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Sermoneta: velocità del camion e segnaletica carente, le anomalie dietro la morte di Chiara Tenore

Emerge un contesto di scarsa sicurezza stradale dietro al tragico incidente stradale costato la vita a Chiara Tenore venerdì sera nella zona industriale di Sermoneta.

A fronte dei lavori di rifacimento del manto stradale, la segnaletica era carente e quella presente non è stata rispettata. Sono questi gli aspetti sui quali vertono l’inchiesta della Procura e gli accertamenti dei Carabinieri sulle responsabilità dell’autotrasportatore di 41 anni di Priverno.

Nel tratto di via della Tecnica dove si è verificata la tragedia il limite di velocità previsto è di 30 chilometri orari, ridotto quando l’asfalto era molto danneggiato, ma ancora vigente per la presenza di un cartello. Eppure il camionista ha dovuto compiere una lunga frenata per fermare il mezzo pesante, come rivelano i segni lasciati dalle ruote sull’asfalto.

In ogni caso i mezzi che percorrono via della Tecnica dovrebbero avere la precedenza, ma non c’è nessun segnale che lo prevede e, soprattutto, nell’intersezione che ha fatto da scenario alla tragedia manca quasi del tutto la segnaletica e non solo quella verticale non ancora ripristinata dopo i lavori di asfaltatura. Perché lungo l’asse attrezzato non è segnalato l’incrocio e su via Fontana Murata lo stop è presente solo su un lato, mentre manca sul tratto che percorreva la vittima con la propria Toyota Aygo.

Intanto la Procura ha disposto l’esame medico legale esterno sulla salma della ragazza d i 22 anni. Solo una volta effettuati i riscontri il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta potrà autorizzare le esequie e la tumulazione. Restano gravi invece le condizioni del cognato di Chiara Tenore, il passeggero dell’auto che venerdì era stato trasferito in eliambulanza presso l’ospedale San Camillo di Roma.

Formia, parcheggi gratis dal 1° aprile: stop alle strisce blu

Dal 1° aprile 2026 la sosta sarà libera e gratuita su tutto il territorio comunale di Formia.

Lo ha comunicato l’amministrazione, precisando che la misura resterà in vigore fino a nuove decisioni.

Come funzioneranno i parcheggi

L’utilizzo degli stalli sarà comunque regolato dal Codice della Strada e dalla segnaletica presente.

Resta quindi l’obbligo di rispettare divieti, aree riservate e tutte le indicazioni già in vigore sul territorio.

Dove informarsi

Per ulteriori dettagli, il Comune invita i cittadini a consultare il sito istituzionale o a contattare il servizio di Polizia Locale.

Una misura che incide direttamente sulla viabilità urbana e che potrebbe avere effetti immediati su traffico e accessibilità in città.

UILTuCS Latina, congresso a Terracina: “Stop ai lavoratori fantasma, più giustizia sociale”

Si è svolto a Terracina il 13° Congresso Territoriale UILTuCS Latina, un appuntamento che ha riunito delegate, delegati, lavoratrici, lavoratori e rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali.

Al centro dell’incontro, ospitato alla Tenuta Lamo, il tema “Nel territorio per le vite che contano: più giustizia sociale”, con un confronto ampio sulle trasformazioni del lavoro nei settori commercio, turismo e servizi.

Il lavoro povero nel territorio

Nella relazione introduttiva, il responsabile Gianfranco Cartisano ha delineato un quadro complesso, segnato dalla diffusione del lavoro povero.

Una condizione che, secondo il sindacato, non riguarda solo precarietà e stagionalità, ma interessa interi comparti dell’economia locale, dove i salari risultano spesso insufficienti a garantire una vita dignitosa.

Contratti pirata e dumping

Particolare attenzione è stata dedicata al fenomeno dei contratti pirata, utilizzati per aggirare le norme e comprimere i salari.

Una pratica che alimenta il cosiddetto dumping contrattuale, creando squilibri tra le imprese e penalizzando i lavoratori.

I casi simbolo dello sfruttamento

Durante il congresso sono stati richiamati anche casi concreti di irregolarità e sfruttamento, come le vicende del Gruppo Orizzonte e lo scandalo Karibu – Consorzio Aid.

Episodi che, secondo UILTuCS, dimostrano la necessità di rafforzare i controlli e la legalità nel mondo del lavoro.

Le proposte del sindacato

La UILTuCS Latina ha avanzato una serie di proposte per il territorio, puntando su maggiore vigilanza sulle aziende, contratti nazionali più rappresentativi e strumenti di monitoraggio permanenti.

Tra questi, l’idea di rafforzare l’Osservatorio sul lavoro, già avviato a Gaeta, per analizzare e contrastare le criticità del settore.

Legalità e istituzioni

Nel corso della giornata è stato sottolineato anche il ruolo fondamentale di magistratura e forze dell’ordine.

Un riconoscimento è stato consegnato alla procuratrice aggiunta Luigia Spinelli per l’impegno nella tutela della legalità sul territorio, mentre il giudice del lavoro Umberto Maria Costume ha offerto un contributo sul tema dei diritti dei lavoratori.

“Costruire speranza”

Il congresso si è chiuso con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni, sindacato e parti sociali per affrontare le criticità del lavoro e costruire nuove opportunità per il territorio pontino, mettendo al centro le “vite che contano”.

Rimpasto in giunta a Latina, Fiore attacca: «Scelte per gli equilibri interni, non per la città»

Dura presa di posizione della consigliera comunale del gruppo Misto Daniela Fiore sul rimpasto di giunta guidato dalla sindaca Matilde Celentano.

Secondo Fiore, la nuova composizione dell’esecutivo, con la nomina di Antonina Rodà al Bilancio e i recenti ingressi, rappresenta più un riassetto interno dopo le dimissioni dell’assessora Ada Nasti che un reale tentativo di rilancio amministrativo.

“Un’occasione mancata”

«Dopo oltre un mese senza una guida in un assessorato strategico come il Bilancio – afferma Fiore – non si è vista la capacità di costruire una soluzione forte per la città».

La consigliera parla di scelte che avrebbero avuto come obiettivo principale quello di mantenere gli equilibri interni alla maggioranza, senza incidere realmente sulle esigenze del territorio.

Le difficoltà politiche

Per Fiore, quanto accaduto nelle ultime settimane evidenzierebbe una criticità più ampia.

«Questo rimpasto – sottolinea – conferma la fragilità della leadership della sindaca Celentano e l’assenza di una classe dirigente capace di proporre soluzioni adeguate per Latina».

Il riferimento ad altre nomine

Nel suo intervento, la consigliera richiama anche altre scelte recenti dell’amministrazione, tra cui la nomina di Vincenzo Zaccheo alla presidenza della Fondazione Latina 2032.

Secondo Fiore, emerge un quadro politico che riproporrebbe «figure e modelli del passato», senza una visione innovativa per la città.

“Serve un’alternativa”

La consigliera conclude indicando la necessità di aprire una nuova fase politica.

«Diventa fondamentale costruire un’alternativa credibile e seria per Latina – afferma – che metta al centro la città e non gli equilibri interni ai partiti».

Incidente a Prossedi e fuga senza soccorso: denunciato un 40enne

Prima lo scontro in quel di Prossedi, poi l’allontanamento senza fermarsi ad aiutare. È questa la sequenza ricostruita dai Carabinieri al termine di un’indagine che ha portato alla denuncia di un uomo di 40 anni, residente a Frosinone e già noto alle forze dell’ordine.

L’attività investigativa è partita dalla querela presentata da un 57enne, rimasto coinvolto in un incidente stradale lo scorso 7 febbraio. Secondo quanto accertato, il 40enne, alla guida della propria auto, avrebbe urtato lateralmente il veicolo della vittima, che procedeva in senso opposto.

Dopo l’impatto, però, l’uomo non si sarebbe fermato, lasciando il luogo dell’incidente senza prestare soccorso. Un comportamento che ha fatto scattare le indagini dei militari della Stazione di Prossedi, i quali, anche grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza presenti nella zona, sono riusciti a risalire al presunto responsabile.

Decisivo anche il successivo controllo del veicolo in uso al 40enne: i danni riscontrati sull’auto sono risultati compatibili con la dinamica descritta dalla vittima.

Per l’uomo è scattata la denuncia in stato di libertà con le accuse di lesioni personali stradali e omissione di soccorso.

Elezioni a Fondi, Venditti scende in piazza: “È ora di cambiare musica”

Faceva freddo in piazza della Repubblica a Fondi venerdì sera per l’apertura della campagna elettorale a sindaco di Salvatore Venditti. Nonostante qualche grado sotto media e un vento sferzante, però, il comizio vecchio stile con tanti interventi, ha riscosso un discreto successo di pubblico.

A presentare la serata l’ex consigliere comunale Luigi de Luca. Poi tanti interventi, sia di referenti di associazioni ed espressione della società civile, sia di esponenti dei partiti sovracomunali e locali della coalizione.

Annunciate le due liste che compongono la coalizione: “Alleanza Progressista” che si propone come un cartello elettorale Pd-Avs e il Movimento Cinque Stelle, ma più di qualcuno ci ha tenuto a sottolineare: “Speriamo che questo campo possa allargarsi nelle prossime settimane”.

Poi, l’intervento più atteso, quello di Venditti che ha esordito con una battuta legata al clima rigido del venerdì di primavera: “Qualcuno da Palazzo Madama deve aver lasciato aperto le finestre”, richiamando palesemente al senatore locale Claudio Fazzone.

Spiegando il suo sloga, Venditti ha detto: “Lo abbiamo scelto (“Cambiamo Musica”, ndr) perché ci siamo stancati di questo disco rotto. Ci siamo stancati delle stesse promesse, degli stessi ritornelli”. Nel mentre non solo stoccate alla maggioranza ma anche ad altre forze dell’opposizione: “In un territorio dove spesso si litiga per dire chi è più di destra…noi rivendichiamo una cosa semplice: qualcuno deve pur stare dalla parte degli ultimi. E lo facciamo noi”.

La sfida lanciata a Vincenzo Carnevale è di quelle che si percepiscono come difficili, ma allo stesso tempo non impossibili. In più passaggi, non solo il candidato sindaco ma anche altri hanno voluto rimarcare come “l’alternativa c’è”, “non siamo qui a fare le comparse”, “dobbiamo smetterla di dare credito a chi ci dice che la storia è già scritta”.

Per chi era presente all’evento, pare che la ricetta in mano ai progressisti sia chiara, come ha sottolineato il consigliere regionale del Partito Democratico Salvatore La Penna: “Noi non dobbiamo fare una prova muscolare, dobbiamo ridare speranza. Noi non dobbiamo riempire i palazzetti ma riempire i cuori. E sono certo che Salvatore Venditti questo lo saprà fare”.

Terracina, controlli nei locali e nei luoghi di spettacolo: scattano sanzioni

Controlli serrati su locali, attività di intrattenimento e pubblici esercizi a Terracina, dove nella serata di venerdì le forze dell’ordine hanno effettuato una serie di verifiche mirate alla sicurezza e al rispetto delle normative di settore.

L’operazione, coordinata dalla Polizia di Stato – Commissariato di Terracina, ha visto in campo anche Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e personale dell’Asl, in un’azione congiunta che ha passato al setaccio diverse attività del territorio.

Nel corso delle ispezioni è emersa almeno una situazione irregolare: un esercizio è stato sanzionato per incongruenze tra il piano di emergenza dichiarato e le effettive uscite di sicurezza presenti nella struttura. Sono state inoltre rilevate altre criticità di minore entità, per le quali sono tuttora in corso approfondimenti e verifiche documentali.

Si tratta di controlli che rientrano in un piano più ampio di monitoraggio, condiviso a livello provinciale, con l’obiettivo di garantire standard adeguati sia per la sicurezza dei clienti sia per le condizioni di lavoro all’interno delle attività.

Spagna, tenta il suicidio dopo uno stupro di gruppo e resta tetraplegica: 25enne muore con l’eutanasia

Spagna – Si è spenta nella residenza assistita di Sant Pere de Ribes, nei pressi di Barcellona, Noelia Castillo Ramos, 25 anni. La giovane aveva scelto di ricorrere all’eutanasia, al termine di un percorso lungo e complesso durato quasi due anni.

Una decisione maturata dopo una vita segnata da traumi profondi. Nel 2022, infatti, Noelia era stata vittima di violenze sessuali in due distinti episodi: prima da parte dell’ex compagno e successivamente da parte di tre giovani conosciuti in una discoteca. Eventi che avevano avuto conseguenze devastanti sul suo equilibrio psicologico.

A seguito di quelle esperienze, la ragazza aveva tentato il suicidio lanciandosi dal balcone di un quinto piano. Sopravvissuta alla caduta, aveva riportato però una grave lesione al midollo spinale che l’aveva resa paraplegica. Da quel momento la sua esistenza era cambiata radicalmente: costretta su una sedia a rotelle, conviveva quotidianamente con dolori cronici, difficoltà nel sonno e una sofferenza interiore sempre più difficile da sostenere.

Nel luglio 2024, le autorità catalane avevano autorizzato la sua richiesta di morte assistita, in base alla normativa spagnola che consente l’eutanasia nei casi di sofferenza grave, cronica e irreversibile, per persone maggiorenni pienamente capaci di intendere e volere.

La scelta di Noelia ha però aperto un duro scontro familiare. Il padre, sostenuto dall’associazione ultraconservatrice Abogados Cristianos, si è opposto con determinazione, dando vita a una lunga battaglia legale. I ricorsi presentati sono stati respinti in ogni grado di giudizio, fino alla Corte Costituzionale spagnola. Anche l’ultimo tentativo, volto a ottenere un trattamento psichiatrico obbligatorio per la giovane, è stato rigettato dal tribunale di Barcellona appena due giorni prima della procedura. Respinto anche il ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Nelle sue ultime dichiarazioni pubbliche, Noelia aveva raccontato con lucidità il peso della sua sofferenza, sottolineando quanto fosse difficile sentirsi compresa: aveva espresso dolore per le parole del padre e per una realtà che non sentiva più come propria.

La sera prima della morte ha voluto trascorrere del tempo con i familiari, scegliendo però di affrontare da sola il momento finale. Aveva deciso ogni dettaglio: indossare il suo vestito preferito e vivere l’ultimo istante in solitudine, senza la presenza dei genitori.

La procedura si è svolta regolarmente secondo quanto previsto dalla legge. Tuttavia, la vicenda non si chiude qui: l’associazione che ha sostenuto il padre ha già annunciato nuove azioni legali contro i medici e le autorità sanitarie coinvolte.

Noelia aveva chiesto di non essere trasformata in un simbolo o in un caso mediatico. La sua, aveva spiegato, era semplicemente la scelta di porre fine a una sofferenza diventata per lei insopportabile.

Latina, il vero capo della città travestito da consulente legale

Adesso è certo, anzi certificato: il vero capo della città è lui, il vulcanico, astuto e incontenibile Giacomo Mignano.

Ha fatto il gesto di tenersi a distanza dal Comune per giustificare le dimissioni rassegnate dopo la richiesta di rinvio a giudizio per la vicenda di Latina Ambiente, e da ieri è rientrato nel palazzo dalla porta principale con tanto di tappeto rosso, per andarsi a sedere su una delle sedie riservate ai membri dell’esecutivo municipale.

Sarà pure una suggestiva forzatura, ma il nuovo assessore alle Finanze Antonina Rodà è la ex moglie di Giacomo Mignano.

Escluso che il sindaco non fosse al corrente del legame tra il suo decaduto consulente di fiducia e il nuovo assessore alle Finanze, riesce difficile immaginare quale possa essere stata la ragione che ha indotto Matilde Celentano ad una scelta così impopolare, e sia consentito, anche così sciocca, benché quello della opportunità sia un requisito cancellato dal lessico politico della nostra città.

E altrettanto difficile riesce comprendere come abbia potuto, l’accortissimo senatore Nicola Calandrini, lasciare che in Piazza del Popolo si consumasse una stupidaggine del genere.

L’unica spiegazione è che Giacomo Mignano sia il capo, e il senatore il suo braccio destro, o il suo vice.

Al di là degli ormai sorpassati legami parentali tra il superconsulente e il nuovo assessore, e al di là della effettiva suddivisione dei ruoli all’interno del cerchio magico che sovrintende alla gestione dell’amministrazione comunale, la domanda vera è perché Giacomo Mignano, affermato e agiato avvocato, non vuol saperne di allontanarsi dal Comune di Latina?

Non c’entra la questione delle parcelle relative a incarichi professionali che risalgono fino a trent’anni fa e che non sono ancora state saldate benché riconosciute: se si tratta di somme dovute, prima o poi saranno pagate.

Non c’entrano eventuali ambizioni politiche: come ha saputo ampiamente dimostrare, Mignano non ha bisogno di andare ad elezioni per esercitare la propria influenza.

Forse l’attaccamento al palazzo con la torre e l’orologio è semplicemente dovuto a quella che l’avvocato-consulente ritiene una priorità irrinunciabile: tirarsi fuori dal processo per la bancarotta di Latina Ambiente. E’ per questo che fin dall’inizio della consiliatura Celentano il consulente Mignano si è speso con accordi, transazioni e tavoli tecnici per restituire, con grande risparmio per le casse comunali, va detto, tutto quello che manca alla fallita Spa dei rifiuti per riportare in attivo i propri conti. Quella sarebbe stata la fine dell’ipotesi di una bancarotta, e dunque anche la fine del processo che vede imputate 21 persone, lui compreso.

Un disegno ambizioso, naufragato a causa della ferma presa di posizione dell’ex assessore Ada Nasti, pronta a riconoscere a Latina Ambiente quello che il tavolo tecnico aveva riconosciuto, ma assolutamente contraria a spingersi oltre, cioè fino all’annullamento dello squilibrio contabile della Spa fallita.

E’ per questo che Ada Nasti non è più assessore a Latina.

Il seguito di questa vicenda, adesso che c’è un nuovo assessore alle Finanze e adesso che Michele Nasso è alla guida dell’Ambiente, non lo conosciamo e non lo possiamo anticipare, perché non abbiamo la sfera di vetro e perché non vogliamo smettere di credere nel buonsenso delle persone.

L’unica certezza che abbiamo, al momento, è che il capo è lui, Giacomo Mignano.

Incidente a Terracina, guidava sotto l’effetto dell’alcol: denunciata una 56enne

Un incidente stradale ha fatto scattare i controlli, ma a determinare le conseguenze più pesanti sono stati gli accertamenti successivi. A Terracina una donna di 56 anni, di origine ucraina e residente in città, è stata denunciata dai Carabinieri per guida in stato di ebbrezza.

La vicenda si è verificata, quando la donna, alla guida di un ciclomotore, è rimasta coinvolta in un sinistro che ha interessato anche un veicolo della Polizia Locale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le verifiche del caso.

Proprio dagli accertamenti è emerso che la conducente aveva un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti dalla legge. Un elemento che ha portato alla denuncia in stato di libertà e al ritiro immediato della patente di guida.

Il mezzo, invece, è stato affidato al compagno della donna.