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Sermoneta Cambia: anagrafe in tilt e rifiuti nel caos, cittadini esasperati

A Sermoneta cresce il malcontento per i disservizi negli uffici comunali, in particolare all’Anagrafe, dove – secondo il gruppo consiliare Sermoneta Cambia – la carenza di personale sta causando ritardi e lunghe attese.

“Un dipendente costretto a fare il lavoro di tre”, denunciano i consiglieri Antonio Di Lenola, Pasquale Campagna e Federica Bonaldo, sottolineando il rischio di una vera paralisi con la scadenza delle carte d’identità cartacee.

Differenziata nel caos

Non va meglio sul fronte dei rifiuti.

Molti cittadini segnalano difficoltà nel conferimento, con sacchi non ritirati e contrassegnati come “materiale non conforme”. Una situazione che genera confusione e il timore di sanzioni.

Regole poco chiare

Secondo l’opposizione, il problema principale è la mancanza di indicazioni precise.

“Le regole cambiano o vengono interpretate – spiegano – serve un vademecum ufficiale chiaro, distribuito direttamente alle famiglie dal Comune e dalla ditta incaricata”.

Le richieste

Il gruppo chiede interventi immediati su due fronti:

  • rafforzare l’organico degli uffici, anche temporaneamente
  • chiarire le modalità di conferimento dei rifiuti

L’attacco politico

Non manca la critica all’amministrazione: “Troppa attenzione alla comunicazione e agli annunci – accusano – mentre sui servizi essenziali emergono gravi carenze”.

Cittadini in attesa

Intanto, tra file agli sportelli e dubbi sulla raccolta differenziata, cresce l’esasperazione dei residenti.

E la richiesta è una sola: risposte concrete, subito

Lo squalo a riva a Terracina, il video diventa virale

Il video pubblicato sulla pagina “Sei di Terracina se.” è diventato virale in brevissimo tempo: si tratta dell’avvistamento di uno squalo verdesca, nella tarda mattinata di ieri, a pochi passi dalla riva della spiaggia nei pressi di Porto Badino.

Una giornata calda, piacevole, più di qualcuno ha approfittato del sole per un primo approccio alla tintarella: mancavano pochi minuti alle 12:00 quando sul litorale di Porto Badino l’attenzione dei presenti è stata richiamata da una pinna sopra un’ombra scura che si muoveva in superficie, poco più in là del bagnasciuga.

Pare si tratti di una verdesca, nota anche come squalo azzurro, può raggiungere i 4 metri di lunghezza, inoffensiva per l’uomo, i suoi rarissimi attacchi sono considerati “morsi esplorativi” o “di difesa”. Una specie protetta in quanto in via di estinzione, potrebbe essersi avvicinata alla riva perché affamata, in cerca di piccoli pesci. In breve tempo si è allontanata prendendo il largo.

Aprilia, a Vallelata si studia la storia del territorio

“Fossignano tra storia, cultura, paesaggio e mito”, è il nuovo progetto del Comitato di Quartiere in collaborazione con l’Ecomuseo Lazio Virgiliano.

Una delegazione del Comitato di Quartiere Fossignano, composto da Valentino Di Leno, Claudio Magnetti e Maria Angelica Molinari, assieme a Giosuè Auletta, hanno incontrato alcune classi di 4° e 5° elementare dell’Istituto comprensivo di Vallelata.

“Tra racconti di storia, descrizione del paesaggio e narrazioni del mito dell’ Eneide – riporta un comunicato stampa del Comitato di Quartiere – è stato trasmesso ai ragazzi il valore, la bellezza e l’importanza del territorio dove vivono. Purtroppo ci rendiamo conto che nelle scuole non si riesce ad avere mai abbastanza spazio per studiare il paesaggio che ci circonda. In qualità di Comitato di Quartiere così abbiamo voluto intraprendere questo meraviglioso progetto per sensibilizzare le nuove generazioni sulla storia del nostro territorio, in virtù anche del nuovo vicolo della Campagna Romana il cui iter si è concluso lo scorso 8 Agosto 2025.”

In occasione del prossimo 90esimo compleanno di Aprilia è stato trasmesso agli studenti delle classi della scuola di Vallelata di quanto invece sia più antica la storia di Quartieri come Fossignano e o quello dove risiedono e di come abbia influito la presenza del vulcano laziale nella conformazione del territorio.

Al termine dell’incontro, agli alunni è stato affidato il compito di illustrare il paesaggio che li circonda attraverso una foto, un disegno o la descrizione di una sensazione, questo come compito ma anche a futura memoria.
I lavori degli studenti verranno poi inseriti nella 3°Mostra d’arte di Fossignano che ci sarà a fine Maggio presso la Sede del Comitato di Quartiere.

Derubano una donna con l’inganno, presi quattro borseggiatori a Latina

Nel parcheggio di un supermercato in via Piave uno ha distratto la vittima per prenderle la borsa, poi la fuga: bloccati dalla polizia

Un’operazione lampo della polizia ha permesso di individuare quattro borseggiatori sudamericani, veri e propri specialisti dei borseggi, entrati in azione nel pomeriggio di domenica a Latina. Intercettati dalle pattuglie della Squadra Volante in via Piave, mentre scappavano dopo l’ultimo colpo, sono stati portati negli uffici della Questura per le pratiche della loro identificazione: due sono di nazionalità cubana, gli altri due sono peruviani, la loro posizione è al vaglio della Procura.

Il fatto risale al primo pomeriggio di ieri, quando i banditi sono entrati in azione nel parcheggio di un supermercato di via Piave, alle porte di Latina. Uno di loro si è avvicinato a una donna con una scusa per distrarla mentre caricava la spesa in auto e ha rubato la sua borsa. La vittima si è resa conto del movimento sospetto dello sconosciuto e girandosi ha visto che scappava a bordo di un’auto scura con altre persone.

Non appena è scattato l’allarme al 112, una delle pattuglie della Squadra Volante è piombata in zona, intercettando la stessa auto segnalata dalla donna, che si allontanava verso Borgo Piave. A bordo c’erano i quattro sudamericani, uno dei quali successivamente è stato riconosciuto dalla vittima del borseggio, tutti già noti alle forze di polizia per reati simili. Poi è stata ritrovata anche la borsa della donna, gettata a bordo strada nel tragitto compreso tra il supermercato e il punto dov’è stata bloccata la vettura.
I quattro borseggiatori dovranno rispondere di furti aggravato in concorso.

La musica entra in ospedale: la ASL di Latina punta sulla musicoterapia

Dalle note agli effetti clinici, la sanità cambia ritmo. A Latina la ASL compie un passo concreto verso l’integrazione della musicoterapia nei percorsi assistenziali, trasformando un progetto sulla carta in pratica quotidiana.

Dopo l’accordo con il Conservatorio Ottorino Respighi, il primo tassello operativo sarà un corso di formazione in programma per la giornata di oggi, destinato al personale sanitario. Un passaggio chiave per preparare medici e operatori a utilizzare la musica come strumento terapeutico complementare.

Non si tratta di suggestione, ma di evidenze scientifiche: la musica è in grado di incidere su parametri biologici come battito cardiaco, pressione e livelli di stress, contribuendo a migliorare il benessere complessivo dei pazienti. Un supporto prezioso soprattutto nei reparti più delicati, dalla salute mentale alla pediatria, fino all’oncoematologia.

Il progetto punta a creare una rete di tutor sanitari che accompagneranno gli studenti del Conservatorio durante i tirocini, favorendo un’integrazione reale tra arte e medicina.

“Un ospedale che accoglie la musica è un ospedale che si prende cura della persona nella sua interezza”, ha sottolineato Sabrina Cenciarelli, evidenziando come l’obiettivo sia rendere la sanità sempre più umana, oltre che efficiente.

Aprilia, furti a segno complice il buio

Aumentano i furti in appartamento nelle zone del centro e ad apparecchiare le situazioni ideali ai ladri, che si aggirano per le strade comunali in cerca di case da svaligiare, sono proprio le aree rimaste al buio negli ultimi mesi. Una coincidenza? I residenti ne sono fermamente convinti: il buio è oramai perenne in molte strade del centro urbano, come la centralissima via dei Peri: dopo oltre un mese di proteste da parte del Comitato di Quartiere, la luce è tornata solo per una sera, poi il buio e le tenebre hanno di nuovo avvolto persone, case e strade.

Nei giorni scorsi alcune persone hanno segnalato forti situazioni di pericolo all’altezza dell’incrocio incriminato, alcuni pedoni hanno rischiato di essere investiti. La notte scorsa proprio nell’area verde all’inizio di via dei Peri, dove ci sono tre panchine tra le abitazioni, i vandali hanno dato a fuoco i rifiuti del cestino porta rifiuti

Ad essere aumentati sono gli atti vandalici ma soprattutto i furti nella zona e il dito è sempre puntato sulla pubblica illuminazione, strade buie da mesi e nessun intervento da parte del Comune e della società incaricata della manutenzione dell’impianto. Il Comitato di Quartiere, Aprilia Centro, insiste sul mancato rispetto del capitolato e chiede, nuovamente, una verifica da parte degli uffici preposti sulla corretta gestione del servizio

Obiettivo del Comitato è richiamare l’amministrazione pubblica ad esercitare il controllo e garantire la sicurezza stradale, non solo nel quartiere centrale ma su tutto il territorio comunale. Solo pochi giorni fa è stato il presidente del Comitato di Quartiere Fossignano, Valentino Di Leno, a sollevare il mancato funzionamento dei punti luce sulla strada principale che staglia l’area periferica e sulla quale affacciano diversi incroci a raso. Il risultato di queste denunce? Nessuno, stando a quanto dichiarano i diretti interessati, che – pare- le abbian provate tutte.

“Da oltre un mese una società che gestisce l’illuminazione pubblica non riesce a garantire il funzionamento dei lampioni di Via Peri e Via Piave. Dopo decine di segnalazioni chiuse senza aver mai risolto il problema Dopo vari interventi dei tecnici sul posto Dopo vari casi di luce funzionante per una sola serata ancora regna il buio in queste 2 strade in pieno centro – chiede Marco Finotti, Presidente del Comitato di Quartiere Aprilia Centro – è questo il livello di servizio di Engie per la città di Aprilia?”

“Se non si riesce a ripristinare la luce di due strade in pieno centro, come si può pretendere di garantire l’illuminazione di un territorio vasto come Aprilia? Ma dove sono i tecnici comunali del settore lavori pubblici? Cosa stanno facendo le Commissarie per risolvere queste decine di segnalazioni solo nel centro storico? Per quanto ancora i cittadini devono tollerare questo disservizio? Possibile – si interroga ancora Finotti – che sul mercato non esista un operatore di manutenzione affidabile?”.

I residenti di via Peri e via Piave attendono il ripristino dei punti luce e, a quanto pare, dalle denunce pubbliche degli ultimi mesi, il disservizio non interesserebbe due soli quartieri. Qualcuno, forse, si è già arreso, qualcun altro magari ritiene la questione meno importante di altre. Se contassimo solo il Comitato di Quartiere Centro e quello di Fossignano, sembrerebbe un problema localizzato. Intanto aumentano i furti e la percezione di sicurezza degli abitanti è ai minimi storici. Sarà così?




Latina, scritte antisemite in piazza Buozzi: dura condanna del sindaco

Scritte antisemite e simboli d’odio nel cuore della città. È quanto scoperto nella mattinata di oggi in Piazza Bruno Buozzi, a Latina, nei pressi del Tribunale, dove ignoti hanno imbrattato muri e spazi pubblici con messaggi offensivi.

Un episodio che ha suscitato immediate reazioni istituzionali. Il sindaco Matilde Celentano ha espresso una condanna netta, definendo quanto accaduto “un gesto inaccettabile che colpisce non solo il decoro urbano, ma i principi stessi di convivenza civile”.

“Non si tratta di una bravata – ha dichiarato – ma di un linguaggio carico d’odio che non può trovare spazio nella nostra comunità”. Il primo cittadino ha inoltre ribadito la vicinanza alla comunità ebraica e alle associazioni coinvolte, sottolineando come Latina debba restare “una città aperta e rispettosa”.

Sul piano operativo, il Comune ha già disposto la rimozione immediata delle scritte, mentre le forze dell’ordine stanno lavorando per risalire ai responsabili, anche attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza presenti nella zona.

“Le istituzioni non arretreranno – ha concluso Celentano – di fronte a chi tenta di avvelenare il clima sociale”.

L’episodio riaccende l’attenzione sul tema dei reati d’odio e sulla necessità di un presidio costante del territorio, sia sul piano della sicurezza che su quello culturale.

“È uno squalo!” Sì, ma niente paura. Avvistamento a Terracina

Nel primo weekend dalle temperature estive, a Terracina, decine di bagnanti presenti domenica mattina in spiaggia hanno fatto l’incontro inaspettato – e tutto sommato poco piacevole – con uno squalo

Non si è di certo trattato di uno squalo bianco, trasformato in un mostro assetato di sangue più simile a un vampiro dei mari che non ad un animale carnivoro, secondo l’immaginario collettivo. Tutto merito del grande schermo e del genio di Steven Spielberg.

Ma esistono circa mezzo migliaio di specie di squali sparsi nei mari di tutto il mondo. Circa il 10% di queste, ovvero una cinquantina, sono quelle che si trovano nel Mediterraneo, e dunque, che è possibile “incontrare”, seppur non così facilmente.

La cosa più strana è sicuramente il fatto che l’animale si sia spinto fino a riva come mostrano diverse immagini riprese da persone in spiaggia che, incredule, si sono lasciate andare a commenti spaventati, nonostante in acqua innquel frangente non ci fosse nessuno.

In realtà, secondo gli esperti, dovrebbe trattarsi della cosiddetta Verdesca o squalo azzurro, una specie tra l’altro protetta e comune anche nei nostri mari. Un tipo di squalo che tendenzialmente non attacca l’uomo e, che dunque, non è un pericolo per esso.

Ma allora, perché tanta paura? Innanzitutto perché avvistamenti vicino alle coste si vedono di rado, e poi perché la verità è che c’è un prima e un dopo la lunga saga cinematografica de “Lo squalo”. E nel dopo, se esce una pinna dall’acqua, fosse anche quella di un pinguino, il campanello d’allarme che possa trattarsi del famigerato squalo bianco, scatta in automatico. E nella mente di molti, risuona persino la colonna sonora celebre in tutto il mondo.

Usa, padre uccide il figlio di 11 anni nel bagno dell’aeroporto e si toglie la vita davanti alla biglietteria

Usa – Una tragedia sconvolgente si è consumata nello stato del Nevada, dove un uomo di 37 anni ha ucciso il figlio di 11 anni con un colpo d’arma da fuoco prima di togliersi la vita. Il dramma è avvenuto all’interno dell’Aeroporto regionale di Elko, lasciando sotto shock la comunità locale.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, padre e figlio stavano viaggiando insieme il 13 aprile diretti verso Reno, quando l’auto su cui si trovavano ha avuto un guasto nei pressi della città di Elko. I due avevano quindi richiesto l’intervento di un carro attrezzi, che li ha accompagnati fino al vicino aeroporto. L’uomo, a quanto pare, stava cercando di noleggiare un’auto per proseguire il viaggio.

Poco dopo, però, si è consumato l’impensabile. Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano padre e figlio entrare nei bagni dello scalo, uscirne e poi rientrare nuovamente dopo pochi minuti. All’interno dei servizi, il 37enne avrebbe sparato al bambino, per poi uscire e dirigersi verso l’area della biglietteria, dove ha rivolto l’arma contro sé stesso, suicidandosi.

All’arrivo dei soccorsi, per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare. Il bambino, invece, era ancora in vita: i sanitari hanno tentato una corsa disperata in ospedale, ma il piccolo è morto poco dopo a causa delle gravissime ferite riportate.

Le indagini sono ancora in corso e, al momento, non è stato individuato un movente certo. Secondo quanto riferito dalla polizia, l’uomo aveva dichiarato di soffrire di Disturbo da stress post-traumatico legato al suo passato servizio militare. Inoltre, sarebbe stato coinvolto in una disputa legale con i nonni materni del bambino per l’affidamento del minore.

Un episodio drammatico e difficile da spiegare, che riapre interrogativi profondi sulle fragilità personali e sui contesti familiari complessi, mentre la comunità resta scossa da una vicenda tanto improvvisa quanto devastante.

Sezze, stretta contro gli “incivili”: raffica di multe

La tolleranza è finita, ora si passa ai fatti. A Sezze l’amministrazione alza il livello dello scontro contro l’abbandono illecito dei rifiuti e i numeri iniziano a parlare chiaro: 24 sanzioni in appena un mese.

Un risultato ottenuto grazie a un piano di controlli mirati della Polizia Locale, supportato da un sistema sempre più capillare di videosorveglianza e dall’utilizzo di foto-trappole. Nel mirino sono finite le aree più sensibili, in particolare nella pianura, ma anche zone centrali come via Sandalara, via Sicilia e il centro storico.

Non solo multe: in alcuni casi è stato disposto anche il fermo amministrativo dei veicoli utilizzati per scaricare illegalmente i rifiuti. Segno di una linea più dura, che punta a scoraggiare comportamenti ormai radicati.

Il messaggio è chiaro anche nelle parole del sindaco Lidano Lucidi: “Abbiamo rafforzato i controlli, ma la repressione da sola non basta. Serve senso civico. Sezze è di tutti, non solo dell’amministrazione. Chi sporca danneggia la propria comunità”.

Un richiamo diretto alla responsabilità collettiva, mentre il Comune annuncia che i controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane. Perché la sfida, oltre che sanzionatoria, è soprattutto culturale: trasformare il rispetto dell’ambiente in una regola condivisa.