziato a fiutare con insistenza in un punto del terreno. La polizia è intervenuta e ha individuato una prima valigia parzialmente interrata, contenente il corpo senza vita di una minore.

Durante i successivi rilievi, gli investigatori hanno scoperto una seconda fossa con un’altra valigia e un secondo cadavere. I due borsoni erano nascosti sotto uno strato superficiale di terra e, secondo le prime valutazioni, si trovavano lì “da diverso tempo”.

Le vittime non sono ancora state identificate, ma si tratta di due bambine afroamericane di età compresa tra gli 8 anni e mezzo e i 14 anni. La polizia sta verificando le segnalazioni di minori scomparsi a livello locale e statale e lavora con partner federali e locali per identificare le piccole.

I corpi sono stati affidati all’ufficio del medico legale della contea di Cuyahoga County, che dovrà stabilire le cause della morte.

Lo striscione che indigna nella giornata della donna, domani la manifestazione a Latina

Giornata internazionale della donna decisamente amara a Latina. A renderla tale lo striscione apparso questa mattina sul recinto del palco Falcone e Borsellino, e poi tolto, con la scritta “Donna: quanto t’abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato”.

Indignazione e sconcerto da parte della maggioranza dei cittadini: “Non fa ridere e non è una provocazione intelligente – accusano dall’ Arcigay di Latina – è la dichiarazione esplicita di una nostalgia per un sistema di dominio che ha fondato la propria esistenza sulla subordinazione delle donne, sul controllo dei corpi e sulla violenza”.

L’Aps Seicomesei, da anni attiva nel capoluogo di provincia a difesa dei diritti e anche della comunità LGBTQIA+ accusa: “Il patriarcato non è un’opinione. È la struttura culturale e sociale che ancora oggi produce femminicidi e violenza domestica. Celebrarne i ‘bei tempi’ significa banalizzare una storia di oppressione che milioni di continuano a pagare sulla propria pelle”.

“Come Arcigay Latina – hanno poi concluso – lo diciamo con chiarezza: non c’è nulla di nostalgico nel patriarcato. C’è solo dominio”.

Poi l’appello e la voglia di scendere in piazza. L’appuntamento è per domani mattina alle 9.30 in piazza del Popolo.

Tensioni globali e basi Nato: perché Gaeta torna sotto i riflettori

Ogni volta che uno scenario internazionale si avvicina alla soglia del conflitto aperto, l’attenzione si concentra sui presidi militari considerati strategici. Con l’escalation tra Iran, Israele e Stati Uniti in Medio Oriente, anche le basi della Nato presenti in Europa tornano al centro delle analisi geopolitiche.

Tra queste rientra anche la struttura militare di Gaeta, dove è operativo un comando della marina statunitense legato all’NATO. In situazioni di tensione internazionale, installazioni di questo tipo vengono classificate come potenziali obiettivi strategici.

Il nodo della gittata dei missili

Una delle domande più ricorrenti riguarda la possibilità, almeno teorica, che l’Iran possa colpire territori europei. Secondo diverse analisi occidentali, alcuni sistemi missilistici iraniani avrebbero una portata stimata tra i duemila e i tremila chilometri.

Una distanza che, sulla carta, potrebbe arrivare fino ad alcune aree del sud Italia. Tuttavia la realtà operativa è più complessa: non tutte le basi di lancio si trovano in posizioni utili e alcune strutture nel nord dell’Iran, potenzialmente compatibili con questa gittata, sarebbero state danneggiate o rese meno operative nei primi attacchi militari.

I dubbi sul programma missilistico

Negli ultimi anni l’attenzione degli analisti si è concentrata anche su alcuni razzi sviluppati da Teheran per missioni spaziali. Secondo diversi osservatori internazionali, queste tecnologie potrebbero teoricamente essere adattate per realizzare missili balistici con una portata superiore e, in alcuni casi, anche lanciabili da piattaforme mobili. Un elemento che renderebbe più complesso individuare con precisione eventuali punti di lancio.

Le difese Nato e il quadro attuale

Nonostante gli scenari ipotizzati, al momento non emergono segnali di un’estensione diretta del conflitto verso l’Europa. L’Italia rientra nel sistema di difesa collettiva della Nato e le installazioni militari dell’Alleanza sono protette da sistemi di difesa aerea e da dispositivi navali dispiegati nel Mediterraneo.

Inoltre, nelle dichiarazioni più recenti, i vertici iraniani hanno indicato come obiettivi prioritari strutture militari statunitensi e israeliane nell’area del Golfo Persico, lasciando intendere di non voler ampliare il conflitto oltre quel teatro operativo, almeno per ora.

Non si presenta al lavoro per ore: i colleghi lo trovano morto in auto nel parcheggio dell’ospedale

Olbia – Un uomo di 46 anni è stato trovato morto nella sua auto, posteggiata nel parcheggio dell’ospedale Giovanni Paolo II. Il tragico evento è avvenuto quando i colleghi di lavoro dell’uomo, preoccupati per la sua assenza e dal fatto che non riuscissero a contattarlo, hanno iniziato a cercarlo.

La ricerca si è conclusa con la macabra scoperta del cadavere dell’uomo nella sua vettura. I colleghi, notando la sua presenza, hanno sfondato il vetro di un finestrino e allertato immediatamente il pronto soccorso.

Un infermiere, intervenuto sul posto, ha accertato la morte dell’uomo, deceduto già da diverse ore a causa di un malore. È probabile che il 46enne stesse cercando di raggiungere il presidio ospedaliero in una situazione di difficoltà ed emergenza, ma non sia riuscito a farcela. La salma è stata restituita ai familiari su autorizzazione del magistrato di turno.

Scontro all’incrocio, un’auto abbatte l’ingresso di un condominio a Latina

Un rocambolesco incidente si è registrato all’incrocio tra via Pontinia e via Terracina, dove un’automobile ha sfondato l’ingresso di un condominio dopo lo scontro con un altro veicolo al centro dell’intersezione. Quattro in tutto le persone ferite, trasportato in ambulanza presso il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti, ovvero i conducenti e i passeggeri dei mezzi coinvolti. Per fortuna non passava nessuno quando una delle due vetture è finito sul marciapiede.

Per gli accertamenti sulla dinamica e gli accertamenti del caso è intervenuta la Polizia Locale. Secondo una prima ricostruzione, una Golf Volkswagen e una Kia Picanto sono entrate in collisione all’incrocio per una mancata precedenza. Quindi la Golf, che percorreva via Pontinia, ha deviato la marcia finendo sul marciapiede: la conducente, che viaggiava con i due figli adolescenti, non è riuscita a mantenere il controllo dell’auto, che ha abbattuto l’androne all’ingresso del condominio della scala “E”. Con i soccorritori sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza i luoghi.

Incidente a Terracina, guidava dopo aver bevuto: denunciato un 25enne

È stato denunciato dai militari dell’Arma dei Carabinieri un giovane di 25 anni residente a Terracina, ritenuto responsabile di guida in stato di alterazione alcolica.

Il provvedimento è scattato al termine degli accertamenti legati a un incidente stradale avvenuto lo scorso 25 febbraio. In quell’occasione il ragazzo, che si trovava alla guida di un’autovettura in suo uso, era rimasto coinvolto in un sinistro lungo una strada del territorio.

Sul posto erano intervenuti i carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Terracina, impegnati nei rilievi e nelle verifiche di rito. Il conducente era stato quindi sottoposto ad accertamenti sanitari per stabilire l’eventuale presenza di alcol nel sangue.

Gli esami di laboratorio, giunti nei giorni scorsi, hanno confermato che il giovane stava guidando con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti dalla legge. Per questo motivo è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria.