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SuperEnalotto, fortuna a Formia: vinto oltre 4 mila euro

La fortuna passa anche dal sud pontino. Nell’ultimo weekend di estrazioni del SuperEnalotto, tra i vincitori figura anche Formia, dove è stato centrato un “5” da 4.121 euro.

La giocata vincente è stata registrata presso il Bar Havana Caffè, in via Palazzo Condotto, contribuendo al bilancio complessivo del Lazio, che tra venerdì e sabato ha fatto segnare tre “5” per oltre 54mila euro.

Un risultato che, pur lontano dal jackpot, conferma la buona sorte anche per la provincia di Latina, capace di ritagliarsi uno spazio tra le vincite regionali.

Il premio più alto del fine settimana è stato centrato a Roma, con oltre 42mila euro, ma anche Formia può festeggiare una vincita che premia un fortunato giocatore locale.

Latina: colto da un malore in auto, cerca di accostare ma finisce contro un albero

Colto da un malore durante la guida della propria automobile, un uomo di 68 anni ha cercato di accostare, ma ha finito per urtare con la vettura contro un albero sul bordo della carreggiata. L’incidente autonomo si è verificato lunedì in via dell’Agora, alle porte di Latina, dove il pensionato è stato soccorso da un’ambulanza del pronto intervento sanitario, che lo ha poi trasportato in ospedale per gli accertamenti e le cure del caso in pronto soccorso.

Insieme ai soccorritori sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Latina, per gli accertamenti sull’accaduto e per la gestione della viabilità, perché la macchina danneggiata è rimasta bloccata di traverso nella propria corsia di marcia in seguito al guasto della ruota anteriore destra. Ai militari, l’automobilista ha spiegato proprio di avere cercato di fermarsi quando ha avvertito il malore, ma senza riuscire a mantenere il controllo del mezzo a causa del mancamento.

Roccasecca dei Volsci, bovini al pascolo in area incendiata: scatta la sanzione

Controlli ambientali e tutela del territorio al centro dell’operazione condotta dai Carabinieri Forestali nella zona di Roccasecca dei Volsci.

Durante un’attività di monitoraggio in località Monte Martavello, nell’area del Campo Volo, i militari hanno individuato dieci bovini lasciati al pascolo senza custodia all’interno di una zona boscata di proprietà comunale. Un’area particolarmente delicata, già interessata da incendi negli anni passati, l’ultimo dei quali nel 2025.

Gli accertamenti successivi hanno permesso di risalire al proprietario degli animali, nei cui confronti è stata elevata una sanzione amministrativa. La normativa vieta infatti il pascolo in aree percorse dal fuoco, al fine di favorire la rigenerazione naturale del bosco e preservarne l’equilibrio ambientale.

Per ogni capo è prevista una multa compresa tra 45 e 90 euro, secondo quanto stabilito dalla legge quadro sugli incendi boschivi. Un intervento che sottolinea l’importanza dei controlli sul territorio per la tutela degli ecosistemi più fragili.

Aprilia, un nuovo esposto contro le mosche e gli olezzi

Mosche, tante mosche, e – sempre a detta dei residenti – un odore nauseabondo che impedirebbe addirittura, anche di mettere il naso fuori dalla porta di casa. 

L’ennesimo richiamo da parte del Comune di Aprilia all’allevamento avicolo che opera, da anni, nella periferia apriliana, arriva dopo il quarto esposto presentato lo scorso 4 aprile e di un incontro, svoltosi presso gli uffici di Piazza Roma tra una delegazione di cittadini, la Commissione Straordinaria, alla guida della città, e il dirigente del Settore Ambiente, architetto Marco Paccosi.

Tra i delegati ricevuti dalle commissarie era presente anche il presidente del Comitato di Quartiere Fossignano, Valentino Di Leno, che si è fatto portavoce dell’enorme disagio che i residenti della zona lamentano, inascoltati, da anni.

“Il Comitato di Quartiere Fossignano – è scritto nella nota stampa del direttivo, diramata dopo l’invito della nota a firma del settore Ambiente  –  continuerà ad andare avanti fino alla risoluzione del problema mosche e cattivi odori per tutela della salute, per l’igiene e la vivibilità dei cittadini che risiedono nei dintorni del pollificio”. 

Nella nota del dirigente comunale, si invita la società ad adottare le misure necessarie al superamento delle criticità evidenziate dai cittadini e dal verbale, elevato dopo un sopralluogo effettuato lo scorso anno all’interno dell’allevamento, da parte della Guardia Forestale. Il tempo concesso all’allevamento avicolo è di quindici giorni, ma i cittadini, ormai esasperati, hanno presentato un ennesimo esposto – il quarto – poiché disillusi dalle promesse di questi anni.

Non è detto che entrambi i provvedimenti, il richiamo del Comune e l’ultimo esposto, insieme, non possano sortire gli effetti desiderati; nella nota del settore ambiente, si sollecita l’azienda del pollificio a “porre in essere con la massima tempestività, tutte le iniziative necessarie per il superamento delle criticità”.

Al momento sul tavolo della Regione è ancora aperto il procedimento del Paur, il provvedimento autorizzativo unico regionale, che accorpa titoli autorizzativi e Valutazione d’impatto ambientale, della proprietà dell’allevamento avicolo che punterebbe ad ottenere un ampliamento di 30mila metri quadrati per l’allevamento, complessivo, di oltre 61mila galline ovaiole. Un’ipotesi che non incontra il favore dei residenti che, già adesso, lamentano gli olezzi e la presenza di mosche. 

La popolazione, alla notizia del richiamo da parte del Comune, ha reagito positivamente e sui social i residenti si sono scatenati con diversi commenti; c’è chi ha ringraziato – “Grazie, speriamo veramente in una risoluzione perché non si vive più. Io ieri ho inviato PEC ai Nas, da ieri c è una puzza veramente nauseante – chi invece ha sottolineato quali sono le condizioni di chi vive nei paraggi dell’impianto, come un cittadino che abita in via Nestoro – “Viviamo barricati in casa, al buio per evitare che la luce attiri le mosche! Non oso immaginare chi non ha le zanzariere alle finestre! E siamo solo ad Aprile” – e chi, invece, ha ormai perso le speranze di veder affermato quello che ritengono un loro legittimo diritto, “Altri 15 giorni….se questi se ne infischiano come hanno già fatto siamo rovinati, già ci sono le mosche piccole, quindi iniziano a dischiudersi le larve che si triplicheranno, servirebbe un intervento tempestivo, altro che proroghe su proroghe”.

Come andrà a finire? La società per veder concluso positivamente l’iter autorizzativo dovrà adeguarsi per ottenere i pareri richiesti. Questo, soprattutto, nell’ipotesi che si voglia arrivare ad un clima di reciproca tolleranza con i residenti della zona.

Terracina, fermato ai controlli stradali: rifiuta test su alcol e droga, denunciato

Si rifiuta di sottoporsi ai controlli e finisce nei guai. È accaduto nella serata di ieri a Terracina, dove un uomo di 37 anni è stato denunciato dai Carabinieri durante un servizio di controllo alla circolazione stradale.

L’uomo, residente in provincia di Frosinone e già noto alle forze dell’ordine, è stato fermato mentre era alla guida della sua auto. L’atteggiamento sospetto ha spinto i militari ad approfondire il controllo, invitandolo a sottoporsi agli accertamenti alcolemici e antidroga.

Di fronte alla richiesta, però, il 37enne ha opposto un netto rifiuto, comportamento che costituisce reato. Nel corso delle verifiche, i Carabinieri hanno inoltre trovato una modica quantità di sostanza stupefacente.

Per lui è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per il rifiuto degli accertamenti, oltre alla segnalazione alla Prefettura come assuntore di droga. Disposto anche il ritiro della patente di guida.

Inghilterra, neonata di appena 3 mesi muore sbranata dal cane di famiglia

Una tragedia sconvolgente ha colpito la cittadina di Redcar, nel North Yorkshire, dove una neonata di appena tre mesi è morta dopo essere stata aggredita da un cane all’interno dell’abitazione di famiglia. Nell’attacco è rimasta ferita anche la madre della piccola, che ha tentato disperatamente di strapparla dalla furia dell’animale.

Il dramma si è consumato intorno all’ora di pranzo di giovedì, poco dopo le 13:30, quando una chiamata di emergenza ha fatto scattare un massiccio intervento delle forze dell’ordine e dei soccorsi sanitari. Sul posto sono giunti rapidamente agenti armati e personale medico, ma per la bambina non c’è stato nulla da fare: i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili a causa delle gravi ferite riportate.

Secondo una prima ricostruzione, il cane avrebbe attaccato improvvisamente la neonata, colpendo anche la madre, una donna di 31 anni, mentre cercava di proteggerla. La donna è stata trasportata in ospedale con diverse ferite da morso alle braccia.

All’arrivo degli agenti, uno dei cani presenti nella proprietà è stato individuato in giardino in stato di forte aggressività e abbattuto con colpi di arma da fuoco. Un secondo animale, trovato all’interno dell’abitazione, è stato recuperato e successivamente soppresso.

Momenti di panico anche tra i residenti della zona. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto un imponente dispiegamento di polizia e di aver udito le urla disperate della madre: «Prendete la bambina, aiutate la bambina». Poco dopo, sono stati avvertiti anche gli spari. Un altro residente ha riferito che gli agenti hanno invitato tutti a mettersi al riparo in auto o nelle abitazioni mentre uno dei cani correva lungo la strada dopo essere riuscito a fuggire attraverso una recinzione.

Le autorità hanno fatto sapere che entrambi gli animali sono stati esaminati da personale specializzato e non appartenevano a razze vietate. Le indagini restano comunque in corso per chiarire con esattezza la dinamica dell’accaduto.

Un uomo di 45 anni, presente sul posto al momento della tragedia, è stato arrestato con l’accusa di mancato controllo di un animale con conseguenze mortali. Dopo essere stato interrogato, è stato rilasciato su cauzione in attesa di ulteriori sviluppi investigativi.

Concessioni demaniali a Ventotene, dall’accusa alla calunnia

Nuovi sviluppi giudiziari nella vicenda legata alle concessioni demaniali a Ventotene, che negli anni scorsi aveva portato all’apertura di un’indagine nei confronti di amministratori e funzionari comunali.

Il procedimento, avviato a seguito di un esposto presentato dall’allora consigliere Modesto Sportiello, si è concluso in primo grado con l’assoluzione degli imputati, tra cui il sindaco Gerardo Santomauro e altri esponenti dell’ente.

Secondo quanto riportato nelle motivazioni della sentenza del Gup Domenico Di Croce, gli elementi raccolti nel corso delle indagini non avrebbero confermato le ipotesi accusatorie formulate nell’esposto.

Nel corso del procedimento è stata inoltre disposta una consulenza tecnica su alcuni documenti prodotti, il cui esito ha portato il giudice a valutarne la non autenticità. Sulla base di tali risultanze, il Tribunale ha pronunciato una condanna per calunnia nei confronti dell’ex consigliere, disponendo anche la distruzione degli atti ritenuti non genuini.

La decisione è stata emessa in primo grado e potrà essere oggetto di eventuali ulteriori sviluppi nei successivi gradi di giudizio.

La vicenda resta al centro dell’attenzione sull’isola, dove aveva avuto origine da un contenzioso relativo al pagamento di somme dovute per concessioni demaniali legate agli approdi.

Terracina, porto paralizzato: traghetto rompe gli ormeggi e blocca l’accesso

Si vivono a Terracina ore di forte criticità a causa del maltempo che sta colpendo il litorale e mettendo in difficoltà l’intero comparto marittimo. Un traghetto in disuso, la Maria Maddalena, ha rotto gli ormeggi finendo per ostruire l’imboccatura del porto canale, impedendo di fatto ogni movimento in entrata e in uscita.

L’imbarcazione, ferma da anni lungo la banchina, è stata spinta dal vento e dalle correnti fino a posizionarsi in un punto strategico e particolarmente delicato per la navigazione. L’allarme è scattato immediatamente e la Capitaneria di Porto è intervenuta per monitorare la situazione, ma le condizioni meteomarine rendono al momento impossibile qualsiasi operazione di recupero in sicurezza.

È stato richiesto l’intervento di un rimorchiatore per riportare la nave all’ormeggio, ma il peggioramento del meteo impedisce la partenza dei mezzi almeno per le prossime ore. La situazione resta quindi in stallo, con la marineria locale costretta a fermarsi e seguire con apprensione l’evolversi degli eventi.

A complicare ulteriormente il quadro c’è una criticità nota da tempo: la presenza di una barra sabbiosa all’ingresso del porto, che già in condizioni normali rende difficoltose le manovre delle imbarcazioni. Con il canale ora parzialmente ostruito, il rischio aumenta sensibilmente e l’accesso diventa di fatto impraticabile.
Il problema dell’insabbiamento, più volte segnalato dagli operatori del settore, non ha ancora trovato una soluzione definitiva. L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza dello scalo, nodo fondamentale per l’economia ittica del territorio.

Nelle prossime ore si attendono sviluppi, ma le previsioni meteo non lasciano spazio a un miglioramento immediato, mentre il porto resta bloccato e la comunità marittima in stato di allerta.

Serie C – Latina-Casarano 1-2, nerazzurri puniti tra episodi e sprechi

Il Latina esce sconfitto per 2-1 contro il Casarano al termine di una gara intensa e ricca di episodi, condizionata da decisioni arbitrali discusse e da troppe occasioni non sfruttate dai nerazzurri.

L’avvio di gara è subito vivace. Dopo appena due minuti Fasan prova la conclusione senza fortuna, mentre sul ribaltamento di fronte è il Casarano a rendersi pericoloso con Ferrara che, su cross di Chiricò, manca una ghiotta opportunità da pochi passi. Il Latina prende progressivamente il controllo del gioco e al 17’ costruisce una buona azione tra Fasan e Tomaselli, ma il tiro è debole.

La squadra nerazzurra continua a spingere e al 32’ spreca una clamorosa occasione: sugli sviluppi di un corner, Vona colpisce indisturbato ma trova la risposta di Bacchin, poi Marenco non riesce a ribadire in rete. Ancora più incredibile quanto accade al 43’, quando Lipani inventa per Fasan, il cui tiro viene respinto dal portiere; sulla ribattuta Parigi è pronto al tap-in ma viene anticipato da un intervento decisivo di Maiello.

Il primo tempo si chiude sullo 0-0, con il Casarano pericoloso solo nel recupero con Giraudo.

Nella ripresa, però, gli ospiti colpiscono. Al 7’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Mastrantonio non riesce a intervenire e Grandolfo, tutto solo sul secondo palo, firma il vantaggio. Il Latina prova a reagire e trova anche il pari all’11’, ma la rete viene annullata per fuorigioco dopo revisione.

L’episodio chiave arriva al 17’: Tomaselli interviene su Cajazzo, il contatto sembra iniziare fuori area ma l’arbitro concede il rigore ed espelle il difensore. Dal dischetto, al 20’, Chiricò è glaciale e sigla il raddoppio.

Nonostante l’inferiorità numerica, il Latina non si arrende e al 28’ riapre la gara con una splendida azione in contropiede: Cioffi avvia, Parigi rifinisce per De Cristofaro, la cui conclusione respinta arriva a Lipani che, con un destro al volo, insacca sotto l’incrocio.

Nel finale è forcing totale. I cambi aumentano la spinta offensiva e al 51’ arriva l’occasione più clamorosa: Sylla crossa dalla sinistra e Dutu, a un passo dalla porta, non riesce incredibilmente a trovare il gol del pareggio.

Dopo sette minuti di recupero, il risultato non cambia: il Latina cade 2-1 contro il Casarano, pagando a caro prezzo errori sotto porta ed episodi sfavorevoli.

Affidata la gestione del Palaboxe di Latina, resta la società che deve ancora 120 mila euro al Comune

Il Comune di Latina ha ufficializzato l’aggiudicazione della gara a procedura aperta per l’affidamento in concessione del Palaboxe, l’impianto sportivo di via Aspromonte dedicato interamente al pugilato. Con la determinazione numero 554 firmata dal dirigente del Dipartimento Patrimonio e Demanio, l’ente municipale ha formalmente affidato la struttura per altri quindici anni alla società sportiva Boxe Latina che ha prevalso nella procedura con un’offerta migliore, ma è anche la stessa che l’aveva gestita nei precedenti vent’anni e in passato aveva gestito anche la sede storica della “noble art” del capoluogo soppiantata dalla palestra attuale.

Nella valutazione delle offerte non ha inficiato la morosità della società, anzi negli atti il Comune ha previsto di incassare anche un’indennità per la precedente gestione pari a 121.580,50 euro, avendo già avviato il recupero coattivo del credito in sede giudiziaria. La Asd Boxe Latina si è aggiudicata la gara offrendo un rialzo pari al 68% del canone di 11.902 euro fissato dal Comune come base di partenza per la gara pubblica, quindi dovrà pagare ogni anno 19.995,36 euro, che diventano 24.394,34 euro una volta applicata l’Iva. Il totale nell’arco dei 15 anni di gestione previsti dal bando, annota l’ente locale nella determinazione, fa 299.930,40 euro producendo, grazie al rialzo del 68%, un maggior guadagno per il Comune di 121.400,40 rispetto al canone di partenza fissato per la gara. Una somma, quest’ultima, quasi corrispondente alla morosità che la stessa Boxe Latina ha accumulato nel corso della precedente gestione, visto che l’amministrazione locale sostiene di vantare un credito di 121.580,50 euro.

Ratificando quindi l’aggiudicazione della gara, nella determinazione il Comune precisa che “la morosità dell’Asd Boxe Latina per indennità di occupazione illegittima non rientra in alcuna delle cause di esclusione” previste dalla normativa vigente e “l’indennità di occupazione illegittima non costituisce né una violazione di obblighi tributari o previdenziali né un grave illecito professionale… trattandosi di un credito patrimoniale di natura civilistica”. Infatti la precedente gestione non era regolata da un contratto e non era stata avviata con una gara di evidenza pubblica.

Semplicemente la Boxe Latina è la società sportiva più longeva del capoluogo pontino nell’ambito del pugilato e in passato aveva gestito la vecchia palestra situata alle spalle di stadio e palazzetto dello sport, quindi aveva assunto la gestione anche del nuovo Palaboxe al momento della sua apertura circa vent’anni fa. Insomma, un diritto acquisito nel corso degli anni, che non ha risparmiato alla società sportiva un contenzioso con il Comune quando è stata avviata la regolarizzazione di tutti gli affidamenti delle strutture sportive di proprietà dell’ente. Perciò anche se in precedenza non era previsto un canone, l’amministrazione municipale ha comunque vantato il diritto di ricevere un indennità di occupazione, ritenuta illegittima, ovvero non legittimata da un atto formale.