Confisca per 1,5 milioni di euro a imprenditore di Latina: operazione della Guardia di Finanza di Trieste

Villa, appartamento, auto di lusso, orologi e denaro sequestrati a un 61enne. Coinvolto in una maxi truffa sulle auto seminuove

Beni e denaro per oltre 1,5 milioni di euro sono stati confiscati in via definitiva dalla Guardia di Finanza di Trieste nell’ambito di un procedimento di prevenzione antimafia. Il provvedimento riguarda Fabrizio Bruno, imprenditore di 61 anni di Latina, ritenuto socialmente pericoloso per una lunga serie di precedenti e attività illecite.

La misura è stata eseguita dalle Fiamme Gialle del capoluogo giuliano su disposizione del Tribunale di Trieste – Sezione Misure di Prevenzione ed è stata recentemente confermata anche dalla Corte di Cassazione, rendendo definitiva la confisca.

I beni confiscati

Il provvedimento ha riguardato un patrimonio complessivo stimato in circa 1,5 milioni di euro. Tra i beni sequestrati figurano:

  • una villa di lusso con piscina
  • un appartamento
  • cinque autovetture di alta gamma (Mercedes e Audi)
  • undici orologi di pregio tra cui Rolex e Cartier
  • 150 mila euro in contanti, di cui 47 mila depositati su un conto bancario in Austria

Tutti i beni sono stati acquisiti definitivamente al patrimonio dello Stato.

L’indagine patrimoniale

L’attività investigativa è stata condotta dal G.I.C.O. – Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Trieste.

Gli accertamenti economico-finanziari hanno evidenziato una forte sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio disponibile, stimata in sede giudiziaria in circa 4 milioni di euro.

Nel corso delle indagini è emerso inoltre che una lussuosa villa con piscina risultava intestata formalmente alla moglie, configurando un’ipotesi di intestazione fittizia di beni.

La maxi truffa sulle auto “seminuove”

La vicenda giudiziaria nasce da una serie di truffe seriali realizzate su scala nazionale attraverso società con sede in Friuli Venezia Giulia che si occupavano della vendita di autovetture acquistate in Germania.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, i veicoli venivano venduti come “seminuovi”, ma in realtà erano stati manomessi con la riduzione fraudolenta del chilometraggio.

In molti casi le auto venivano inoltre immatricolate irregolarmente presso gli uffici della Motorizzazione Civile, circostanza che ha portato successivamente al sequestro delle carte di circolazione ai danni degli ignari acquirenti.

Oltre 800 vittime in tutta Italia

Il sistema truffaldino avrebbe coinvolto 835 persone in tutta Italia, tra cui 111 residenti in Friuli Venezia Giulia:

  • 55 nella provincia di Pordenone
  • 37 a Udine
  • 19 a Trieste

Il provvedimento di confisca rappresenta quindi l’atto conclusivo di un lungo percorso investigativo e giudiziario, con il quale lo Stato recupera beni ritenuti accumulati attraverso attività illecite.

Il procedimento si è svolto nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniali previste dalla normativa antimafia, applicate nei confronti di soggetti ritenuti socialmente pericolosi.

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