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Cisterna di Latina, in casa con una daga cinese non denunciata: denunciato un 52enne

I Carabinieri della Stazione di Cisterna di Latina hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 52 anni del posto, già noto alle forze di polizia, con l’accusa di omessa denuncia di arma.

L’episodio con gli insulti ai militari

L’uomo, lo scorso 17 marzo, si era avvicinato a una pattuglia impegnata in un servizio di controllo del territorio, rivolgendo pesanti insulti ai militari operanti e offendendo pubblicamente l’onore e il prestigio dell’Arma e dello Stato, davanti ad altre persone.

Perquisizione e ritrovamento della daga

A seguito dell’episodio, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, i Carabinieri hanno eseguito una perquisizione domiciliare.

Nel corso del controllo, i militari hanno rinvenuto nella disponibilità dell’uomo una daga cinese con lama appuntita e non flessibile lunga 67 centimetri, detenuta senza alcuna denuncia.

Basket – Cuore Latina, ma non basta: vince Caserta. La Benacquista si arrende 78-83

Serie B Nazionale – Una gara combattuta e intensa al Palasport di Cisterna, dove la Benacquista Assicurazioni Latina Basket ha lottato fino all’ultimo possesso, arrendendosi alla Paperdi JuveCaserta (78-83) al termine di un match segnato da grande fisicità e da episodi chiave, soprattutto nella terza frazione.

Nel post gara, Franco Gramenzi ha riconosciuto i meriti degli avversari, sottolineando però anche il valore del percorso dei nerazzurri, protagonisti di una stagione importante nonostante le difficoltà. La squadra pontina, infatti, sta attraversando un momento complicato, condizionato da diversi infortuni – con l’assenza anche di Giombini, le cui condizioni saranno valutate nei prossimi giorni – e da un inevitabile calo dopo aver “tirato il carro” a lungo.

Nonostante tutto, resta il carattere di un gruppo che non smette di combattere, come dimostrato anche nel tentativo di rimonta finale, e la consapevolezza di aver costruito basi solide in vista della post season. Con la classifica che vede Latina in terza posizione, l’obiettivo ora è continuare a lavorare per arrivare pronti ai playoff, superando questo momento di difficoltà con la stessa determinazione mostrata finora.

Da sottolineare, infine, la bella cornice di pubblico presente sugli spalti, segnale importante di vicinanza alla squadra in una fase delicata della stagione.

Racconto della Partita

Avvio di gara all’insegna dell’equilibrio al Palasport di Cisterna, con difese attente e ritmi subito intensi. È la Paperdi JuveCaserta a partire meglio (0-5), ma la Benacquista Assicurazioni Latina Basket reagisce con Di Emidio, Nwohuocha e Sacchetti, trovando il primo vantaggio a metà quarto. La gara resta combattuta e ricca di sorpassi, con Latina che chiude avanti di misura il primo periodo sul 22-21.

Nel secondo quarto il match prosegue sul filo dell’equilibrio: le due squadre rispondono colpo su colpo, con Caserta che prova più volte ad allungare e Latina brava a rientrare grazie al gioco di squadra e alle iniziative di Cipolla e Chiti. Nel finale, però, sono gli ospiti a trovare maggiore continuità offensiva, andando all’intervallo lungo sul 34-39.

Al rientro dagli spogliatoi la svolta del match: Caserta alza ulteriormente il livello, soprattutto dall’arco, e piazza un parziale importante che spezza l’equilibrio. I nerazzurri provano a reagire con Nwohuocha e Taddeo, ma faticano a trovare continuità al tiro e subiscono la fisicità degli avversari, con il divario che si amplia fino al 44-63 di fine terzo quarto.

Nell’ultima frazione Latina ha il merito di non arrendersi e tenta una rimonta importante: cresce l’intensità difensiva, arrivano canestri pesanti di Chiti e Di Emidio e il divario si riduce fino al -4 nel finale. Nonostante lo sforzo e il grande cuore mostrato negli ultimi minuti, Caserta mantiene lucidità dalla lunetta e chiude la gara sul 78-83, portando a casa il successo.

Risultati per Quarto

Parziali: 22-21, 34-39, 44-63, 78-83
Totale: Benacquista Assicurazioni Latina Basket – Paperdi JuveCaserta 78-83

Tabellini Giocatori

Benacquista Assicurazioni Latina Basket: Maiga 3, Pellizzari 2, Chiti 11, Di Emidio 14, Sacchetti 4, Nwohuocha 7, Cipolla 12, Pastore 4, Palombo, Bakovic 17, Taddeo 4.
Tiri da 2 55% (24/44) Tiri da 3 24% (6/25) Tiri liberi 71% (12/17)
Coach Gramenzi, Vice Gabriele, Assistente Bagni

Paperdi JuveCaserta: Nwaofom n.e., Vecerina, Sorbo n.e., Hadzic 1, Laganà 3, D’Argenzio 25, Brambilla 4, Radunic 30, Sperduto 2, Ly-Lee, Lo Biondo 9, Nobile 9.
Tiri da 2 46% (16/35) Tiri da 3 29% (10/35) Tiri liberi 78% (21/27)
Coach Lardo, Vice Farina, Assistente Callipo.

Arbitri: Rubera Lanfranco di Bagheria (PA), Corrias Chiara di Cordovado (PN), Formica Lorenzo di Roma.

Agguato nella notte a colpi di pistola: 50enne muore dopo la corsa in ospedale. Caccia ai killer

È morto nella notte un uomo di 50 anni, raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco mentre si trovava in strada a Copertino, in provincia di Lecce. La vittima, già nota alle forze dell’ordine, è stata soccorsa e trasportata d’urgenza in ospedale, dove però è deceduta poco dopo a causa delle gravi ferite riportate.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’agguato sarebbe avvenuto in strada, dove l’uomo è stato bersagliato da alcuni colpi di pistola esplosi da ignoti. Non è ancora chiaro il contesto in cui è maturato l’episodio, né il movente alla base dell’azione.

Sulla vicenda indagano i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, che hanno immediatamente avviato le ricerche per risalire ai responsabili. I militari stanno raccogliendo elementi utili, ascoltando eventuali testimoni e passando al setaccio l’area in cui è avvenuto il fatto.

Al momento, gli investigatori mantengono il massimo riserbo, mentre proseguono le attività per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto e individuare chi ha aperto il fuoco.

Dengue, 113 casi in Italia da inizio anno: sono tutti associati a viaggi all’estero. Maldive “sotto accusa”

Dall’inizio dell’anno al 31 marzo risultano in Italia 113 casi confermati di Dengue, tutti associati a viaggi all’estero, un numero di gran lunga superiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno, quando nei primi cinque mesi ne erano stati registrati 60. Lo afferma il primo aggiornamento mensile della dashboard sulle arbovirosi pubblicato nei giorni scorsi dall’ISS, secondo cui la grande maggioranza di questi casi (l’83%) presenta come luogo di esposizione le Maldive.

Complessivamente, segnala il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) nel suo report periodico, 78 paesi/territori hanno segnalato casi di Dengue tra gennaio e marzo 2026. In particolare, le Maldive hanno registrato a gennaio 646 casi, in aumento rispetto ai mesi precedenti.

Ai casi di Dengue registrati in Italia, tutti senza decessi, si aggiungono 10 casi confermati di Chikungunya, tutti associati a viaggi all’estero (90% con luogo di esposizione Seychelles), nessun decesso, 2 casi di Zika virus, tutti importati, con nessun decesso e nessun caso di TBE. – Fonte ISS.

Che cos’è la dengue?

La dengue è una febbre emorragica di origine virale presente soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali e trasmessa principalmente dalla zanzara. Circa metà della popolazione mondiale, da stime recenti, abita in aree in cui è possibile contrarre l’infezione. Nonostante sia nominata da circa due secoli, la Dengue ha visto un picco di diffusione negli ultimi decenni, con focolai epidemici evidenziati in Centro America, Sud America, e alcune aree di Africa e Sud Est Asiatico. Recenti focolai sono stati individuati in Stati Uniti ed Europa. 

La Dengue è provocata da una famiglia di virus (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) che si trasmette principalmente dalla puntura di una zanzara infetta (Aedes aegypti o più raramente Aedes albopictus). A seguito della puntura, il virus entra nel sistema circolatorio, dove può essere riscontrato per circa 2-7 giorni. Se una persona infetta viene punta da una seconda zanzara, questa può diffondere il virus ad altre persone pungendole. Essendoci 4 diversi sierotipi di dengue, l’infezione può essere ripresa più volte. La vaccinazione a oggi disponibile contro la Dengue è consigliata a tutte le persone che viaggiano verso le aree in cui la patologia è endemica.

Maxi frode con gli incidenti finti a Fondi, riciclavano i soldi con immobili e giocate al Casinò

Una complessa indagine della Guardia di Finanza ha smascherato un’organizzazione radicata a Fondi, dedita alle truffe in danno delle compagnie assicurative attraverso falsi incidenti stradali, con un giro d’affari stimato in più di tre milioni di euro.

Gli investigatori hanno ricostruito le frodi, ma anche i metodi con i quali venivano riciclati e reinvestiti i proventi dai promotori del sodalizio, come attraverso le giocate simulate nei casinò di Venezia e Saint-Vincent per 220.000 euro, acquisti fittizi di vetture per 400.000 euro e acquisizioni di immobili, dei quali ne sono stati sequestrati per un valore che rasenta i 900.000 euro. Sono in tutto 42 gli indagati tra Fondi, Terracina, Monte San Biagio, la provincia di Frosinone e Roma, che rischiano il rinvio a giudizio con 39 capi d’imputazione.

Attraverso il lavoro dei militari delle Fiamme Gialle, la Procura di Latina ha ravvisato l’esistenza di un’associazione per delinquere con base operativa nella città di Fondi, finalizzata alla commissione di reati come le frodi assicurative, autocalunnia, falsità materiale e ideologica, corruzione e falsa perizia con lo scopo di ottenere i risarcimenti per incidenti del tutto finti.

Il capo promotore viene considerato un uomo di 55 anni, titolare di una società di infortunistica stradale di Fondi, affiancato dalla moglie di 45 anni, che avrebbe collaborato all’attività illecita ed era beneficiaria dei proventi.

All’interno dell’associazione per delinquere gli investigatori hanno individuato poi una serie di personaggi che partecipavano all’organizzazione sistematica dei finti incidenti. Tra i più fidati collaboratori del presunto promotore, c’era un 36enne che partecipava alla gestione delle pratiche di infortunistica stradale anche e soprattutto nel ruolo di titolare del poliambulatorio presso il quale venivano effettuate le visite mediche propedeutiche all’ottenimento dei risarcimenti.

Una 52enne, collaboratrice del 55enne, era delegata alla stesura dei piani diagnostici degli infortunati, concordati con i medici compiacenti, due fondani di 55 e 47 anni, che svolgevano invece ruoli operativi come procacciare persone che avevano subito infortuni gravi da utilizzare come vittime dei finti incidenti, ma anche persone disposte ad assumersi le responsabilità delle vittime e accompagnavano i clienti presso gli studi medici.

Tra i medici che si prestavano per alterare le consulenze c’era un 59enne già coinvolto in altra inchiesta, a sua volta ritenuto dagli inquirenti partecipe dell’associazione per delinquere, perché predisponeva in maniera sistematica e continuativa la documentazione utile a gonfiare i risarcimenti.

Altrettanto importanti i ruoli di quei soggetti che mantenevano i rapporti con i dirigenti delle compagnie assicurative addetti alla liquidazione dei risarcimenti, come un 64enne residente a Roma, affiancato da un altro romano di 54 anni, destinatario delle parcelle e quindi dei proventi dell’associazione. Anche un uomo di 49 anni di Roma partecipava al sodalizio intrattenendo i rapporti con le compagnie assicurative, ma anche segnalando le vittime degli incidenti.

La frode consisteva appunto nella simulazione di incidenti tra il basso Lazio e la Campania, soprattutto gravi investimenti stradali di persone sulle strisce pedonali, che consentivano di ottenere importanti risarcimenti, perché l’organizzazione si avvaleva, come vittime, di persone che aveva subito lesioni in seguito a infortuni di altro genere.

Tra gli indagati sono finiti quindi tutti quei soggetti che si sono prestati per la consumazione delle truffe, sia come parti offese dei sinistri, che in qualità di automobilista con colpa. Ci sono poi altri medici che si prestavano per la produzione di certificati falsi e persino un poliziotto di Terracina che nel frattempo è deceduto, suicida all’interno del commissariato di polizia in seguito alla scoperta di essere indagato, che in un caso aveva falsamente dichiarato di essere stato testimone di un finto incidente stradale.

Nel corso dell’indagine i finanzieri hanno quindi documentato gli stratagemmi utilizzati dagli appartenenti dell’associazione per delinquere per intascare i risarcimenti e le parcelle, come l’autoriciclaggio consumato attraverso le giocate nei casinò.

In questo caso, secondo gli inquirenti il capo promotore si sarebbe avvalso dell’aiuto di un faccendiere fondano, che avrebbe utilizzato 22 assegni circolari, per un totale di 220.000 euro, per acquistare fiches all’interno dei casinò di Venezia e Saint Vincent, che utilizzava per piccole puntate, prima di farle cambiare nuovamente in contanti e ottenere una liquidità.

Inoltre lo stesso principale indagato avrebbe utilizzato i proventi dell’attività illecita anche per acquistare appartamenti, terreni e una villa in località Cucuruzzo a Fondi, pagata una somma irrisoria, ma sottoposta poi a lavori di ristrutturazione che l’hanno trasformata in un’abitazione di lusso. Infine i finanzieri hanno individuato le false compravendite di auto, con bonifici che la moglie dello stesso effettuava in favore di soggetti che poi restituivano il denaro in contanti. Nel frattempo tutti gli indagati hanno ricevuto l’avviso di garanzia per la conclusione delle indagini preliminari, ma nel corso dell’inchiesta la Procura aveva chiesto l’applicazione di misure cautelari per alcuni di loro che il Tribunale di Latina ha respinto.

I successivi appelli del pubblico ministero al Tribunale del Riesame di Roma erano stati accolti, con l’applicazione di misure solo per alcuni, ma la Suprema Corte di Cassazione aveva annullato una prima volta rinviando gli atti al Riesame, che poi aveva di nuovo confermato le misure, con un’ordinanza annullata lo scorso febbraio ancora una volta dalla Cassazione, con l’ulteriore invio degli atti per ripetere l’appello. Confermati invece i sequestri di beni finalizzati alla confisca, a carico del presunto capo promotore, per un valore di oltre 880.000 euro.

Ora legale permanente, via libera della Camera all’iter: cosa può cambiare

Al via l’iter parlamentare per la possibile introduzione dell’ora legale permanente in Italia. La X Commissione della Camera dei deputati (Attività Produttive, Commercio e Turismo) ha infatti approvato l’avvio dell’indagine conoscitiva “sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori” presentata lo scorso novembre su impulso di Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), Consumerismo No profit e del deputato Andrea Barabotti (Lega).

La discussione trae origine dalla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea nel 2018, alla quale parteciparono 4,6 milioni di cittadini europei: l’84% si espresse a favore dell’abolizione del cambio d’ora. Nel 2019 il Parlamento Europeo approvò una proposta di direttiva per lasciare ai singoli Stati la libertà di scegliere tra ora legale o solare permanente; tuttavia il processo si è arenato a causa della pandemia e delle divergenze tra i Paesi membri, lasciando il tema sospeso.

Nel documento che da il via all’indagine conoscitiva si sottolinea come tre ricerche presentate in sede europea concordino sul fatto che l’abolizione del cambio di orario e l’applicazione di unico sistema per l’intero anno comporterebbe un documentato risparmio energetico e un vantaggio per il mercato interno europeo e il trasporto.

Non a caso gli ultimi dati ufficiali forniti da Terna e riferiti all’Italia attestano tra il 2004 e il 2025 un minor consumo di energia elettrica dovuto all’ora legale di oltre 12 miliardi di kWh che ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2,3 miliardi di euro, mentre la Società Italiana di Medicina Ambientale ha evidenziato come, grazie all’ora legale, le emissioni di CO2 in atmosfera si riducano tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate in meno all’anno, pari a quella assorbita piantando dai 2 ai 6 milioni di nuovi alberi.

“Alla luce delle evidenze raccolte, appare opportuno promuovere un’indagine conoscitiva per valutare in modo oggettivo gli impatti dell’ora legale permanente sul territorio nazionale sul comparto energetico e produttivo italiano. Tale studio dovrebbe coinvolgere enti di ricerca e organismi economici, al fine di fornire al Parlamento e al Governo un quadro aggiornato sui benefici e sulle criticità della misura – si legge nella richiesta approvata alla Camera – La decisione finale non può prescindere da una visione complessiva che tenga conto della sostenibilità energetica e della competitività economica.

L’indagine conoscitiva che si intende avviare si pone i seguenti obiettivi: confronto tra modelli che prevedono cambio stagionale dell’orario o adozione dell’ora legale permanente e valutazione degli effetti socio-economici, delle ricadute sul tessuto produttivo del Paese in termini di potenziale risparmio energetico e aumento della produttività; analisi dei dati e della documentazione attualmente reperibile e delle valutazioni fornite dai soggetti auditi in Commissione; valutazione di una fase di sperimentazione con proroga dell’ora legale”.

Il prossimo passo saranno ora le audizioni dei soggetti che saranno chiamati ad esprimere un proprio parere e presentare studi, ricerche e dati sugli effetti dell’ora legale permanente: rappresentanti di istituzioni, Autorità indipendenti, Commissione europea e Parlamento Ue, Organizzazioni internazionali operanti nel settore, associazioni di categoria (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, ecc.);  associazioni dei consumatori ed esperti del settore provenienti dal mondo accademico o da istituti di ricerca. L’indagine conoscitiva si concluderà entro il prossimo 30 giugno. – Fonte www.consumerismonoproit.it –

Terracina, rifiuti e sversamenti al porto: area sequestrata dai Carabinieri Forestali

Nei giorni scorsi i Carabinieri del Nucleo Forestale di Terracina hanno sequestrato un’area nei pressi della banchina del canale del porto, in località Stella Polare, nell’ambito di controlli sul territorio e sulle attività legate alla tutela ambientale.

Attività irregolare su imbarcazioni

Nel corso degli accertamenti è stata rilevata un’attività di demolizione di imbarcazioni con rimozione di rifiuti, svolta in violazione delle prescrizioni previste dai titoli autorizzativi.

Secondo quanto emerso, è stato accertato un ingente sversamento di sostanze oleose sul suolo, con conseguente contaminazione dei rifiuti oggetto delle operazioni.

Denunciato il titolare dell’impresa

Al termine dell’attività investigativa, i militari hanno proceduto al sequestro penale preventivo dell’area e dei rifiuti presenti.

Il titolare dell’impresa responsabile dei lavori è stato denunciato in stato di libertà per gestione illecita di rifiuti, violazione degli obblighi previsti nelle autorizzazioni, deposito di materiali su piazzale privo di sistema di raccolta delle acque di prima pioggia e inquinamento ambientale.

Latina, a teatro “L’ultimo tango di José Cavalcanti” di Gian Luca Campagna

Un viaggio tra parole, musica e suggestioni sudamericane. Arriva a Latina “L’ultimo tango di José Cavalcanti”, lo spettacolo di varietà in scena giovedì 16 aprile alle ore 21 al teatro della chiesa Santa Maria Goretti.

Scritto da Gian Luca Campagna e diretto da Simona Serino, lo spettacolo mescola teatro, narrazione e musica dal vivo, portando sul palco il personaggio di José Cavalcanti, detective argentino tra storie d’amore, ironia e riflessioni sociali.

In scena un cast corale accompagnato da musica tanguera e latinoamericana eseguita dal vivo, con ballerini e cantanti a rendere ancora più immersiva l’esperienza. Il risultato è un format di circa 90 minuti che alterna momenti leggeri e spunti più profondi, in una chiave che richiama il teatro di rivista.

Uno spettacolo pensato per coinvolgere il pubblico e trasportarlo, per una sera, in un altrove fatto di atmosfere, racconti e ritmo.

Aprilia, segreti e le bugie intorno al palazzetto dello sport

“Gli Uffici comunali, pur avendo richiesto alla Sogeim la realizzazione di un impianto sportivo di notevoli dimensioni e di grande valore, non intendono assumere la presa in consegna dell’impianto per metterlo a disposizione della collettività”.

E’ questa l’amara conclusione alla quale giunge la società che, in virtù di un accordo con il Comune di Aprilia, ha realizzato l’importante opera di urbanizzazione secondaria al momento destinata a restare una cattedrale nel deserto, a seguito di lungaggini burocratiche e continui rimpalli di responsabilità tra gli uffici dell’ente e i costruttori che l’hanno realizzata.

L’originaria convenzione, stipulata nel 2003, prevedeva l’impegno a realizzare l’impianto a carico di tutta la sottozona C1, con la parte pro-quota di pertinenza della SOGEIM pari al 52% del costo del Palazzetto dello Sport. A scadenza dei dieci anni, la convenzione veniva rinnovata e su richiesta del Comune, la SOGEIM si faceva carico della realizzazione a completa propria cura e spese, del palazzetto dello sport per 1800 posti, per svolgervi attività polivalenti e polifunzionali, ma sembrerebbe senza ulteriori specifiche sulle dimensioni o sulle caratteristiche né previsioni di spesa. “È evidente – chiosa la Sogeim in una lunga e dettagliata nota – che l’obbligazione da noi assunta era puramente indicativa e generica e che il progetto avrebbe dovuto essere oggetto di ulteriori discussioni e negoziati fra Comune e SOGEIM”.

Nel 2017, dopo una serie di indicazioni fornite dalle associazioni sportive e dalle commissioni consiliari, il progetto veniva rimodulato assumendo addirittura maggiori dimensioni, 2000 spettatori e un maggiore piano di gioco. La ditta di costruzioni ha poi sottoposto i progetti e le autorizzazioni (solo per citarne alcune, quelle paesaggistica, antincendio, Coni, Genio civile), ai quali la costruzione è in tutto conforme. Inizia, tempo dopo, la costruzione: il Direttore dei Lavori comunicava l’inizio della costruzione in data 24 gennaio 2020 e la fine lavori in data 19 aprile 2023.

Successivamente alla comunicazione di “fine lavori”, gli uffici comunali avrebbero impiegato un anno e mezzo prima di incaricare il collaudatore (dal 12 aprile 2023 fino all’11 dicembre 2024); solo quando il Responsabile del Settore Urbanistica, Stefano Gargano, ha emesso la determina dirigenziale nominando come collaudatore l’ingegnere Pietro Raponi.

Il 7 aprile 2025 il collaudatore concludeva il lavoro sull’opera, emettendo un certificato nel quale si dichiarava che l’opera era conforme al progetto approvato, a condizione che venissero realizzate alcune modifiche costruttive e produzioni documentali entro il
termine di 90 giorni. Il 7 luglio 2025, il collaudatore redigeva anche il verbale della quarta visita di ispezione, con il quale dava atto del completamento delle prescrizioni contenute nel collaudo, senza indicare nessuna carenza ulteriore e senza nuove prescrizioni.

Che cosa succede in seguito e perché improvvisamente l’iter si è fermato? Lo spiega direttamente la Sogeim che mette in fila, documento dopo documento, una narrazione che dimostrerebbe – da suo punto di vista – la totale buonafede della ditta di costruzione, ritenendo “l’interpretazione data dagli Uffici del Comune alla nota del Comando dei VVF arbitraria, palesemente errata e frutto di un abbaglio da parte degli Uffici comunali, poiché il Comando Provinciale dei VVF non ha mai affermato che l’impianto non sia a norma né tantomeno che sia necessario un imprecisato adeguamento”.

Il 30 maggio 2025 l’Ufficio comunale, con nota del Dirigente Urbanistica, sovrapponendosi alle prescrizioni formulate dal collaudatore, affermava che era necessario, acquisire il Parere favorevole del Comando VV.F. e del CONI anche nel caso di utilizzo della struttura per la capienza massima prevista di 2000 spettatori. Seguiva una triangolazione tra ditta costruttrice, collaudatore e Vigili del Fuoco che si concludeva con un nulla di fatto perché “nella nota emessa dal Comando Provinciale dei VVF, allegata dal collaudatore – sostiene la Sogeim – non era contenuta nessuna prescrizione di adeguamenti da apportare all’impianto antincendio”.

La Sogeim impugnava la comunicazione al TAR in quanto “illegittima, infondata e confliggente con gli obblighi del Comune in relazione alle modalità di svolgimento del collaudo, che non consentono all’Ente pubblico, dopo la conclusione delle operazioni di collaudo, di riaprire questioni già esaminate nel corso della verifica. Il TAR, tuttavia, in sede cautelare, respingeva la richiesta di provvedimento di urgenza formulata dalla Sogeim, essendo carente il periculum in mora e – sorprendentemente – in quanto il richiesto “adeguamento” della pompa avrebbe comportato una “spesa non ingente”, laddove in realtà nessun adeguamento era stato indicato, né tanto meno ne era mai stato quantificato il costo. Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del TAR unicamente per carenza del periculum.

“Il nulla osta definitivo di sicurezza per l’idoneità e l’agibilità dell’impianto sportivo – scrive la Sogeim – può essere concesso dal competente Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco solo in sede di Segnalazione Certificata di Inizio Attività, che deve necessariamente essere richiesta dal gestore effettivo dell’impianto, e non dalla ditta costruttrice, e pertanto non può che seguire la presa in carico da parte del Comune e l’affidamento della gestione”.

L’ultima nota ricevuta dalla SOGEIM da parte del Dirigente Urbanistica del Comune, il 6 febbraio 2026, invitava “a voler ottemperare all’adeguamento dell’impianto antincendio in conformità alla norma richiamata dal Comando Vigili del Fuoco” Con quella stessa nota Sogeim veniva invitata dalla società a completare la realizzazione di tutte le opere di urbanizzazione primaria e della viabilità del Piano di Lottizzazione, come da convenzione, per consentire al Comune di valutare l’utilizzo in sicurezza dello stesso Palazzetto dello Sport.

La Sogeim ribadisce di aver completato la costruzione dell’impianto sportivo in modo conforme al progetto autorizzato nel luglio 2018. Ciò che lascia perplessi in tutta questa vicenda, è molto semplice: a chi giova tutto ciò? La società non comprende per quale motivo il Comune, nel 2018, avrebbe autorizzato la costruzione dell’impianto sportivo, pur sapendo che la SOGEIM non era obbligata a completare altre opere al di fuori di quelle rientranti nel Quarto Lotto Funzionale; la SOGEIM ha già completato il 75% delle opere di urbanizzazione e solo il 12% della cubatura residenziale e che, nel 2023 il Comune ha richiesto la rimodulazione del sistema viario del sub comparto, procedura tuttora non conclusa, che conseguentemente blocca da oltre tre anni il completamento dell’iniziativa urbanistica.

“D’altra parte, è legittimo domandarsi per quale ragione il Comune abbia sospeso e infine rinunciato ad avviare la procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento a un soggetto esterno della concessione d’uso o di servizio dell’impianto sportivo da esso deliberata – conclude la Sogeim – e per ben due volte e non l’abbia mai più ripresa”.

Un’illazione o un dubbio ben fondato?

Fondi, domani Mario Calabresi a scuola: 25 anni di incontri con gli autori

Un appuntamento che va oltre la semplice presentazione di un libro e diventa occasione di dialogo diretto tra studenti e uno dei protagonisti del giornalismo italiano. Domani, 15 aprile, il Gobetti-de Libero di Fondi ospiterà Mario Calabresi per celebrare i 25 anni del progetto “Invito alla lettura. Incontro con l’autore”.

Un traguardo importante per un’iniziativa che, negli anni, ha portato tra i banchi di scuola scrittori, giornalisti e protagonisti della cultura contemporanea, trasformando la lettura in un’esperienza viva e condivisa. E proprio su questa scia si inserisce l’incontro che vedrà Calabresi dialogare con gli studenti a partire dal suo ultimo libro, “Alzarsi all’alba”.

Al centro del volume, una riflessione sul valore del lavoro quotidiano e silenzioso, in controtendenza rispetto a una società sempre più orientata alla velocità e alla visibilità. Storie reali, raccontate attraverso le voci di chi “tiene in piedi il mondo” senza clamore.

Promossa con il patrocinio del Comune di Fondi, l’iniziativa coinvolgerà studenti e docenti in un confronto che guarda al presente ma anche al futuro, confermando il ruolo della scuola come spazio di crescita e apertura.